{"id":12251,"date":"2014-10-12T00:00:38","date_gmt":"2014-10-12T00:00:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12251"},"modified":"2014-10-12T00:00:38","modified_gmt":"2014-10-12T00:00:38","slug":"il-prometeico-enrico-mattei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12251","title":{"rendered":"Il prometeico Enrico Mattei."},"content":{"rendered":"<p>(<strong>Prometeico <\/strong><\/p>\n<p>Dal Dizionario della Lingua italiana.<\/p>\n<p>Significato:<\/p>\n<p>\u201c1) Di Prometeo, mitologico titano che sottrasse il fuoco a Zeus per donarlo agli uomini.<\/p>\n<p>2) Che si caratterizza per un eroico e disperato spirito di sfida\u201d).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio in questo mese di sessantadue anni fa moriva Enrico Mattei.<\/p>\n<p>La sua figura \u00e8 stata volutamente abbandonata all\u2019oblio. Infatti il disegno politico-economico di Mattei, che in larga parte realizz\u00f2, \u00e8 ancora attualissimo e continua a dar fastidio, a pi\u00f9 di mezzo secolo dalla sua scomparsa, in quanto toto coelo opposto all\u2019odierna concezione neoliberista.<\/p>\n<p>Non mi stupirei di scoprire che gran parte degli italiani non conoscano la storia affascinante, coeva al boom economico del nostro Paese, di questo uomo straordinario.<\/p>\n<p>Senza di lui l\u2019Italia non avrebbe mai raggiunto quell\u2019alto livello di opulenza che adesso diamo per scontato e che fa tanto gola agli \u201csquali\u201d di Wall Street. Senza il coraggio e l\u2019intraprendenza di Mattei l\u2019Italia dei nostri giorni assomiglierebbe pi\u00f9 alla Bulgaria o alla Romania che non alla Francia o alla Germania.<\/p>\n<p>Enrico Mattei nasce ad Aqualagna, un paesino delle Marche, nell\u2019aprile del 1906. Non termina gli studi ed inizia giovanissimo a lavorare prima come operaio e poi come imprenditore di una piccola fabbrica di emulsioni per concerie con due soli dipendenti. Non \u00e8 una persona colta, ma ha quella perspicacia pragmatica e quel senso degli affari che sono proprie dei marchigiani. E\u2019 un lavoratore zelante, sveglio, intelligente, carismatico e conquista le persone con cui entra in contatto con la sua indole ammaliante.<\/p>\n<p>A trent\u2019anni passati consegue il diploma di ragioneria frequentando una scuola serale e poi si iscrive alla facolt\u00e0 di Scienze Politiche. Non conseguir\u00e0 mai la laurea, ma questo periodo sar\u00e0 molto importante perch\u00e9 gli permetter\u00e0 di conoscere personaggi del calibro di Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira e Amintore Fanfani, personalit\u00e0 che gravitano nell\u2019ambito universitario della Cattolica di Milano. In questo ambiente si avviciner\u00e0 alle teorie etiche dell\u2019imprenditore cristiano e della sua \u201cmission\u201d sociale e alle dottrine di Keynes e Franklin Delano Roosvelt legate all\u2019intervento pubblico nell\u2019economia per correggere gli squilibri generati dal libero mercato.<\/p>\n<p>Durante la guerra indossa la divisa dei partigiani bianchi del CLN.<\/p>\n<p>Nel 1948 \u00e8 eletto deputato nella DC e riceve il suo primo incarico pubblico: dismettere l\u2019Agip.<\/p>\n<p>L\u2019Agip (Azienda Generale Italiana Petroli) era stata istituita dal fascismo con l\u2019obiettivo di \u201ccercare, acquistare, trattare e commerciare petrolio\u201d. In un clima post-bellico di reazione al fascismo il Parlamento ne aveva deliberato la chiusura, spianando la strada, di fatto, alla penetrazione commerciale del \u201ccartello\u201dpetrolifero anglo-statunitense (meglio noto con il nome di \u201csette sorelle\u201d) nel territorio italiano che avevano appena liberato.