{"id":12129,"date":"2014-09-23T23:59:41","date_gmt":"2014-09-23T23:59:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12129"},"modified":"2014-09-23T23:59:41","modified_gmt":"2014-09-23T23:59:41","slug":"teoria-della-moneta-diluita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12129","title":{"rendered":"Teoria della moneta &quot;diluita&quot;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/diluizione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/diluizione.jpg\" alt=\"diluizione\" width=\"225\" height=\"225\" class=\"alignnone size-full wp-image-12130\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/diluizione.jpg 225w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/diluizione-150x150.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/diluizione-160x160.jpg 160w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/diluizione-320x320.jpg 320w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/diluizione-144x144.jpg 144w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Poco tempo fa abbiamo visto quali erano le \u201cforze\u201d delle monete nel 1980 e nel 1999 che poi sarebbero confluite nell\u2019euro. (Globalizzazione) Da quei semplici dati si evinceva chiaramente che Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l\u2019Italia sarebbero stati stritolati da questo meccanismo. Era evidente che anche la Francia avrebbe avuto grossi problemi di sostenibilit\u00e0. Voglio ricordare che uno studio simile era possibile farlo anche all\u2019epoca, allora, perch\u00e9 mai si decise comunque di addivenire alla creazione dell\u2019obbrobrio-euro?<br \/>\nFurono i governi dell\u2019epoca a decidere?<br \/>\nO piuttosto le multinazionali europee e non che sponsorizzavano i governi gi\u00e0 dall\u2019epoca?<br \/>\nPotevano gli industriali dell\u2019epoca avere cos\u00ec tale presa sui governanti da indirizzarli a prendere tale nefasta decisione?<br \/>\nI politici erano consci di fare esclusivamente il bene delle lobby industrial-finanziarie?Per cercare di capirne di pi\u00f9 dobbiamo fare un salto indietro, sino agli anni \u201950.<br \/>\nL\u2019Italia repubblicana nacque liberista e tra le nazioni europee fu quella che maggiormente prese a modello gli Stati Uniti. Le ingerenze statunitensi negli affari interni italiani erano (e sono) all\u2019ordine del giorno. Le elit\u00e8s industriali italiane puntarono ad imitare appieno il modello USA. Anche l\u00ec, anzi, soprattutto l\u00ec, nella \u201cliberissima\u201d Amerika, il divario di reddito tra i ricchi ed industrializzati stati del nord e i poverissimi stati del sud era abnorme. Ad esempio, la deindustrializzazione di Detroit non \u00e8 stata solo frutto delle delocalizzazioni all\u2019estero: molte aziende trasferirono le loro sedi in Alabama e Mississippi, dove grazie a quelle che potremmo definire \u201cgabbie salariali\u201d e all\u2019incostituzionalit\u00e0 dei sindacati (in questi due stati sono vietati per legge) e ad altri forti incentivi inerenti la tassazione ebbero enormi risparmi. Il solito mantra: ridurre i costi e aumentare i profitti.