{"id":12780,"date":"2015-01-03T07:50:34","date_gmt":"2015-01-03T07:50:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12780"},"modified":"2015-01-03T07:50:34","modified_gmt":"2015-01-03T07:50:34","slug":"non-se-ma-quando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12780","title":{"rendered":"Non &quot;se&quot; ma &quot;quando&quot;"},"content":{"rendered":"<p>I dati relativi al PIL di USA (+5%) e UK (+3%) rilasciati nelle ultime settimane ci raccontano di due Paesi in piena crescita.<\/p>\n<p>\u00c8 tutto oro quello che luccica?<br \/>\nMi son preso la briga di spulciare i loro conti in una maniera un po\u2019 diversa da come fanno gli economisti \u201csparanumeri\u201d e i risultati potrebbero essere, per certi versi, stupefacenti.<br \/>\nParto dai dati ufficiali sul PIL rilasciati nel 2013 dall\u2019istituto inglese CEBR (Centre of Economics and Business Research).<br \/>\nEsso ci dice che il PIL USA nel 2013 \u00e8 stato pari a 10212 miliardi di Sterline ($ 15580 miliardi al cambio attuale). A detta cifra ci aggiungiamo il +5% del 2014 (10212&#215;5%=510,6) per un risultato complessivo di \u00a310722,6 mld [pari a $16673,64 mld]);<br \/>\nper la UK il PIL 2013 \u00e8 stato pari a \u00a31617 a cui aggiungiamo il 3% del 2014 (1617&#215;3%=48,51, ovvero $75,43mld) con un risultato complessivo pari a \u00a31665,51 ($2590mld ca).<br \/>\nNon vi \u00e8 alcun dubbio che, leggendo i numeri, per entrambi si tratta di un risultato pi\u00f9 che ragguardevole (soprattutto relativamente agli USA), particolarmente sopra le righe se confrontati con l\u2019asfittica crescita degli altri Paesi avanzati occidentali e addirittura lontani anni luce della decrescita di alcuni di essi. Anche i dati sulla disoccupazione ufficiale parlano di numeri ottimi: gli USA scendono addirittura sotto al 6%, mentre la UK \u00e8 intorno al 7%. Certamente numeri ben diversi se confrontati con quelli della U\u20ac, pari ad un pi\u00f9 che allarmante +11,2% con tendenza in ulteriore e drammatico aumento.<\/p>\n<p>Per\u00f2 se attiviamo lo zoom possiamo notare che:<br \/>\nl\u2019incremento dei salari medi \u00e8 inferiore alle attese e in molti casi al di sotto dell\u2019inflazione reale sia in USA che UK, mentre la disparit\u00e0 sociale tra ricchi e poveri aumenta notevolmente. Le sacche di povert\u00e0 di entrambi questi Paesi che pi\u00f9 di altri hanno sposato il \u201cliberomercato\u201d sono in costante aumento e a testimoniarlo ci sono i circa 45 milioni di buoni pasto che ogni Santo giorno il governo federale USA elargisce ai sempre pi\u00f9 bisognosi americani, portando la percentuale di \u201cpovert\u00e0 relativa\u201d (e chi ha bisogno di un pasto \u00e8 relativamente povero) al 30% circa.<br \/>\nla bilancia commerciale USA, relativamente al 2014, \u00e8 stata negativa per $495 miliardi circa, ovvero appena $20 mld in meno della crescita del PIL; mentre quella inglese \u00e8 stata negativa per $174 mld ca, ovvero ben $100 mld in pi\u00f9 rispetto alla crescita del PIL.<br \/>\nSe tanto mi da tanto, secondo la matematica, nel 2014 ogni cittadino americano avr\u00e0 speso $1547 in pi\u00f9 di quanto prodotto in Patria, mentre gli inglesi hanno letteralmente esagerato, spendendo la bellezza di $2900 procapite pi\u00f9 di quanto abbiano prodotto.<\/p>\n<p>Se andassimo a \u201cleggere\u201d i dati in un modo spurio ed inconsueto, ovvero di quanto realmente sia salita la ricchezza reale data dalla produzione interna di beni e servizi, salterebbe all\u2019occhio un\u2019evenienza: il PIL statunitense sarebbe cresciuto dello 0,08% mentre quello inglese sarebbe crollato del -4,2%.<br \/>\nQuesti dati a me dicono una sola cosa: entrambi i Paesi hanno importato la loro crescita dall\u2019esterno. \u00c8 vero che nella bilancia commerciale vi \u00e8 la somma del tutto e che \u00e8 molto diverso se compri, ad es, attrezzatura da lavoro o abbigliamento, ma per quale cifra hanno inciso gli investimenti strutturali in USA e UK? Quanto hanno realmente speso inglesi e americani per beni strumentali e di largo consumo fittizi? Supponendo anche che siano bilanciati al 50% avremmo dati di PIL reale ben diversi da quelli diffusi. Su entrambi i lati dell\u2019atlantico sembra che le classiche vendite del 26 dicembre siano state esplosive e notoriamente il giorno di Santo Stefano non si vendono attrezzi da lavoro ma telefonini, abiti lussuosi e cotillon.<\/p>\n<p>Il dubbio sorge spontaneo: tutto ci\u00f2 avr\u00e0 mica a che fare con l\u2019esplosione del debito privato? E con quali possibili sviluppi? Vedremo un altro caso sub-prime?