{"id":12990,"date":"2015-02-05T00:02:45","date_gmt":"2015-02-05T00:02:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12990"},"modified":"2015-02-05T00:02:45","modified_gmt":"2015-02-05T00:02:45","slug":"lo-spirito-della-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12990","title":{"rendered":"Lo spirito della Resistenza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Senza conoscere i sentimenti, i desideri ed il pensiero dei protagonisti della Resistenza italiana non possiamo comprendere a fondo l\u2019ideologia accolta dalla nostra Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Resistenza italiana, pur essendo accomunata a quelle degli altri Paesi europei dal netto rifiuto dei regimi nazi-fascisti esistenti, fu infatti caratterizzata da <strong>un peculiare desiderio di profondo rinnovamento rispetto al modello liberale che aveva dominato l\u2019Italia prefascista<\/strong> e dal <strong>preciso obiettivo<\/strong>, la cui realizzazione venne poi affidata all\u2019Assemblea Costituente, <strong>di costruire una democrazia-modello che rappresentasse la massima rottura con il passato e ne rendesse<\/strong>, al tempo stesso, <strong>impossibile il ritorno<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per capire bene questo aspetto peculiare del costituzionalismo italiano, <strong>occorre risalire alle tragiche settimane che seguirono all\u2019 8 settembre 1943<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la caduta del fascismo, l\u2019armistizio, l\u2019ignominiosa fuga di Pescara della monarchia e la dissoluzione dei vecchi poteri, <strong>il popolo italiano <\/strong><strong>si trov\u00f2 improvvisamente solo con la propria coscienza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fu proprio allora, dalla violenta rottura con le istituzioni che fuggivano abbandonandolo al suo incerto destino, che <strong>il popolo italiano trov\u00f2 lo spirito che gli consent\u00ec di riscattare l\u2019onore del Paese<\/strong> e che quattro anni dopo permise ai padri costituenti di proclamare solennemente, nel primo articolo della sua nuova Costituzione, il carattere <strong>democratico<\/strong> della Repubblica Italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fu lo \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">spirito della Resistenza<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fu <strong><span style=\"text-decoration: underline\">coscienza della dignit\u00e0 nazionale<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"text-decoration: underline\">senso della responsabilit\u00e0 personale<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fu <strong><span style=\"text-decoration: underline\">desiderio di rinnovamento assoluto e radicale<\/span><\/strong>, <strong>di rifiuto del passato<\/strong>, <strong>di ricostruire<\/strong> <strong>dal basso<\/strong>, <strong>con l\u2019impegno personale di tutti<\/strong>, <strong>una nuova Italia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec lo descrive uno straordinario protagonista di quell\u2019epoca: &lt;&lt; <strong><em>r<\/em><\/strong><strong><em>icostruzione dal basso, impegno e responsabilit\u00e0 di ciascuno per assolvere nel miglior modo il proprio compito<\/em><\/strong><em>, <strong>liquidazione definitiva del passato<\/strong>: <strong>questo fu il lievito della Resistenza<\/strong>. In qual modo si dovesse ricostruire, quali nuovi istituti creare, quale volto preciso dare all\u2019Italia di domani, pochi avrebbero saputo, pochi anche negli stessi partiti che guidavano la lotta. Ma <strong>alcune idee erano presenti in tutti<\/strong>, <strong>erano patrimonio comune dei resistenti<\/strong>, <strong>e si potrebbero riassumere in una frase<\/strong>: <strong>fare tutto il contrario del fascismo<\/strong>. Il fascismo aveva esasperato la retorica della patria, e nel nome della patria il popolo aveva sofferto mentre i gerarchi si arricchivano. Nel nome della patria si erano mandati i figli d\u2019Italia ad aggredire