{"id":12311,"date":"2014-10-20T11:18:04","date_gmt":"2014-10-20T11:18:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12311"},"modified":"2014-10-20T11:18:04","modified_gmt":"2014-10-20T11:18:04","slug":"tartassiamoci-ce-lo-chiede-leuropa-parte-iii-cosciani-vs-visentini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12311","title":{"rendered":"Tartassiamoci: \u201cce lo chiede l&#039;Europa!\u201d Parte III: Cosciani Vs. Visentini"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cLa politica \u00e8 l&#8217;arte d&#8217;impedire agli avversari di fare la loro.\u201d <strong>Roberto Gervaso<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alla morte di Ezio Vanoni l\u2019ordinamento tributario, se pur incamminato verso la via tracciata dalla Costituzione, era ancora molto lontano dall\u2019incarnarne in maniera esatta e puntuale i princ\u00ecpi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli anni \u201960 si sono caratterizzati per l\u2019intensa attivit\u00e0 di studio dedicata alla riforma tributaria che di l\u00ec a pochi anni doveva concretizzarsi dando un nuovo volto all\u2019ordinamento tributario italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 questo il periodo nel quale due uomini, con idee e visioni diverse, si confrontarono e scontrarono nel dibattito relativo alla riforma tributaria: <strong>Cesare Cosciani <\/strong>e <strong>Bruno visentini<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le \u201clame\u201d tra i due, ad onor del vero, si erano gi\u00e0 incrociate ai tempi della \u201ccommissione Vanoni\u201d nel 1948, e le rispettive relazioni presentate in quella commissione rappresentano il preludio di quello che sar\u00e0 il dibattito negli anni \u201860<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Cosciani<\/strong> era un uomo accademico, non era un politico in senso stretto, ma i suoi argomenti lasciavano chiaramente intendere che il suo orientamento fosse fortemente <strong>socialdemocratico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Visentini <\/strong>era al contrario un politico, uomo di spicco del Partito Repubblicano Italiano, un <strong>liberale<\/strong> quindi.<br \/>\nEra il 1962 quando l\u2019allora ministro delle finanze <strong>Giuseppe Trabucchi<\/strong> \u00a0istitu\u00ec la <strong><em>commissione per lo studio della riforma tributaria<\/em><\/strong> di cui fu designato vicepresidente Cesare Cosciani e che vedeva tra i suoi componenti anche Bruno Visentini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Commissione produsse un\u2019enorme mole di documenti e relazioni preparatorie sui diversi problemi della riforma; nel maggio del 1963 i lavori terminarono con un rapporto, redatto da Cosciani, che conteneva le proposte di una nuova struttura dell\u2019intero sistema di imposizione.<br \/>\nLa relazione completa venne pubblicata nel 1964, con il titolo di <em>Stato dei lavori della Commissione per lo studio della riforma tributaria.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel settembre del 1964 venne affidata a Cosciani la presidenza del \u201cComitato di studio per l\u2019attuazione della riforma tributaria\u201d, che in una prima fase dei lavori affront\u00f2 un programma concreto di riforma tributaria da attuare nell\u2019arco di un quinquennio ed una relazione contenente le linee di riforma, approvata dal Parlamento nel giugno del 1965.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel febbraio del 1966 Cosciani prepar\u00f2 una bozza di progetto legislativo gi\u00e0 completamente articolato in 243 articoli ed accompagnato da commenti ai singoli articoli;<br \/>\nNel giugno del 1966 Cosciani si dimise dalla guida del Comitato non condividendo n\u00e9 il \u201cmetodo di lavorare n\u00e9 alcune scelte concrete\u201d. Queste le motivazioni generiche da lui addotte che determinarono, di fatto, il sorpasso di Visentini e quindi di parte delle sue idee, nella traduzione di quella che sar\u00e0 la riforma che, di l\u00ec a breve, porter\u00e0 proprio