{"id":12738,"date":"2014-12-24T06:27:49","date_gmt":"2014-12-24T06:27:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12738"},"modified":"2014-12-24T06:27:49","modified_gmt":"2014-12-24T06:27:49","slug":"gli-sparanumeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12738","title":{"rendered":"Gli sparanumeri"},"content":{"rendered":"<p>Quanti degli attuali pseudo-economisti, italiani e stranieri, che infestano i format televisivi, pontificando e sparando numeri e cifre che, si badi bene, hanno come riscontro oggettivo solo delle simulazioni sulla carta, erano a fare un mestiere reale nel 1992, all\u2019epoca dell\u2019uscita dallo SME dell\u2019Italia? Quanti di essi si erano gi\u00e0 laureati e capivano realmente ci\u00f2 che in tanni anni avevano studiato? Scommetto che la maggior parte di costoro ne hanno solo sentito parlare.<\/p>\n<p>Chi potrebbe realmente dirvi come andarono le cose sono i capitani d\u2019industria dell\u2019epoca, come ad esempio i Barilla, i Rana, gli Amadori, i Merloni, i Zanussi ma anche migliaia di altri piccoli imprenditori che all\u2019epoca avevano a che fare con aziende estere.<\/p>\n<p>Oggi vi voglio parlare di quello che successe ad uno di quest\u2019ultimi, cio\u00e8 al sottoscritto.<\/p>\n<p>All\u2019epoca avevo meno di 30 anni ed ero l\u2019addetto agli acquisti-vendite del negozio di arredamenti di famiglia. Non un grosso negozio ma una struttura intorno ai 350mq, aperto dal 1972 e gestito completamente in famiglia. Esso dava lavoro a 5 persone, e ogni anno veniva archiviato con un utile operativo soddisfacente. L\u2019economia era gi\u00e0 materia che mi appassionava ma la usavo soprattutto per far quadrare i conti in negozio: erano ancora molto lontani i tempi in cui lei si sarebbe interessata di me.<\/p>\n<p>Nel 1990 facemmo un accordo commerciale con una nota marca mobiliera francese: la \u201cLigne Roset\u201d (conosciuta anche con il marchio \u201cCinna\u201d). Essa produceva mobili da giorno e da notte, oltre ad ottimi divani rivestiti soprattutto con l\u2019italianissima \u201cAlcantara\u201d della Montedison. I prodotti a catalogo erano ricercati e di design raffinato, mentre i prezzi erano in linea con quelli dei maggiori competitor nazionali. Decidemmo di prendere l\u2019esclusiva di zona e firmai il contrato. Questa collaborazione part\u00ec con una campionatura iniziale di 4 ambienti. Il prodotto venne subito ben recepito e ci diede ottime soddisfazioni, tanto che decidemmo di aumentare il numero di articoli in expo. Per farla breve il 1990 si chiuse con circa \u00a350 milioni di acquisti che divennero ca. 80 l\u2019anno successivo. Ad inizi \u201992 era una delle 5 ditte a cui tenevo maggiormente. Le vendite continuavano a dare ottimi risultati mentre i Tigg\u00ec, ieri come oggi, parlavano di debito pubblico elevato, crisi economica  e sue possibili soluzioni. I BOT rendevano interessi a doppia cifra e l\u2019inflazione era intorno al 6%. Ricordo distintamente i vari telecronisti che parlavano degli attacchi speculativi contro la Lira. Le diverse soluzioni provate dal governo sembravano non servire a nulla: tutte le aperture dei Tigg\u00ec erano dedicate all\u2019economia. Dopo aver bruciato quasi integralmente le riserve di valuta pregiata in poche settimane (\u00a350.000 miliardi di controvalore), dalla sera alla mattina il governo decise di abbandonare il cambio rigido imposto dallo SME credibile (banda d\u2019oscillazione tra il -2,5% e il +2,5%) e di svalutare la moneta: si cominci\u00f2 con un BOTTO del -7% in un sol colpo.