{"id":12765,"date":"2014-12-31T00:05:52","date_gmt":"2014-12-31T00:05:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12765"},"modified":"2014-12-31T00:05:52","modified_gmt":"2014-12-31T00:05:52","slug":"individuo-naturale-ed-etica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12765","title":{"rendered":"Individuo naturale ed etica"},"content":{"rendered":"<p>Nel dialogo platonico \u00abProtagora\u00bb, a Socrate, che non crede che la virt\u00f9 sia insegnabile, Protagora risponde con un mito grandioso. Gli dei avevano deciso di popolare la terra dei viventi; li plasmarono con la creta e diedero l&#8217;incarico a Prometeo ed Epimeteo perch\u00e9 distribuissero loro le facolt\u00e0 necessarie alla sopravvivenza. Epimeteo, ottenuto che il fratello lo lasciasse fare e venisse a lavoro finito solo per il controllo, cerc\u00f2 di distribuire le facolt\u00e0 in modo equilibrato: rese poco prolifici quelli a cui aveva dato l&#8217;aggressivit\u00e0, grossi quelli a cui mancava l&#8217;agilit\u00e0, diede le ali, la dimora sotterranea o la velocit\u00e0 ai deboli; infine chiam\u00f2 il fratello perch\u00e9 controllasse l&#8217;eccellenza della sua opera. Ma Prometeo vide subito che Epimeteo, da sbadato qual era, aveva lasciato un animale senza facolt\u00e0: senza zanne n\u00e9 artigli, nudo, lento, visibile e debole. Quello era l&#8217;uomo. Poich\u00e9, come Epimeteo l\u2019aveva fatto, l&#8217;uomo non sarebbe potuto sopravvivere, Prometeo rub\u00f2 ad Atena e a Efesto la tecnica e il fuoco e glieli don\u00f2: gli uomini avrebbero costruito con le loro mani ci\u00f2 che Epimeteo si era dimenticato di dare loro \u2013 come \u00e8 noto, Zeus lo pun\u00ec per questo furto generoso. Nonostante la tecnica e il fuoco, gli uomini mostravano per\u00f2 di non poter sopravvivere: in confronto con le belve feroci, nonostante le loro armi, restavano troppo deboli e venivano divorati l\u2019uno dopo l&#8217;altro. Avrebbero dovuto unire le loro forze per fronteggiare i pericoli troppo grandi, ma ogni volta che vi si provavano si trattavano con ingiustizia e tornavano a separarsi. Per impedire la loro estinzione, Zeus si convinse di dover fare loro un altro dono, quello dell\u2019arte politica, per cui apprendessero il pudore e la giustizia, e di doverlo offrire a tutti affinch\u00e9 sapessero vivere insieme. Questo mito, che in modi variati si ripresenta nella cultura successiva, vuole significare che, mentre gli animali hanno nel loro stesso corpo le facolt\u00e0 che consentono loro di sopravvivere, il corpo dell\u2019uomo gli \u00e8 inadeguato: Epimeteo \u00e8 stato avaro con lui, e l&#8217;uomo pu\u00f2 vivere soltanto con i doni di Prometeo e Zeus. Ma questi doni non sono nella sua corporeit\u00e0; l&#8217;uomo li acquisisce solo se li <em>impara<\/em>: se impara da un lato la tecnica e il suo prolungamento teorico, dall&#8217;altro la rinuncia alla cupidigia naturale e il riconoscimento dell&#8217;altro uomo.<\/p>\n<p>Quasi allo stesso modo questa impostazione si mostra nel mito di Hobbes, per cui l\u2019uomo, avendo il diritto naturale a tutto, \u00e8 una belva per l&#8217;altro uomo e quindi in uno stato di guerra di tutti contro tutti. Pur consapevole anche delle leggi di natura che gli consentirebbero la convivenza pacifica, non pu\u00f2 uscire dallo stato di guerra prima di stringere con gli altri uomini un patto volontario, una convenzione, per cui rinuncia al suo diritto naturale a tutto e lo trasmette a un sovrano. Anche qui la natura umana \u00e8 concepita come inadeguata alla vita umana, che pu\u00f2 iniziare solo dalla decisione con cui l&#8217;uomo rinuncia alla sua natura e si sottomette al sovrano. Ci\u00f2 che ancora manca in Hobbes \u00e8 il fatto che il sovrano stesso non rinuncia allo stato di natura: lo stato hobbesiano \u00e8 dispotico.