{"id":12873,"date":"2015-01-16T00:12:32","date_gmt":"2015-01-16T00:12:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12873"},"modified":"2015-01-16T00:12:32","modified_gmt":"2015-01-16T00:12:32","slug":"il-fine-giustifica-i-mezzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12873","title":{"rendered":"Il fine giustifica i mezzi?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Nella terza parte del mio \u201c<em>bigino del perfetto guastafeste<\/em>\u201d (<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Il-bigino-del-perfetto-guastafeste.pdf\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Il-bigino-del-perfetto-guastafeste.pdf<\/a> ) ho citato una significativa pubblicazione del prof. Roberto Castaldi &#8211; professore associato di Filosofia politica e figura di spicco del federalismo europeo &#8211; caratterizzata da una nutrita serie di \u201c<strong><em>lievi imprecisioni<\/em><\/strong>\u201d giuridico-economiche (del tutto perdonabili ad un filosofo) sulle quali per\u00f2 non voglio intrattenervi (ne segnalo solo una, molto divertente: quella sul presunto \u201c<em>shock petrolifero<\/em>\u201d del 2001-2003, durante il quale il prezzo del greggio sarebbe salito da 18$ a 145$ al barile e del quale gli europei, grazie al meraviglioso scudo dell\u2019<em>\u20acurone<\/em>, non avrebbero avuto \u201c<em>cognizione<\/em>\u201d. Qui potete trovare i dati relativi ai costi dell\u2019importazione del greggio in Italia, forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico: <a href=\"http:\/\/dgerm.sviluppoeconomico.gov.it\/dgerm\/costogreggio.asp\">http:\/\/dgerm.sviluppoeconomico.gov.it\/dgerm\/costogreggio.asp<\/a> e, come vedete, nel 2001-2003 non pare esservi traccia di uno \u201c<em>shock petrolifero<\/em>\u201d). Pi\u00f9 interessante, per noi, \u00e8 invece <strong>la prima parte <\/strong>dell\u2019articolo, che ci spiega l\u2019origine del progetto dell\u2019unione monetaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riassumo, per chi non avesse tempo o voglia di consultare il documento originale (che potete consultare qui: <a href=\"http:\/\/www.sisp.it\/files\/papers\/2012\/roberto-castaldi-1376.pdf\">http:\/\/www.sisp.it\/files\/papers\/2012\/roberto-castaldi-1376.pdf<\/a> ).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019unione monetaria<\/strong>, \u201c<em>nell\u2019ambito della corrente federalista<\/em>\u201d, fu pensata e progettata \u201c<em>come <strong>strumento per arrivare all\u2019unione politica<\/strong><\/em>\u201d. Tale progetto <strong>nasce e prende forma da un postulato<\/strong> (i federalisti \u201c<em>erano convinti che storicamente gli Stati nazionali europei non fossero ormai in grado di garantire benessere e sicurezza ai propri cittadini e fossero quindi &lt;&lt;<\/em>polvere senza sostanza&gt;&gt;\u201d) <strong>e da<\/strong> \u201c<strong><em>una serie di indicazioni teoriche<\/em><\/strong>\u201d tratte dall\u2019osservazione degli eventi accaduti nel periodo della guerra di Corea (1950-1953). Fra queste \u201c<em>indicazioni teoriche<\/em>\u201d vi era quella secondo la quale <strong>l\u2019emergere di una crisi costituiva un\u2019opportunit\u00e0<\/strong> \u201c<strong><em>per l\u2019avanzamento del processo di unificazione<\/em><\/strong>\u201d <strong>europea<\/strong>. Ma una crisi, di per s\u00e8, non sarebbe bastata. <strong>Occorreva una crisi specifica dei poteri nazionali<\/strong>, ovvero l\u2019insorgere di \u201c<em>problemi percepiti socialmente<\/em>\u201d che non potessero \u201c<em>trovare soluzione nel quadro nazionale<\/em>\u201d. <strong>Una crisi economica<\/strong> percepita come non risolvibile in ambito nazionale avrebbe ad esempio permesso \u201c<em>avanzamenti sul terreno dell\u2019integrazione economica<\/em>\u201d; <strong>una crisi militare<\/strong> percepita come irrisolvibile in ambito nazionale avrebbe consentito l\u2019integrazione militare e politica (tenetelo a mente e <strong>pensate all\u2019attentato a Parigi dei giorni scorsi<\/strong>, nonch\u00e8 agli articoli apparsi subito dopo sul <em>quotidiano di Confindustria <\/em>e su <em>REpubblica<\/em>, a firma dei rispettivi direttori: ne