{"id":12757,"date":"2014-12-30T00:05:30","date_gmt":"2014-12-30T00:05:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12757"},"modified":"2014-12-30T00:05:30","modified_gmt":"2014-12-30T00:05:30","slug":"dalla-provincia-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12757","title":{"rendered":"Dalla provincia Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La sensazione che l&#8217;Italia sia una provincia di un Impero si \u00e8 consolidata negli ultimi anni: \u00e8 sempre pi\u00f9 terra di colonizzazione per quanto concerne il pensiero, il linguaggio (basti pensare all&#8217;utilizzo smodato dell&#8217;inglese ovunque da parte dei giornalisti, dei politici, degli stessi legislatori), le nuove tecnologie, le mode e le culture giovanili (dove fondamentale \u00e8 la musica), la cultura scientifica e finanche quella umanistica (ammesso che tale distinzione abbia un senso oggi, quando si pretende ridurre tutto a scienza o meglio a oggettivit\u00e0).<br \/>\nIl provincialismo \u00e8 una condizione culturale e pu\u00f2 diventare un atteggiamento quasi irriflesso nel caso in cui per molti anni s&#8217;imponga. Posso provare a definirlo, senza pretendere di essere rigoroso: nasce dalla condizione per cui le decisioni, i fatti, gli eventi, le scoperte importanti, nascono, crescono, si consumano, si svolgono <em>altrove<\/em>, su altri scenari, mentre in provincia giunge solo il riverbero, il riflesso. Il centro del mondo \u00e8 altrove, qui siamo in periferia. <em>Altrove<\/em> si prendono le decisioni, <em>altrove<\/em> nascono le novit\u00e0, <em>altrove<\/em> si agisce con consapevolezza e anche con ardore, <em>altrove<\/em> si fa la Storia. Qui in provincia tutto \u00e8 pi\u00f9 piccolo, tutto \u00e8 tradotto, tutto \u00e8 riportato, tutto \u00e8 forzato e debole e stanco, qui ci &#8220;giunge voce&#8221; delle cose e spesso anni dopo che si sono affermate, qui c&#8217;\u00e8 soltanto l&#8217;eco di ci\u00f2 che \u00e8 stato gi\u00e0 pensato meglio altrove, qui spesso attecchiscono prima le mode deteriori rispetto a quelle con effetti benefici. Ci\u00f2 che viene da fuori s&#8217;impone come qualche cosa di imprescindibile. Le (spesso uniche) nostre consolazioni sono il passato glorioso, dove non eravamo provincia ma cuore pulsante della civilt\u00e0, e la speranza di riuscire, seppur sempre in seconda battuta, ad essere pi\u00f9 bravi dell&#8217;originale, insomma che la copia riesca meglio del modello. Questa eventualit\u00e0 non \u00e8 affatto da escludere, ma per una perla che brilla, quanto fango occorre sopportare! per una eccellenza, quante copie malfatte! quante scimiottature insipide! quante forzate imitazioni che per mezzi e per tempestivit\u00e0 non si avvicinano minimamente all&#8217;originale!<!--more--><br \/>\nA questi elementi si \u00e8 aggiunto ultimamente, da un punto di vista economico e politico, il commissariamento (anche se ufficialmente siamo uno stato autonomo) dell&#8217;Italia da parte dell&#8217;Europa e la conseguente imposizione di parametri e regole decisi a Bruxelles. Fino alla crisi, o per le persone pi\u00f9 avvertite ai suoi prodromi, pochi si erano avveduti di che cosa avrebbe comportato tutto ci\u00f2, vale a dire di un&#8217;ulteriore perdita di autonomia, di cessione di potere di scelta in economia, in finanza, in politica monetaria.<br \/>\nAlla fine di questo processo cominciato tanto tempo fa, che ha accresciuto il provincialismo del nostro paese, si sono coagulati fondamentalmente due tipi di reazione: 1) la auto-denigrazione, l&#8217;auto-compatimento e il servilismo pi\u00f9 becero nei confronti del pi\u00f9 forte (sia esso gli Stati Uniti o la Germania), da un lato; 2) l&#8217;auto-assoluzione completa, dall&#8217;altro, e l&#8217;illusione di saper risolvere i nostri problemi da soli. Pu\u00f2 sembrare paradossale, ma questi due atteggiamenti non si escludono a vicenda, anzi possono coesistere e coesistono in maniera schizofrenica oggi.<br \/>\nCi\u00f2 che mi preme far rilevare \u00e8 questo: che il pensiero, che molti hanno avuto e tutt&#8217;oggi hanno, che l&#8217;adesione al progetto europeo possa essere una cura al nostro provincialismo \u00e8 un&#8217;illusione; credo che molti abbiano pensato e si siano auspicato questo o qualcosa di simile: &#8220;poich\u00e9 noi da soli non siamo in grado di risolvere i nostri annosi problemi e poich\u00e9 le soluzioni che abbiamo adottato finora sono state insufficienti, aderendo all&#8217;Europa finalmente potremo uscire dal nostro piccolo cantuccio e conteremo qualcosa&#8221;. Si \u00e8 preferito delegare ad altri e si \u00e8 pensato che questa fosse l&#8217;unica via per sopravvivere e per avere peso specifico nello scacchiere internazionale.