<br \/>\nLa competitivit\u00e0 effettuata sulla pelle dei lavoratori senza erodere i ricavi, anzi. Detroit, dagli anni \u201950 ad oggi, \u00e8 passata da 1,8 milioni di abitanti a 713.000, svuotando letteralmente interi quartieri. Detroit, aveva assunto il nomignolo di \u201cMotown\u201d ed era la IV citt\u00e0 degli USA, oggi \u00e8 al 18esimo posto. Nell\u2019intera Storia degli USA, in termini percentuali, solo New Orleans ha perso pi\u00f9 abitanti a causa di \u201ckatrina\u201d. Nel Michigan, un operaio della General Motors o della Ford poteva permettersi una vita agiata pur essendo l\u2019unico a lavorare in famiglia. Questa era la \u201cmiddle class\u201d che ha fatto grande gli USA. La sola GM aveva pi\u00f9 di 1,2 milioni di dipendenti, di cui circa \u00bc del totale nel Michigan. I salari di GM erano tra i pi\u00f9 alti in assoluto e permettevano ad un operaio specializzato di mantenere senza problemi la famiglia, permettendo loro di mandare i figli alle high-school, di avere una bella casa con tanto di prato e giardino e di fare le vacanze almeno una volta all\u2019anno. Le gabbie salariali hanno portato un po\u2019 di benessere in quelle regioni poverissime ma hanno inferto un colpo mortale a Detroit e soprattutto alla middle-class americana, inaugurando un ciclo continuo di ribassi salariali che hanno portato la Wall-Mart a scrivere davanti agli ingressi del personale una frase che dice pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201ccon il salario che percepirete da noi non pensate di poter far vivere la vostra famiglia \u2026\u201d. Il salario standard di Wall-Mart \u00e8 inferiore ai 900 dollari\/mese e non include assicurazioni, carta health-care, accantonamento pensionistico, ferie pagate e\/o tredicesima. Tanto lavori e tanto ti pago. Che differenza ci possa essere tra un lavoro del genere ed un lavoro completamente a NERO devo ancora capirlo. L\u2019attrito che provoca la sperequazione salariale tra regioni che fanno parte della stessa nazione sono foriere di grossi ed irrisolvibili problemi che i \u201ctrasferimenti fiscali\u201d non riescono a colmare. L\u2019emigrazione forzata ha svuotato intere regioni, sovrappopolandone altre: uno sciame di locuste impazzite che si muove alla ricerca di una stabilit\u00e0 economica o del \u201csogno americano\u201d. Una nazione cos\u00ec grande, anche se \u00e8 una federazione, avrebbe bisogno di diverse valute complementari che potrebbero, mediante una banda di oscillazione ben concordata, alleviare i problemi. Ad esempio, l\u2019Alabama e il Mississippi avrebbero bisogno di una valuta di un 20% pi\u00f9 bassa di quella del Texas o del New Jersey. Per allineare gli scompensi della differenza di prezzo che avrebbe il dollaro tra un texano rispetto ad un abitante dell\u2019Alabama il gov centrale dovrebbe operare cos\u00ec: a fine anno lo Stato centrale pretenderebbe il saldo di valuta in dollari dagli Stati in surplus per darla a quelli in minus, riallineando le disparit\u00e0. La moneta complementare di ogni stato potrebbe fare in modo di avere uno sviluppo pi\u00f9 regolare per il proprio territorio, facendone cos\u00ec una \u201carea valutaria ottimale\u201d. Il prezzo di un \u201cbig-mac\u201d, in questo modo, sarebbe diverso tra una zona e l\u2019altra, spingendo la regione in surplus ad \u201cimportare\u201d prodotti e manufatti dalla regione in minus , creando sviluppo e limitando fortemente la migrazione di lavoratori che mette in crisi strutturale interi territori. Gli USA non sono MAI stati una AVO. Alla fine \u00e8 SEMPRE e SOLO il sostanziale PAREGGIO tra le BILANCE COMMERCIALI tra Stati che eviterebbe (o quantomeno limiterebbe fortemente) le crisi periodiche derivanti da debito verso l\u2019estero a cui assistiamo. La \u201cdiluizione\u201d del dollaro che ha reso competitive le loro merci nasceva da questo ENORME divario tra il ricco nord ed il poverissimo sud. Chiaramente si aveva l\u2019esercito di riserva di lavoratori a basso salario e anche un enorme mercato di sbocco per i prodotti industriali del nord. Un dollaro di New York \u00e8 identico a quello di Orlando. L\u2019abbandono di intere regioni a favore di altre che offrono lavoro \u00e8 una costante negli USA. Il senso di appartenenza ad un territorio, semmai fosse esistito, \u00e8 stato completamente cancellato. La distruzione della famiglia e l\u2019imbarbarimento della societ\u00e0 statunitense trae le sue origini in tutto ci\u00f2. Una societ\u00e0 dell\u2019EGO che smaterializza sentimenti e legami, dove il business \u00e8 l\u2019unico scopo della vita e che prepara la gente alla competizione continua, dove se arrivi secondo non hai nessun merito o riconoscimento di sorta.<\/p>\n<p>In Italia, la sperequazione di redditi tra il ricco nord e il poverissimo meridione probabilmente non aveva eguali in tutta l\u2019Europa occidentale. In Italia ci sono stati sempre DUE, forse anche tre Nazioni, distinte e separate. Dall\u2019unificazione in poi il divario economico tra nord-centro e sud si \u00e8 sempre pi\u00f9 accentuato, mostrando una timida inversione di tendenza solo negli anni settanta. Mentre il reddito procapite italiano cresceva fortemente dal 1950 al 1980, recuperando completamente la media europea e avvicinandosi a quello statunitense, la differenza di tale reddito restava accentuata, anzi incrementava, tra nord-centro e sud. Il reddito procapite delle industrializzate regioni del nord Italia \u00e8 da sempre stato uguale, se non maggiore, alle zone pi\u00f9 ricche d\u2019Europa Se l\u2019Italia, ipoteticamente, nel 1948 fosse stata divisa in due, con i confini all\u2019altezza del Lazio, difficilmente avremmo avuto le dinamiche economiche che conosciamo. La forza dell\u2019industria e gli alti redditi dei cittadini di questa ipotetica nazione del nord-centro Italia avrebbero portato ad una maggiore richiesta di valuta dall\u2019estero per acquistare merci e manufatti prodotti in loco con il risultato scontato di vedere salire fortemente il valore della valuta locale e nello stesso tempo, simmetricamente, avremmo visto una contrazione dell\u2019export. La Germania sta facendo ci\u00f2 con l\u2019euro: senza i \u201cvasi di coccio\u201d che hanno \u201cdiluito\u201d il valore dell\u2019euro, facendo media al ribasso, la richiesta di euro-marco per acquistare i loro prodotti avrebbe portato la valuta alle stelle, rendendo i prodotti di altre nazioni pi\u00f9 attraenti. Non \u00e8 difficile pensare che il sud Italia avrebbe attratto maggiori investimenti, favorito da una valuta pi\u00f9 debole e da costi pi\u00f9 bassi. Forse anche l\u2019instaurazione di pi\u00f9 monete complementari (sul modello gi\u00e0 esplicato prima relativo agli USA) sarebbe bastato a far crescere il reddito procapite in maniera pi\u00f9 razionale, evitando soprattutto la tragedia relativa all\u2019emigrazione di massa che non fa altro che minare per SEMPRE lo sviluppo del territorio abbandonato. Questo problema lo sollevava poco tempo fa anche il prof. Claudio Borghi Aquilini. Il \u201cmiracolo italiano\u201d \u00e8 stato possibile anche grazie alle enormi differenze di un\u2019Italia divisa in due ma sotto un\u2019unica moneta. Il \u201cmiracolo tedesco\u201d a cui stiamo assistendo inermi, alla stessa stregua, trae dall\u2019unione monetaria i suoi enormi vantaggi. Da sempre sappiamo che le esportazioni di manufatti sono avvantaggiate da una valuta debole. Ce lo dice l\u2019esempio della Cina che, artificiosamente ed in QUALSIASI modo, tiene basso il valore dello Yuan per tale non troppo velato scopo.