{"id":12714,"date":"2014-12-19T07:52:19","date_gmt":"2014-12-19T07:52:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12714"},"modified":"2014-12-19T07:52:19","modified_gmt":"2014-12-19T07:52:19","slug":"il-governo-della-crisi-ovvero-bisogna-che-le-crisi-accadano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12714","title":{"rendered":"Il governo della crisi. Ovvero bisogna che le crisi accadano"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione Europea \u00e8 l&#8217;esperimento pi\u00f9 avanzato di disarticolazione del potere democratico. Essa fonda la sua legittimit\u00e0 nella separazione tra la sfera della rappresentanza e la sfera decisionale, tra la sfera della sovranit\u00e0 e quella della governamentalit\u00e0<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Unione si compie la pi\u00f9 lacerante separazione del corpo politico da ci\u00f2 che \u00e8 in suo potere, il perimetro del politico \u00e8 nuovamente scritto come dopo una rivoluzione. La sfera della sovranit\u00e0 \u00e8 completamente svuotata di ogni potere, i cittadini non possono pi\u00f9 esprimersi nei processi decisionali e quando si esprimono il loro responso \u00e8 del tutto ignorato (bocciatura dei referendum sulla costituzione europea da parte dei popoli francesi e olandesi, ma anche il referendum sui beni comuni tenutosi in Italia nel 2011).<\/p>\n<p>Il potere decisionale si \u00e8 completamente appiattito nella sfera della governamentalit\u00e0 e della gestionalit\u00e0, che, se da una parte esistono per fronteggiare l&#8217;emergenza e la crisi, allo stesso tempo traggono proprio da queste ultime\u00a0la propria legittimit\u00e0. Evidentemente, un aggregato politico che trae la legittimit\u00e0 del suo potere dall&#8217;emergenza e dalla crisi avr\u00e0 tutto l&#8217;interesse affinch\u00e9 queste condizioni si protraggano e si conservino. Si imputa la crisi ad un inevitabile effetto collaterale della finanza, ma non si comprende che la permanenza nello stato di crisi giova all&#8217;affermazione e alla conservazione di un potere che su di essa ha modellato e costruito i propri puntelli. Vediamo, infatti, governi che si sforzano non di affrontare le cause dei problemi, ma di gestire le conseguenze che vengono ritagliate e astratte dal loro contesto proprio. La disoccupazione e il precariato sono perci\u00f2 oggetto di azioni sporadiche e isolate, di proclami e di programmi a termine.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 perch\u00e9 il paradigma non consente di collegare tali problemi alla condotta di una banca centrale che tutela la stabilit\u00e0 dei prezzi. Non si pu\u00f2, infatti, mettere in dubbio l&#8217;atteggiamento &#8220;neutrale&#8221; delle istituzioni europee, dietro al quale invece, soggiace la pi\u00f9 sfrenata ideologia liberista, quella ereditata dal modello fisiocratico, per la quale si crede che l&#8217;economia segua un corso naturale. Cos\u00ec la scienza economica non sarebbe altro che l&#8217;applicazione e la trasposizione dell&#8217;ordine naturale al governo delle societ\u00e0. In questo senso non bisogna pi\u00f9 evitare le crisi, bisogna che le crisi accadano.<\/p>\n<p>Scrive Quesnay: &#8220;Gli uomini non possono penetrare i disegni dell&#8217;essere supremo nella costruzione dell&#8217;universo, non possono innalzarsi fino alla destinazione delle regole immutabili che egli ha istituito per la formazione e la conservazione della sua opera. Tuttavia se si esaminano con attenzione queste regole, ci si accorger\u00e0 che le cause fisiche del male fisico sono esse stesse le cause del bene fisico, che la pioggia, che infastidisce i viaggiatori, fertilizza la terra&#8221; Nei fenomeni economici si mostra, dunque, un \u201cordine naturale\u201d non deterministico, ma anzi affidato nel suo compimento all\u2019umana iniziativa: esso pu\u00f2 infatti essere conosciuto e attuato dagli uomini, che possono istituire appropriate regole per il comportamento delle societ\u00e0 umane &#8220;L\u2019uomo dotato di intelligenza ha la prerogativa di poterle contemplare e conoscere per trarne il pi\u00f9 grande vantaggio possibile, senza essere refrattario a queste leggi e a queste regole sovrane<strong>\u201d<\/strong> (F. Quesnay, <em>Le droit naturel<\/em>, in: <em>Fran\u00e7ois Quesnais et la physiocratie<\/em>, INED, Paris 1958, p. 729 e ss.). Sembra dunque evidente che ogni opera di correzione o di indirizzamento da parte di un potere sovrano non possa essere letta che come una intromissione dell&#8217;ordine naturale, in questo senso, dunque, i compiti dei governi sono quelli di non ostacolare, ma accompagnare e assecondare l&#8217;ordine naturale dell&#8217;economia.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire, quindi, che gli Stati europei, mentre rinunciano alle loro prerogative giurisprudenziali creano, non uno Stato, ma un governo della crisi europeo, che seguendo tale ideologia, opera nell&#8217;anomia, cio\u00e8 nell&#8217;assenza di regole, nello stato d&#8217;eccezione schmittiano in cui il cittadino perde ogni potere politico.<\/p>\n<p>I popoli sovrani continueranno ad eleggere i propri rappresentanti all&#8217;interno dei parlamenti, ma il potere legislativo di questi si trova gi\u00e0 bacato, eroso dall&#8217;interno dall&#8217;esecutivo di un esecutivo, cio\u00e8 dai governi nazionali, che a loro volta prendono ordini dall&#8217;organo esecutivo dell&#8217;Unione, ovvero la commissione europea.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ci si pone davanti negli anni a venire \u00e8 la sfida di definire nuovamente il perimetro della politica. Il recupero della sovranit\u00e0 passa per una lotta demistificatrice contro l&#8217;ideologica neutralit\u00e0 delle istituzioni e per una nuova definizione dello spazio politico del cittadino nel momento in cui questi ne sembra ostracizzato una volta per tutte.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Col termine governamentalit\u00e0 si intende &#8220;l&#8217;insieme di istituzioni, procedure, analisi, riflessioni, calcoli e tattiche che assicura la presa in carico delle popolazioni e garantisce il governo dei viventi&#8221; come teorizzato da M. Foucault in,\u00a0<em>La governamentalit\u00e0<\/em>, \u00abAut-aut\u00bb, 167-168, 1978.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione Europea \u00e8 l&#8217;esperimento pi\u00f9 avanzato di disarticolazione del potere democratico. 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