parleremo in seguito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si trattava dunque di favorire una \u201c<em>crisi specifica dei poteri nazionali<\/em>\u201d e sfruttare l\u2019occasione per completare il \u201c<em>processo di unificazione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il <em>modus operandi<\/em> scaturisce dal genio politico di Mario Albertini. Spremendo le meningi, l\u2019illustre federalista pavese elabora una \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">strategia<\/span><\/em><\/strong>\u201d volta a sfruttare l\u2019opportunit\u00e0 offerta dalla crisi: il \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">gradualismo costituzionale<\/span><\/em><\/strong>\u201d. In sostanza, si sarebbe trattato:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>a)<\/strong><\/em> di individuare <strong>un settore<\/strong> \u201c<strong><em>decisivo per l\u2019assetto statuale<\/em><\/strong>\u201d in cui <strong>una limitata cessione di sovranit\u00e0 da parte degli Stati:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>&#8211; <\/strong>li avesse <strong>privati dei poteri<\/strong> (connessi a quella porzione di sovranit\u00e0 ceduta) <strong>necessari per risolvere una crisi<\/strong> che avesse colpito proprio quel settore;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; avesse inoltre palesato, all\u2019emergere della crisi, <strong>una contraddizione<\/strong> \u201c<em>tra l\u2019esistenza di tale sovranit\u00e0 europea e l\u2019assenza di una vera politica e di un governo federale<\/em>\u201d <strong>socialmente percepita <\/strong>(stante l\u2019impossibilit\u00e0 di risolvere la crisi in un quadro sovranazionale dai poteri limitati) <strong>come necessit\u00e0 di avanzamento verso l\u2019integrazione politica<\/strong>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>b)<\/strong><\/em> di creare \u201c<em>un\u2019istituzione democratica europea<\/em>\u201d (cio\u00e8 a livello sovranazionale) che fosse in condizione di \u201c<em>rivendicare progressivamente sempre maggiori poteri per s\u00e8 e per l\u2019Europa<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il settore decisivo<\/strong> venne presto individuato (prendendo spunto dagli studi compiuti dall\u2019economista Robert Triffin) nella <strong>sovranit\u00e0 monetaria<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un\u2019unione monetaria europea<\/strong> presupponeva quel limitato \u201c<em>passaggio di sovranit\u00e0<\/em>\u201d che, da un lato, avrebbe privato gli Stati colpiti da una crisi economica della possibilit\u00e0 di reagire con provvedimenti adeguati (a cominciare dalla flessibilit\u00e0 del cambio) e, dall\u2019altro, avrebbe fatto emergere \u201c<em>la contraddizione di una moneta europea in assenza di un&#8217;unione politica e di un governo federale europeo<\/em>\u201d, consistente nella mancanza di un potere politico in grado di gestire la crisi finanziando gli Stati in <em>deficit<\/em> con il denaro degli Stati in <em>surplus<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">L\u2019adozione di una moneta unica<\/span><\/strong> &#8211; che non avrebbe permesso n\u00e8 agli Stati, n\u00e8 all\u2019 \u201c<em>istituzione democratica europea<\/em>\u201d di reagire adeguatamente alla stessa crisi, consentendone il perdurare &#8211; era dunque <strong><span style=\"text-decoration: underline\">il mezzo decisivo che avrebbe consentito<\/span><\/strong>, <strong>nella visione federalista<\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">di raggiungere il fine<\/span><\/strong>, cio\u00e8 l\u2019unione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per realizzare il mezzo, scesero soprattutto in campo, nel nostro paese, due illustri personaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo, l\u2019 \u201c<em>impeto intellettuale<\/em>\u201d della moneta unica, fu quell\u2019austero signore che nel 2003 &#8211; essendo nato da famiglia <em>posizionata<\/em> e benestante ed avendo vissuto nel mondo dorato dell\u2019alta finanza &#8211; dalle colonne del Corriere della Sera, predicava severo <strong>un salutare ritorno<\/strong> (per i ceti