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo passo di questa linea di pensiero appare in Montesquieu e in Hegel, nella loro idea di monarchia costituzionale. Infatti il monarca vi si riduce all\u2019atto dell&#8217;\u00abio voglio\u00bb, cio\u00e8 al semplice volere un contenuto non arbitrario, ma elaborato razionalmente dall&#8217;<em>organizzazione<\/em> costituzionale dello stato. Attraverso l&#8217;articolazione interna del potere sovrano, la rinuncia alla sua natura, a cui ogni uomo \u00e8 tenuto, si verifica non in favore di <em>un<\/em> uomo o di <em>pochi<\/em> o di <em>molti<\/em>, ma di un&#8217;organizzazione basata su leggi. La sovranit\u00e0 dello stato verso <em>l&#8217;interno<\/em>, ossia il fatto che la decisione statale \u00e8 efficace solo se scaturisce da un processo indipendente da <em>tutti<\/em> gli interessi individuali e di ceto, \u00e8 ci\u00f2 che fa dello stato il potere intelligente che conosce l&#8217;interesse generale e mira ad attuarlo, che dunque garantisce il diritto e realizza la libert\u00e0 come coincidenza tra l&#8217;interesse dell&#8217;individuo e l&#8217;interesse generale.<\/p>\n<p>In questa idea autenticamente filosofica dell\u2019uomo e della sua libert\u00e0, la funzione dell&#8217;educazione, la sua necessit\u00e0 e il suo compito, sono ben evidenti. Nella sua naturalit\u00e0 l&#8217;uomo \u00e8 razionale solo in potenza; la conoscenza non si trova in lui gi\u00e0 pronta, meno che mai la disposizione sociale; l&#8217;una e l&#8217;altra e la libert\u00e0 che ne scaturisce sono una seconda nascita prodotta dall&#8217;educazione. Questa si appoggia su un sostrato biologico, \u00e8 vero; ma in sua assenza questo sostrato non si sviluppa in conoscenze effettive, in effettiva disposizione etica. Senza l&#8217;educazione, cio\u00e8, la libert\u00e0 resta un essere-in-potenza, si riduce al potere di scelta e non perviene alla sua realt\u00e0, cio\u00e8 alla fiducia nell&#8217;identit\u00e0 tra l&#8217;interesse generale e il proprio interesse. Ne consegue che ai fini dell&#8217;educazione non bastano la natura e l&#8217;<em>esperienza<\/em> naturale dell&#8217;individuo; infatti per loro tramite questi non esce dal suo egocentrismo; invece occorre l&#8217;<em>imparare<\/em>, ossia che l&#8217;individuo esca dalla ristrettezza della sua esperienza, si sottometta alle leggi della <em>scienza<\/em> e dello <em>stato<\/em>, che gli altri hanno a loro volta faticosamente imparato e perfezionato, e tramite questa sottomissione diventi capace di offrire il suo contributo. L&#8217;imparare \u00e8 dunque un compito non condizionato dal desiderio momentaneo o dall&#8217;arbitrio individuale; infatti la libert\u00e0 dell&#8217;individuo non \u00e8 nel suo inizio corporeo, ma solo nel suo compiuto sviluppo, nell&#8217;essere cittadino, e all&#8217;inizio questo sviluppo compiuto appare come necessit\u00e0. Lo stesso bambino, consapevole della sua imperfezione, sente la necessit\u00e0 di diventare adulto; su questa sua consapevolezza si innesta la severit\u00e0 dell&#8217;azione educativa, che perci\u00f2 non gli \u00e8 soltanto esterna. Solo dopo aver ammesso questa severit\u00e0 nei confronti della semplice natura dell&#8217;individuo, solo dopo che questi ha accettato la fatica di rinunciare al narcisismo naturale e di accogliere i risultati degli sforzi scientifici, diventa utile l&#8217;arte pedagogica di addolcire la severit\u00e0 per aumentare l&#8217;efficacia dell&#8217;insegnamento.