<br \/>\nSe per certe questioni in effetti l&#8217;Europa \u00e8 stata trainante in modo innegabile, la contropartita \u00e8 sotto gli occhi di tutti: i benefici sono stati minimi, mentre i danni enormi e con il passare del tempo quasi irreparabili. Non siamo affatto usciti dal provincialismo e anzi abbiamo depotenziato gli strumenti che soli potevano garantire la nostra autonomia.<br \/>\nUna nazione senza sovranit\u00e0 o a sovranit\u00e0 limitata non pu\u00f2 trovare la forza necessaria n\u00e9 l&#8217;orgoglio indispensabile per fare sentire la propria voce, per rivendicare una propria via autonoma in fatto di politica sociale ed economica, di modello di sviluppo e, ci\u00f2 che \u00e8 fondamentale per il nostro discorso, in fatto di cultura.<br \/>\nSe cominciamo ad avere consapevolezza di quali sono i primi passi da svolgere per riconquistare la sovranit\u00e0 da un punto di vista politico ed economico, pi\u00f9 difficile sar\u00e0 trovare la via per uscire dal provincialismo culturale. Non c&#8217;\u00e8 una ricetta per questo e non sar\u00e0 di certo un singolo individuo a poterla concepire o attuare, ma ci\u00f2 che qui \u00e8 importante sottolineare \u00e8 che dovr\u00e0 trattarsi di una vera e propria rivoluzione del nostro modo di pensare. Noi siamo, infatti, talmente vittime di questo meccanismo perverso che siamo abituati a credere che per ogni cosa altrove \u00e8 gi\u00e0 stato fatto di meglio e non guardiamo pi\u00f9 a ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto qui, siamo abituati a disprezzare tutto ci\u00f2 che \u00e8 nostrano per meglio piegarci a ci\u00f2 che ci viene imposto dall&#8217;estero; probabilmente solo in alcuni piccoli\u00a0settori, sebbene molto importanti, ad esempio l&#8217;agroalimentare, l&#8217;artigianato di qualit\u00e0 elevata, possiamo fare scuola, per tutto il resto abbiamo sempre dovuto apprendere e importare da altri. Niente di male in tutto ci\u00f2, se non avesse appunto forgiato gli atteggiamenti di cui sopra (auto-denigrazione e auto-assoluzione). Non dobbiamo confondere questo sforzo per riappropriarci di ci\u00f2 che \u00e8 nostro con la chiusura verso ci\u00f2 che viene da fuori. Anche in passato il meglio che la nostra cultura ha prodotto \u00e8 stato possibile solo grazie al rapporto e alla assimilazione di ci\u00f2 che veniva dalla Francia o dalla Germania prima e dagli Stati Uniti poi e grazie al cosmopolitismo dei suoi interpreti. Nessun arroccamento, nessuna autarchia, ma il semplice riconoscimento del nostro valore.<br \/>\nIl punto fondamentale \u00e8 questo: di fronte a ci\u00f2 che ci viene dall&#8217;estero non ci deve essere semplice assorbimento o trapianto forzoso, ma rielaborazione a partire da un punto di vista <em>autonomo<\/em> e ci\u00f2 deve andare di pari passo con la riscoperta e riappropriazione della nostra ricca tradizione nazionale.<\/p>\n<p>Daniele Baron, ARS Piemonte<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sensazione che l&#8217;Italia sia una provincia di un Impero si \u00e8 consolidata negli ultimi anni: \u00e8 sempre pi\u00f9 terra di colonizzazione per quanto concerne il pensiero, il linguaggio (basti pensare all&#8217;utilizzo smodato dell&#8217;inglese ovunque da parte dei giornalisti, dei politici, degli stessi legislatori), le nuove tecnologie, le mode e le culture giovanili (dove fondamentale \u00e8 la musica), la cultura scientifica e finanche quella umanistica (ammesso che tale distinzione abbia un senso oggi, quando si&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":60,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[18,6],"tags":[860,371,227,1678,1994],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-3jL","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12757"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/60"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12757"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12757\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}