il nome del \u201cRepubblicano\u201d Visentini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma su cosa si gioc\u00f2 il contrasto fra i due? Pare scontato dire che la \u201cvisione di Stato\u201d di un liberale sia diversa da quella di un socialista democratico. Tale visione ovviamente si ripercuote su quella che \u00e8 la finanza pubblica. Su cosa deve finanziare, in che misura e soprattuto CHI deve maggiormente contribuirne. Intendo con \u201cchi\u201d quale fascia della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La diversit\u00e0 di intendere lo Stato, \u201cminimo\u201d e \u201csilenzioso\u201d per un liberale e \u201ccentrale\u201d e \u201csociale\u201d \u00a0per un socialista democratico, determinano, come \u00e8 giusto che sia, un modo di vedere le imposte e il sistema impositivo geneticamente diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Dal punto di vista tecnico le due visioni sono molto ben sintetizzate in <a href=\"http:\/\/www.econ-pol.unisi.it\/quaderni\/434.pdf\">questo studio<\/a> di cui riporto qualche passo significativo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<strong><em>\u201cVisentini<\/em><\/strong><em> muoveva sicuramente dalla considerazione che era illusorio perseguire la giustizia tributaria attraverso l\u2019accentuazione della personalizzazione dell\u2019imposizione diretta: riteneva, infatti, inopportuna l\u2019introduzione di elementi di personalit\u00e0 nell\u2019imposta proporzionale \u00a0per problemi legati all\u2019amministrazione finanziaria (che si troverebbe a far fronte ad accertamenti dei singoli redditi oltre che alle richieste di rimborso generate dalla presenza di \u201ccondizioni soggettive\u201d), per la presenza di maggiori rischi di evasione e sperequazione, ma anche per le connesse implicazioni in termini di nominativit\u00e0 \u201cobbligatoria\u201d. Cos\u00ec facendo riteneva che non si sarebbe fatto altro che spostare (maggiormente) l\u2019onere dall\u2019imposizione diretta a quella indiretta. Ancora, la constatazione dell\u2019insuccesso dell\u2019imposizione personale preesistente lo spingeva a criticare fortemente lo spostamento di tutta l\u2019imposizione diretta in direzione della personalit\u00e0; ritenendo altres\u00ec utile l\u2019abbandono dei pregiudizi nei confronti della <strong>regressivit\u00e0<\/strong> <strong>dell\u2019imposta indiretta<\/strong>, che avrebbe potuto essere opportunamente trasformata con elementi di progressivit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il ruolo che riconosce ad una eventuale maggiore imposizione sui redditi pi\u00f9 elevati trova fondamento esclusivamente nella maggiore capacit\u00e0 contributiva mentre nega l\u2019assegnazione di un qualsiasi principio redistributivo. <strong>Visentini assume una posizione nettamente contraria alla ipotizzata concentrazione dell\u2019imposizione diretta in una unica imposta personale e progressiva motivando il suo dissenso con la presenza di una distribuzione e livello medio dei redditi tali da impedire il trasferimento dell\u2019onere tributario dai redditi meno elevati a quelli pi\u00f9 elevati<\/strong>. <strong>Accanto a queste osservazioni pone alcune considerazioni di favore al mantenimento dell\u2019imposizione proporzionale reale, di una imposta autonoma personale e progressiva sul reddito totale, ma solo sui redditi superiori ad 1-1,5 milioni (quindi su pochi redditi) e con accertamento diverso rispetto a quello delle imposte reali, sottolineando nel contempo la necessit\u00e0 di una riduzione delle aliquote, quale premessa per spingere i contribuenti a dichiarazioni veritiere e, conseguentemente, per ridimensionare notevolmente il numero degli accertamenti da effettuare.