<\/p>\n<p>Una seconda linea, essenzialmente falsa ma universalmente diffusa, pu\u00f2 essere illustrata a partire da Rousseau. Gli individui sono buoni per natura; la societ\u00e0, lo stato li rovinano; infatti lo stato \u00e8 in s\u00e9 il male, le leggi annullano la libert\u00e0 e la democrazia diretta \u00e8 l&#8217;unica forma legittima di stato perch\u00e9 per suo tramite gli individui governano se stessi restando individui naturali. Rousseau \u00e8 anche il fondatore dell&#8217;attivismo pedagogico: poich\u00e9 la natura dell&#8217;individuo \u00e8 buona e la societ\u00e0 organizzata dalle leggi \u00e8 essenzialmente cattiva, l&#8217;educare non \u00e8 una socializzazione, ma far vivere il fanciullo in un ambiente d&#8217;esperienza astutamente organizzato da un muto precettore in modo che la natura dell&#8217;educando non vada perduta. Cos\u00ec la pedagogia di Rousseau bandisce per quanto pu\u00f2 l&#8217;imparare e lo sostituisce con l&#8217;esperire.<\/p>\n<p>Ogni atteggiamento individualista e polemico nei confronti dello stato, per quanto diverso sotto tutti gli altri aspetti, riecheggia le convinzioni di Rousseau. La dottrina cristiana, che considera lo stato una costruzione umana imperfetta rispetto alla <em>civitas Dei<\/em> e suo mero strumento, disprezza la scienza e le leggi e rimanda l&#8217;uomo all&#8217;intimit\u00e0 del suo sentimento; solo il cuore consente, beninteso ai semplici cio\u00e8 ai naturali, la conoscenza della rivelazione. Anche il comune sentire del Sessantotto, nel contestare lo stato, ha rifiutato la severit\u00e0 pedagogica e la fatica dell&#8217;imparare. Anche l&#8217;ideologia neoliberista nasce dal contestare che lo stato possa conoscere meglio di chi compra e di chi vende; gli individui sono guidati da una razionalit\u00e0 infallibile con cui determinano il loro vero interesse e involontariamente realizzano l&#8217;interesse di tutti: se lo stato si astiene dall&#8217;intervenirvi, il gioco delle razionalit\u00e0 infallibili degli individui, cio\u00e8 il libero mercato, non pu\u00f2 che realizzare l&#8217;ottimo.<\/p>\n<p>Il neoliberismo ha posto un forte accento sulla scuola: \u00abIstruzione, istruzione, istruzione\u00bb erano le tre priorit\u00e0 che Tony Blair indic\u00f2 gi\u00e0 nella sua campagna elettorale del 1997. L&#8217;istruzione neoliberista non ha per\u00f2 fini etici, si basa invece su una doppia illusione: che la deindustrializzazione sia il passaggio a una superiore economia della conoscenza e che dalla scuola dipenda la crescita economica. Cos\u00ec alla scuola sono stati strappati i fini che le sono propri in quanto sono in contraddizione con la perfezione dell&#8217;individuo naturale, e le sono stati affidati fini estranei che spettavano alla politica economica \u2013 con il risultato che non raggiunge pi\u00f9 i primi n\u00e9 ovviamente i secondi. Qualcosa di simile \u00e8 accaduto allo stato: esso \u00e8 stato concepito come intimamente corrotto a causa del suo interventismo in economia, ma poi \u00e8 stato effettivamente corrotto nella misura in cui lo si \u00e8 reso permeabile agli interessi particolari. Infine, per prolungarsi oltre se stesso, il neoliberismo approfitta di questi equivoci che ha diffuso con gli enormi mezzi a sua disposizione, perch\u00e9 tutti accusino lo stato, la corruzione, la scuola, dei disastri economici da imputare alle sue scelte dissennate.