subalterni, ovviamente) <strong>a quella<\/strong> \u201c<strong><em>durezza del vivere<\/em><\/strong>\u201d che aveva segnato la vita degli esseri umani (eccetto i pochi fortunati come lui) sino alla met\u00e0 del \u2018900, nonch\u00e8 <strong>l\u2019<\/strong> \u201c<strong><em>attenuazione<\/em><\/strong>\u201d <strong>di quel<\/strong> \u201c<strong><em>diaframma di protezioni<\/em><\/strong>\u201d (cio\u00e8 <strong>lo Stato sociale<\/strong>, \u201c<em>forma necessaria<\/em>\u201d della democrazia) <strong>che aveva garantito alle classi meno abbienti ed alla classe media un diseducativo benessere<\/strong>, degenerando, a suo insindacabile ed illuminato giudizio, \u201c<em>a campo dei diritti che <strong>un accidioso individuo<\/strong>, <strong>senza pi\u00f9 meriti n\u00e9 doveri<\/strong> <\/em>(cio\u00e8 la persona indigente), <em>rivendica dallo Stato<\/em>\u201d (<a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2003\/agosto\/26\/BERLINO_PARIGI_RITORNO_ALLA_REALTA_co_0_030826002.shtml\">http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2003\/agosto\/26\/BERLINO_PARIGI_RITORNO_ALLA_REALTA_co_0_030826002.shtml<\/a> ).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo, eletto poi a Presidente della Repubblica, fu uno dei due \u201c<em>congiurati<\/em>\u201d (definizione data da Beniamino Andreatta, l\u2019altro \u201c<em>congiurato<\/em>\u201d) a cui dobbiamo l&#8217;operazione &#8211; effettuata al di fuori di ogni controllo democratico, in quanto sottratta alla discussione parlamentare &#8211; passata alla storia come \u201c<strong><em>divorzio tra Tesoro e Banca d\u2019Italia<\/em><\/strong>\u201d, la quale,\u00a0 <strong>in ossequio ai principi della futura UE<\/strong>, <strong>toglieva al potere esecutivo il controllo della politica monetaria<\/strong> (per affidarlo ai \u201c<em>mercati<\/em>\u201d) <strong>e di quella fiscale<\/strong>, favorendo un enorme trasferimento di reddito dalle tasche dei cittadini a quelle delle istituzioni monetarie e finanziarie nazionali ed internazionali (ne parleremo in un prossimo articolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre confine ag\u00ec invece il padre intellettuale del pensiero federalista, sfruttando l\u2019occasione di essere un membro, in quel momento, della Commissione Europea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa \u00e8 <strong>l\u2019origine del progetto dell\u2019unione monetaria<\/strong>, spiegata con soave candore e stucchevole senso di compiacimento da uno dei pi\u00f9 accaniti sostenitori del medesimo progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un misto di spregiudicatezza, paternalismo (nel suo significato storico), autoritarismo e miopia storico-giuridica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La <strong><span style=\"text-decoration: underline\">spregiudicatezza<\/span><\/strong> \u00e8 <strong>nel concetto di<\/strong> \u201c<strong><em>gradualismo costituzionale<\/em><\/strong>\u201d, ennesimo letale prodotto dell\u2019idea che il fine giustifichi i mezzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il fine non giustifica mai i mezzi<\/strong>. Una buona intenzione non rende n\u00e9 buono n\u00e9 giusto un comportamento in se stesso scorretto. <strong>Ancor meno se i mezzi producono crisi<\/strong>, i cui \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">effetti collaterali<\/span><\/em><\/strong>\u201d sono i <strong>suicidi<\/strong>, i <strong>fallimenti<\/strong>, la <strong>povert\u00e0 diffusa e crescente in larghi strati della popolazione<\/strong>, l\u2019<strong>emarginazione sociale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A scanso di equivoci, <strong>non<\/strong> voglio dire che Mario Albertini e gli altri padri del federalismo europeo volessero provocare tali effetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Osserva giustamente il prof. Alberto Bagnai che \u201c<em>nell\u2019ottica degli anni sessanta, quella nella quale si ponevano gli Spinelli e gli Albertini, con economie in vigorosa crescita, con uno stato sociale in fase di costruzione e non di smantellamento, la leggerezza con cui i &lt;&lt;padri nobili&gt;&gt; parlavano dell\u2019 &lt;&lt;emergere di contraddizioni&gt;&gt; (alludendo alle crisi) \u00e8 del tutto veniale<\/em>\u201d, poich\u00e8 essi \u201c<em>non potevano immaginare che stessero parlando dell\u2019impoverimento e persino del suicidio di tanti loro simili, della distruzione del futuro di intere generazioni<\/em>\u201d (A. BAGNAI, <em>L\u2019Italia pu\u00f2 farcela<\/em>, Il Saggiatore, Milano, 2014, 161).