<\/p>\n<p>Guarda caso arriva subito un\u2019offerta di 60 milioni per acquistare l\u2019Agip e Mattei pensa \u201cse offrono tanto vuol dire che vale molto di pi\u00f9\u201d. (Non proprio lo stesso tipo di ragionamento che fanno i politici italiani di oggi quando svendono pezzi di ENI!).<\/p>\n<p>Mattei non si fa influenzare dall\u2019ideologia antifascista imperante nell\u2019Italia dell\u2019immediato dopoguerra e sa bene che l\u2019autonomia politica di un Paese passa necessariamente per la sua indipendenza energetica oltre che economica. Quindi senza remore prende contatti con il suo predecessore nel ruolo di direttore dell\u2019Agip: Carlo Zanmatti, infischiandosene delle sue passate compromissioni con la Repubblica di Sal\u00f2, affinch\u00e9 gli illustri meticolosamente i progetti in corso. Viene cos\u00ec in possesso di importanti documenti che attestano, sulla base dell\u2019attivit\u00e0 di ricerca svolta durante il \u201cventennio\u201d, l\u2019esistenza di forti indizi (studio del terreno, carotaggio, presenza di gas Metano usualmente correlata alla presenza di greggio) che avvalorano l\u2019ipotesi della presenza del petrolio nel sottosuolo della Val Padana, al punto che il regime fascista era in procinto di cominciare le trivellazioni in quell\u2019area.<\/p>\n<p>Contrari alla chiusura dell\u2019Agip erano, oltre, ovviamente, ai dipendenti, anche la corrente di sinistra della DC di Gronchi e Dossetti, ferventi oppositori dei grandi monopoli privati.<\/p>\n<p>Mattei decide, quindi, in aperta violazione con gli ordini ministeriali ricevuti, di riprendere l\u2019attivit\u00e0 di scavo dell\u2019Agip appellandosi all\u2019allora Presidente del Consiglio Ferruccio Parri grazie al quale riesce a superare l\u2019abulia del Governo.<\/p>\n<p>La notizia che Mattei ha trovato il petrolio in Italia non sfugge alle \u201csette sorelle\u201d che aumentano le pressioni politiche nel tentativo di accaparrarselo. In realt\u00e0 si scoprir\u00e0 presto che il petrolio di Cortemaggiore, che l\u2019apologetico Mattei abilmente sfrutter\u00e0 al massimo in termini di ritorno d\u2019immagine per difendere l\u2019utilit\u00e0 dell\u2019Agip, sgorga davvero in quantit\u00e0 esigua. In Val Padana non c\u2019\u00e8 petrolio, per\u00f2 abbonda il metano. Mattei, reso edotto da Zanmatti sulle enormi potenzialit\u00e0 di questa fonte gassosa di energia, decide di puntarci. Le maestranze dell\u2019Agip galvanizzate dal carisma del proprio leader lavorano alacremente. La strategia \u00e8 quella di mettere le amministrazioni di fronte al fatto compiuto: i suoi tecnici scavano, mettono i tubi e ricoprono il terreno nottetempo, l\u2019indomani Mattei calma gli animi indennizzando tutti i danneggiati (proprietari terrieri, contadini, il sindaco, il maresciallo dei carabinieri, il prete) offrendo loro: denaro, un posto fisso, la gestione di una pompa Agip, il restauro della chiesa. Il Manager dell\u2019Agip si vanter\u00e0 di aver violato oltre 8.000 Leggi e Regolamenti. Ma nel giro di pochi mesi, con questo sistema non proprio ortodosso, un fitto reticolato di metanodotti si snoda da nord a sud in lungo e in largo attraverso tutta la penisola svecchiando completamente il Paese. Nelle case degli italiani arriva il metano (direttamente dai gasdotti o dalle bombole di stoccaggio portatili). Le vecchie stufe a legna, con il loro lezzo caratteristico, sono rimpiazzate dalle moderne caldaie a gas. Ancora oggi il metano giunge nelle nostre abitazioni dopo aver percorso migliaia di chilometri all\u2019interno dell\u2019affascinante dedalo dei gasdotti di Mattei!