{"id":12837,"date":"2015-01-12T00:05:56","date_gmt":"2015-01-12T00:05:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12837"},"modified":"2015-01-12T00:05:56","modified_gmt":"2015-01-12T00:05:56","slug":"riscoprire-limportanza-dello-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12837","title":{"rendered":"Riscoprire l&#039;importanza dello Stato."},"content":{"rendered":"<p>Da un\u2019analisi spicciola sulla recente evoluzione del quadro politico nazionale balza palesemente agli occhi il proliferare di posizioni anti-euro. Non soltanto in partiti minori come Fratelli d\u2019Italia e in partiti che sono sempre meno minori come la Lega, ma anche in frange sempre pi\u00f9 consistenti dei partiti dominanti come PD, PDL e M5S.<br \/>\nLa fine dell\u2019euro \u00e8 un processo naturale quanto ineludibile. Non soltanto perch\u00e9 l\u2019unione monetaria d\u00e0 luogo a contraddizioni, sia economiche che giuridiche, sempre pi\u00f9 evidenti ed insostenibili, ma anche perch\u00e9 la storia ci insegna che nessuna unione monetaria \u00e8 mai sopravvissuta. Sempre pi\u00f9 leader di partito acquisiscono, giorno dopo giorno, questa consapevolezza da cui scaturisce l\u2019esigenza, per mera convenienza politica, di cavalcare l\u2019onda lunga dell\u2019insostenibilit\u00e0 tecnica della moneta unica. A questo proposito concordo con l\u2019arguta intuizione del Prof. Stefano D\u2019Andrea quando dice che verosimilmente saranno proprio Renzi o forse Berlusconi, per fini di consenso elettorale, a portare l\u2019Italia fuori dall\u2019euro.<br \/>\nIn questo scenario di profonda crisi sar\u00e0 sempre pi\u00f9 facile essere contro l\u2019euro.<!--more--><br \/>\nMa se da un lato abbiamo (ed avremo) sempre pi\u00f9 partiti anti-euro, premiati dal crescente consenso degli elettori, dall\u2019altro non se ne scorge alcuno che non sia indelebilmente macchiato dal peccato originale di un ancestrale anti-statalismo pi\u00f9 o meno latente. Questo \u00e8 il problema.<br \/>\nUn abbandono dell\u2019euro, senza aver preventivamente recuperato un\u2019ideologia Stato-centrica, avrebbe conseguenze esiziali per il Paese pi\u00f9 di quanto non ne abbia la permanenza nell\u2019unione monetaria stessa.<br \/>\nUscire dall\u2019euro \u00e8 indispensabile, ma non basta. Cruciale sar\u00e0 la scelta tra due modalit\u00e0 alternative di gestione dell\u2019abbandono della moneta unica. Ognuna delle quali avrebbe evidentemente risvolti completamente diversi sui gruppi sociali coinvolti.<br \/>\nLa prima, purtroppo la pi\u00f9 probabile in quanto l\u2019unica contemplata dai partiti esistenti, reifica la visione liberista ed anti-statalista teorizzata da Von Hayek oggi imperante nel vecchio continente, nonch\u00e9, pi\u00f9 in generale, la misantropia ingenerata dalla competizione e sintetizzata cos\u00ec bene dal noto aforisma di hobbsiana memoria \u201cHomo homini lupus\u201d.<br \/>\nTale modello, di fronte alla rottura dell\u2019attuale regime monetario, si affiderebbe al libero gioco del mercato dei cambi; prevederebbe cio\u00e8 il ripristino di un sistema di cambi flessibili affidato al libero gioco del mercato. Sarebbe la bengodi degli speculatori con conseguenti acquisizioni estere di capitale italiano facilitate dal deprezzamento della valuta nazionale.<br \/>\nTutti i partiti oggi esistenti, compresa la Lega, contemplano solamente questo tipo di euroexit-strategy senza prevedere le necessarie \u201ccontromisure\u201d. A chi dubitasse ancora delle radici profondamente <strong>liberiste<\/strong>, nonch\u00e9 <strong>anti-stataliste<\/strong> della Lega, che l\u2019\u201deffetto Salvini\u201d non ha minimamente scalfito (anzi!), vorrei semplicemente ricordare, a proposito della prima caratteristica, che nemmeno l\u2019ultra liberista Ronald Reagan, durante la sua presidenza, riusc\u00ec a far approvare la flat tax riproposta oggi in salsa italica proprio dal leader leghista. Per non parlare poi, a proposito della seconda caratteristica, della netta posizione anti-statalista assunta da Salvini nelle recenti vicende, relative ai vigili urbani e ai macchinisti di Roma e agli spazzini di Napoli \u201cassenti\u201d nel giorno di Capodanno, montate mediaticamente ad arte al solo scopo di assestare l\u2019ennesimo attacco ai precordi dello Stato colpendo duramente chi per esso lavora.