{"id":12621,"date":"2014-12-05T23:00:13","date_gmt":"2014-12-05T23:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12621"},"modified":"2014-12-05T23:00:13","modified_gmt":"2014-12-05T23:00:13","slug":"le-parole-e-le-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12621","title":{"rendered":"Le parole e le cose"},"content":{"rendered":"<p>Di questi tempi appare abbastanza evidente come la sinistra sia la parte politica maggiormente responsabile del disastro verso cui si avvia il nostro paese, e come il suo \u201cpopolo\u201d sia totalmente incapace di capire questo semplice dato di fatto. Occorre naturalmente distinguere fra le tendenze di fondo del nostro tempo e il modo in cui esse si concretizzano nei diversi contesti. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che, rispetto al tema di cui stiamo discutendo, la tendenza generale \u00e8 quella della trasformazione, da tempo compiuta, della sinistra europea da forza di emancipazione e difesa dei ceti subalterni (il che ovviamente non vuol dire: forza rivoluzionaria) a forza totalmente asservita agli interessi dei ceti dominanti, e funzionale alla distruzione dei diritti degli stessi ceti subalterni. Questa trasformazione richiede ovviamente un certo tasso di inganno e autoinganno, perch\u00e9 i ceti dirigenti della sinistra devono distruggere diritti e redditi dei ceti subalterni continuando a richiamarsi ad una tradizione dove si faceva il contrario, e i loro elettori devono in qualche modo credergli. La mia impressione \u00e8 che questo gioco sia particolarmente evidente e \u201cspudorato\u201d nel nostro Paese, cio\u00e8 che in esso appaia in maniera particolarmente evidente, rispetto ad altri paesi, l&#8217;inganno perpetrato dai ceti dirigenti della sinistra, e la radicata volont\u00e0 del \u201cpopolo di sinistra\u201d di non prendere coscienza dell&#8217;inganno. Nella sinistra del nostro paese vi \u00e8 una scissione, particolarmente evidente, fra le parole e le cose, fra quello che si dice e quello che si fa. Ripeto, questo \u00e8 un dato generale, ma mi sembra pi\u00f9 accentuato in Italia. Se \u00e8 davvero cos\u00ec, sarebbe il caso di chiedersi perch\u00e9.<br \/>\nPrima di provare a fornire una risposta, possiamo fare un paio di esempi. Il primo, sul quale ritorno di tanto in tanto perch\u00e9, lo confesso, a suo tempo ne fui particolarmente colpito, \u00e8 quello del Partito dei Comunisti Italiani, che nel &#8217;99 fa parte (con 4 ministri, se non ricordo male) del governo D&#8217;Alema, e quindi si assume la responsabilit\u00e0 dell&#8217;aggressione alla Jugoslavia, cui il governo D&#8217;Alema partecipa assieme ad altri paesi NATO. Il punto \u00e8 che il PdCI partecipa a questa guerra di aggressione imperialistica protestando e manifestando contro di essa e contro la NATO, senza che questo atteggiamento assurdo appaia, ai suoi elettori e in generale alle persone di sinistra, per quello che \u00e8, una intollerabile ipocrisia sufficiente a seppellire all&#8217;istante una forza politica.<!--more--><br \/>\nL&#8217;altro esempio \u00e8 quello di Walter Veltroni, che dopo aver fatto un&#8217;intera carriera politica nel PCI, arrivando nel 1987 ad essere eletto deputato al Parlamento nazionale, pu\u00f2 tranquillamente dichiarare, dopo la fine del socialismo reale e dello stesso PCI, di non essere mai stato comunista. Anche in questo caso, senza che nessuno sembri rendersi conto, nel mondo della sinistra, che una simile dichiarazione dovrebbe essere sufficiente a classificare il suo autore come un mentitore privo di qualsiasi affidabilit\u00e0 e indegno di fiducia, e a troncarne di conseguenza ogni ambizione politica.<br \/>\nIl punto, in questi due esempi, non sta tanto nel fatto che il PdCI abbia fatto scelte politiche sbagliate, o che Veltroni possa essere definito oppure no un ex-comunista: la storia \u00e8 piena di errori politici dei comunisti, ed \u00e8 piena di ex-comunisti. Il punto \u00e8 il carattere particolarmente \u201csfacciato\u201d, impudente, sprezzante di logica, intelligenza e buon gusto, di queste scelte e dichiarazioni. Evidentemente i loro autori sapevano di poter contare su una indulgenza a priori, da parte del \u201cpopolo di sinistra\u201d, nei confronti di simili macroscopiche contraddizioni.<br \/>\nSi tratta, lo ripeto, di una particolare declinazione nazionale di un dato epocale. Provo ad ipotizzare una possibile spiegazione. Mi sembra che una tale possibile spiegazione, o almeno un suo ingrediente, stia nel fatto che nel nostro Paese il partito che ha egemonizzato la sinistra, per tutto il secondo dopoguerra, \u00e8 stato il Partito Comunista Italiano. Questo \u00e8 in effetti un dato specifico del nostro paese, fra tutti i paesi occidentali. Altrove, i partiti comunisti erano o piccole formazione estremiste, del tutto ininfluenti, oppure erano (come in Grecia, Portogallo e in sostanza anche in Francia) parti significative della sinistra, ben radicate nel paese, ma minoritarie e non egemoniche nella sinistra stessa. In Italia, invece, \u201cessere di sinistra\u201d ha sempre voluto dire avere a che fare con la presenza egemonica del PCI.