<\/p>\n<p>Nonostante il successo epocale ottenuto con il metano, i detrattori in patria deridono Mattei sulle maggiori testate giornalistiche italiane (copiosamente finanziate dalle \u201csette sorelle\u201d) affibbiandogli l\u2019appellativo ingiurioso di \u201cPetroliere senza petrolio\u201d alludendo al suo insuccesso in Val Padana e mettendo in luce il suo tallone d\u2019Achille. Al contempo inizia una vera e propria campagna diffamatoria incentrata, tanto per cambiare, (le correnti liberiste non brillano certo per fantasia), sulla corruzione.<\/p>\n<p>Ma l\u2019\u201cincorruttibile corruttore\u201d (come lo definir\u00e0 Indro Montanelli) con gli ingenti introiti del metano, di cui non trattiene nulla n\u00e9 per s\u00e9 n\u00e9 per la sua famiglia, fonda \u201cil Giorno\u201d un quotidiano che in poco tempo arriva alla eccezionale tiratura di duecentocinquantamila copie. Dalle sue colonne si difende dalla pi\u00f9 svariate accuse mosse dai suoi nemici e in particolare risponde a chi lo accusa di corruzione. Una sua frase lapidaria \u00e8 rimasta celebre: \u201cmi servo dei partiti politici come dei taxi, mi faccio portare a destinazione e pago la corsa\u201d dir\u00e0 con spudorata baldanza.<\/p>\n<p>Ma quel nomignolo dispregiativo: \u201cpetroliere senza petrolio\u201d riecheggia nella mente di Mattei e lo logora perch\u00e9 sa che \u00e8 vero.<\/p>\n<p>L\u2019imprenditore di Aqualagna, onusto di risentimento, vuole vendicarsi: \u201cse il petrolio in Italia non si trova, bisogna prenderlo nei Paesi in cui abbonda\u201d. Dovr\u00e0 faticare non poco a Roma per contrastare i suoi nemici sempre pi\u00f9 numerosi, ma finalmente nel 1952 riesce a raggiungere l\u2019obiettivo che si era prefisso e fonda l\u2019ENI (Ente Nazionale Idrocarburi). Si dimette da Deputato per dedicarsi completamente alle \u201csue\u201d aziende. Con l\u2019aereo dell\u2019ENI si libra veloce da una parte all\u2019altra del globo per incontrare Capi di Stato, Presidenti, Re o dittatori che siano, dei Paesi esportatori di petrolio e conclude accordi direttamente con loro bypassando completamente il cartello delle compagnie petrolifere. Mattei si rapporta ai Paesi produttori come un partner leale e sincero, inaugura gli accordi contrattuali incentrati sul c.d. \u201cfifty-fifty\u201d: costruisce le sue imprese di estrazione e di raffinazione di cui sopporta da solo rischi e costi per poi dividere in parti uguali gli utili. I Paesi produttori trovano in lui un interlocutore di gran lunga preferibile rispetto alle compagnie con le quali erano abituate a trattare, non soltanto perch\u00e9 per la prima volta non si sentono sfruttati e trattati con inferiorit\u00e0, ma anche perch\u00e9 offre loro concrete opportunit\u00e0 di guadagno senza addossargli alcun rischio di impresa. Mattei per\u00f2 ha anche un\u2019altra freccia nel suo arco per accattivarsi le simpatie dei Paesi esportatori: oltre ad offrire loro contratti estremamente vantaggiosi che mai avrebbero potuto immaginare di concludere con le \u201cSette sorelle\u201d, sfrutta abilmente a suo vantaggio anche il recente passato storico dell\u2019Italia che, fondamentalmente, non \u00e8 mai stata una Nazione colonizzatrice a differenza di Inghilterra e Francia. Questo fenomeno, noto agli storici con il nome di \u201cneoatlantismo\u201d, d\u00e0 all\u2019Italia un vantaggio enorme facendole assurgere il ruolo incontrastato di partner privilegiato rispetto alle altre Nazioni verso le quali, al contrario, permane un\u2019ancestrale e latente diffidenza da parte dei Paesi produttori (in larga parte costituiti da ex-colonie).<\/p>\n<p>Con quest\u2019ultimi l\u2019Italia di Mattei instaura, dunque, un rapporto di stima, fiducia e rispetto reciproco che porta alla sottoscrizioni di contratti redditizi per ambo i contraenti.