{"id":12888,"date":"2015-01-20T09:11:51","date_gmt":"2015-01-20T09:11:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12888"},"modified":"2015-01-20T09:11:51","modified_gmt":"2015-01-20T09:11:51","slug":"sottomissione-di-michel-houellebecq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12888","title":{"rendered":"Sottomissione,  di Michel Houellebecq"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una recensione che invoglia ad acquistare il libro di Houellebecq<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Andrea Bulgarelli, <a href=\"www.linterferenza.info\">L&#8217;interferenza<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti abbiamo in mente la copertina dell\u2019ultimo numero di Charlie Hedbo prima dell\u2019attentato del 7 Gennaio: Michel Houellebecq, in un improbabile completo da mago Merlino, profetizza la propria conversione all\u2019Islam (preceduta, beninteso, dalla caduta dei denti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti di noi ricordano anche che il 7 era la data di uscita della sua ultima fatica letteraria, <i>Sottomissione<\/i> (pubblicata il 15 in Italia per i tipi della Bompiani), dedicata all\u2019islamizzazione della Francia in un prossimo futuro. Date le premesse, era inevitabile che il libro finisse nell\u2019occhio del ciclone, insieme con le polemiche pi\u00f9 o meno sensate sulla laicit\u00e0 e sulla cosiddetta libert\u00e0 di espressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra l\u2019indignazione degli uni e la curiosit\u00e0 degli altri, si stava per pubblicare un libro \u201cislamofobo\u201d, reo di \u201cfare il gioco del Fronte nazionale\u201d, e proprio nel bel mezzo dell\u2019<i>union sacr\u00e8e <\/i>sancita a colpi di <i>#jesuischarlie<\/i>. \u201cLa Francia non \u00e8 Houellebecq. La Francia non \u00e8 intolleranza, odio e paura\u201d<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftn1\">[1]<\/a> ha assicurato il Primo ministro Vallas, correndo ai ripari. \u201cIl 15 gennaio la prima cosa che far\u00f2 sar\u00e0 comprare questo libro\u201d recitava la pagina Facebook di Matteo Salvini, ancora una volta in pieno <i>trip<\/i> mediatico, senza precisare se all\u2019acquisto sarebbe seguita la lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A qualche giorno dalla pubblicazione i toni si sono smorzati. Le recensioni del romanzo sembrano percorse da una sorta di delusione. Al massimo sono riaffiorate le solite polemiche sulla centralit\u00e0 del sesso nei romanzi di Houellebecq, che li renderebbe solo delle <i>pochade<\/i>, oppure si \u00e8 fatto pi\u00f9 sobriamente notare il prevedibile successo di vendite (120.000 copie in appena cinque giorni), cui senza dubbio ha contribuito il tragico contesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ragione \u00e8 semplice. Innanzitutto <i>Sottomissione<\/i> non \u00e8 un <i>pamphlet<\/i> islamofobo (vedremo perch\u00e9). Chi si \u00e8 domandato cosa sarebbe balzato in mente ai militanti dell\u2019estrema destra leggendolo pu\u00f2 dormire sonni tranquilli. In secondo luogo <i>Sottomissione<\/i> \u00e8 effettivamente una lettura inquietante, ma per altre ragioni, che cercher\u00f2 di spiegare brevemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Cominciamo dalla questione dell\u2019islamofobia. Per quanto il sottoscritto sia un membro della \u201csetta houellebecquiana\u201d, setta che, ci tengo a precisarlo, vanta adepti di ogni religione, sensibilit\u00e0 e credo politico, non posso negare che Houellebecq abbia dei precedenti. Le sue vicissitudini con la legge francese sono ampiamente note, nei suoi libri si possono leggere stupide e volgari tirate contro l\u2019Islam. Non a caso ci\u00f2 accade soprattutto in <i>Piattaforma<\/i>, il meno riuscito tra i romanzi dell\u2019<i>enfant terrible<\/i>, che infatti sembrava puntare sulle provocazioni per dare mordente a un\u2019opera altrimenti poco significativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questo imbarazzante <i>background<\/i> sopravvive molto poco in <i>Sottomissione<\/i>. Lo stesso autore ammette di essersi ricreduto sul conto dell\u2019Islam in seguito alla lettura del Corano, la quale gli ha fatto comprendere che \u201cla violenza non \u00e8 connaturata all\u2019Islam\u201d e che un \u201clettore onesto del Corano non ne conclude affatto che bisogna andare ad ammazzare i bambini ebrei\u201d<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftn2\">[2]<\/a>. Anche la futura societ\u00e0 francese non \u00e8 una distopia oscurantista-talebana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi, tutto sommato si tratta di una societ\u00e0 pi\u00f9 sicura, persino pi\u00f9 prospera. Il nuovo Presidente musulmano non \u00e8 una sorta di califfo Al-Baghdadi, al contrario. Houellebecq lo descrive come il primo statista francese dopo De Gaulle capace di coltivare un progetto politico di ampio respiro, un progetto di civilt\u00e0. Molte delle sue idee, dalla promozione della piccola impresa all\u2019indipendenza dal petrolio degli emirati del Golfo, appaiono sensate. A maggior ragione, la \u201csvolta di regime\u201d avviene in maniera sostanzialmente democratica, tramite libere elezioni e con l\u2019avvallo di tutti i partiti di destra e di sinistra, tranne ovviamente il Fronte Nazionale.