<\/p>\n<p>Il meridione abbandonato e deindustrializzato \u00e8 servito per DILUIRE il valore della moneta Lira, unitamente al grande vantaggio di avere l\u2019esercito di riserva di lavoratori a bassissimo reddito del sud che avrebbe fatto da calmiere al mercato del lavoro del ricco nord (leggi curva di Phillips), oltre a servire da mercato di sbocco ai prodotti dell\u2019industria settentrionale. Ai ricchi e potenti industriali, sponsorizzati dalla politica USA, conveniva tale situazione: erano ancora lontani i tempi della globalizzazione con annesse delocalizzazioni selvagge poich\u00e9 una Stato ancora forte impediva la libera circolazione di capitali oltre frontiera. Negli anni \u201970 si tent\u00f2 in tutti i modi di portare ricchezza ed investimenti al sud. Partirono ingenti programmi di infrastrutture statali (spesso anche inutili) e arriv\u00f2 anche un po\u2019 di industria privata fortemente sovvenzionata dal governo ma, come ben sappiamo, il progetto \u00e8 fallito miseramente. Agli occhi dei meridionali le industrie aperte al sud, soprattutto se statali, apparivano un modo per avere un reddito garantito con il minimo impegno possibile. Nella memoria storica del sud era ancora ben presente la guerra civile ed il bagno di sangue che ne consegu\u00ec ai tempi dell\u2019unificazione coatta dell\u2019Italia. Lo Stato, al sud, era visto come un nemico: tutto ci\u00f2 che era pubblico poteva essere saccheggiato e vituperato. Comunque ci\u00f2 serv\u00ec per effettuare quel minimo recupero di reddito procapite da parte del meridione a cui accennavo prima ma innesc\u00f2 il problema pi\u00f9 grave che affligge tuttora il sud Italia: il clientelismo a tutti i livelli. La bramosia di avere quel \u201cposto fisso\u201d , meglio se statale, che dava la sicurezza di un reddito mai stato certo prima, spingeva e spinge il meridionale ad usare tutti gli strumenti disponibili, convenzionali e non, compreso la corruzione vera e propria, pur di ottenere l\u2019agognato impiego. Per un napoletano o un barese ecc avere uno stipendio come un milanese o un bolognese ecc era un ENORME vantaggio: la vita molto meno cara del sud dava l\u2019agio che a nord, a parit\u00e0 di lavoro, non si sarebbe mai avuto. I politici, da sempre, hanno trovato in questo modo un\u2019ENORME bacino di voti di riserva da tenere sotto ricatto. Il resto sono ovviet\u00e0 che vi risparmio. Posso affermare senza rischio di essere contraddetto che il Popolo meridionale, bench\u00e9 non esente da colpe gravi, \u00e8 stato voluto cos\u00ec ed \u00e8 rimasto tale: consumatore-cittadino di serie \u201cB\u201d che non \u00e8 mai passato al rango di cittadino di serie \u201cA\u201d. In Italia, i servizi, il welfare e lo stesso Stato sociale sono sempre stati diversi: un sistema efficiente e ricco al nord-centro e un sistema appena sufficiente al sud. Con l\u2019avvento dell\u2019euro queste asimmetrie si stanno attenuando. Verso il basso. Un \u201cciclo di Frenkel\u201d all\u2019interno della stessa nazione, ammortizzato solo dai trasferimenti fiscali che man mano che passavano gli anni si trasformavano sempre pi\u00f9 in elemosina e che ha raggiunto oramai il mero assistenzialismo. Se l\u2019Italia meridionale avesse avuto un\u2019altra moneta, sicuramente meno forte, probabilmente era il sud che avrebbe esportato verso il nord (ma non solo) e non il contrario, riequilibrando la situazione ed evitando la tragedia dell\u2019emigrazione di massa cha ha IMPOVERITO per sempre quella meravigliosa terra e che \u00e8 PREPOTENTEMENTE ritornata, interessando ancora una volta un meridione sempre pi\u00f9 povero ed abbandonato a se stesso, ostaggio della criminalit\u00e0 organizzata e di politici e amministratori incompetenti e corrotti. Nel meridione si speriment\u00f2 il vincolo fisso, compreso tutte le altre storture che oggi stiamo vivendo con l\u2019euro. Una volta la meta preferita dal messinese o dal crotonese era Torino o Milano, oggi, e anche per il milanese e il torinese, \u00e8 Berlino o Dusseldorf \u2026 come cambiano i tempi.