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Peccarono di leggerezza<\/strong>, non immaginando che da una crisi, da loro ritenuta strategica, potessero derivare cos\u00ec tragiche conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, per\u00f2, che i devastanti effetti del \u201c<em>gradualismo costituzionale<\/em>\u201d appaiono conclamati, <strong>l\u2019irresponsabile sfrontatezza<\/strong> con la quale l\u2019esercito dei loro eredi vaneggia di una \u201c<em>crisi morale di chi non crede nel processo di integrazione europea<\/em>\u201d (da un numero di un loro giornaletto studentesco) e difende quel progetto antidemocratico, fallimentare e violento (per non dire, con Luigi Zingales, \u201c<em>criminale<\/em>\u201d) incarnatosi nella UE (ovvero in una istituzione che non ha nessuna caratteristica di una democrazia costituzionale), invocandone addirittura il completamento, <strong>\u00e8 semplicemente sconcertante<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Costoro <strong>dovrebbero solo chiedere scusa, anche in nome dei loro padri intellettuali<\/strong>. A tutte le famiglie che hanno perso un loro caro, agli oltre 18 milioni di Italiani che vivono ai limiti e in parte al di sotto della soglia di povert\u00e0, a tutte persone che hanno perso il lavoro, a tutte quelle che non lo trovano, ai tanti giovani che non possono programmare il loro futuro, <strong>grazie ai devastanti effetti collaterali<\/strong> <strong>del <\/strong>\u201c<strong><em>gradualismo costituzionale<\/em><\/strong>\u201d. Dovrebbero chiedere scusa e poi <strong>togliere gentilmente il disturbo<\/strong>, consapevoli di avere gi\u00e0 arrecato sufficienti danni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla prima occasione, offerta dagli <strong><span style=\"text-decoration: underline\">atti di terrorismo<\/span><\/strong> commessi dagli estremisti islamici nei giorni scorsi a Parigi, tornano invece ad assordarci con il loro insulso \u201c<em>pi\u00f9 Europa<\/em>\u201d, o addirittura \u201c<em>Europa unita<\/em>\u201d, <strong>contrabbandando <span style=\"text-decoration: underline\">una questione di pubblica sicurezza<\/span><\/strong>,<strong> nel caso specifico<\/strong> <strong>francese<\/strong> (e non pi\u00f9 grave delle tante che l\u2019Italia ha affrontato e risolto nel corso della sua storia), <strong>come un problema risolvibile solo a livello sovranazionale<\/strong>, \u201c<em>con gli Stati Uniti d\u2019Europa e la forza politica del pi\u00f9 grande mercato di consumo al mondo che decide finalmente di dire la sua non solo con la moneta unica ma anche con un esercito unico<\/em>\u201d (Napoletano, sul <em>quotidiano di Confindustria<\/em> dell\u20198 gennaio 2015), oppure con la conclusione di \u201c<em>specifici accordi su temi di sicurezza e di investigazione<\/em>\u201d e \u201c<em>vere e proprie cessioni di sovranit\u00e0<\/em>\u201d \u201c<em>con deliberazioni dei 28 Paesi dell\u2019Unione<\/em>\u201d (Scalfari su <em>REpubblica<\/em> dell\u2019 11 gennaio 2015).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Calando un pietoso velo sulla <strong><span style=\"text-decoration: underline\">comicit\u00e0 involontaria<\/span> <\/strong>che ci regala l\u2019immagine del \u201c<em>pi\u00f9 grande mercato di consumo al mondo<\/em>\u201d che sino ad oggi avrebbe \u201c<em>detto la sua con la moneta unica<\/em>\u201d e sulla <strong>malafede<\/strong> o sull\u2019<strong>ignoranza<\/strong> (fate voi) di chi invoca \u201c<strong><em>cessioni<\/em><\/strong><em> di sovranit\u00e0<\/em>\u201d, sapendo o dovendo sapere che esse <strong>non sono ammesse dalla nostra costituzione<\/strong> (tanto meno a favore di poteri non democratici, autoreferenziali, i cui fini, esclusivamente economici, non hanno nulla a