{"id":12146,"date":"2014-09-30T00:05:21","date_gmt":"2014-09-30T00:05:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12146"},"modified":"2014-09-30T00:05:21","modified_gmt":"2014-09-30T00:05:21","slug":"precarieta-e-disoccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12146","title":{"rendered":"Precariet\u00e0 e disoccupazione"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>In questo articolo si metteranno a confronto le statistiche ufficiali relative alla disoccupazione di alcuni paesi appartenenti alla zona euro con delle ricostruzioni effettuate utilizzando un indicatore che va a misurare gli occupati in termini di unit\u00e0 equivalenti a tempo pieno, valutando in termini qualitativi e quantitativi alcuni aspetti delle riforme strutturali riguardanti il mercato del lavoro.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La parola pi\u00f9 inflazionata di questi ultimi anni deve essere necessariamente: \u201c<a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/vocabolario\/riforma\/\" target=\"_blank\">riforme<\/a>\u201d.<\/p>\n<p>A tale generico sostantivo si fa spesso riferimento quando si parla della riforma del mercato del lavoro, che sarebbe ritenuta necessaria, data la presunta positiva esperienza avutasi nei paesi che l&#8217;avrebbero attuata in modo scrupoloso.<\/p>\n<p>\u00c9 ormai noto che, nella sostanza, si tratta di un radicale indebolimento di ogni forma di protezione residua relativa alle varie tipologie di impiego, avendo come modello il mercato del lavoro tedesco.<br \/>\nVedremo pi\u00f9 avanti come tale mercato \u00e8 strutturato anche se \u00e8 noto l&#8217;uso massiccio, di lavoro precario e sottopagato, reso possibile con le famigerate \u201criforme Hartz\u201d.<\/p>\n<p>Per fare il punto della situazione, passiamo ad esaminare\u00a0gli indici di protezione dell&#8217;impiego, temporaneo e regolare, elaborati dall&#8217;OCSE. [1]<\/p>\n<p><em>[I valori appartengono ad una scala che va da 0 a 6, in ordine di livello di tutela fornito dalla legislazione in materia di lavoro di ogni singolo paese.]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/indice-protezione-impiego-temporaneo-2013.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12150\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/indice-protezione-impiego-temporaneo-2013.png\" alt=\"indice protezione impiego temporaneo 2013\" width=\"520\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/indice-protezione-impiego-temporaneo-2013.png 626w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/indice-protezione-impiego-temporaneo-2013-300x174.png 300w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a><em>Grafico 1: Indice di protezione dell&#8217;impiego temporaneo &#8211; 2013<\/em><\/p>\n<p>Si vede facilmente come l&#8217;Italia va a posizionarsi rispetto a paesi come la Germania, L&#8217;Irlanda, i Paesi bassi ed anche l&#8217;Austria, in tema di protezione dell&#8217;impiego temporaneo, che risulta tra le pi\u00f9 alte in Europa, ma fortemente distaccata da paesi come il Lussemburgo, la Francia e la Norvegia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/indice-protezione-impiego-regolare-2013.png\"><br \/>\n<\/a><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/indice-protezione-impiego-regolare-2013.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12149\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/indice-protezione-impiego-regolare-2013.png\" alt=\"indice protezione impiego regolare 2013\" width=\"520\" height=\"265\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/indice-protezione-impiego-regolare-2013.png 627w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/indice-protezione-impiego-regolare-2013-300x153.png 300w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Grafico 2: Indice di protezione dell&#8217;impiego regolare &#8211; 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">In questa seconda classifica possiamo verificare come, per quanto riguarda l&#8217;impiego regolare, i lavoratori tedeschi, olandesi e perfino lettoni siano pi\u00f9 tutelati rispetto agli italiani, ovvero in tutti posti dove si dice che siano state fatte \u201cle riforme\u201d.<\/p>\n<p>Solo l&#8217;Irlanda ed il Regno Unito sembrano mantenere le posizioni di bassa regolamentazione evidenziate dal grafico precedente.<\/p>\n<p>Alla luce di questi dati, appare paradossale come si insista con i continui attacchi all&#8217;art.18 dello Statuto dei Lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300, riguardante le &#8220;Norme sulla tutela della libert\u00e0 e dignit\u00e0 dei lavoratori, della libert\u00e0 sindacale e dell&#8217;attivit\u00e0 sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento&#8221;), nonostante sia evidente che gi\u00e0 si \u00e8 in una condizione di minore tutela occupazionale.<\/p>\n<p>Per valutare la qualit\u00e0 dell&#8217;occupazione ottenuta a seguito di queste riforme, possiamo servirci di un indicatore che la Commissione Europea utilizza per individuare il numero degli occupati equivalenti a tempo pieno, confrontandoli con i dati normalmente utilizzati nelle statistiche ufficiali.<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/occupazione-totale-e-FTE-su-popolazione-15-64-anni.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12166\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/occupazione-totale-e-FTE-su-popolazione-15-64-anni.png\" alt=\"\" width=\"520\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/occupazione-totale-e-FTE-su-popolazione-15-64-anni.png 605w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/occupazione-totale-e-FTE-su-popolazione-15-64-anni-300x169.png 300w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a><em style=\"text-align: center\">Grafico 3: Tassi di occupazione a confronto, occupati totali ed equivalenti a tempo pieno su popolazione dai 15 ai 64 anni. [2]<\/em><\/p>\n<p>Sfortunatamente, questa statistica non \u00e8 disponibile per tutti i paesi europei ma, tramite i dati disponibili, illustrati nel grafico 3, ci si pu\u00f2 fare comunque un&#8217;idea su come i valori occupazionali sarebbero differenti se non si fosse fatto uso di lavoro temporaneo e precario ma solo di contratti a tempo pieno.