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em>Dall\u2019altra Cosciani poneva, invece, molta enfasi al <strong>miglioramento della distribuzione dell\u2019onere fiscale tra i contribuenti<\/strong> che riteneva del tutto irrazionale e sottolineava gli inconvenienti del sistema vigente con riferimento agli aspetti di discriminazione quantitativa e qualitativa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Sotto l\u2019aspetto quantitativo <strong>l\u2019inconveniente strutturale derivava<\/strong>, secondo Cosciani, <strong>dallo scarso peso riconosciuto agli elementi di \u201cpersonalit\u00e0\u201d<\/strong><\/em><strong><em> delle imposte<\/em><\/strong><em>, quindi in palese divergenza con quanto sostenuto da Visentini. Cosciani sottolineava, infatti, che <strong>il sistema era caratterizzato da prevalenza di imposte reali, da scarsa progressivit\u00e0, da scarse detrazioni, da eccessivo peso dell\u2019onere sulle imprese rispetto alle famiglie, da accertamento alla fonte ma con scarsa riscossione alla percezione, oltre che dall\u2019esistenza di sperequazioni<\/strong><\/em><strong><em> legate ai diversi accertamenti su redditi effettivi e su redditi forfetari, e alla diversit\u00e0 di aliquote nelle imposte; tutti aspetti di cui attribuiva la responsabilit\u00e0 alla mancata personalizzazione.<\/em><\/strong><em> Ancora, sotto il profilo della discriminazione qualitativa, riteneva che la presenza di aspetti distorsivi dovesse essere imputata all\u2019esistenza di imposte patrimoniali con il solo carattere della occasionalit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Cosciani si pone, <\/em><\/strong><em>nella proposizione delle scelte relative al sistema tributario<strong>, in modo molto pi\u00f9 radicale sostenendo che quanto dovrebbe essere intrapreso non pu\u00f2 che essere una riforma strutturale con accentuazione della progressivit\u00e0 e della personalit\u00e0 delle imposte: la necessit\u00e0 di una revisione radicale per correggere e migliorare la razionalit\u00e0 del sistema tributario<\/strong>.\u201d <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em>Sul solco del conflitto di queste considerazioni la riforma tributaria degli anni \u201970 &#8211; di cui parler\u00f2 nel prossimo post &#8211; prendeva forma, ma nel frattempo il \u201cmostro europeo\u201d continuava a crescere e le ingerenze nella fiscalit\u00e0 dei paesi membri si iniziavano a palesare nell\u2019incoscienza generale dell\u2019opinione pubblica e dei contribuenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>P.S. dedicato a chi non ha capito quali sono le dinamiche contrapposte che muovono la politica<\/em><\/strong><em><br \/>\n<\/em>La lotta per la \u201c<em>finanza di classe\u201d<\/em>, pare strano ma c\u2019\u00e8 sempre stata. Dal <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/decima_(Enciclopedia_Italiana)\/\">dizionario Treccani alla voce \u201cDecima\u201d<\/a> : <em>\u201cNel 1495 si cre\u00f2 la decima scalata, imposta progressiva con una progressione volutamente rapida per diminuire la potenza economica, e quindi politica, delle grandi famiglie. La decima scalata, riuscita perci\u00f2 gravosissima, fu poi abolita.\u201d<\/p>\n<p>Andrea Franceschelli &#8211; ARS Abruzzo<\/p>\n<p>questa \u00e8 la terza parte di una serie di post che verranno pubblicati su appelloalpopolo.it. Le parti precedenti sono le seguenti:<br \/>\n<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><strong><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11140\">Tartassiamoci: \u201cce lo chiede l\u2019Europa!\u201d Parte I \u2013 il contrasto tra principi costituzionali e direttive europee<\/a><\/strong><\/li>\n<li><strong><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11267\">Tartassiamoci: \u201cce lo chiede l\u2019Europa!\u201d \u2013 Parte II \u2013 gli anni \u201950: la riforma Vanoni illuminata dalla Costituzione.<\/a><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa politica \u00e8 l&#8217;arte d&#8217;impedire agli avversari di fare la loro.\u201d Roberto Gervaso Alla morte di Ezio Vanoni l\u2019ordinamento tributario, se pur incamminato verso la via tracciata dalla Costituzione, era ancora molto lontano dall\u2019incarnarne in maniera esatta e puntuale i princ\u00ecpi. 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