che fare con la pace e la giustizia fra le nazioni), <strong><span style=\"text-decoration: underline\">la chiave di lettura<\/span> di queste parole in libert\u00e0 ormai non pu\u00f2 sfuggirci<\/strong>: rappresentare un \u201c<em>problema percepito socialmente<\/em>\u201d come irrisolvibile nel quadro dei poteri nazionali \u00e8 una ghiotta <strong>opportunit\u00e0<\/strong> \u201c<strong><em>per l\u2019avanzamento del processo di unificazione<\/em><\/strong>\u201d <strong>europea<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>C\u2019est \u00e0 dire<\/em>: <strong>una buona dose di cinismo e la solita gradualit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Nemmeno il fine era per\u00f2 giustificato<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019\u00e9lite (autoproclamatasi tale) di filosofi e politici, ha deciso che il destino di intere popolazioni dovesse essere la loro unificazione in uno Stato federale, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">senza domandare alle stesse se fossero o meno d\u2019accordo<\/span><\/strong>, <strong>quanto meno su alcune questioncine preliminari da risolvere<\/strong>. Oddio, robetta da niente, \u201c<strong><em>quisquilie, pinzillacchere<\/em><\/strong>\u201d: <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/unita-europea\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/unita-europea\/<\/a> (<strong>leggetelo<\/strong>, \u00e8 il <em>De profundis<\/em> del processo di unificazione europea, ma \u00e8 anche divertente, oltre che ineccepibile sul piano giuridico-istituzionale e politico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Del resto non serviva domandare. Quell\u2019\u00e9lite gi\u00e0 sapeva quale <strong>contenitore<\/strong> rispondesse all\u2019interesse dei popoli europei, <strong>pur essendo piuttosto reticente o parzialmente confusa sui suoi contenuti<\/strong> (cfr. il <strong><em>link<\/em><\/strong> che precede).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si chiama <strong><span style=\"text-decoration: underline\">paternalismo<\/span><\/strong>, un metodo di governo <strong>in palese contrasto con i principi di una democrazia costituzionale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un metodo <strong><span style=\"text-decoration: underline\">autoritario<\/span><\/strong>, di chi non si \u00e8 fatto scrupolo di conseguire il suo fine inducendo le popolazioni europee a \u201c<em>fare passi avanti<\/em>\u201d (Mario Monti), cio\u00e8 ad accettare \u201c<em>riforme<\/em>\u201d antidemocratiche ed incostituzionali che le stesse popolazioni <strong>non avrebbero mai accettato senza lo <em>shock<\/em> di una crisi violenta<\/strong>, <strong>inevitabile<\/strong>, <strong>premeditata<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un fine che<\/strong>, <strong>basandosi su <span style=\"text-decoration: underline\">un postulato completamente errato<\/span><\/strong> (i federalisti \u201c<em>erano convinti che storicamente gli Stati nazionali europei non fossero ormai in grado di garantire benessere e sicurezza ai propri cittadini e fossero quindi <\/em>polvere senza sostanza\u201d), <strong>rivela tutta<\/strong> <strong><span style=\"text-decoration: underline\">la miopia storico-giuridica<\/span><\/strong> <strong>di chi lo voleva conseguire ad ogni costo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la stagione della democrazia costituzionale, di cui abbiamo ampiamente parlato nel \u201c<em>bigino del perfetto guastafeste<\/em>\u201d, <strong>muta radicalmente la forma<\/strong> e, con essa, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">mutano i compiti dello Stato<\/span><\/strong> che, <strong>da Stato neutrale<\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">diventa Stato di benessere<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">Stato sociale<\/span><\/strong>, \u201c<em>che interviene in ogni campo dell\u2019attivit\u00e0 umana <strong>per garantire che nessuno sia privato<\/strong> non di un astratto diritto riconosciutogli da una Costituzione, ma <strong>della concreta possibilit\u00e0 di godere del suo diritto alla vita<\/strong><\/em>\u201d (L. BASSO, <em>Il