<\/p>\n<p>Dove la differenza \u00e8 pi\u00f9 marcata, ovvero Paesi Bassi ed Austria, la qualit\u00e0 dell&#8217;impiego \u00e8 pi\u00f9 bassa ovvero c&#8217;\u00e8 una relativamente maggiore fetta di popolazione che non beneficia di un posto di lavoro a tempo pieno.<\/p>\n<p>Nel grafico 4 possiamo esaminare gli stessi dati dal punto di vista della disoccupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/disoccupazione-ufficiale-e-FTE.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12158\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/disoccupazione-ufficiale-e-FTE.png\" alt=\"disoccupazione ufficiale e FTE\" width=\"520\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/disoccupazione-ufficiale-e-FTE.png 605w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/disoccupazione-ufficiale-e-FTE-300x147.png 300w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a>Grafico 4: Tasso di disoccupazione ufficiale e con equivalenti a tempo pieno, anno 2013.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 macroscopico come, in tutti i paesi esaminati, la reale disoccupazione sia ben pi\u00f9 alta di quella ufficiale. Clamorosi sono i casi di Francia, Austria e Paesi Bassi, che riportano tutti dati equivalenti peggiori di quello italiano. La Spagna, alla luce di questa analisi, va a sfondare abbondantemente il tetto del 30%.<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 lecito chiedersi come andrebbe a posizionarsi la Germania in questa poco felice classifica.<br \/>\nPer cercare di stabilire un ordine di grandezza, si possono confrontare alcune caratteristiche del mercato del lavoro tedesco con quelle degli stati di cui \u00e8 stata resa disponibile la statistica dell&#8217;impiego equivalente a tempo pieno.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/incidenza-lavoro-temporaneo-part-time-e-basso-salario.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12148\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/incidenza-lavoro-temporaneo-part-time-e-basso-salario.png\" alt=\"incidenza lavoro temporaneo part time e basso salario\" width=\"520\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/incidenza-lavoro-temporaneo-part-time-e-basso-salario.png 605w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/incidenza-lavoro-temporaneo-part-time-e-basso-salario-300x208.png 300w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Grafico 5: Incidenza del lavoro temporaneo, part-time e a basso salario, sul totale degli occupati, 1\u00b0 trim 2014.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Qui vediamo come la la Germania possa vantare il poco edificante primato della quota dei lavoratori a basso salario sul totale degli impiegati, fatto verosimilmente dovuto all&#8217;impiego massiccio di mini jobs. Per quanto riguarda l&#8217;impiego part-time, \u00e8 seconda a pari merito con l&#8217;Austria ma fortemente distaccata rispetto ai Paesi Bassi, che vantano il 50% di lavoratori a tempo parziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">E&#8217; curioso vedere come in Spagna, Grecia e Portogallo, i lavoratori temporanei siano in numero maggiore di quelli part-time, segno di un mercato del lavoro strutturato in maniera diversa.<\/p>\n<p>Complessivamente, i paesi con caratteristiche pi\u00f9 simili alla Germania, dal punto di vista della composizione delle tipologie di impiego, sembrano essere Irlanda ed Austria dei quali, solo nel secondo caso, \u00e8 disponibile la statistica dei lavoratori equivalenti a tempo pieno.<\/p>\n<p>Dall&#8217;insieme dei fatti elencati, risulta plausibile che il tasso di disoccupazione equivalente tedesco si avvicini molto pi\u00f9 al 20% che al 5% ufficialmente riportato e che sia, comunque, ben pi\u00f9 alto del 15% calcolato per l&#8217;economia italiana.<\/p>\n<p>Ora, ricordando la\u00a0<a title=\"Salari e produttivit\u00e0\" href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10425\">massiccia compressione della quota dei salari sul PIL sperimentata in Germania<\/a>, siamo davvero sicuri che il &#8220;modello tedesco&#8221; sia realmente a vantaggio dei lavoratori?<\/p>\n<p><em>Antonello Nusca &#8211; ARS Abruzzo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Note:<br \/>\n[1] Sono stati considerati i licenziamenti individuali.<\/p>\n<p>[2] In questo caso, per rendere i dati confrontabili, data l&#8217;\u00a0indisponibilit\u00e0 del dato degli e.t.p. dai 15 ai 65 anni, il tasso occupazionale \u00e8 stato calcolato confrontando il numero degli occupati totali e quello degli equivalenti a tempo pieno con il numero di persone comprese in una fascia di et\u00e0 determinata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; In questo articolo si metteranno a confronto le statistiche ufficiali relative alla disoccupazione di alcuni paesi appartenenti alla zona euro con delle ricostruzioni effettuate utilizzando un indicatore che va a misurare gli occupati in termini di unit\u00e0 equivalenti a tempo pieno, valutando in termini qualitativi e quantitativi alcuni aspetti delle riforme strutturali riguardanti il mercato del lavoro. &nbsp; La parola pi\u00f9 inflazionata di questi ultimi anni deve essere necessariamente: \u201criforme\u201d. 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