{"id":12572,"date":"2014-12-01T00:05:05","date_gmt":"2014-12-01T00:05:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12572"},"modified":"2014-12-01T00:05:05","modified_gmt":"2014-12-01T00:05:05","slug":"tre-cruciali-decisioni-di-clinton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12572","title":{"rendered":"Tre cruciali decisioni di Clinton"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Rodrigue_Tremblay\">Rodrigue Tremblay<\/a>\u00a0\u00e8 una personalit\u00e0 eclettica del panorama culturale canadese. Economista, umanista, politico, \u00e8 professore emerito di economia all\u2019Universit\u00e0 di Montr\u00e9al, autore di diversi saggi e articoli e titolare del blog\u00a0<a href=\"http:\/\/www.thenewamericanempire.com\/italiano.htm\">The New American Empire<\/a>.<br \/>\nL\u2019articolo che segue, per la cui traduzione e pubblicazione sono stato cortesemente autorizzato dall\u2019autore, esamina tre cruciali decisioni prese dall\u2019amministrazione Clinton a cui possono essere ricondotte altrettante criticit\u00e0 che caratterizzano il presente. I quindici anni trascorsi sono un lasso di tempo davvero esiguo,\u00a0ma la frenesia con cui le trasformazioni geopolitiche si sono succedute da allora d\u00e0 l\u2019errata impressione che quell\u2019epoca appartenga ormai al passato remoto. In realt\u00e0, come l\u2019articolo dimostra, quelle scelte hanno determinato e condizionano il nostro tempo:\u00a0una considerazione banale che tuttavia pare non influenzare troppo le riflessioni dei grandi della terra, le cui decisioni (che comunque vada non lederanno\u00a0mai le loro persone), il pi\u00f9 delle volte sembrano prese con la preoccupante spensieratezza di chi considera l\u2019immediato un\u2019orizzonte temporale pi\u00f9 che sufficiente.<\/p>\n<p>Leggendo l\u2019articolo, viene spontaneo chiedersi come mai il Presidente espressione di un partito progressista, quale si vorrebbe quello Democratico USA, abbia adottato misure di carattere cos\u00ec marcatamente <em>neo-cons<\/em>.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 di intercettazioni ambientali a suo danno, evocata nel testo, lascia trasparire la possibilit\u00e0 che egli sia stato oggetto di pressioni illecite. Senza arrivare a queste ipotesi, pure plausibili, basta considerare sia l\u2019occupazione di posti chiave \u2013 e quindi l\u2019influenza \u2013 \u00a0che i conservatori riescono comunque ad assicurarsi nell\u2019apparato governativo di Washington, allora come oggi; sia, allora come oggi, \u00a0l\u2019attivit\u00e0 delle lobbies, le cui risorse mediatiche e finanziarie consentono loro un potere di condizionamento difficilmente contrastabile.<br \/>\nMa a queste spiegazioni di carattere esterno, va aggiunto anche il fenomeno psicologico che Lakoff ha definito \u201ccattura cognitiva\u201d.<br \/>\nPer una sorta di cortocircuito logico, la caduta dell\u2019Unione Sovietica ha sanzionato non solo il fallimento del Comunismo ma anche il trionfo del Capitalismo, ormai promosso\u00a0a sistema \u201cnaturale\u201d e quindi unico possibile. L\u2019affermazione del neo-liberismo come ideologia egemone, lungamente preparata, ebbe dal crollo del Muro un abbrivio potente, e sotto Clinton era gi\u00e0 diventato pensiero unico, cio\u00e8 unica interpretazione autorizzata della realt\u00e0. Non per niente \u00e8 all\u2019inizio degli anni \u201990 che Fukuyama elabora il suo concetto di \u201cfine della storia\u201d.<br \/>\nLa \u201ccattura cognitiva\u201d di cui parla Lakoff \u00e8 il risultato di un processo in cui\u00a0il pensiero progressista ha gradualmente assimilato\u00a0gli schemi cognitivi conservatori, accettandone, anzich\u00e9 confutare, i presupposti su cui basare il confronto e quindi disattivando di fatto il proprio sistema di valori.<br \/>\nLa sinistra italiana ne \u00e8 eloquente\u00a0esempio.