principe senza scettro<\/em>, Milano, 1958, Capitolo I Lo sviluppo storico della democrazia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Una nuova figura di Stato che ha<\/strong> <strong><span style=\"text-decoration: underline\">il preciso dovere di intervenire nell\u2019attivit\u00e0 economica<\/span> per assicurare e mantenere la piena occupazione <\/strong>(art. 1 e 4 Cost.), <strong>un livello di reddito proporzionato alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 del lavoro svolto ed in ogni caso sufficiente ad assicurare ai lavoratori un\u2019esistenza libera e dignitosa<\/strong> (art. 36 Cost.), <strong>il diritto al riposo settimanale ed alle ferie annuali retribuite<\/strong> (art. 36 comma 3\u00b0 Cost.), <strong>ad una protezione adeguata in caso di inabilit\u00e0 al lavoro<\/strong>, <strong>di infortunio<\/strong>, <strong>malattia<\/strong>, <strong>invalidit\u00e0 e vecchiaia<\/strong>, <strong>disoccupazione involontaria<\/strong> (art. 38 Cost.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una nuova forma di Stato che <strong>si assume il compito di <span style=\"text-decoration: underline\">sostituire la figura del cittadino con quella dell\u2019<\/span> <\/strong>\u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">uomo protetto<\/span><\/em><\/strong>\u201d (cio\u00e8 l\u2019uomo concreto, assistito da una serie di garanzie che gli consentono di essere libero dal bisogno e di guardare senza timore al proprio futuro in ogni situazione in cui si viene a trovare) e che, in sostanza, <strong>si impegna ad orientare l\u2019attivit\u00e0 politica al fine di garantire a tutti la sicurezza sociale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una nuova forma di Stato che, come sapientemente osserva il Consigliere di Stato, dott. Luciano Barra Caracciolo, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">trasforma il ruolo della sovranit\u00e0<\/span><\/strong>, da \u201c<em>potere illimitato al servizio delle oligarchie dominanti le nazioni<\/em>\u201d, a \u201c<strong><em>mezzo vincolato di tutela e perseguimento attivo dei diritti umani [&#8230;] che includono, senza arretramenti, i diritti di prestazione sociale<\/em><\/strong> &#8230;\u201d (L. BARRA CARACCIOLO, <em>Euro e (o?) democrazia costituzionale<\/em>, Dike, Roma 2013, 47).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una nuova figura di Stato che non affida pi\u00f9 all\u2019automatismo liberale, al gioco spontaneo delle forze economiche (dimostratosi fallimentare ed assolutamente incapace di assicurare la diffusione del benessere alle classi subalterne), la realizzazione dei principi e dei valori sanciti nella sua Costituzione, ma che l\u2019affida ad <strong>un programma<\/strong>, \u201c<strong><em>perch\u00e8 l\u2019attivit\u00e0 economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali<\/em><\/strong>\u201d (art. 41 comma 3\u00b0 Cost.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Una nuova forma di Stato che<\/strong>, evidentemente, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">i federalisti non volevano<\/span> e<\/strong>,<strong> di fatto<\/strong>,<strong> <span style=\"text-decoration: underline\">continuano a non volere<\/span><\/strong>, <strong>collaborando<\/strong>, anche senza accorgersene, <strong>con chi ha<\/strong> <strong>restaurato<\/strong>, <strong>ad un livello sovranazionale<\/strong>, <strong>il vecchio Stato liberale e liberista <em>ante<\/em> 1929<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ce lo dicono loro stessi<\/strong>, pi\u00f9 o meno consapevolmente, chiedendo il completamento del processo di integrazione in un sistema che altro non \u00e8 se non <strong>la riedizione <em>in peius<\/em> di quel modello oligarchico-liberale-liberista<\/strong>, superato dalle democrazie costituzionali, ma ripescato dalla fogna in cui la storia del progresso democratico lo aveva giustamente collocato, per essere rigenerato nella <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>PLUTOCRAZIA<\/strong><\/span> (la definizione pi\u00f9 appropriata) <strong>della UE<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ce lo ha detto