{"id":12452,"date":"2014-11-13T01:00:32","date_gmt":"2014-11-13T01:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12452"},"modified":"2014-11-13T01:00:32","modified_gmt":"2014-11-13T01:00:32","slug":"il-luogocomunismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12452","title":{"rendered":"Il luogocomunismo."},"content":{"rendered":"<p>Si suol definire l&#8217;offensiva tutt&#8217;ora in corso, &#8220;crisi&#8221;.<br \/>\nPrende forma e si manifesta con una serie di slogan e luoghi comuni che sono entrati a far parte della nostra vita quotidiana: dal sempre verde &#8220;meno stato pi\u00f9 mercato&#8221; a tutta una serie di parole d&#8217;ordine come &#8220;liberalizzazioni&#8221;, &#8220;privatizzazioni&#8221;, &#8220;libera concorrenza&#8221; che vanno a braccetto con &#8220;austerit\u00e0&#8221;, &#8220;rigore&#8221;, &#8220;taglio della spesa&#8221;, fino ad un emblematico richiamo ai tempi dell&#8217;infanzia, &#8220;i compiti a casa&#8221;.<br \/>\nL&#8217;indignazione per una classe politica pesantemente delegittimata lascia trasparire la diffidenza per i servizi gestiti dalla mano pubblica. La necessit\u00e0 di imprecare contro tutto ci\u00f2 che puzza di Stato, opportunisticamente instillata in un popolo disorientato dalla grancassa mediatica, sembra un tentativo di lasciar sfogare la montante collera popolare con una sorta di autoflagellazione.<br \/>\nCome \u00e8 stato possibile che un luogo comune come &#8220;i politici sono corrotti&#8221; sia diventato il nucleo fondativo di una ideologia sociale?<br \/>\nFino ad un certo punto potrebbe anche essere utile, se questo servisse a richiamare gli elettori ad una promozione e selezione pi\u00f9 attenta della propria classe dirigente, ma appare evidente, con l&#8217;aria che tira, che il risultato desiderato sia un altro. In un contesto di sfiducia generalizzata, diventa molto pi\u00f9 facile far passare l&#8217;idea, senza suscitare sgomento, che l&#8217;Unione europea sia il giusto antidoto ai governi democratici:<\/p>\n<p>\u00ab I governi non hanno sempre ragione. Se i governi avessero sempre ragione non avremmo la situazione che abbiamo oggi. Le decisioni adottate dalle istituzioni pi\u00f9 democratiche del mondo sono molto spesso sbagliate. \u00bb<br \/>\n(Jos\u00e9 Manuel Dur\u00e3o Barroso)<\/p>\n<p>Le frasi d&#8217;effetto come &#8220;abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilit\u00e0&#8221; cozzano clamorosamente con il fatto che &#8220;siamo in una moderna economia capitalistica e finanziaria&#8221; in cui, guarda caso, la finanza serve proprio a vivere al di sopra dei propri mezzi, cosa che non necessariamente va fatta passare per una idea cattiva.<br \/>\nIn economia il debito \u00e8 un occasione per poter fare oggi pensando a domani e non \u00e8 detto che sia sbagliato coglierla.<br \/>\nDipende da come si utilizzano i soldi presi in prestito ma anche e soprattutto da cosa vuole ottenere chi ce li mette.<br \/>\nSe viene, ad esempio, concesso credito al consumo con eccessiva leggerezza ed inaspettata generosit\u00e0, le banche poi si ritrovano in seria difficolt\u00e0 e se a metterci una pezza interviene lo Stato, esplode il debito pubblico.<\/p>\n<p>\u00ab Penso che, per avere una storia pi\u00f9 accurata riguardo le cause della crisi, dobbiamo guardare non solo alle politiche fiscali: gli squilibri si sono originati per lo pi\u00f9 nella crescente spesa del settore privato, finanziata dal settore bancario dei paesi debitori e creditori. Al contrario dei livelli del debito pubblico, il livello del debito privato \u00e8 aumentato nei primi sette anni dell&#8217;euro del 27%. L&#8217;aumento \u00e8 stato particolarmente pronunciato in Grecia (217%), Irlanda (101%), Spagna (75,2%), e Portogallo (49%), tutti paesi che sono stati sottoposti a grandissimo stress durante la recente crisi. La crescita repentina del debito pubblico, d&#8217;altra parte, \u00e8 iniziata solo dopo la crisi finanziaria. Nel corso di quattro anni, i livelli del debito pubblico sono aumentati di cinque volte in Irlanda e di tre in Spagna. \u00bb<br \/>\n(V\u00edtor Const\u00e2ncio)<\/p>\n<p>Le banche hanno prestato incautamente perch\u00e9 erano certe, con il vantaggio della rafforzata &#8220;credibilit\u00e0&#8221; (al fine di rafforzare la credibilit\u00e0 della BC, si \u00e8 ritienuto necessario garantire la sua indipendenza dalla politica, in modo da ridurre il rischio che\u00a0essa potesse perseguire scopi di crescita dell\u2019occupazione incompatibili con l\u2019obiettivo di inflazione annunciato), che al momento opportuno sarebbero state salvate dai governi, i quali avrebbero fatto pagare il conto ai propri cittadini pur di sostenere la nuova architettura, alimentando in un sol colpo anche i soliti luoghi comuni.