<\/p>\n<p>Di seguito l\u2019articolo tradotto, il cui testo originale \u00e8\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mondialisation.ca\/trois-decisions-cruciales-de-bill-clinton-dinspiration-neoconservatrice-qui-ont-conduit-aujourdhui-a-trois-crises-majeures\/5395739?utm_source=feedly&amp;utm_reader=feedly&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=trois-decisions-cruciales-de-bill-clinton-dinspiration-neoconservatrice-qui-ont-conduit-aujourdhui-a-trois-crises-majeures\"><b>disponibile a questo indirizzo<\/b><\/a>. Fra parentesi quadre le mie osservazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/mauropoggi.wordpress.com\/2014\/11\/04\/rodrigue-tremblay-tre-cruciali-decisioni-di-clinton\/clinton_custom-57791bacb2c87deb8e4ef6ec48ad243f9e3c8b62\/\" rel=\"attachment wp-att-4316\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4316\" src=\"https:\/\/mauropoggi.files.wordpress.com\/2014\/11\/clinton_custom-57791bacb2c87deb8e4ef6ec48ad243f9e3c8b621.jpg?w=610&amp;h=387\" alt=\"clinton_custom-57791bacb2c87deb8e4ef6ec48ad243f9e3c8b62\" width=\"610\" height=\"387\" \/><\/a>.<\/p>\n<p><b>Rodrigue Tremblay: Tre cruciali decisioni di Bill Clinton<\/b><\/p>\n<p>\u201c<i>Ho detto, nel 1936, che il problema non era il patto della Societ\u00e0 delle Nazioni, ma prima di tutto le questione della moralit\u00e0 internazionale\u2026 La Carta delle Nazioni Unite esprime benissimo le aspirazioni pi\u00f9 nobili dell\u2019uomo: il rifiuto di ricorrere alla forza per regolare i conflitti fra Stati; la difesa dei diritti dell\u2019uomo e delle libert\u00e0 fondamentali per tutti, senza distinzione di razza. sesso, lingua o religione; salvaguardia della pace e della sicurezza nel mondo<\/i>\u201c.\u00a0Hail\u00e9 S\u00e9lassi\u00e9 (1892-1975): discorso all\u2019 ONU, 6\/10\/1963.<\/p>\n<p>\u201c<i>La bellezza della legge Glass-Steagall, dopotutto, \u00e8 semplice: le banche non dovrebbero speculare con i depositi bancari garantiti dallo Stato. Anche un bambino di sei anni lo capirebbe\u2026<\/i>\u201c. Luigi Zingales, A capitalism for the people, 2014.<\/p>\n<p>\u201c<i>Oggi il Congresso americano ha votato una legge che ringiovanir\u00e0 le regole che hanno retto i servizi finanziari dalla Grande Depressione, rimpiazzandole con un sistema degno del XXI secolo\u2026 Questa storica legge permetter\u00e0 alle imprese americane di partecipare pienamente alla nuova economia<\/i>\u201c. Lawrence Summer, Segretario del Tesoro americano, 12\/11\/1999.<\/p>\n<p>\u201cS<i>iamo coscienti che l\u2019adesione alla NATO di una Germania unificata solleva complesse questioni. Per noi, tuttavia, una cosa \u00e8 certa: la nato non dovrebbe estendersi all\u2019Est<\/i>\u201c. Hans-Dietrich Genscher, Ministro degli esteri tedesco, il 10\/2\/1990, a conferma di una promessa fatta alla Russia che la NATO non si sarebbe estesa all\u2019Est.<\/p>\n<p>\u201c<i>Penso che sia l\u2019inizio di una nuova Guerra Fredda. Penso che i russi poco a poco reagiranno molto negativamente e ci\u00f2 si ripercuoter\u00e0 sulle loro politiche. Penso che sia un grave errore. Non c\u2019era ragione perch\u00e9 ci\u00f2 accadesse\u2026 Denota una flagrante mancanza di comprensione della storia russa e della storia sovietica. Certamente ci sar\u00e0 una reazione negativa da parte della Russia e [i fautori dell\u2019espansione NATO] diranno che vi avevano avvisato che i russi sono fatti cos\u00ec. \u2013 ma \u00e8 semplicemente falso<\/i>\u201c. George F. Kennan, diplomatico americano, esperto della Russia (1998, dopo il voto del senato americano per l\u2019espansione della Nato alla Polonia, l\u2019Ungheria e la Repubblica Ceca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un nuovo libro americano sostiene che gli uffici del presidente Clinton furono messi sotto ascolto a vantaggio del governo israeliano e del suo primo ministro Netanyahu. Il libro spiega anche come Netanyahu ha potuto servirsi delle registrazioni legate allo scandalo sessuale del presidente americano per persuaderlo a liberare la spia israeliana Jonthan Pollard, arrestato nel 1985 con l\u2019accusa di spionaggio. In realt\u00e0, tutto indica che le attivit\u00e0 israeliane di spionaggio siano una prassi abituale negli Stati Uniti e non solo.