<\/p>\n<p>Nell\u2019arco di 24 ore arriv\u00f2 un fax dalla Francia (a cui segu\u00ec raccomandata a\/r) che imponeva un aumento del listino del +10% con decorrenza immediata. In pratica non avrei avuto neanche il tempo di avvisare i diversi clienti che avevano fatto preventivi nei giorni precedenti e che sarebbero tornati per concludere l\u2019acquisto. A molti di essi offrii i prodotti in expo con ulteriore sconto aggiuntivo, intanto la Lira continuava a svalutarsi una settimana si e l\u2019altra pure, mentre i fax (e le raccomandate) arrivavano oramai a cadenza bisettimanale.<br \/>\nMi resi conto immediatamente che i loro prezzi erano completamente fuori mercato e nell\u2019arco di due mesi dimezzai i prodotti in vetrina, vendendoli al \u201cmeglio\u201d. Mi misi freneticamente in contatto con altri fornitori nazionali concorrenti e in men che non si dica sostituimmo l\u2019intero parco prodotti: il 1992 lo chiudemmo con soli 30 milioni di fatturato verso \u201cLigne Roset\u201d e a fine anno cessammo definitivamente i rapporti commerciali. In un anno l\u2019azienda francese bruci\u00f2 tutto il portafoglio clienti italiano e chiuse anche diversi show-room diretti. Dal mio canto non subii alcuna perdita di fatturato poich\u00e9 i clienti si lasciarono allettare dai prodotti alternativi altrettanto validi, offerti ad un costo anche inferiore.<\/p>\n<p>Ancora oggi ho qualche minima rimanenza \u201cfrancese\u201d che mi ricorda i bei tempi andati, quelli di quando lavoravi guadagnandoci pure!<\/p>\n<p>La svalutazione complessiva della \u00a3iretta fu pari a circa il 27% e ci diede la benzina necessaria per arrivare in buona salute industriale sino al 1996\/7, anni in cui Prodi &amp; co decisero di dover rivalutare la moneta per entrare a far parte del \u201cristretto club\u201d \u20acuro (taroccando all\u2019uopo anche diversi conti, aggiustati al meglio con elaborati quanto truffaldini derivati finanziari), conosciuto anche con il nome \u201cfrega il tuo vicino\u201d, dove noi si faceva \u2013e pure con immensa gioia- la parte dei polli da spennare.<\/p>\n<p>Se qualche penna venduta si prendesse la briga di intervistare sull\u2019argomento, ad esempio, il sig. Francesco Amadori, questi gli saprebbe certamente dire circa l\u2019incremento a tre cifre dell\u2019export dei suoi di polli, verso U\u20ac avuto negli anni successivi al 1992. Quelli furono gli ultimi anni che l\u2019Italia avrebbe detto la sua sul panorama industriale mondiale. Poi, grazie ai nuovi accordi calati dall\u2019alto dalla U\u20ac e solertemente firmati dai nostri grandi politici ed \u201ceconomisti\u201d, si cominci\u00f2 a preferire esportare aziende piuttosto che prodotti.<\/p>\n<p>Cari pseudo-economisti,<br \/>\ndove eravate all\u2019epoca? Cosa facevate oltre che scrivere inutili \u201cphamplet\u201d, simulando fatti che forse non potevate capire e che non sarebbero mai avvenuti? Chi riempiva la vostra lauta ciotola per farvi vomitare tutte le castronerie a cui ci avete costretto a dare retta? Da dove tirate fuori le vostre analisi cialtronesche e mistificatrici?<\/p>\n<p>\u00c8 comodo e bello pontificare sul nulla farcito di niente, fatto di numeri e casi mai riscontrabili realmente.<br \/>\nAvete tradito il Popolo e anche la matematica.<\/p>\n<p>Una Patria, un Popolo e una propria Moneta da piegare alle esigenze della Nazione.                                  Questo vogliono gli italiani.<br \/>\nUna Costituzione a cui obbedire gi\u00e0 l\u2019abbiamo.<\/p>\n<p>Buon Natale e buona fortuna a tutti.<\/p>\n<p>Roberto Nardella, ARS Puglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanti degli attuali pseudo-economisti, italiani e stranieri, che infestano i format televisivi, pontificando e sparando numeri e cifre che, si badi bene, hanno come riscontro oggettivo solo delle simulazioni sulla carta, erano a fare un mestiere reale nel 1992, all\u2019epoca dell\u2019uscita dallo SME dell\u2019Italia? 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