{"id":12433,"date":"2014-11-11T07:56:33","date_gmt":"2014-11-11T07:56:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12433"},"modified":"2014-11-11T07:56:33","modified_gmt":"2014-11-11T07:56:33","slug":"la-costituzione-come-giusto-mezzo-tra-totalitarismo-e-anarchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12433","title":{"rendered":"La Costituzione come \u201cgiusto mezzo\u201d tra totalitarismo e anarchia"},"content":{"rendered":"<p>In questo post vorrei analizzare la relazione tra due forze contrastanti che agiscono sulla storia umana: l\u2019autorit\u00e0 di uno stato contro la libert\u00e0 individuale. Per fare questo mi sono servito della lettura del breve saggio di Bertrand Russell, Autorit\u00e0 ed Individuo. \u00a0Russell l\u2019ha scritto nel 1949 e, nonostante sia ovviamente influenzato dalla cultura etico-politica della fine della seconda guerra mondiale, offre spunti ed analisi molto interessanti e attuali.\u00a0 Inoltre l\u2019autore, proviene da una cultura tecnica anglosassone liberale notevolmente imbevuta della paura del comunismo e degli effetti devastanti delle guerre (non ultimo la bomba atomica). Infatti anche qui si fa ricorso al \u201cmitico\u201d Governo mondiale:<\/p>\n<p><em>Non si vede limite ai vantaggi delle grandi dimensioni, sia nelle organizzazioni economiche, sia in quelle politiche, se non si tratti dei limiti del pianeta intero.<\/em><\/p>\n<p><em>Poich\u00e8 la terra \u00e8 di dimensioni finite, questa tendenza al controllo autoritario completo, se non vi sipone un freno, deve concludersi con la creazione di un solo stato mondiale.<\/em><\/p>\n<p><em>Il patriottismo non avr\u00e0 nessuna parte da rappresentare nelle faccende del governo mondiale; bisogner\u00e0 che la forza animatrice venga trovata nell\u2019interesse egoistico e nell\u2019altruismo. Potr\u00e0 persistere una societ\u00e0 simile?<\/em><\/p>\n<p>Ma nonostante questa fallacia logica (infatti non \u00e8 lo Stato in quanto tale che causa le guerre ma piuttosto la vocazione delle sue \u00e9lite al dominio sovranazionale imperialista), dettata dal tempo in cui ha vissuto, Russell affronta l\u2019argomento con il rigore scientifico che lo caratterizza, individuando i pro e i contro sia diun\u2019autoritarismo soffocante che di un liberismo sfrenato:<\/p>\n<p><em>La funzione del governo mondiale \u00e8 quella di impedire la guerra, ed esso dovrebbe avere solo i poteri necessari a questo fine. Non dovrebbe immischiarsi negli affari interni degli stati componenti, In modo analogo, il governo nazionale dovrebbe lasciare il massimo di autorit\u00e0 possibile ai consigli provinciali\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Il mondo \u00e8 caduto vittima di credo politici dogmatici, dei quali , ai giorni nostri, i pi\u00f9 potenti sono il capitalismo e il comunismo. Io non credo che n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altro, in forma dogmatica e non mitigata, offra un mezzo di cura di quei mali che si possono prevenire. Il capitalismo offre possibilit\u00e0 di iniziativa a pochi; il comunismo potrebbe fornire una specie di sicurezza servile a tutti.<\/em><\/p>\n<p>Inoltre, in maniera quasi profetica (o forse no?), ci illumina con una visione della societ\u00e0 attuale:<\/p>\n<p><em>Su una gran parte della superficie della Terra, c\u2019\u00e8 qualcosa che non differisce molto da un ritorno verso l\u2019antico sistema egiziano della regalit\u00e0 divina, controllato da una nuova casta sacerdotale<\/em><\/p>\n<p><em>Le attivit\u00e0 economiche su larga scala, in ogni caso, sono determinate da coloro che governano o lo stato o le grandi compagnie. Anche dove nominalmente c\u2019\u00e8 la democrazia, la parte che un cittadino singolo pu\u00f2 sostenere nel controllare la politica che viene seguita \u00e8, di solito, infinitesima. In circostanze simili, non \u00e8 forse meglio dimenticare le faccende pubbliche e, intanto, darsi buon tempo nei limiti che le circostanze lo permettono? (Descrizione di una lettera a lui inviata)<\/em><\/p>\n<p><em>E certo che, nel secolo presente, in parti assai importanti del mondo, abbiamo visto un decadere di valori morali che avevamo ritenuto abbastanza assicurati.<\/em><\/p>\n<p><em>In modo molto graduale, un\u2019economia del denaro ha sostituito un\u2019economia in cui le cose erano prodotte per essere usate dal produttore, e questo cambiamento ha fatto s\u00ec che si venisse a considerare beni come cose utili, piuttosto che come gradite o\u00a0 belle. La produzione di massa ha portato questo processo a estremi anche pi\u00f9 spinti.<\/em><\/p>\n<p><em>La maggioranza delle persone preferisce adattarsi allo status quo. <\/em><\/p>\n<p>Quindi, vedendo come cardine sociale la libert\u00e0 d\u2019iniziativa (che sia capace di sviluppare a pieno le capacit\u00e0 e le aspirazioni di ogni singolo individuo), capisce per\u00f2 che non pu\u00f2 essere illimitata, pena la prevaricazione del forte sul debole e quindi l\u2019utilizzo di un\u2019indebita posizione di vantaggio sociale acquisita a spese della comunit\u00e0:<\/p>\n<p><em>C\u2019\u00e8 una vasta classe intermedia di innovatori delle cui attivit\u00e0 non si pu\u00f2 sapere in anticipo se i loro effetti saranno buoni o cattivi. Particolarmente in rapporto a questa classe incerta, \u00e8 necessario insistere sul principio che la libert\u00e0 di sperimentare \u00e8 sempre desiderabile.