<br \/>\nE\u2019 comprensibile che l\u2019americano medio non apprezzi l\u2019idea di un Presidente americano e altri ministri del suo governo siano messi sotto ascolto e ricattati da parte di un paese straniero. \u00a0A questo si aggiunge la recente scoperta che la CIA, che opera in stretto coordinamente con il Mossad israeliano, ha spiato i senatori americani, in violazione delle leggi e della costituzione americane.<br \/>\nTutto questo porta a considerare pi\u00f9 attentamente certe decisioni prese dall\u2019amministrazione Clinton, quindici anni fa, le cui conseguenze sono tutt\u2019ora operanti.<\/p>\n<p>Ci sono tre grandi crisi in corso oggi le cui origini possono essere ricondotte ai suoi mandati (1992-2000), in particolare alle decisioni prese durante il secondo. La gente ha la tendenza a dimenticare questioni del genere, e preferisce concentrarsi sull\u2019attualit\u00e0. Spesso tuttavia ci\u00f2 che succede sotto i nostri occhi si \u00e8 preparato nel corso di diversi anni, per svilupparsi molto tempo dopo che gli iniziatori hanno abbandonato la scena politica. Quello che l\u2019amministrazione Bush ha fatto e quello che fa oggi l\u2019amministrazione Obama non sono che il seguito delle politiche implementate da Clinton.<\/p>\n<p><b>1) La guerra del Kosovo e la marginalizzazione dell\u2019ONU \u2013 1999<br \/>\n<\/b>Il caos che deriva dalle numerose guerre in corso oggi nel mondo, in violazione diretta della Carta delle Nazioni Unite, \u00e8 dovuto in gran parte al precedente del Kosovo,\u00a0invocato da Clinton per lanciare gli USA in una guerra \u201cumanitaria\u201d contro la Serbia.<br \/>\nL\u2019obiettivo delle Nazioni Unite \u00e8 proclamato solennemente dal preambolo della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.onuitalia.it\/nu\/statuto\/introduzione.html\">Carta<\/a>: \u201c<i>Noi, popoli della Nazioni Unite, decisi [\u2026] a salvare le future generazioni dal flagello della guerra [\u2026] e per tali fini [\u2026]\u00a0assicurare, mediante l\u2019accettazione di principi e l\u2019istituzione di sistemi, che la forza delle armi non sar\u00e0 usata, salvo che nell\u2019interesse comune[\u2026]<\/i>\u201c.<br \/>\nCome Ban Ki-Moon ha ricordato, la Carta delle Nazioni Unite, sottoscritta da tutti i paesi membri, stabilisce che \u201c<i>l\u2019utilizzo della forza \u00e8 legale solo in caso di legittima difesa<\/i>\u00a0[contro un attacco armato]\u00a0<i>o con l\u2019autorizzazione<\/i>\u00a0[ufficiale]\u00a0<i>del Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU<\/i>\u201c. Si tratta di Diritto internazionale, e la Carta dell\u2019ONU \u00e8 la base stessa di questo diritto.<br \/>\nIl capitolo VII della Carta vieta espressamente ogni guerra che non sia condotta per mantenere o ristabilire la pace internazionale (art 42) o per legittima difesa, sia individuale che collettiva (art 51). Non esistono eccezioni per guerre \u201cpreventive\u201d e\/o \u201cumanitarie\u201d o per qualunque altro tipo di guerra d\u2019aggressione.<br \/>\nTuttavia, nel 1998 e 1999, il governo democratico di Clinton decise unilateralmente di intervenire nella guerra del Kosovo, senza un mandato esplicito del Consiglio di sicurezza, sostituendo per la prima volta la stretta legalit\u00e0 con l\u2019argomento arbitrario ed extra-giudiziario della legittimazione politica per ragioni \u201cumanitarie\u201d e per la salvaguardia dei \u201cdiritti umani\u201d.\u00a0Ci\u00f2, senza nemmeno l\u2019autorizzazione da parte del Congresso americano, dal momento che l\u2019amministrazione Clinton ritenne che un ricorso alla NATO era sufficiente per giustificare l\u2019intervento militare (in questo caso costituito da soli interventi aerei [con utilizzo di base e spazio aereo italiani, autorizzato dal governo d\u2019Alema]).<br \/>\nQuella del Kosovo \u00e8 stata definita come \u201cla prima guerra fondata su valori\u201d, ed ha aperto il vaso di Pandora delle guerre facoltative, in opposizione al quadro giuridico internazionale della Carta.