{"id":12681,"date":"2014-12-14T16:12:00","date_gmt":"2014-12-14T16:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12681"},"modified":"2014-12-14T16:12:00","modified_gmt":"2014-12-14T16:12:00","slug":"joyeux-noel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12681","title":{"rendered":"Joyeux Noel!"},"content":{"rendered":"<p>Anche in Francia l&#8217;aria natalizia inizia a farsi sentire: nonostante la legge sulla laicit\u00e0 del 1905 non c&#8217;\u00e8 cittadina, grande o piccola che sia, che rinunci al suo mercatino di natale, alle sue luminarie, all&#8217;albero di natale e\u00a0 al&#8230; Presepe, o <em>cr\u00e8che,<\/em> come vien chiamato oltralpe. Ma mai come quest&#8217;anno\u00a0il bue\u00a0e l&#8217;asinello\u00a0hanno agitato il dibattito politico. In effetti i presepi da anni sono stati rimossi da tutti gli spazi pubblici, almeno nelle grandi citt\u00e0. E pensare che fino agli anni &#8217;70, ogni\u00a0dicembre, l&#8217;Hotel de Ville di Parigi ospitava la pi\u00f9 famosa mostra di presepi del paese, che ogni anno registrava migliaia di visitatori. Ma il furore laicista da un lato, il rispetto delle religioni dei nuovi arrivati dall&#8217;altro, ha fatto si che nessuna grande citt\u00e0 allestisse, oggi, negli spazi comunali riferimenti religiosi alla nativit\u00e0. Ma quest&#8217;anno ad accendere i fuochi \u00e8 stato Menard, storico giornalista francese, fondatore di <em>Reporters sans frontieres<\/em>, da sempre bandiera del giornalismo impegnato di sinistra, che negli scorsi anni si \u00e8 avvicinato sempre pi\u00f9 al Front National, fino a farsi eleggere sindaco di Bezieres con l&#8217;appoggio del Front.\u00a0 Non appena l&#8217;ultima pecorella di Menard \u00e8 stata appoggiata sul muschio di Bezieres, il rappresentante locale del Front de Gauche, Garcia, insieme alla solita armata da guerra delle associazioni antirazzismo e del\u00a0Grande Oriente di Francia,\u00a0hanno presentato denuncia al prefetto. Tutto l&#8217;establishment ha preso la palla al balzo per mettere in risalto il primo passo falso di una giunta comunale targata FN dopo le scorse elezioni comunali. In pi\u00f9, neanche 10 giorni fa, un sondaggio dell&#8217;Ifop ha detto che per l&#8217;80% dei francesi il primo valore da salvaguardare \u00e8 la laicit\u00e0 dello stato. I media si son detti: &#8220;cosa di\u00a0 meglio per mostrare la doppia faccia del Front rispetto alla <em>laicit\u00e9<\/em>?&#8221; Grave errore da parte delle elites che, ancora una volta, hanno dimostrato la\u00a0loro distanza dal sentire comune. Infatti alla gran cassa che gridava allo scandalo, a parte i soliti, nessuno ha preso parte alla battaglia mediatica, soprattutto nessun sindaco del PS o dell&#8217;UMP. A dire il vero non si sa se perch\u00e9 gi\u00e0 sentivano l&#8217;aria che sarebbe girata di l\u00ec a poco, o semplicemente per il fatto che al primo che avesse aperto bocca si sarebbe subito potuto rimproverare i finanziamenti illeciti alle moschee e alle festivit\u00e0 islamiche, che da anni tutti forniscono in cambio di\u00a0schede elettorali.<\/p>\n<p>Lo stesso comune di Parigi ha sempre pi\u00f9 ridotto i fondi per le feste natalizie, fino a farle scendere a zero quest&#8217;anno, tagliando anche i 30000 euro per le decorazioni e l&#8217;albero di Notre Dame, offerto, in risposta, gratuitamente dalla Russia. Peccato per\u00f2 che lo stesso comune di Parigi ogni anno organizzi nel suo salone d&#8217;onore, per la belezza di pi\u00f9 di un milione di euro, un gran gal\u00e0 per la fine del Ramadan e la rottura del digiuno (nessun giornalista o umanista ha mai gridato allo scandalo, lo stesso M\u00e9lenchon si \u00e8 ammutolito quando Zemmour gli ha chiesto perch\u00e9 non avesse protestato allo stesso modo quando il sindaco di Parigi, coi soldi dei contribuenti, aveva finanziato tutte le festivit\u00e0 musulmane e invocato la benedizione di Allah sulla Francia direttamente dai saloni del municipio).