<\/em><\/p>\n<p><em>Se possono venire scelti solo coloro che sono considerati ortodossi nelle controversie di un determinato momento, ben presto il progresso scientifico \u00e8 destinato a cessare, per dare luogo a un regno scolastico dell\u2019autorit\u00e0, simile a quello che soffoc\u00f2 la scienza durante tutto il medioevo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il solo metodo che rimane disponibile \u00e8 che lo stato indica esso stesso la gara, e stabilisca un sistema di regole del giuoco, in base al quale dovr\u00e0 svolgersi la libera concorrenza fra gli ingegni.<\/em><\/p>\n<p><em>In una societ\u00e0 altamente organizzata c\u2019\u00e8 sempre la tendenza ad ostacolare indebitamente le attivit\u00e0 di tali individui eccezionali, ma d\u2019altro lato, se la comunit\u00e0 non esercita nessun controllo, la stessa specie di iniziativa individuale che pu\u00f2 produrre un innovatore pu\u00f2 anche produrre un criminale. \u00c8 un problema di equilibrio.<\/em><\/p>\n<p><em>Troppa poca libert\u00e0 porta al ristagno e troppa libert\u00e0 porta al caos<\/em><\/p>\n<p><em>Se non si vuole che la concorrenza divenga spietata e dannosa, bisogna che la penalit\u00e0 che dovr\u00e0 pagare il perdente non sia il disastro, come in guerra, o la fame, come nella concorrenza economica non regolata, ma soltanto una perdita di gloria.<\/em><\/p>\n<p><em>La concorrenza deve essere culturale e intellettuale, non economica.<\/em><\/p>\n<p>Arrivando a formulare la reale necessit\u00e0 di uno stato che disciplini e controlli l\u2019iniziativa privata, soprattutto quella economica:<\/p>\n<p><em>\u00c8 essenziale una misura molto ampia di controllo statale sull\u2019industria e sulla finanza.<\/em><\/p>\n<p><em>La libert\u00e0 d\u2019impresa, nel senso del laissez faire non \u00e8 pi\u00f9 cosa da augurarsi, ma \u00e8 estremamente importante che sussista la libert\u00e0 di iniziativa, e che gli uomini capaci trovino sbocchi per i loro meriti.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mondo non pu\u00f2 essere stabile n\u00e9 sicuro da grandi guerre finch\u00e8 persistono disuguaglianze clamorose. Ma il tentativo di porre in essere l\u2019eguaglianza fra le nazioni occidentali e l\u2019Asia sud-orientale con qualunque mezzo che non sia graduale, esaurirebbe la ricchezza delle nazioni pi\u00f9 prospere, portandole gi\u00f9 fino al livello delle meno prospere, senza nessun vantaggio apprezzabile per queste ultime.<\/em><\/p>\n<p>Infine d\u00e0 un giudizio che dovrebbe spingere appunto al giusto equilibrio tra autorit\u00e0 ed individuo, negando per\u00f2 i loro effetti esacerbati:<\/p>\n<p><em>Occorre qualcosa di pi\u00f9 elastico e meno rigido, se non si vuole che gli ingegni migliori vengano paralizzati. La maggior somma possibile di potere dovrebbe andare a coloro che veramente s\u2019interessano al lavoro che deve esser fatto.<\/em><\/p>\n<p><em>Non faremo un mondo migliore cercando di rendere docili e timidi gli uomini, ma incitandoli, invece, a essere coraggiosi, avventurosi e impavidi, tranne che nell\u2019infliggere sofferenze al prossimo. <\/em><\/p>\n<p>Ora nel leggere questo breve saggio, vedo molte analogie con l\u2019intento dei nostri padri costituenti, in particolare nell\u2019art. 41 della Costituzione Italiana:<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;iniziativa economica privata \u00e8 libera. Non pu\u00f2 svolgersi in contrasto con l&#8217;utilit\u00e0 sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libert\u00e0, alla dignit\u00e0 umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perch\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.\u201d<\/p>\n<p>Inoltre nella nostra Costituzione, vedo anche il giusto utilizzo dell\u2019economia e della politica soltanto mezzo per un fine pi\u00f9 grande: il progresso sociale, che dovrebbe promuovere la sicurezza, la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Quindi la Costituzione ha un fine: nell\u2019evitare il ritorno ai totalitarismi autoritari tramite la forma repubblicana dello Stato e l\u2019equilibrio tra i suoi poteri, garantisce e disciplina la libera iniziativa privata, soprattutto economica, per ottenere quel progresso sociale che ci rende tutti liberi di esprimerci e in grado di vivere una vita degna di essere vissuta.<\/p>\n<p>Mentre Russell faceva queste riflessioni, la nostra Costituzione veniva gi\u00e0 alla luce garantendo i principi fondamentali immodificabili da qualsiasi altro ente, anche sovranazionale, che non sia dotato di potere costituente, ossia quel potere che emana direttamente dalla volont\u00e0 del popolo.<\/p>\n<p><em>L\u2019uguaglianza \u00e8 bella in ogni cosa: tali non mi sembrano, invece, n\u00e9 l\u2019eccesso n\u00e9 il difetto (Democrito)<\/em><\/p>\n<p>Davide Visigalli<\/p>\n<p>ARS Liguria<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo post vorrei analizzare la relazione tra due forze contrastanti che agiscono sulla storia umana: l\u2019autorit\u00e0 di uno stato contro la libert\u00e0 individuale. 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