<br \/>\nOra, a me sembra che il pi\u00f9 elementare buon senso dovrebbe suggerire che un Partito si dichiara \u201ccomunista\u201d perch\u00e9 intende realizzare il comunismo, e, di conseguenza, che un tale partito ha il dovere di spiegare cosa intenda per \u201ccomunismo\u201d e come intenda arrivarci. Naturalmente, poich\u00e9 stiamo parlando di un partito politico, cio\u00e8 di una organizzazione nata per l&#8217;azione politica, la risposta alla domanda \u201ccosa si intende per comunismo\u201d non pu\u00f2 essere una bella frase vuota del tipo \u201cil comunismo \u00e8 il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente\u201d, non pu\u00f2 essere una enunciazione di principi generali del tipo \u201c da ciascuno secondo le sue capacit\u00e0 a ciascuno secondo i suoi bisogni\u201d, non pu\u00f2 essere una dotta discussione filosofica sulla natura comunitaria dell&#8217;essere umano. Deve essere un progetto politico di una societ\u00e0 alternativa all&#8217;attuale che, senza essere delineato nei dettagli, ci faccia per\u00f2 capire alcune delle strutture fondamentali di tale societ\u00e0 alternativa. Correlato a questo, e anche pi\u00f9 importante per un partito politico, \u00e8 l&#8217;indicazione di un ragionevole percorso storico-politico che mostri la possibilit\u00e0 concreta di arrivare, in tempi non lontanissimi, alla configurazione sociale desiderata.<br \/>\nOra, \u00e8 evidente che nessuno si \u00e8 mai sognato, nel vasto mondo del PCI e della sinistra italiana da esso egemonizzata, di chiedere questo tipo di chiarimenti e nessuno si \u00e8 mai sognato di fornirli. Questo non vuol dire, ovviamente, che non si sapesse cosa intendeva fare il PCI. Le sue scelte politiche erano piuttosto chiare, sia in politica interna sia in politica internazionale. Il punto \u00e8 che tali scelte politiche non avevano nulla di \u201ccomunista\u201d. Il PCI era un partito comunista di nome, ma di fatto era un partito socialdemocratico nella politica interna e filosovietico in quella internazionale. Tutto questo non \u00e8 necessariamente un male. Con queste caratteristiche, il PCI ha secondo me avuto una funzione essenzialmente positiva nel dopoguerra italiano, fino agli anni Settanta. Il punto \u00e8 che questa strana natura del PCI aveva in s\u00e9 i germi dei fenomeni degenerativi dei quali abbiamo discusso all&#8217;inizio. Nel mondo della sinistra italiana egemonizzato dal PCI era considerato normale aderire a un \u201cpartito comunista\u201d, o votarlo, o avere rapporti politici con esso, senza che per lunghi decenni nessuno si ponesse il problema di cosa mai volesse dire, per un partito politico di massa in un paese occidentale, \u201cessere comunista\u201d, e soprattutto cosa c&#8217;entrasse il \u201ccomunismo\u201d, qualsiasi cosa esso sia, con la concreta prassi politica del PCI. La sinistra italiana \u00e8 stata cio\u00e8 abituata, dalla massiccia presenza del PCI, ad una radicale scissione fra parole e fatti, fra slogan e realt\u00e0. \u00c8 stata abituata a trovare del tutto normale definirsi in un modo e comportarsi in modo diverso. E proprio qui, a mio avviso, sta una delle radici dei fenomeni degenerativi di cui si diceva.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 una conseguenza: se tutto questo \u00e8 sensato, \u00e8 chiaro che occorre essere molto diffidenti verso i tentativi, riproposti ogni tanto, di ricostruire un partito comunista in Italia: alle difficolt\u00e0 oggettive si aggiungono infatti i dubbi, mai affrontati seriamente, su cosa possa voler dire, per un partito politico, essere \u201ccomunista\u201d, in un paese occidentale. L&#8217;impressione \u00e8 che con questi tentativi si cerchi in sostanza di ripetere l&#8217;esperienza del PCI, in una situazione nella quale non vi sono evidentemente pi\u00f9 le condizioni che l&#8217;hanno resa possibile, e oltretutto perpetuando le ambiguit\u00e0 e le ipocrisie che hanno segnato quella storia. Non \u00e8 davvero di questo che abbiamo bisogno. Nel bene e nel male, il PCI ha segnato una parte della storia di questo paese. Quella storia \u00e8 finita, occorre costruirne un&#8217;altra.<br \/>\n(M.B.)<\/p>\n<p>Questo post viene pubblicato anche su &#8220;mainstream&#8221;: http:\/\/il-main-stream.blogspot.it\/2014\/12\/le-parole-e-le-cose.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di questi tempi appare abbastanza evidente come la sinistra sia la parte politica maggiormente responsabile del disastro verso cui si avvia il nostro paese, e come il suo \u201cpopolo\u201d sia totalmente incapace di capire questo semplice dato di fatto. Occorre naturalmente distinguere fra le tendenze di fondo del nostro tempo e il modo in cui esse si concretizzano nei diversi contesti. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che, rispetto al tema di cui stiamo discutendo, la tendenza generale&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,13],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-3hz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12621"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12621"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12621\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12621"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12621"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12621"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}