<\/p>\n<p>L\u2019Italia sta all\u2019Euro-pa come il meridione stava all\u2019Italia, con l\u2019aggravante di non avere ne trasferimenti fiscali e ne, tanto meno, quella spesa a deficit garantita da uno Stato sovrano che tenne in piedi il \u201cBelpaese\u201d sino al 1981. L\u2019Italia, per quanto erano grandi le asimmetrie tra nord-centro e sud, non \u00e8 MAI stata una \u201carea valutaria ottimale\u201d. Intanto il \u201csogno euro-peo\u201d cominciava ad essere inculcato alle masse, partendo dalle scuole elementari di tutta Europa. L\u2019accelerazione per perseguire tale scopo increment\u00f2 notevolmente negli anni \u201970: sarebbero occorsi molti anni perch\u00e9 quelle generazioni che non avevano nulla pi\u00f9 in comune con la tragedia della guerra potessero maturare un senso di appartenenza continentale. Lo scopo della UE \u00e8 sempre stato questo: EDUCARE a DIMENTICARE quanto occorso nei secoli passati, compreso le DUE luttuosissime guerre che hanno interessato il nostro continente in meno di 30 anni. Guerre che nacquero entrambe dalle intransigenze di parte e dalle INCOLMABILI divisioni e contrapposizioni degli stessi Stati europei. In Germania, le elit\u00e8s industriali caldeggiarono l\u2019unificazione tra le due Germanie e applicarono quanto fatto dalle elit\u00e8s italiane. Il loro meridione era l\u2019est, la ex DDR. Quanto accadde l\u00ec dal punto di vista economico, seppur con dinamiche diverse, \u00e8 molto simile a quanto occorso al meridione d\u2019Italia. Vi erano tutti gli ingredienti necessari per realizzare il grande progetto. In brevissimo tempo il governo dell\u2019iper euro-peista Kolhn deindustrializz\u00f2 la ex DDR, consegnando agli industriali tedeschi l\u2019esercito di riserva di lavoratori a basso costo che avrebbe ridimensionato fortemente le velleit\u00e0 salariali del maturo mercato del lavoro della Germania ovest. Si cre\u00f2 un nuovo mercato di sbocco per le industrie: la ex DDR fu inondata dai prodotti della Germania ovest, mettendo in moto il gi\u00e0 collaudato \u201cciclo di frenkel\u201d. Tutto ci\u00f2 ha una forte similitudine con quanto successo all\u2019Italia del \u201cmiracolo economico\u201d. La compressione salariale in Germania ebbe inizio in quegli anni ed ebbe il suo apice nel 2003, sotto il governo Shroeder, con la riforma del lavoro denominata Hartz-IV : port\u00f2 alla sotto occupazione di massa. Oggi, nella ricca Germania, quasi il 30% dei lavoratori percepisce un reddito pari a 400\/450 euro mensili con paga oraria lorda tra le pi\u00f9 basse in assoluto: 9 euro\/ora. Questo \u00e8 il \u201cmiracolo\u201d tedesco.<\/p>\n<p>L\u2019intera Euro-pa \u00e8 indirizzata su quella strada: recuperare la competitivit\u00e0 persa con l\u2019avvento della globalizzazione sulle spalle dei lavoratori, a detrimento della stabilit\u00e0, dei legami affettivi e della sicurezza che un buon reddito ti garantisce. Se non hai lavoro in Italia devi spostarti in altro luogo ma alle loro condizioni e con salari che ti permetteranno (forse) di sopravvivere, senza che un sacrificio simile sia pi\u00f9 ricompensato dalla speranza di un futuro migliore nella tua terra d\u2019origine. Dopo la polverizzazione dell\u2019impero URSS, le elit\u00e8s