<br \/>\nIl dubbio non \u00e8 \u201cse\u201d ma \u201cquando\u201d.<br \/>\nAdesso passiamo all\u2019ambito \u20acuro-peo. Scavando pi\u00f9 a fondo per trovare le ragioni della crisi attuale, \u00e8 ben visibile che, prima dello scatenarsi della crisi dei sub-prime, in tutti quei Paesi che oggi maggiormente soffrono ci fu l\u2019incancrenirsi delle bilance commerciali che portarono ad essi quella crescita EFFIMERA dei PIL di quegli anni, SPONSORIZZATA al 101% dall\u2019ESPLOSIONE del DEBITO PRIVATO, il tutto ad UNICO ed ESCLUSIVO vantaggio della Germania che accumul\u00f2 proprio in quell\u2019epoca dei surplus commerciali terrificanti, soprattutto a danno degli altri di \u20acZ.<\/p>\n<p>Il governo Merkel, attuando una forte campagna di REPRESSIONE SALARIALE dettagliatamente studiata e pianificata dagli anni \u201990, ha fatto in modo che i redditi reali tedeschi restassero asincroni rispetto al surplus commerciale, arrivando addirittura a perdere in un decennio un buon 7% di potere d\u2019acquisto REALE (in pratica i salari sono cresciuti la met\u00e0 dell\u2019inflazione).<br \/>\nOramai \u00e8 risaputo che se i salari tedeschi fossero cresciuti parallelamente al surplus commerciale la crisi di U\u20ac sarebbe stata meno intensa ma, al contrario della vulgata comune diffusa dai tanti sparanumeri, NON sarebbe stata decisiva a reggere in piedi una unione monetaria IMPOSSIBILE da tenere insieme.<br \/>\nNon si far\u00e0 nulla di quanto davvero occorrerebbe: l\u2019\u20acuro si spaccher\u00e0 e con esso avr\u00e0 fine anche la U\u20ac e il sogno a buon mercato dato in pasto ai 500 milioni di cittadini -divenuti nel frattempo sudditi- relativo agli \u201cStati Uniti d\u2019\u20acUro-pa\u201d.<\/p>\n<p>Anche qui non un \u201cse\u201d ma un \u201cquando\u201d.<\/p>\n<p>Ancora oggi Francia, Spagna, Portogallo (e anche altri) chiudono ogni anno con passivi di bilancia commerciale pi\u00f9 o meno marcati. Ci\u00f2 \u00e8 possibile principalmente grazie allo sforamento del famoso 3% di deficit (accettato dalla U\u20ac anche per rapporti di debito\/PIL inferiore al nostro). Quando Francia e Spagna dovranno adeguarsi a quel parametro scoppieranno i casini, quelli veri.<br \/>\nSe leggessimo gli stessi dati in modo spurio e inconsueto di prima ci renderemmo conto che la Francia chiuderebbe il 2014 quantomeno con un -3% di PIL. Infatti lo scorso anno il loro deficit si ferm\u00f2 quasi al +6%, proprio quanto bastava per non far crollare il PIL transalpino a -3%.<br \/>\nPer il 2015 Hollande ha gi\u00e0 fatto sapere che le previsioni sul deficit francesi saranno, come limite minimo, pari al +4,5%.<br \/>\nScommettiamo che durante l\u2019anno aumenter\u00e0?<\/p>\n<p>Continuo a \u201cvedere\u201d il 2017 come anno della svolta.<br \/>\nLo studio di CEBR parla largamente del futuro e nel 2028 e rende questa classifica relativa ai PIL nazionali dell&#8217;epoca e ai primi 10 posti \u201cvede\u201d nell\u2019ordine: la Cina che sopravanza gli USA di qualche centinaio di miliardi, poi India, Giappone, Brasile, Germania, UK, Russia, Messico, Canada; l\u2019Italia all\u2019epoca sar\u00e0 15esima, la Francia 13esima e la Spagna 18esima. Non so quanto possano essere credibili tali previsioni ma gli sparanumeri che hanno redatto il documento (probabilmente consultando le stelle o le interiora di qualche animale che all&#8217;epoca risulter\u00e0 estinto e quindi non credibile) su di una cosa SBAGLIANO grossolanamente: questa simulazione \u00e8 stata fatta prendendo in considerazione la sopravvivenza della moneta comune. Essi credono che se l\u2019\u20acuro si dovesse rompere la situazione sarebbe nettamente migliore per la Germania e di converso decisamente peggiore per gli altri.<br \/>\nDa quanto vi dico di Non tenere in alcuna considerazione ci\u00f2 che questa categoria afferma?<\/p>\n<p>Noi siamo concreti e badiamo al reale e senza scomodare &#8220;frate indovino&#8221; vi dico che il 2015 sar\u00e0 pessimo per la gente comune e ottimo per i milionari.<\/p>\n<p>Roberto Nardella, ARS Puglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dati relativi al PIL di USA (+5%) e UK (+3%) rilasciati nelle ultime settimane ci raccontano di due Paesi in piena crescita. \u00c8 tutto oro quello che luccica? Mi son preso la briga di spulciare i loro conti in una maniera un po\u2019 diversa da come fanno gli economisti \u201csparanumeri\u201d e i risultati potrebbero essere, per certi versi, stupefacenti. 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