<br \/>\nE cos\u00ec, poich\u00e9 in Italia avevamo un numeretto non in linea con i famigerati &#8220;parametri di Maastricht&#8221;, anche il luogocomunismo nostrano ha potuto facilmente diffondere le sue menzognere frasi fatte.<br \/>\nIn realt\u00e0, il debito pubblico \u00e8 uno strumento finanziario che, in un paese a moneta sovrana, \u00e8 classificato come privo di rischio. Un paese a moneta sovrana pu\u00f2 emettere debito pubblico a bassi tassi di interesse reale (differenza tra tasso nominale e inflazione), se non addirittura negativi, proprio perch\u00e9 \u00e8 il mercato ad averne bisogno.<br \/>\nI disavanzi di bilancio dello Stato hanno aggiunto attivit\u00e0 finanziarie al settore privato, fornendo la domanda per beni e servizi che ci hanno permesso di mantenere la crescita del reddito. E quella crescita del reddito ci ha permesso di risparmiare e accumulare attivit\u00e0 finanziarie a un tasso di gran lunga maggiore di quello che saremmo stati capaci senza i deficit.<br \/>\nMa se questa opzione \u00e8 stata fatta venire meno e il mancato aumento di reddito reale \u00e8 stato compensato da uno sconsiderato aumento dell&#8217;indebitamento, allora dove si vuole andare a parare?<br \/>\nLa corsa al taglio degli enti &#8220;inutili&#8221;, per giustificare le cosiddette &#8220;politiche di risanamento&#8221;, arriver\u00e0 inevitabilmente a quelli che garantiscono la gestione pubblica di servizi essenziali e risorse strategiche.<br \/>\nCosa c&#8217;\u00e8 di meglio che affossarli tutti di fronte ad una opinione pubblica educata a ragionare grossolanamente.<br \/>\nLa strategia \u00e8 chiara e il terreno \u00e8 stato preparato da almeno un trentennio di disinformazione durante il quale si \u00e8 costruito un popolo di tifosi. E quel popolo si \u00e8 precipitato a riempire gli stadi, mentre i governi di tutti i colori procedevano unanimi sulla medesima strada.<br \/>\nTutti si sono concessi alla moda delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni al grido &#8220;\u00e8 pi\u00f9 efficiente il privato rispetto al pubblico&#8221; e ancora &#8220;la gestione privata abbatter\u00e0 i costi di produzione per lo Stato e i prezzi al consumo per i cittadini mediante una sana concorrenza&#8221;.<br \/>\nLa ricerca economica mostra, tuttavia, che le liberalizzazioni non favoriscono una sana concorrenza n\u00e9 provocano necessariamente una riduzione dei prezzi. Talvolta implicano addirittura aumenti, ed inoltre, nei casi minoritari in cui i prezzi sono effettivamente diminuiti, ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in larga misura grazie al sacrificio dei soliti noti.<br \/>\nI risultati sono sotto gli occhi di tutti: ad essere abbattuti saranno salari e diritti sociali perch\u00e9 dobbiamo essere &#8220;competitivi&#8221; e &#8220;attraenti&#8221;.<br \/>\nCome ogni ideologia anche il luogocomunismo \u00e8 finalizzato ad indirizzare le masse.<br \/>\nPer risolvere i problemi di una finanza lasciata scorrazzare senza pi\u00f9 controllo nelle sconfinate praterie del libero mercato, c&#8217;\u00e8 bisogno non di meno, ma di\u00a0pi\u00f9 Stato. Di impartire una dura lezione non alla povera Grecia, ma alla finanza, reprimendola e limitando i movimenti internazionali di capitali.<br \/>\nNon a caso, negli ultimi trent\u2019anni, tutti i paesi diventati irrimediabilmente &#8220;spendaccioni&#8221; e &#8220;inefficienti&#8221; sono stati prima inondati da una marea di capitali esteri.<br \/>\nConsiderato che le crisi finanziarie non sono catastrofi naturali, dovrebbe essere facile intuire che dietro il luogocomunismo si nasconde chi, da quest&#8217;offensiva chiamata &#8220;crisi&#8221;, ci guadagna.<br \/>\nChi ci perde, d&#8217;altro canto, stenta a capire che, a causa del luogocomunismo, a difendere i suoi interessi non \u00e8 rimasto nemmeno lui.<br \/>\nSarebbe ora di darci un taglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si suol definire l&#8217;offensiva tutt&#8217;ora in corso, &#8220;crisi&#8221;. 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