\u00a0 Anche dopo la \u201cpresa di potere\u201d non si assistono a persecuzioni contro cristiani ed ebrei, e il nuovo regime raggiunge un accordo con entrambe le istituzioni religiose. I pochi accenni suggeriscono un quadro politico sostanzialmente pacifico, con una opposizione legale e una normale dialettica democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Certo, la Francia islamica non \u00e8 nemmeno un paradiso. La restaurazione, seppure in maniera <i>soft <\/i>e ipocrita, di una forma di patriarcato che riconduce la donna al suo ruolo di madre e sposa allontanandola dalla sfera pubblica, non \u00e8 esattamente una conquista. Il nuovo governo islamista, oltre ad essere fortemente europeista, sostiene il primato della solidariet\u00e0 familiare rispetto a quella gestita dallo Stato, in accordo con la teoria della sussidiariet\u00e0 propugnata da certe correnti cattoliche e liberiste. Il risultato \u00e8 il definitivo smantellamento di un <i>welfare<\/i> gi\u00e0 provato dalla crisi e la privatizzazione pressoch\u00e9 totale dell\u2019istruzione superiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando immagina la conquista del potere da parte di una immaginaria \u201cFratellanza Musulmana\u201d francese, Houellebecq sembra avere in mente l\u2019islamismo moderato, moderno, imprenditoriale, tutto sommato \u201cliberale\u201d, degli omonimi movimenti religiosi turchi, egiziani e tunisini, con i loro accenti globalisti e le loro reti assistenziali \u201cdal basso\u201d. Secondo questa ideologia l\u2019Islam \u201c\u00e8 perfettamente compatibile con l\u2019economia di mercato dal momento in cui, completata da valori morali, essa mette anche l\u2019accento sull\u2019aiuto ai pi\u00f9 bisognosi\u201d e la globalizzazione \u201ccostituendo dei grandi insiemi regionali, comporta ovunque il ridimensionamento dello Stato nazionale. Pi\u00f9 la globalizzazione cresce, pi\u00f9 l\u2019Islam si propaga\u201d<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftn3\">[3]<\/a>. Tuttavia l\u2019obbligo dell\u2019assistenza ai poveri non esclude il \u201cmantenimento di un notevole scarto tra la grande massa della popolazione, vivente in una miseria decorosa, e una minoranza di individui smodatamente ricchi\u201d<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftn4\">[4]<\/a>, come spiega un dignitario del nuovo regime al protagonista. Insomma, non siamo troppo lontani dal \u201cdominio della lotta\u201d del liberalismo, tranne che in questo caso la lotta \u00e8 regolata e resa in qualche modo pi\u00f9 accettabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Detto questo, non bisogna dimenticare per\u00f2 il punto veramente fondamentale: <i>Sottomissione<\/i> non \u00e8 un libro sull\u2019Islam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo si tratta di una satira spietata del ceto universitario, del suo opportunismo, della sua compiaciuta inutilit\u00e0. Houellebecq fa con l\u2019universit\u00e0 francese quello che era riuscito a fare con l\u2019ambiente dei consulenti informatici, dei biologi molecolari, degli insegnanti, dei comici e degli artisti, cio\u00e8 dipingere un affresco sociologico spietato. In secondo luogo, il suo tema centrale \u00e8 il suicidio della civilt\u00e0 occidentale esattamente come gli altri romanzi dello scrittore francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un equivoco in cui sono incorsi alcuni commentatori (ricordo Antonio Scurati<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftn5\">[5]<\/a> sulla Stampa) \u00e8 intendere <i>Sottomissione<\/i> come una specie di omaggio alla civilt\u00e0 occidentale stessa. In un certo senso \u00e8 vero, tutto il romanzo \u00e8 pervaso da una malinconica ammirazione per la grande arte e cultura che due secoli di \u201cmodernit\u00e0\u201d sono stati in grado di produrre, cos\u00ec come il precedente <i>La carta e il territorio<\/i> omaggiava la civilt\u00e0 industriale, le vette di ingegno e di