<\/p>\n<p>Ma sorpresa delle sorprese, proprio 2 giorni fa, nel pieno del vespaio delle polemiche sul presepe, \u00e8 uscito il sondaggio che nessuno si aspettava in una Francia in cui oltre la met\u00e0 della popolazione \u00e8 atea, la prima religione praticata \u00e8 l&#8217;islam ormai da 5 anni e solo il\u00a0 3% della popolazione si dichara cattolico praticante: ebbene l&#8217;80% di tutta la popolazione si \u00e8 dichiarata favorevole al presepe nei luoghi pubblici (l&#8217;88% dei votanti UMP, l&#8217;84 di quelli del FN, il 64% PS e il 47% dei simpatizzanti dell&#8217;estrema sinistra). Questo sondaggio per le elites \u00e8 stato un colpo durissimo! A noi italiani potrebbe anche sembrar normale, ma in Francia, dove da un secolo ogni ostentazione pubblica di simboli religiosi \u00e8 vietata, \u00e8 uno shock, una vera e propria bestemmia. L\u2019\u00e9lite mediatica che vive nel quartiere latino scopre di esse circondata da 50 milioni di francesi fanatici, che reclamano segni religiosi nello spazio pubblico, il tutto dopo solo 10 giorni di un altro sondaggio schock, secondo cui la priorit\u00e0 dei francesi in questo momento non \u00e8 l\u2019occupazione, n\u00e9 la sicurezzza, ma la laicit\u00e0 (per il 78%).\u00a0\u00a0Come conciliare questi due risultati? Come soprattutto interpretare il fatto che a essere\u00a0favorevoli al presepe nei luoghi pubblici non sono solo l\u201984 e 87 % dei votanti\u00a0 Fn e UMP, ma anche il 64% di quelli del PS e del Front de Gauche. Una risposta semplice e chiara ci sarebbe: non \u00e8 questo il momento, ma di sicuro essa gi\u00e0 turba le notti di una \u00e9lite che giorno dopo giorno si sta accorgendo che il suo incantesimo si sta rompendo. Che troppo a lungo si \u00e8 imposto ai francesi di amare ci\u00f2\u00a0 che odiano e di odiare ci\u00f2 che amano, in una sola parola di rinnegare se stessi. Il risveglio \u00e8 lento ma inesorabile, un popolo si sta svegliando e presto si rimetter\u00e0 in marcia.<\/p>\n<p>Ma il mese appena trascorso \u00e8 anche stato il mese dei 2 congressi dell&#8217;UMP e del FN, che dovevano\u00a0eleggere i due nuovi presidenti. Per l&#8217;FN l&#8217;unica candidata era Marine Le Pen, per gli oppositori simbolo di una gestione dittatoriale del partito, per i frontisti nulla di pi\u00f9 elementare: perch\u00e9 cambiare un presidente che in soli due anni ha moltiplicato per quattro il numero degli aderenti, per 100 quello dei consiglieri comunali e ha portato il partito al 30% delle preferenze? Sui quasi 4 mila votanti a scrutinio segreto, solo 23 hanno votato no alla riconferma. Ma di certo non c&#8217;era molto da festeggiare per Marine\u00a0 le Pen la sera del suo Gal\u00e0: se la base si \u00e9 mostrata ultracompatta dietro di lei, tutta la sua politica di riorientamento dell&#8217;ideologia del partito \u00e8 stata bocciata. Da 4 anni ormai l&#8217;ideologo delle aperture di Marine \u00e8 Florian Philippot, giovane politico dal curriculum invidiabile, creatura di Chevenement. La linea politica del partito, la dediabolizzazione, gli organigrammi, sono in realt\u00e0 tutto frutto della mente di Florian Philippot. Tutti attendevano queste elezioni per conoscere il verdetto della base sulla svolta di Marine degli ultimi mesi: mai bocciatura fu pi\u00f9 sonora. Prima votata \u00e8 stata l&#8217;ortodossa Marion Marechal, la pi\u00f9 giovane deputata della <em>r\u00e9publique<\/em>, seguita dal sindaco anti-moschee di Frejus, dall\u2019identitario Alliot, mentre Philippot si piazza davanti, solo di qualche voto, niente meno che a Gollnisch, espressione da sempre dell\u2019ala pi\u00f9 dura del partito. Morale: la base vuole rimanere compatta dietro Marine Le Pen, di cui riconosce il talento politico, ma sconfessa tutte le sue aprerture in campo civile operate attraverso Philippot. Marine, incurante del risultato delle urne, cosa ha fatto? Neanche una settimana dopo ha convocato una coferenza stampa per annunciare il passaggio al suo movimento del fondatore di GyaLib, una specie di Arcigay liberale. Come se non bastasse,\u00a0seduta stante ha anche deciso di conferirgli la responsabilit\u00e0 del settore cultura. Un affronto per la base, che sulla rete non ha cessato di gridare contro la lobby gay che da anni circonderebbe\u00a0la presidente\u00a0e la cui eminenza grigia sarebbe appunto Philippot. Venerd\u00ec scorso la riunione di gabinetto \u00e8 stata infuocata, al punto che Marine \u00e8 tornata sui propri passi revocando l\u2019incarico alla cultura appena assegnato. Ma, strana coincidenza, il giorno dopo la rivista Closer ha pubblicato le foto di Philippot in viaggio romantico con un altro ragazzo, un giornalista di estrema sinistra militante gay e anti FN. Che Philippot fosse gay al Front era il segreto di pulcinella, ma scoprire che frequentasse \u00ab\u00a0solo\u00a0\u00bb i nemici giurati del Front avr\u00e0 dato certo degli argomenti a chi da anni critica la gestione del potere di Marine. Rimane il fatto che per la prima volta un organo di stampa ha fatto l\u2019outinig di un personaggio politico. Considerando i gay che ci sono all&#8217;interno di UMP e PS, anche nelle pi\u00f9 alte sfere, dovremmo attenderci un servizio a settimana per i prossimi 10 anni, ma ho come la sensazione che si sia trattato solo di una spedizione punitiva di cattivo gusto dell\u2019establishment.