{"id":12435,"date":"2014-11-11T23:29:44","date_gmt":"2014-11-11T23:29:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12435"},"modified":"2014-11-11T23:29:44","modified_gmt":"2014-11-11T23:29:44","slug":"la-legge-di-stabilita-e-lingannevole-evergetismo-renziano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12435","title":{"rendered":"La Legge di stabilit\u00e0 e l\u2019ingannevole evergetismo renziano."},"content":{"rendered":"<p>Al Tg Rai delle 13.00 del 18 ottobre a proposito della legge di stabilit\u00e0 hanno parlato di \u201cmanovra espansiva ottenuta attraverso un taglio delle tasse coperto con la riduzione della spesa pubblica\u201d.<br \/>\nGli fa eco Linda Lanzillota Vice Presidente del Senato intervistata a Skytg24 Pomeriggio: \u201cLegge di stabilit\u00e0: Manovra espansiva come non si vedeva da vent\u2019anni\u201d.<br \/>\nE ancora da un ANSA del 16 ottobre: \u201cUna manovra da 36 miliardi di euro, espansiva e studiata con l&#8217;obiettivo preciso di abbassare le tasse, arrivate ad un livello che, secondo la definizione di Matteo Renzi, \u00e8 ormai pazzesco\u201d.<br \/>\nDebora Serracchiani, vicepresidente nazionale del Partito democratico, a T-Mag: \u201cUna manovra finalmente espansiva\u201d.<br \/>\nInsomma il mainstream sta cercando di far passare il messaggio che la Legge di Stabilit\u00e0 2015 sia una manovra espansiva.<br \/>\nMa \u00e8 veramente cos\u00ec?<br \/>\nDa un qualunque testo di politica economica apprendiamo che la politica di bilancio pu\u00f2 essere espansiva, restrittiva oppure in pareggio.<br \/>\nUna manovra fiscale espansiva per essere correttamente definita tale deve necessariamente implicare un disavanzo di bilancio pubblico cos\u00ec come una manovra restrittiva genera al contrario un avanzo di bilancio. Una politica incentrata sul pareggio di bilancio infine impone l\u2019uguaglianza tra le entrate e le uscite ovvero una politica fiscale in cui le entrate fiscali eguagliano la spesa pubblica.<!--more--><br \/>\nSulla base di questa definizione possiamo osservare che nel titolo dal TG di Rai 1 vi \u00e8 una contraddizione in termini (per non dire uno sfondone economico!) nella misura in cui il tanto sbandierato calo di tasse (tutto da verificare) viene coperto con la riduzione della spesa pubblica anzich\u00e9 con l\u2019aumento del deficit!<br \/>\nUna manovra espansiva \u00e8 tale quando nel bilancio dello Stato le uscite superano le entrate, creando appunto un deficit di bilancio pubblico. Il presupposto di una manovra espansiva \u00e8 che lo Stato spenda pi\u00f9 di quanto riscuota in tasse, rendendo ai cittadini pi\u00f9 di quanto sottrae loro. Praticamente si lasciano pi\u00f9 soldi nelle tasche della popolazione causando un aumento di reddito.<br \/>\nPer verificare, quindi, se la Legge di Stabilit\u00e0 2015 sia effettivamente espansiva dobbiamo appurare che il deficit strutturale fissato dal Governo con tale legge per il 2015 sia aumentato rispetto a quello del 2014.<br \/>\nMa se andiamo a vedere la nota di aggiornamento del DEF scopriamo che il deficit pubblico in percentuale di PIL scende (non sale!): rispetto al 3% di PIL del 2014 passa al 2,9% di PIL nel 2015.<br \/>\nQuindi il deficit strutturale si riduce di 0,1% rispetto allo scorso anno (l\u2019Europa chiede che tale riduzione sia ulteriormente incrementata portandola a 2,7 o addirittura a 2,6%) altro che manovra espansiva!<br \/>\nIn termini assoluti il deficit nel 2015 si riduce di circa un miliardo rispetto al 2014, l\u2019Europa vorrebbe che si riducesse di ulteriori 4,5 miliardi, di certo non aumenta di 11 miliardi come sostiene Renzi nelle sue televendite. Quello che per\u00f2, dati alla mano, non riuscivo a capire \u00e8 da dove il Governo avesse preso questi presunti 11 miliardi di deficit finch\u00e9, cercando su internet, non mi sono imbattuto in un articolo molto autorevole firmato dal Prof. Gustavo Piga, docente di economia all\u2019Universit\u00e0 Tor Vergata di Roma, e pubblicato il 19 ottobre su Keynesblog. Il Professore spiega chiaramente che questi 11 miliardi saltano fuori dal valore tendenziale del deficit per il 2015 previsto intorno al 2,2% del PIL (ossia come si ipotizza che sarebbe stato senza alcun intervento da parte del Governo) e il valore fissato per il 2015 dal Governo stesso (come abbiamo visto) al 2,9% di PIL. Tale differenza di 0,7% di Pil sono appunto 11 miliardi. Dettaglio: i valori tendenziali non hanno alcuna rilevanza in economia (come ricorda lo stesso Prof. Piga).