europee ebbero gioco facile a far legalizzare anche la libera circolazione delle persone, importando in realt\u00e0 economiche avanzate (che vedevano crescere diritti e retribuzioni dei salariati simmetricamente ai profitti aziendali) decine di milioni di nuove unit\u00e0 lavorative a bassissimo costo, mettendole in concorrenza tra esse. La grancassa mediatica, rimbambendo tutti gli euro-pei, gridava a gran voce \u201cpi\u00f9 euro-pa\u201d e NOI TUTTI, generazioni dagli anni \u201960 in poi, fummo convinti che quella era la strada giusta. L\u2019agricoltura italiana fu stravolta e semi distrutta da regole calate dall\u2019alto dalla UE e supinamente accettate dai nostri politici. Anche la scuola e la sanit\u00e0 cominciarono ad avere profondi e radicali cambiamenti. L\u2019industria, grazie alle nuove leggi euro-pee che abrogavano qualsiasi protezionismo nazionale atto a tutelare il lavoro e che limitavano fortemente la libera circolazione dei capitali, cominci\u00f2 a delocalizzare. Gi\u00e0 dal 1987, con quello che fu chiamato \u201cSME credibile\u201d, le Nazioni che facevano parte del serpente monetario entravano in regime di vincolo quasi-fisso (si poteva svalutare o rivalutare del 2,5%), eliminando l\u2019ombrello del cambio flessibile che serviva a Paesi con inflazione pi\u00f9 elevata a scaricare le tensioni interne sul cambio e non sui salari. Con lo SME credibile si mise fine alla PRIMA barriera protezionistica che uno Stato pu\u00f2 vantare: la possibilit\u00e0 della svalutazione monetaria che rende pi\u00f9 appetibili i prodotti nazionali esportati all\u2019estero e pi\u00f9 onerosi i prodotti di importazione. Del resto, come disse anche Da Rold del sole24ore, \u201cse non puoi svalutare la moneta devi svalutare i salari\u201d. Adottando l\u2019euro le nazioni marco-centriche hanno avuto l\u2019enorme vantaggio di \u201cdiluire\u201d il super-marco con dracma, peseta, escudo, lira e anche franco traendone immani benefici. Oggi, se esistesse ancora il DM (marco tedesco) varrebbe un buon 30% rispetto al valore massimo dell\u2019euro contro dollaro: almeno 1,8\/1,9, ovvero quasi il doppio del dollaro stesso. Una cosa non capisco: qual \u00e8 stata la convenienza francese ?\u2026. A distanza di anni ancora non trovo una giustificazione a tutto ci\u00f2. Anche l\u00ec la bramosia di pochi ha prevalso sulla buona ragione, abbattendo con uno stupidissimo quanto inutile sogno un sistema quasi perfetto, creato per la pace sociale.<br \/>\nL\u2019unica \u201cAVO\u201d che io conosca \u00e8 la federazione Elvetica che arriv\u00f2 alla moneta unica parecchio dopo una vera e propria integrazione dei Cantoni che col tempo divenne unione politica. La sola lingua dissimile tra tutte le Nazioni della UE basta e avanza a far si che l\u2019Europa resti come \u00e8 sempre stata: un bellissimo posto per viaggiare e conoscere le 1000 anime diverse provenienti ognuna da una MILLENARIA cultura diversa.<br \/>\nDopo trecento anni che i tedeschi avranno imparato la nostra lingua potrei anche dare il consenso a tale eresia.<\/p>\n<p>Sciogliere la UE e tornare alla CEE \u00e8 l\u2019unica cosa sensata che si possa fare per il bene dell\u2019intera popolazione europea. Prima che sia troppo tardi.<br \/>\nDi moneta \u201cdiluita\u201d me ne basta una: la Lira italiana.<\/p>\n<p>Roberto Nardella, ARS Puglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poco tempo fa abbiamo visto quali erano le \u201cforze\u201d delle monete nel 1980 e nel 1999 che poi sarebbero confluite nell\u2019euro. 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