pure<\/strong> \u201c<strong><em>il comunista preferito di Kissinger<\/em><\/strong>\u201d, citando uno scritto di Guido Carli che parla, guarda caso, del liberista (e federalista) <strong>Luigi Einaudi<\/strong> e della sua \u201c<strong><em>strategia <\/em><\/strong><em>&lt;&lt;<strong>nata e gestita tra la Banca d\u2019Italia e il governo<\/strong>&gt;&gt;, mirata alla stabilizzazione, ancorata a una visione di &lt;&lt;Stato minimo&gt;&gt;, e <strong>aperta alle regole e alle istituzioni monetarie internazionali<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Strategia che, <em>molto<\/em> democraticamente, lo stesso Einaudi e Alcide De Gasperi \u201c<em>avevano posto per\u00f2 <strong>al sicuro, al di fuori della discussione in sede di Assemblea Costituente<\/strong><\/em>\u201d (<a href=\"http:\/\/www.reset.it\/caffe-europa\/superare-il-dogma-della-sovranita-nazionale\">http:\/\/www.reset.it\/caffe-europa\/superare-il-dogma-della-sovranita-nazionale<\/a> ) e che <strong>sarebbe servita ad aggirare<\/strong>, <strong>a disattivare di fatto<\/strong>,<strong> la parte economica della Costituzione<\/strong> (troppo sbilanciata, a giudizio del narratore, \u201c<em>a favore delle due culture dominanti, cattolica e marxista<\/em>\u201d, accomunate dal \u201c<em>disconoscimento del mercato<\/em>\u201d) <strong>e ad orientare l\u2019azione di governo in senso diametralmente opposto al programma costituzionale<\/strong>, cio\u00e8 \u201c<em>verso scelte di demolizione dell\u2019autarchia, di liberalizzazione degli scambi e [&#8230;] di collocazione dell\u2019Italia nel processo di integrazione europea<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di ci\u00f2 compiacendosi, il Bi-Presidente emerito precisa quindi (caso mai non l\u2019avessimo capito) che \u201c<em>con i Trattati di Roma del 1957 e la nascita del Mercato Comune, furono riconosciuti e assunti dall\u2019Italia <strong>i fondamenti dell\u2019economia di mercato<\/strong>, <strong>i principi della libera circolazione (merci, persone, servizi e capitali)<\/strong>, <strong>le regole della concorrenza<\/strong><\/em>\u201d e che <strong>le <\/strong>(per lui)<strong> fastidiose<\/strong> \u201c<strong><em>chiusure schematiche<\/em><\/strong>\u201d <strong>della c.d. Costituzione economica<\/strong> \u201c<strong><em>vennero superate nel crogiuolo della costruzione comunitaria e del diritto comunitario<\/em><\/strong>\u201d. Costruzione nella quale \u201c<strong><em>si riconobbe via via anche la sinistra, prima quella socialista e poi quella comunista<\/em><\/strong>\u201d confessa con orgoglio il dimissionario Capo-<em>bis<\/em> dello Stato, per poi concludere che si deve ormai \u201c<em>riflettere sull\u2019Italia guardando all\u2019Europa<\/em>\u201d. <strong>Ad un\u2019Europa liberale e liberista<\/strong>, ovviamente: \u201c<strong><em>cos\u00ec tornando a incontrare Einaudi<\/em><\/strong>\u201d il \u201c<em>grande anticipatore e assertore di quella prospettiva di unione federale dell\u2019Europa<\/em>\u201d che oggi saremmo \u201c<em>chiamati a rilanciare mirando con coraggio einaudiano al pi\u00f9 coerente <strong>superamento del dogma e del limite delle sovranit\u00e0 nazionali<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorrei in proposito ricordare all\u2019<em>ex<\/em> \u201c<em>garante della Costituzione<\/em>\u201d che \u201c<strong><em>il dogma della sovranit\u00e0 nazionale<\/em><\/strong>\u201d <strong>caratterizzava lo Stato liberale<\/strong>, tanto caro a lui &#8211; <em>diversamente comunista<\/em> &#8211; quanto ai suoi amici federalisti. <strong>Nello Stato liberale<\/strong> <strong>la sovranit\u00e0 non apparteneva infatti al popolo<\/strong>, <strong>ma a un\u2019entit\u00e0 astratta e sfuggente<\/strong>:<strong> la <\/strong>\u201c<strong><em>nazione<\/em><\/strong>\u201d, <strong>del cui interesse <\/strong>(perci\u00f2 indicato come \u201c<em>generale<\/em>\u201d, o \u201c<em>nazionale<\/em>\u201d) <strong>si facevano interpreti esclusivi i ceti sociali dominanti<\/strong>, detentori effettivi di un potere da loro formalmente esercitato in nome della \u201c<em>nazione<\/em>\u201d ed in funzione di interessi \u201c<em>generali<\/em>\u201d, o \u201c<em>nazionali<\/em>\u201d, in realt\u00e0 corrispondenti a quelli, del tutto particolari, della classe dirigente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quel <\/strong>\u201c<strong><em>dogma<\/em><\/strong>\u201d<strong> \u00e8 stato superato<\/strong>,<strong> 67 anni fa<\/strong>,<strong> dalla Costituzione della Repubblica Italiana<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Dal 1\u00b0 gennaio del 1948<\/span><\/strong><strong> <span style=\"text-decoration: underline\">la sovranit\u00e0 non appartiene pi\u00f9 alla nazione<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">ma al popolo<\/span><\/strong>, per volont\u00e0 della Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 un cambiamento radicale. Il popolo non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019entit\u00e0 astratta, ma \u00e8 fatto di persone reali e diverse fra loro. L\u2019&lt;&lt;<span style=\"text-decoration: underline\"><strong><em>appartenenza<\/em><\/strong><\/span>&gt;&gt;<strong> della sovranit\u00e0 ne indica la <span style=\"text-decoration: underline\">permanenza<\/span> nel popolo<\/strong> (<strong>e in ogni singola persona di cui esso \u00e8 composto<\/strong>) \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">come contrassegno essenziale ed ineliminabile del regime democratico<\/span><\/em><\/strong>\u201d <strong><span style=\"text-decoration: underline\">che si \u00e8 voluto instaurare<\/span><\/strong> <strong>e si specifica<\/strong> \u201c<strong><em>nel vincolo imposto al suo esercizio<\/em><\/strong><em>, <strong>tale da non potere trascendere le forme ed i limiti posti dalla Costituzione<\/strong><\/em>\u201d (C. MORTATI, <em>Istituzioni di diritto pubblico<\/em>, Tomo I, Decima ed., Padova, 1991, 153).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>E\u2019 un concetto di base del nostro diritto costituzionale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">La sovranit\u00e0 popolare<\/span><\/strong> (di cui abbiamo gi\u00e0 ricordato il nuovo ruolo) <strong><span style=\"text-decoration: underline\">non \u00e8 un<\/span><\/strong> \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">dogma<\/span><\/em><\/strong>\u201d: <strong><span style=\"text-decoration: underline\">\u00e8 l\u2019essenza della democrazia<\/span><\/strong>. In quanto tale <strong>non pu\u00f2 essere <\/strong>\u201c<strong><em>superata<\/em><\/strong>\u201d <strong>e non \u00e8 cedibile alle <\/strong>\u201c<strong><em>istituzioni monetarie internazionali<\/em><\/strong>\u201d, se non sacrificando la democrazia e tradendo la Costituzione. La plutocrazia ordoliberista della UE, vera \u201c<em>polvere senza sostanza<\/em>\u201d democratica, ne ha segnato purtroppo la (provvisoria) fine. E\u2019 una polvere che soffoca. <strong>Un letale microparticolato<\/strong> che sta uccidendo i popoli europei.<\/p>\n<p>\u00a0(Mario Giambelli &#8211; ARS Lombardia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella terza parte del mio \u201cbigino del perfetto guastafeste\u201d (http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Il-bigino-del-perfetto-guastafeste.pdf ) ho citato una significativa pubblicazione del prof. Roberto Castaldi &#8211; professore associato di Filosofia politica e figura di spicco del federalismo europeo &#8211; caratterizzata da una nutrita serie di \u201clievi imprecisioni\u201d giuridico-economiche (del tutto perdonabili ad un filosofo) sulle quali per\u00f2 non voglio intrattenervi (ne segnalo solo una, molto divertente: quella sul presunto \u201cshock petrolifero\u201d del 2001-2003, durante il quale il prezzo del greggio&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,13],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-3lD","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12873"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12873"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12873\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12873"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12873"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12873"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}