<br \/>\nAltro valore da monitorare \u00e8 il saldo primario (ovvero la differenza tra entrate e spese pubbliche al netto degli interessi) che in Italia \u00e8 in avanzo a testimonianza delle reiterate manovre restrittive. In caso di manovra espansiva questo dovrebbe diminuire. Sempre nella nota di aggiornamento del DEF leggiamo che l\u2019avanzo primario in percentuale di PIL scende di un inezia passando da 1,7 ad 1,6 (appena 1,5 milioni di euro). Si tratta fondamentalmente di una manovra in pareggio.<br \/>\nA scanso di equivoci \u00e8 utile ricordare che una manovra a bilancio in pareggio non significa che il deficit sia zero, ma che questo rimane invariato rispetto al bilancio del 2014, ennesimo anno in cui l\u2019economia italiana si \u00e8 confermata in recessione. In altri termini la variazione della spesa pubblica tra il 2015 e il 2014 uguaglia la variazione delle tasse tra il 2015 e il 2014. Ed \u00e8 proprio quello che abbiamo test\u00e9 riscontrato nella Legge di Stabilit\u00e0 2015 . Si tratta in buona sostanza di una manovra \u201cneutra\u201d, come la definisce lo stesso Prof. Piga, che configura una mera redistribuzione di risorse, di certo non le aumenta, e di conseguenza non aumenta nemmeno il reddito che, come noto, \u00e8 alla base dell\u2019aumento dei consumi.<br \/>\nSe ne \u00e8 accorta anche l\u2019Istat come riporta un Ansa del 3 novembre: La legge di Stabilit\u00e0 ha &#8220;Effetti nulli nei prossimi 2 anni&#8221;, dello stesso avviso sono anche i tecnici di Bankitalia (si legge nella medesima fonte).<br \/>\nChe una simile manovra sia recessiva \u00e8 presto dimostrato. Lo stesso Stefano Fassina il 19 ottobre 2014 criticando la Legge di stabilit\u00e0 ha \u201ckeynesianamente\u201d ricordato che il moltiplicatore della spesa pubblica sul reddito (che misura la variazione del reddito e del PIL al variare della spesa pubblica) \u00e8 maggiore di quello fiscale (che misura la variazione del reddito e del PIL al variare della pressione fiscale). In altri termini l&#8217;incremento di reddito che deriva dal taglio di tasse \u00e8 meno che proporzionale (di 3 o addirittura 4 volte dice il FMI) alla riduzione del reddito stesso dovuta alla spending review per finanziare tale spesa. Questa regola estremamente intuitiva \u00e8 stata suffragata, oltre che dall\u2019esperienza empirica e dai premi nobel Krugman e Stiglitz, anche da recenti studi del pi\u00f9 conservatore FMI, curati proprio dal capo economista Olivier Blanchard, che dopo aver sperimentato l\u2019inefficacia di ben 6 anni di tassi di interessi a zero in un permanente stato di \u201ctrappola della liquidit\u00e0\u201d, sembra finalmente aver riscoperto il valore dell\u2019economia Keynesiana.<br \/>\nRenzi aveva dunque due possibilit\u00e0 per fare una manovra che presupponesse il bilancio in pareggio (cio\u00e8 che lasciasse il deficit invariato): o aumentare la spesa pubblica aumentando contestualmente le tasse, oppure, ed \u00e8 quello che ha scelto di fare, diminuire le tasse diminuendo contestualmente la spesa pubblica, ma in questo caso, come abbiamo visto, l\u2019effetto espansivo del moltiplicatore della riduzione delle imposte viene ampiamente surclassato dall\u2019effetto recessivo della riduzione della spesa pubblica.<br \/>\nQuindi anche nella migliore delle ipotesi (manovra in pareggio con diminuzione delle imposte compensato da una pari riduzione della spesa) si tratterebbe di una manovra recessiva! Ma tale situazione (gi\u00e0 grave) \u00e8 perfino peggiorata dopo il 27 ottobre quando cio\u00e8 il Minstro Padoan ha risposto alle richieste di chiarimento avanzate dalla Commissione UE circa il Documento programmatico di bilancio 2015. Nella lettera &#8211; si legge sul sito del tesoro &#8211; il Ministro del MEF indica le misure aggiuntive con le quali l&#8217;Italia conta di correggere il deficit strutturale di circa 0,3 punti percentuali del PIL nel corso del 2015. Anche se Renzi fa finta di litigare con Junker i numeri mostrano inequivocabilmente che il Governo si \u00e8 toto coelo piegato ai dicktat dell\u2019Europa rettificando la nota di aggiornamento del DEF portando la riduzione del deficit strutturale (inizialmente prevista al 2,9% di PIL) al 2,6 di PIL. Per una manovra espansiva bisognava aumentare tale rapporto ad almeno 4,5% di PIL. La Commissione europea gioisce, i cittadini italiani un po\u2019 meno dal momento che anche quest\u2019anno vedranno drenata la loro ricchezza da parte dello Stato (per conto dell\u2019Europa!) di ulteriori 6 miliardi di euro tra tasse e tagli alla spesa. Altro che gli 11 miliardi di deficit promessi da Renzi.