<\/p>\n<p>Spesso il ruolo di Mattei va ben oltre il mero approccio economico sfociando addirittura in caldeggiamenti di cause pi\u00f9 prettamente politiche, per non dire polemologiche, aventi ad oggetto in particolare il processo di \u201cdecolonizzazione\u201d. Solo per dirne una: Mattei finanzia, tra gli altri, il Fronte di liberazione Nazionale Algerino. Questa sua intraprendenza spesso mette in imbarazzo il Governo italiano che sovente si trova coinvolto in operazioni economiche, e non solo, in contrasto con gli interessi degli \u201calleati\u201d anglo americani.<\/p>\n<p>Nella sua grande visione Mattei arriva a sognare perfino un\u2019associazione per lo sviluppo e la cooperazione tra i Paesi rivieraschi del Mediterraneo che coinvolgesse anche l\u2019America e la Russia, pur riservando all\u2019Italia l\u2019incontrastata funzione di leadership.<\/p>\n<p>Mattei, a modo suo e probabilmente inconsapevolmente, era giunto a mettere in discussione l\u2019ordine mondiale che al tempo si fondava sul principio dei \u201c due grandi blocchi contrapposti\u201d. Esattamente come Moro quindici anni pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p>Anche la costituzione dell\u2019OPEC, che ha causato danni enormi al \u201ccartello\u201d delle compagnie petrolifere, \u00e8 scaturita dalla presa di coscienza, a seguito dell\u2019\u201deffetto Mattei\u201d, dell\u2019importanza rivestita dai Paesi produttori.<\/p>\n<p>Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Somalia, Egitto, Sudan, e in un secondo momento Costa d\u2019Avorio, Ghana, India, Giordania, Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Iran e perfino Russia (con manifesto disappunto dell\u2019America)\u2026 Alle soglie del 1960 l\u2019ENI \u00e8 ovunque nel Mondo e contestualmente l\u2019Italia viene inondata da idrocarburi a basso costo (anche il 20% in meno rispetto al prezzo di mercato) che faranno da volano all\u2019imminente boom economico. Ma a Mattei non basta. L\u2019onniveggente imprenditore guarda oltre: il petrolio (ora che ne ha quanto ne vuole) \u00e8 gi\u00e0 una fonte energetica che presto apparterr\u00e0 al passato, l\u2019energia del futuro sar\u00e0 quella nucleare. Nemmeno il tempo di avere questa avveniristica intuizione che la costruzione della prima centrale nucleare a Latina diviene realt\u00e0. (Anche se non entrer\u00e0 mai in funzione a causa della sua scomparsa prematura).<\/p>\n<p>Mattei muore il 27 ottobre 1962 in un incidente aereo, le cui cause sono tutt\u2019oggi circondate da un fitto mistero.<\/p>\n<p>Mattei \u00e8 stato un imprenditore, un partigiano, un politico e un manager pubblico. Ma, soprattutto, Mattei \u00e8 stato un patriota.<\/p>\n<p>A.R.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una notte d\u2019estate del 1962 il giornalista Italo Pietra racconta cos\u00ec il suo ultimo incontro con Mattei: \u201csiamo su piccolo aereo in volo da Roma per Gela: lui a destra del pilota, Irnerio Bertuzzi, e io alle loro spalle. Al di sopra della cupola trasparente di plexiglas, vediamo la luna navigare i golfi del cielo, e sembra vicina\u201d. Mattei sospira: \u201cSiamo troppo vecchi per la luna. Ce ne saremo gi\u00e0 andati quando l\u2019uomo arriver\u00e0 lass\u00f9\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Prometeico Dal Dizionario della Lingua italiana. Significato: \u201c1) Di Prometeo, mitologico titano che sottrasse il fuoco a Zeus per donarlo agli uomini. 2) Che si caratterizza per un eroico e disperato spirito di sfida\u201d). &nbsp; Proprio in questo mese di sessantadue anni fa moriva Enrico Mattei. La sua figura \u00e8 stata volutamente abbandonata all\u2019oblio. 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