perfezione tecnica raggiunti nel XIX e XX secolo, prima che iniziasse la massiccia deindustrializzazione dell\u2019Europa. Ma sarebbe sbagliato concludere, come fa Scurati, che <i>Sottomissione<\/i> voglia difendere \u201cil nostro diritto alla gioia orgiastica del sesso, difendere le minigonne delle giovani boeme che a Praga nel \u201968 seducevano alla vita i carristi sovietici inviati da Stalin [sic!], il diritto delle nostre donne a livellare la differenza tra i sessi anche a costo di sfaldare le nostre famiglie, a mettere al mondo i nostri figli, quando ci riesce, e a educarli senza nessun riparo consolatorio offerto da una qualche trascendenza\u201d. Lo scrittore francese non mostra di condividere un simile quadro ottimistico, n\u00e9 qui n\u00e9 altrove. Come sempre in Houellebecq, anche in <i>Sottomissione<\/i> la \u201cgioia orgiastica del sesso\u201d \u00e8 prevalentemente un accumularsi di frustrazioni e delusioni, e si arresta subito prima di sfociare nell\u2019amore, che forse la giustificherebbe. La civilt\u00e0 occidentale lascia il campo alla nuova Europa islamico-liberista perch\u00e9 non ha nulla da offrire se non solitudine, aridit\u00e0 e consapevolezza della morte, perfino a un cittadino privilegiato come il protagonista di <i>Sottomissione<\/i>, docente universitario e stimato studioso di Huysmans. La societ\u00e0 dell\u2019individualismo non riesce ad assicurare nemmeno la semplice riproduzione biologica, la successione regolare delle generazioni, come dimostra il disastro demografico delle popolazioni autoctone europee. E\u2019 questo, non \u201cl\u2019invasione musulmana\u201d, che costituisce la sua condanna a morte. I suoi ritmi frenetici, la sua ambizione insaziabile, sono incompatibili con le piccole gioie di una banale vita familiare, che tanto attraevano Huysmans e che alla fine paiono sedurre anche il protagonista, spingendolo verso la conversione all\u2019Islam e un probabile futuro da benestante patriarca musulmano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 non dimentichiamolo, ci\u00f2 che lo porta alla scelta fatale non \u00e8 solo l\u2019opportunismo, o la prospettiva di un matrimonio poligamo, ma soprattutto il desiderio di una nuova vita, di accedere ad una qualche dimensione dotata di <i>senso<\/i>, senza il quale nessuna civilt\u00e0 pu\u00f2 sopravvivere a lungo. \u00a0Va detto che nel progetto originale il protagonista si sarebbe dovuto convertire al cattolicesimo, intenzione che l\u2019autore non \u00e8 riuscito a tradurre nei fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Cosa rende <i>Sottomissione<\/i> cos\u00ec inquietante? Non sono gli \u201corrori\u201d della futura Francia. Anzi, \u00e8 proprio la sua dimensione vagamente rassicurante. In fondo, assicura Houellebecq stesso nell\u2019intervista al <i>Guardian<\/i>, nel romanzo le cose \u201cnon vanno cos\u00ec male\u201d. L\u2019apertura di un nuovo ciclo storico supera le insostenibili contraddizioni di quello vecchio, la sua ossessione per la competizione sociale e sessuale, il suo nichilismo, il suo materialismo, ma le supera, per cos\u00ec dire, <i>al ribasso<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il futuro \u201cislamico\u201d appare decisamente pi\u00f9 razionale, ma al contempo non lascia molto spazio a quella corrente utopica, a quel sentimento di amore oceanico, che si manifesta in <i>Le particelle elementari<\/i> con i meravigliosi cori dei cloni narratori, simbolo di una umanit\u00e0 rigenerata al di l\u00e0 del \u201cdominio della lotta\u201d (\u201cAdesso che siamo giunti a destinazione\/ Per bagnarci nella gioia immobile e feconda\/ Di una nuova legge\/ Oggi\/ Per la prima volta\/ Noi possiamo descrivere la fine del regno antico\u201d<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftn6\">[6]<\/a>) e che qui sembra inabissarsi del tutto. <i>La carta e il territorio<\/i>, per molti versi pi\u00f9 vicino a <i>Sottomissione<\/i> che alle <i>Particelle<\/i>, era animato dall\u2019aspirazione ad una civilt\u00e0 industriale alternativa, basata su una padronanza amorevole dell\u2019uomo sul mondo degli oggetti. Se non ne tiene conto il lettore impreparato pu\u00f2 rimanere perplesso di fronte alle pagine dedicate al socialismo di Willian Morris, alla figura del padre del protagonista, autentico architetto di utopie, o descrizione alla biblioteca di Houellebecq (per l\u2019occasione non solo autore ma anche personaggio), che annoverava prevalentemente testi di Marx, Proudhon e dei riformatori sociali del XIX secolo. Certamente una simile aspirazione rimaneva sotterranea, non era nemmeno formulata chiaramente, mentre