<br \/>\nNon si scappa dunque: si tratta dell\u2019ennesima manovra recessiva che va incontro alle solite politiche di austerity richieste dall\u2019Unione Europea!<br \/>\nEsattamente come tutte le manovre varate dai governi in questi ultimi venti anni. Ma c\u2019\u00e8 una differenza rispetto al passato: negli ultimi 20 anni sono state varate finanziarie \u201clacrime e sangue\u201d, ma gli organi di stampa informavano correttamente i cittadini (rectius: i sudditi) che si trattava di manovre di rigore il cui scopo era quello di tenere i conti in ordine; oggi, in periodi di crisi, si continuano a fare di fatto manovre recessive con l\u2019aggravante che vengono spacciate per manovre espansive!<br \/>\nE in queste condizioni non potrebbe andare diversamente: un Paese che ha perduto la sovranit\u00e0 monetaria e quindi l\u2019indipendenza economica si trova contestualmente sprovvisto anche dell\u2019indipendenza politica.<br \/>\nIl Governo \u00e8 giocoforza costretto dal vincolo esterno a porre in essere le politiche economiche che piacciono ai padroni (i mercati) e a prendere in giro i sottomessi (gli italiani).<br \/>\nCi si dimentica sempre pi\u00f9 spesso che la spesa pubblica (anche quella c.d. improduttiva e perfino i tanto invisi sprechi!) costituisce pur sempre un reddito per qualcun altro e quindi non \u00e8 il grande Satana che ci viene propinato, da vent\u2019anni a questa parte, dall\u2019informazione neoliberista.<br \/>\nDiceva Keynes: \u201cMa non \u00e8 forse vero che ora ci si sta rendendo conto abbastanza generalmente che la spesa di un uomo \u00e8 il reddito di un altro uomo? Comunque, questa mi sembra essere la verit\u00e0 fondamentale, che non deve mai essere dimenticata. Ogni volta che qualcuno taglia la sua spesa, sia come individuo, sia come Consiglio Comunale o come Ministero, il mattino successivo sicuramente qualcuno trover\u00e0 il suo reddito decurtato; e questa non \u00e8 la fine della storia. Chi si sveglia scoprendo che il suo reddito \u00e8 stato decurtato o di essere stato licenziato in conseguenza di quel particolare risparmio, \u00e8 costretto a sua volta a tagliare la sua spesa, che lo voglia o meno\u201d.<br \/>\nIn questo senso si giustifica il consiglio, solo apparentemente paradossale, dato dallo stesso Keynes durante la grande depressione secondo il quale sia meglio scavare buche per farle riempire di nuovo piuttosto che lasciare lavoratori disoccupati.<br \/>\nIl governo italiano (residuando in capo ad esso soltanto la leva fiscale) non pu\u00f2 nemmeno pi\u00f9 garantire che una politica espansiva venga posta in essere attraverso operazioni di tipo monetario o valutario dal momento che tutte le competenze in questo ambito sono state trasferite ad un organismo privato sovranazionale non eletto democraticamente (la BCE). Pu\u00f2 anche darsi che Draghi sia tentato di immettere liquidit\u00e0 nel sistema (magari attraverso un piano di Quantitative Easing \u201cpuro\u201d che includa l\u2019acquisto di titoli di Stato) nell\u2019impresa disperata di arrestare lo scivolamento deflattivo; ma la Bundesbank tedesca glielo lascer\u00e0 fare? E a quale prezzo?<br \/>\nA.R.<\/p>\n<p>&#8220;Sarebbe interessante che gli imprenditori italiani capissero che uno Stato che svolge propriamente il proprio ruolo garantisce anche la necessaria liquidit\u00e0, specialmente nei periodi come l\u2019attuale in cui il sistema creditizio privato non pu\u00f2 erogare credito come nelle fasi di espansione economica.<br \/>\nSe il settore pubblico viene gestito in pareggio, e cio\u00e8 la spesa pubblica \u00e8 coperta con le imposte, il settore pubblico non aggiunge e non toglie una lira di liquidit\u00e0, si limita a prendere da una parte e a spendere dall\u2019altra; le imprese ottengono liquidit\u00e0 aggiuntiva soltanto dal settore bancario con il conseguente indebitamento. Quando invece c\u2019\u00e8 un disavanzo nel settore pubblico, finalmente \u00e8 lo Stato che s\u2019indebita verso la Banca Centrale, con un allargamento della base monetaria, o si indebita verso i risparmiatori, aumentando la velocit\u00e0 di circolazione della moneta.&#8221; Prof. Augusto Graziani .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Tg Rai delle 13.00 del 18 ottobre a proposito della legge di stabilit\u00e0 hanno parlato di \u201cmanovra espansiva ottenuta attraverso un taglio delle tasse coperto con la riduzione della spesa pubblica\u201d. Gli fa eco Linda Lanzillota Vice Presidente del Senato intervistata a Skytg24 Pomeriggio: \u201cLegge di stabilit\u00e0: Manovra espansiva come non si vedeva da vent\u2019anni\u201d. 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