<br \/>\nDa quell\u2019intervento, che avallava l\u2019intervento militare unilaterale per motivi umanitari, questo genere di guerra d\u2019aggressione \u00e8 diventata pi\u00f9 una questione politica che legale, perch\u00e9 i grandi paesi [o meglio: l\u2019unica grande potenza insieme ai suoi satelliti] possono decidere una guerra a seconda della loro specifica visione di \u201cinteresse nazionale\u201d. In altre parole, il mondo \u00e8 tornato a un\u2019epoca antecedente al 1945, cio\u00e8 prima della creazione dell\u2019ONU, quando i paesi imperialisti potevano decidere di scatenare una guerra se stimavano loro interesse nazionale farlo.<br \/>\nLa decisione dell\u2019amministrazione clintoniana di privilegiare la NATO a svantaggio della Carta, segna l\u2019inizio della marginalizzazione dell\u2019ONU come quadro di riferimento giuridico per impedire le guerre. Questa marginalizzazione ha reso il mondo, di fatto, meno sicuro.<\/p>\n<p><b>2)<\/b>\u00a0<b>L\u2019abrogazione del Glass-Stegal Act, 1999<br \/>\n<\/b>Negli anni \u201990 le pi\u00f9 grandi banche americane lanciarono una costosa campagna pubblica (300 milioni di dollari) per l\u2019abrogazione della legge bancaria in vigore dalla Grande Depressione degli anni \u201930, conosciuta come Glass-Stegal Act. Questa importante legge del 1933 era il baluardo contro la speculazione finanziaria, perch\u00e9 impediva alle grandi banche di speculare con i depositi bancari assicurati dallo Stato. Pi\u00f9 precisamente, rendeva illegale ogni collegamento tra banche d\u2019affari \u2013 specializzate nella sottoscrizione speculativa di valori mobiliari \u2013 e banche commerciali autorizzate alla raccolta del risparmio.<br \/>\nL\u2019influente lobby dei banchieri americani, alcuni dei quali occupavano posti strategici nell\u2019amministrazione Clinton (come Robert Rubin, gi\u00e0 vice-presidente della Goldman Sachs e all\u2019epoca Ministro delle finanze), sosteneva tuttavia che dai tempi della Grande Depressione le cose erano cambiate, e che i vincoli imposti dalla legge sulle loro attivit\u00e0 impedivano la creazione e la vendita di nuovi prodotti finanziari, non solo negli Stati uniti ma in tutto il mondo, pregiudicando la loro competitivit\u00e0 internazionale.<br \/>\nAll\u2019inizio Clinton si mostr\u00f2 riluttante all\u2019idea di abolire una legge che per tanto tempo aveva efficacemente impedito il ripetersi di abusi bancari come quelli che si erano verificati prima della Grande depressione. Tuttavia enormi pressioni politiche, interne ed esterne, lo costrinsero alla fine a firmare l\u2019atto che modificava quelle regole, il 12 novembre 1999, \u00a0il Gramm-Leach Bliley Act. La nuova legge permetteva la fusione fra banche commerciali, banche d\u2019affari, societ\u00e0 mobiliari e compagnia d\u2019assicurazione senza che la SEC (Security and Exchange Commission) o qualunque altro organismo di controllo avesse il potere di regolamentare i nuovi soggetti.<br \/>\nLe super-banche e le grandi compagnie assicurative non persero tempo ad approfittare \u00a0della nuova de-regolamentazione. Nuove strutture finanziare alla \u201cPonzi\u201d apparvero come in passato, quale era logico attendersi.<br \/>\nI nuovi giganti finanziari si presentarono con\u00a0<i>innovativi<\/i>\u00a0prodotti \u2013 i \u201cderivati\u201d \u2013 che alla lunga si sono rivelati altamente tossici e hanno scatenato la crisi finanziaria dei\u00a0<i>subprimes<\/i>\u00a0 del 2007-2008.<br \/>\nOggi sappiamo che quella crisi ha comportato perdite di reddito e patrimonio di svariati miliardi di dollari per le famiglie americane, e forzato il governo americano a sovvenzionare con centinaia di miliardi le super-banche per evitarne il fallimento.<br \/>\nIl risultato \u00e8 stato un enorme trasferimento di ricchezza dalla popolazione in generale al settore bancario, nonch\u00e9 l\u2019indebolimento dell\u2019economia americani per diversi anni a venire.