{"id":12330,"date":"2014-10-23T08:53:42","date_gmt":"2014-10-23T08:53:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12330"},"modified":"2014-10-23T08:53:42","modified_gmt":"2014-10-23T08:53:42","slug":"un-modo-diverso-per-stare-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12330","title":{"rendered":"Un modo diverso per stare in Europa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;articolo che pubblichiamo, scritto da Luca Pinasco su <a href=\"www.lintellettualedissidente.it\">L&#8217;intellettuale dissidente<\/a>, non riflette necessariamente e nella sua totalit\u00e0 il pensiero dell&#8217;ARS. E&#8217; un articolo estremamente informato sull&#8217;Ungheria, che cita frasi di Orban idonee a delineare chiaramente il pensiero politico dello statista ungherese e che suscita domande decisive: come fa l&#8217;Ungheria a stare in Europa e a praticare le politiche interventiste e protezioniste che attua (a prescindere dalla giustezza o meno della distribuzione interna delle risorse create)? Fermo che l&#8217;Ungheria non ha adottato l&#8217;Euro e ha da tempo rinviato l&#8217;adozione della moneta unica a &#8220;non prima del I gennaio 2015&#8221;, esistono contenziosi di altro tipo tra Ungheria e Unione europea, relativi a violazioni, reali o pretese, di regole dei trattati? Quale posizione assume la Corte Costituzionale ungherese in tema di rapporti tra ordinamento interno e ordinamento dell&#8217;Unione Europea? Sono domande alle quali, per ora, non siamo in grado di dare risposta, per mancanza di conoscenze e soprattutto degli strumenti di conoscenza indispensabili (la lingua magiara, in primo luogo). SD&#8217;A<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*****<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNoi non crediamo nell\u2019Unione Europea, crediamo nell\u2019Ungheria, e consideriamo l\u2019UE dal punto di vista secondo cui, se facciamo bene il nostro lavoro, allora quel qualcosa in cui crediamo, che si chiama Ungheria, avr\u00e0 il suo tornaconto\u201d. Nelle parole del premier ungherese Viktor Orb\u00e1n si pu\u00f2 cogliere l\u2019essenza di una diversa visione dell\u2019Europa, immaginata come un insieme di stati autonomi e indipendenti che traggono beneficio dalla loro reciproca collaborazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it\">Dopo aver sperimentato tra il 2002 e il 2010, durante il governo di socialisti e liberali, gli effetti delle fallimentari politiche europeiste di austerit\u00e0 e privatizzazione, come il dilagare della disoccupazione, emigrazione di massa, enorme perdita di potere d\u2019acquisto, tagli a pensioni e tredicesima, tracollo del PIL e impennata del debito pubblico dal 55% all\u201982%, nel 2010 il popolo magiaro vota in maggioranza assoluta il partito conservatore Fidesz guidato da un Viktor Orb\u00e1n completamente nuovo rispetto al precedente mandato 1998-2002, il quale, abbandonate le posizioni filo-occidentali e liberiste, strizza l\u2019occhio a Putin e si riscopre un fervente sostenitore dell\u2019intervento statale nell\u2019economia. Il nuovo governo cerca in ogni modo di spezzare le catene, imposte dall\u2019europa della finanza internazionale e accettate dai precedenti governi, tentando di riportare sotto il controllo dello stato tutti i settori strategici dell\u2019economia.\u00a0<\/span>La nomina del keynesiano ministro dell\u2019economia Gyorgy Matolcsy a governatore della banca nazionale ungherese provoca al governo innumerevoli critiche da parte della banca mondiale, del fondo monetario internazionale e della commissione europea la quale lo definisce \u201d un rischio per i mercati\u201d, critica alla quale Orb\u00e1n risponde \u201cse \u00e8 un rischio per i mercati allora per noi \u00e8 il rischio minore\u201d. Oltretutto fa si che la maggioranza del consiglio monetario della banca centrale sia nominata dal governo, in modo da poter effettuare politiche monetarie espansive, di sostegno alla spesa