<\/p>\n<p>Le riforme reazionarie, che il fanatismo neoliberista cerca di mettere in atto, sarebbero gi\u00e0 spente se obbedissero soltanto alla volont\u00e0 di diminuire la spesa pubblica, al progetto di introdurre i criteri dell&#8217;azienda privata nell&#8217;amministrazione dello stato, al pregiudizio che la scuola sia a fondamento della crescita economica e che dunque vada finalizzata al lavoro. Infatti queste intenzionalit\u00e0 hanno trovato gi\u00e0 da tempo la loro critica annichilente nei fatti: anche i governi pi\u00f9 smaccatamente neoliberisti, come quello attuale, anelano all&#8217;aumento della spesa pubblica per tirarsi fuori dalle sabbie mobili della deflazione; \u00e8 inoltre ormai acclarato che l&#8217;introduzione dei criteri aziendalistici nella pubblica amministrazione, il New Public Management, ha avuto come unico risultato il dilagare della corruzione<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>; infine non si \u00e8 mai verificata quella svolta dall&#8217;economia dell&#8217;ignoranza all&#8217;economia della conoscenza che obbligherebbe la scuola a mutare la sua funzione; infatti, com&#8217;\u00e8 chiaro da sempre, ogni economia \u00e8 economia della conoscenza e il legame tra istruzione individuale e crescita produttiva \u00e8 semmai un rapporto inverso: quanto pi\u00f9 la conoscenza \u00e8 assorbita dalle macchine, tanto meno il lavoratore \u00e8 qualificato<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Il neoliberismo appare tuttavia ancora invulnerabile a ogni fallimento fattuale o confutazione razionale: le sue adulazioni hanno indotto a rimettere a Zeus il pudore e la giustizia, e la sua demagogia dell&#8217;individuo naturale gli offre la lugubre capacit\u00e0 di continuare ad agitarsi dopo la morte, proprio come gli ha permesso di contaminare con straordinaria versatilit\u00e0 gli orientamenti politici pi\u00f9 diversi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> \u00abNon ricordo altri casi in cui una moderna democrazia abbia sistematicamente disfatto un sistema pubblico grazie al quale si erano venuti a creare servizi pubblici privi di corruzione\u00bb. Cos\u00ec si esprime sul New Public Management della Gran Bretagna post-thatcheriana Robert Nield in <em>Public Corruption<\/em>, Anthem Press, Londra 2002, p. 198. Traggo la citazione da HA-JOON CHANG, <em>Cattivi samaritani<\/em>, UBE, Milano 2008, nota a pp. 200 sg.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cfr. il capitolo 17 in HA-JOON CHANG, <em>23 cose che non ti hanno mai detto sul capitalismo<\/em>, Il Saggiatore, Milano 2014.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel dialogo platonico \u00abProtagora\u00bb, a Socrate, che non crede che la virt\u00f9 sia insegnabile, Protagora risponde con un mito grandioso. Gli dei avevano deciso di popolare la terra dei viventi; li plasmarono con la creta e diedero l&#8217;incarico a Prometeo ed Epimeteo perch\u00e9 distribuissero loro le facolt\u00e0 necessarie alla sopravvivenza. Epimeteo, ottenuto che il fratello lo lasciasse fare e venisse a lavoro finito solo per il controllo, cerc\u00f2 di distribuire le facolt\u00e0 in modo equilibrato:&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":65,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,85],"tags":[237,254,285],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-3jT","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12765"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/65"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12765"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12765\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}