<\/p>\n<p>L\u2019altro congresso \u00e8 stato quello dell\u2019UMP: Nicola Sarkozy da salvatore della patria\u00a0ne \u00e8 uscito dimezzato e, al massimo,\u00a0 reuccio di quartiere. In effetti si \u00e8 trattato di una primaria farsa, in quanto nessuno dei grandi tenori del paritto si \u00e8 messo in gioco, ben sapendo che perdere queste primarie voleva dire l\u2019esclusione da quelle presidenziali del 2017. Eppure, nonostante i due avversari di scarso peso, Sarkozy si \u00e8 fermato intorno al 60%, regalando un bel 30% a Bruno LeMaire, che ha fatto della questione morale il suo cavallo di battaglia. Gli scivoloni a Monsieur Bruni non son mancati fin dall\u2019inizio e, quanto pi\u00f9 faceva una brutta uscita il giorno prima, &#8220;recuperava&#8221; il giorno dopo con un\u2019altra brutta uscita dal tenore opposto, scavandosi cos\u00ec la sua fossa elettorale.\u00a0Il miasma politico alla fine l\u2019ha vinta, nel mese precedente le primarie Sarkozy si \u00e8 detto a favore di tutto e contrario a tutto. Una cosa sola gli interessava, distruggere il suo rivale interno Alain Jupp\u00e9, da giorni diventato il pupo dell\u2019intelligentia di sinistra, che ormai ha capito che Hollande \u00e8 spacciato e cerca un cavallo su cui puntare. Tuttavia, se prima il motto della stampa e dei salotti era \u00ab\u00a0tutti contro Sarko\u00a0\u00bb, adesso trionfa l\u2019indifferenza per Sarko (e nulla pi\u00f9 fa imbestialire l\u2019ex presidente quanto l\u2019indifferenza, per cui ad ogni uscita alza il tiro). Lanciandomi in un pronostico, potrei dire che Sarkozy si \u00e8 gi\u00e0 bruciato per le prossime elezioni, ma staremo a vedere.<\/p>\n<p>Infine un giretto a casa del partito socialista, dove ormai \u00e8 guerra dei colonnelli con Hollande, che un giorno si fa \u00ab\u00a0sputtanare\u00a0\u00bb dalla sua ex sui media inglesi e un altro si diverte a indossare buffi colbacchi, salvo poi chiedere ai giornalisti di censurare le foto. Martine Aubry, sindaco di Lille, avversaria alle scorse primarie di Hollande,\u00a0\u00e8 uscita allo scoperto e, portando con s\u00e9 i cosiddetti frondisti, attacca di petto su tutti i talk televisivi Manuel Valls e le sue politiche ultraliberali. Ma il primo ministro, come il nostro mostro di Firenze, risponde augurandosi un nuovo partito di sinistra pragmatico, liberale e soprattutto non socialista.\u00a0E per non lasciare spazi a dubbi, ecco la manovrina\u00a0ultraridicola, in cui la misura pi\u00f9 importante dovrebbe essere l\u2019apertura delle attivit\u00e0 commerciali la domenica, quasi non volendo capire che il problema \u00e8 il potere d\u2019acquisto perduto. Ma\u00a0soprattutto rimanendo cieco alle statitische degli ultimi 4 anni che mostrano che le aperture domenicali, dove applicate, non hanno aumentato le vendite neanche di un punto. Ma allora la questione \u00e8 un&#8217;altra, e la inquadra bene un editoriale de Le Figaro: il governo francese, sarebbe meglio dire la commissione di Bruxelles, non sta attuando ricette per risolvere la crisi, ma per formare il nuovo cittadino euopeo del nuovo millennio, senza riferimenti culturali, senza riposo, senza diritti democratici e sociali, ma come una specie di automa senza pi\u00f9 nessuna declinazione antropologica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche in Francia l&#8217;aria natalizia inizia a farsi sentire: nonostante la legge sulla laicit\u00e0 del 1905 non c&#8217;\u00e8 cittadina, grande o piccola che sia, che rinunci al suo mercatino di natale, alle sue luminarie, all&#8217;albero di natale e\u00a0 al&#8230; Presepe, o cr\u00e8che, come vien chiamato oltralpe. Ma mai come quest&#8217;anno\u00a0il bue\u00a0e l&#8217;asinello\u00a0hanno agitato il dibattito politico. 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