per il resto la trama era dominata da un fenomeno storico analogo a quello di <i>Sottomissione<\/i>, ovvero la trasformazione della Francia in un Paese neo-rurale, prospero ma esclusivamente dedito all\u2019accoglienza dei turisti provenienti dalle nazioni in via di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo restringimento dell\u2019orizzonte si riflette anche sul piano stilistico e narrativo. Il violento accostamento di diversi piani stilistici e temporali, la contrapposizione tra freddezza sociologica e trasporto lirico che \u00e8 la cifra dello stile di Houellebecq si fa pi\u00f9 sottile e sfumata. In generale si respira un\u2019aria di esaurimento, di spossatezza, di cinismo. La svolta politica \u00e8 accolta nell\u2019indifferenza, perfino dal ceto intellettuale progressista, che accantona il proprio feroce laicismo per conformarsi o per farsi da parte silenziosamente. La narrazione \u00e8 scandita dalle oscillazioni del meteo, descritte con cura minuziosa, e dalla buona tavola, dal consumo soddisfatto di vini e pietanze sofisticate. Ne risulta una sorta di ottundimento dei sensi, di opacit\u00e0, di rassegnata soddisfazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse \u00e8 a questa rassegnazione che rimanda il titolo di <i>Sottomissione<\/i>, piuttosto che alla professione di fede islamica (come noto \u201cIslam\u201d significa \u201csottomissione\u201d, nel senso di abbandono a Dio). La convinzione che la chiave della felicit\u00e0 sia l\u2019accettazione del mondo cos\u00ec come \u00e8, con le sue inadeguatezze e sofferenze. Un approccio esplicitamente nietzscheano, sconcertante in un autore non proprio affine al filosofo tedesco, che nel romanzo \u00e8 per l\u2019ennesima volta fatto oggetto di epiteti poco lusinghieri. \u201cNon avrei avuto niente da rimpiangere\u201d, conclude con apparente sicurezza il protagonista. Eppure il \u201clieto\u201d epilogo della vicenda lascia una sensazione di rimosso, di mancanza, di non detto. Leggendolo prende forma una angoscia sommessa, per cos\u00ec dire pudica, per certi versi pi\u00f9 soffocante della disperazione metafisica dei primi romanzi. Nonostante tutto \u00e8 impossibile cancellare dalla propria mente l\u2019invito che Houellebecq rivolgeva ai giovani poeti nel manifesto <i>Restare vivi<\/i>: \u201cLa societ\u00e0 in cui vivete ha lo scopo di distruggervi. Voi avete lo stesso scopo nei suoi confronti. Conoscete il Bene, conoscete il Male. Non rinunciate mai a separarli.\u201d L\u2019esatto contrario di accettare serenamente la \u201cperfezione\u201d della realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente invece di polemizzare sulla (a mio avviso improbabile, ma questo \u00e8 un altro discorso) prospettiva fantastorica di <i>Sottomissione,<\/i> sarebbe bene meditare sulla correttezza della sua diagnosi. Si dovrebbe capire perch\u00e9 nessuno sembra prendere troppo sul serio la retorica dei valori occidentali, nemmeno chi in queste settimane ne ha abusato. In altre parole, ci si dovrebbe interrogare su quel deserto materiale e spirituale che \u00e8 il cosiddetto \u201coccidente\u201d.<\/p>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftnref1\">[1]<\/a> <i>http:\/\/www.theguardian.com\/books\/2015\/jan\/16\/michel-houellebecq-soumission-bestseller-charlie-hebdo<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftnref2\">[2]<\/a> http:\/\/www.minimaetmoralia.it\/wp\/sottomissione-lintervista-a-michel-houellebecq\/<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftnref3\">[3]<\/a> <i>La nuova rivoluzione verde<\/i>. Diorama<i> <\/i>letterario, n. 305 Settembre-Ottobre 2011, p. 13<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftnref4\">[4]<\/a> <i>Sottomissione<\/i>, Bompiani 2015, p. 230<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftnref5\">[5]<\/a> http:\/\/www.lastampa.it\/2015\/01\/10\/cultura\/tuttolibri\/houellebecq-nella-francia-sottomessa-allislam-rQfgnbTietHQMDRl5xkf7O\/pagina.html<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/sottomissione-di-michel-houellebecq\/#_ftnref6\">[6]<\/a> <i>Le particelle elementari<\/i>. Bompiani 2008, pp. 9-10.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una recensione che invoglia ad acquistare il libro di Houellebecq di Andrea Bulgarelli, L&#8217;interferenza Tutti abbiamo in mente la copertina dell\u2019ultimo numero di Charlie Hedbo prima dell\u2019attentato del 7 Gennaio: Michel Houellebecq, in un improbabile completo da mago Merlino, profetizza la propria conversione all\u2019Islam (preceduta, beninteso, dalla caduta dei denti). 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