<\/p>\n<p><b>3)<\/b>\u00a0<b>La violazione dell\u2019impegno NATO<\/b><br \/>\nCome la dichiarazione del ministro tedesco Genscher conferma, \u00e8 comunemente ammesso che dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia, all\u2019inizio degli anni \u201990, e dopo la riunificazione tedesca, era inteso \u2013 se non altro in termini di impegno implicito \u2013 che la nato non avrebbe approfittato della nuova situazione per circondare militarmente la Russia allargandosi verso l\u2019Est. \u00a0Per esempio, nel corso di un incontro tra il Segretario di stato James Baker e il Ministro degli esteri tedesco Genscher, il 10 febbraio 1990, i due convennero che non ci sarebbe stato alcun allargamento a Est della NATO.<br \/>\nEra questo il convincimento di Mikhail Gorbatchev, ancora presidente dell\u2019URSS, quando affermava di avere ricevuto l\u2019assicurazione che la NATO non si sarebbe allargata verso l\u2019Est \u201cdi un solo pollice\u201d. \u00a0L\u2019ambasciatore americano a Mosca dell\u2019epoca, Jack Matlock, ha confermato pubblicamente che \u00a0Mosca aveva ricevuto un \u201cimpegno chiaro\u201d su questo punto. L\u2019errore di Gorbatchev fu quello di prendere per buone le assicurazioni verbali dei politici occidentali anzich\u00e9 esigere un accordo pi\u00f9 formale [o forse non era pi\u00f9 politicamente in grado di esigerlo].<br \/>\nRimane il fatto che gli impegni tennero qualche anno, fino a quando Clinton, in piena campagna elettorale, il 22 ottobre 1996 espresse l\u2019auspicio di un allargamento della NATO alla Polonia, all\u2019Ungheria e alla Cecoslovacchia. \u00a0E\u2019 stato Clinton, quindi, che in cerca di un vantaggio elettorale pens\u00f2 bene di disattendere gli impegni del suo predecessore. Il seguito \u00e8 noto. L\u2019alleanza militare NATO, da essenzialmente difensiva, \u00a0\u00e8 stata trasformata in offensiva, sotto ancor pi\u00f9 stretto controllo americano. L\u2019espansione all\u2019Est non si \u00e8 fermata con la Polonia, l\u2019Ungheria e la Cecoslovacchia, ma incorpora ora paesi come l\u2019Albania, la Croazia, la Lettonia e la Slovenia, spingendo la propria struttura militare sino ai confini con la Russia.<br \/>\nI recenti tentativi di includere anche l\u2019Ucraina non sono che il prosieguo di una politica aggressiva di espansione della Nato che mira a isolare la Russia.<br \/>\nE\u2019 stato dunque Clinton, senza dubbio sotto l\u2019influenza dei neo-conservatori americani, a soffocare la speranza che molti avevano di vedere i paesi occidentali approfittare di un \u201cdividendo di pace\u201d quale si prospettava con la fine della Guerra fredda e della minaccia sovietica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Conclusione<\/b><br \/>\nIl disordine planetario di questo primo scorcio di\u00a0secolo, la crisi finanziaria 2007\/2008 che ha devastato migliaia di persona [e quella economica conseguente, che sta tuttora devastando intere popolazioni e di cui ancora non si vede la fine], il ritorno inatteso della Guerra fredda: tre fenomeni del nostro tempo la cui origine risale alle miopi decisioni di breve periodo prese dal governo Clinton negli anni \u201990.<\/p>\n<p>I mediocri governi americani di Bush e Obama non hanno fatto altro che spingere pi\u00f9 avanti, peggiorandole, le politiche disastrose implementate all\u2019inizio da quella amministrazione. Una realt\u00e0 di cui gli storici dovranno tenere conto per capire la logica degli eventi che hanno portato al caos attuale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rodrigue Tremblay\u00a0\u00e8 una personalit\u00e0 eclettica del panorama culturale canadese. Economista, umanista, politico, \u00e8 professore emerito di economia all\u2019Universit\u00e0 di Montr\u00e9al, autore di diversi saggi e articoli e titolare del blog\u00a0The New American Empire. L\u2019articolo che segue, per la cui traduzione e pubblicazione sono stato cortesemente autorizzato dall\u2019autore, esamina tre cruciali decisioni prese dall\u2019amministrazione Clinton a cui possono essere ricondotte altrettante criticit\u00e0 che caratterizzano il presente. 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