<br \/>\nLa seconda modalit\u00e0 di uscita dall\u2019euro (alternativa alla prima) ha come presupposto la preventiva riscoperta del <strong>ruolo chiave dello Stato<\/strong> in un\u2019ottica dirigista. Lo Stato inteso, cio\u00e8, come l\u2019unica entit\u00e0 che \u201csuperiorem non recognoscens\u201d e in quanto tale il solo che pu\u00f2 assurgere al delicatissimo ruolo equilibratore anche, e soprattutto, in materia economica. Innanzi tutto attraverso il riadattamento del ruolo della Banca d\u2019Italia (dall\u2019attuale \u201cancilla oeconomiae\u201d a\u00a0 \u201clonga manus del Ministero del Tesoro\u201d) al fine di emancipare definitivamente il funzionamento dell\u2019apparato politico-amministrativo dal ricatto dei mercati. In secondo luogo attraverso un controllo da parte dello Stato dei movimenti di capitali a breve e, se necessario, a lungo termine. Solo cos\u00ec si potr\u00e0 scongiurare il rischio di shopping a buon mercato del capitale nazionale a seguito del ritorno alla valuta statale. Bloccare i movimenti indiscriminati di capitale a caccia di vantaggi fiscali, bassi salari e alti profitti dovrebbe essere tra le priorit\u00e0 dello Stato tornato sovrano. Insieme all\u2019introduzione di misure protezionistiche, non soltanto allo scopo di favorire gli interessi strategici nazionali, ma, soprattutto, al fine di condizionare i movimenti di capitali e di merci al rispetto di determinati standard sociali e del lavoro. In altri termini si introdurrebbero forme di limitazioni agli scambi nei confronti di quei Paesi che riducendo gli standard sociali e salariali interni alimentano la deflazione e la competizione internazionale al ribasso. Per questo un abbandono dell\u2019euro senza il contestuale abbandono dell\u2019unione doganale europea sarebbe del tutto inefficace.<br \/>\nAttenzione: il protezionismo non \u00e8 una misura anacronistica come molti potrebbero erroneamente pensare.. La Commissione Europea ha registrato che dal 2008 al 2013 sono state rilevate settecento misure protezionistiche in pi\u00f9 sui mercati dei capitali e delle merci, adottate non soltanto da Paesi come l\u2019India, la Cina, la Russia\u2026, ma perfino da quello che nell\u2019immaginario collettivo \u00e8 percepito come il pi\u00f9 grande Paese liberista del Mondo (almeno in teoria): gli Stati Uniti d\u2019America! (An passant: gli U.S.A. impongono de facto il libero scambio ai propri Stati satelliti, che potremmo tranquillamente definire \u2013senza ipocrisie- \u201ccolonie\u201d, ma risultano tra i Paesi pi\u00f9 protezionistici della Terra).<br \/>\nTale ritorno al protezionismo mette in luce una crisi profonda della globalizzazione dei mercati e a fortiori dell\u2019unione europea.<br \/>\nIn un simile contesto lo Stato italiano dovrebbe abbandonare il ruolo di mero esattore delle imposte a cui l\u2019Unione europea lo ha relegato (rendendolo inviso ai cittadini) e tornare a svolgere con pieni poteri le funzioni di garante dei diritti e del benessere sociale degli italiani che la Costituzione del 1948 gli ha attribuito. Lo Stato trova la sua stessa ragion d\u2019essere nella Costituzione primigenia in cui \u00e8 stato inderogabilmente cristallizzato il sinallagma sociale tra governanti e governati.<br \/>\nA.R.<br \/>\n\u201cTutti corsero incontro alle catene convinti di assicurarsi la libert\u00e0\u201d da il \u201ccontratto sociale\u201d di Jean Jacques Rousseau<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un\u2019analisi spicciola sulla recente evoluzione del quadro politico nazionale balza palesemente agli occhi il proliferare di posizioni anti-euro. Non soltanto in partiti minori come Fratelli d\u2019Italia e in partiti che sono sempre meno minori come la Lega, ma anche in frange sempre pi\u00f9 consistenti dei partiti dominanti come PD, PDL e M5S. La fine dell\u2019euro \u00e8 un processo naturale quanto ineludibile. 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