pubblica, mirate a convertire in fiorini ungheresi i prestiti contratti in valuta straniera e a finanziare a tasso 0 istituti di credito impegnati ad erogare finanziamenti a piccole e medie imprese ad un interesse inferiore al 2%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel campo della finanza pubblica rinazionalizza i fondi pensionistici privati per 10 miliardi di euro, butta fuori il FMI saldando il debito di 2.2 miliardi di euro, tassa i profitti delle multinazionali energetiche, telefoniche, della distribuzione alimentare e i principali istituti bancari, multandone 35 stranieri per aver fatto ricadere sui correntisti l\u2019onere della maggiore tassazione e dedicando il gettito di tali imposte alla riduzione delle bollette elettriche per privati ed enti pubblici. Nei settori industriali strategici, il governo ha istituito la commissione di controllo televisivo finalizzata a limitare le ingerenze straniere nella propaganda mediatica, ha annunciato che saranno rinazionalizzate le reti di distribuzione elettrica, idrica e verranno costituite la compagnia pubblica per l\u2019energia pulita e l\u2019ente nazionale per il trattamento rifiuti.\u00a0Per aumentare l\u2019indipendenza energetica della nazione, in totale contrasto con le filo atlantiche direttive europee, Viktor Orb\u00e1n stipula accordi commerciali con Putin. Ottiene un prestito di 11 miliardi di euro da Mosca, secondo il ministro Lazar ad un tasso molto pi\u00f9 conveniente di quello offerto dai mercati, per dedicarlo alla costruzione e al rinnovamento delle pur discutibili centrali nucleari che, oltre a fornire commissioni per 3 miliardi ad imprese ungheresi ed entrate fiscali per 1 miliardo di euro, copriranno il 50% del fabbisogno energetico della nazione. Oltretutto, in data recente, il 23 settembre 2014 il leader di Fidesz ha concordato a Budapest, con il numero uno di Gazprom, Alexei Miller, il tracciato ungherese del gasdotto Southstream, progetto al quale anche la nostra Eni partecipa al 25%, destinato a portare in europa 63 miliardi di metri cubi di gas l\u2019anno, in risposta al \u201ccorridoio meridionale\u201d voluto dalla commissione europea, per trasportare in europa il pi\u00f9 caro gas statunitense dell\u2019Azerbaijan attraverso Georgia, Turchia, Grecia, Albania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it\">Anche le riforme in campo giudiziario sono state indirizzate a diminuire l\u2019influenza dei potentati internazionali nel CSM ungherese. Ma il carattere nazionale della visione Orbanista si esprime al meglio nella nuova costituzione, totalmente basata sulla preservazione della cultura magiara, contro l\u2019americanizzazione e la globalizzazione dei valori. Entrata in vigore il primo gennaio 2012, sancisce l\u2019ufficialit\u00e0 della religione cattolica, il ruolo centrale della famiglia, e la fondamentale importanza della tradizione e dell\u2019etica nella vita quotidiana.\u00a0<\/span>Con l\u2019adozione di queste politiche Orb\u00e1n si \u00e8 posto al centro del mirino della comunit\u00e0 internazionale occidentale, demonizzato mediaticamente, definito dittatore, autoritario, fascista, e antisemita, risponde venendo rieletto democraticamente nel 2014 con il 44,57% dei consensi. Potendosi vantare di aver portato in europa qualcosa di davvero molto raro, la ripresa dell\u2019economia, con il calo della disoccupazione dall\u201911,8% al 7,6% e una crescita del PIL del 2,7% nell\u2019ultimo trimestre del 2013 e del 3,7% nel primo trimestre 2014 Viktor Orb\u00e1n ha mostrato al mondo intero che gli stati nazionali contano ancora e sono molto pi\u00f9 efficaci nel risolvere le crisi rispetto al divino liberismo di mercato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;articolo che pubblichiamo, scritto da Luca Pinasco su L&#8217;intellettuale dissidente, non riflette necessariamente e nella sua totalit\u00e0 il pensiero dell&#8217;ARS. 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