altre patrie e a morire tra le aspre montagne dell\u2019Epiro o nelle immense piane della Russia, mentre si consegnava l\u2019Italia all\u2019occupazione tedesca e alcune province italiane, tra cui Trento e Trieste, addirittura all\u2019amministrazione tedesca. <strong>Fu proprio al fondo di questa umiliazione<\/strong>, <strong>mentre si dissolvevano le autorit\u00e0 statali<\/strong>, e, non pi\u00f9 ordini dall\u2019alto imponevano ai cittadini una determinata condotta, <strong>proprio quando il nemico si accampava da padrone nelle nostre citt\u00e0 e sin nelle nostre stesse case<\/strong>, <strong>che il popolo italiano seppe ritrovare<\/strong>, al di l\u00e0 dell\u2019immagine falsa della patria fascista, <strong>il sentimento e la coscienza della dignit\u00e0 nazionale<\/strong>. E ancora <strong>un altro<\/strong>, <strong>forse pi\u00f9 profondo valore<\/strong>, fu conquistato quasi d\u2019impeto in quei mesi: <strong>il senso della responsabilit\u00e0 personale<\/strong>, <strong>principio e fondamento di ogni vita democratica<\/strong>. Il fascismo aveva non solo soffocato colla costrizione esterna ogni forma democratica, ma, quel che \u00e8 peggio, <strong>aveva cercato di soffocare e di spegnere nel conformismo<\/strong>, <strong>nell\u2019indifferentismo o nell\u2019ipocrisia<\/strong>, <strong>il senso dell\u2019autonomia e della dignit\u00e0 individuali<\/strong>, <strong>la coscienza che ciascuno deve avere del proprio diritto e dovere di scegliere<\/strong>, <strong>di decidere<\/strong>, <strong>di assumere delle responsabilit\u00e0<\/strong>. In quelle difficili settimane che seguirono la caduta del fascismo e l\u2019armistizio, la fuga della monarchia e la dissoluzione dei vecchi poteri, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">il popolo sent\u00ec di nuovo la propria tremenda responsabilit\u00e0<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">sent\u00ec che nessuno poteva rimanere estraneo o indifferente<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">sent\u00ec il dovere di impegnarsi<\/span> per s\u00e9 e per i figli<\/strong>, <strong>per i vicini e per i lontani<\/strong>, <strong>per il presente e per il futuro<\/strong>. Se la democrazia \u00e8 la maturit\u00e0 dei popoli, <strong>la Resistenza \u00e8 stata una vera scuola di democrazia<\/strong>, <strong>perch\u00e9 ha compiuto il miracolo di dare una precoce maturit\u00e0 anche ai giovanissimi<\/strong>. [&#8230;] Il fascismo aveva favorito scandalosamente i \u201cpadroni del vapore\u201d, i grandi magnati dell\u2019industria e della finanza, ne aveva moltiplicato i profitti a detrimento della condizione operaia, aveva imposto i patti di lavoro, aveva imposto i salari e gli stipendi, aveva aggravato e legalizzato lo sfruttamento: l\u2019Italia di domani avrebbe dovuto essere invece l\u2019Italia dei lavoratori, avrebbe dovuto assicurare a tutti nuove condizioni umane di vita, dare piena attuazione alle esigenze sociali dei tempi nuovi, spezzando il prepotere delle oligarchie finanziarie favoreggiatrici del fascismo e da esso favorite. <strong>Su questi punti essenziali<\/strong>: <strong>sovranit\u00e0 e responsabilit\u00e0 diretta del popolo<\/strong>, <strong>massimo sviluppo delle autonomie<\/strong>, <strong>democrazia anche sui luoghi di lavoro<\/strong>, <strong>vaste riforme sociali<\/strong>, <strong>si pu\u00f2 dire che vi fosse un orientamento comune delle pi\u00f9 varie correnti<\/strong>, <strong>ed esso formava il contenuto di quella rivoluzione dal basso che era nell\u2019animo di tutti<\/strong> <\/em>&gt;&gt; (<strong>L. BASSO<\/strong>, <em>Il principe senza scettro<\/em>, Milano, 1958, Capitolo II, Lo spirito della Resistenza)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ho trovato, in altre letture in materia, parole che sapessero descrivere in modo cos\u00ec efficace il moto popolare che ci condusse alla Liberazione, poi all\u2019Assemblea Costituente ed, infine, a <strong>quell\u2019evento storico<\/strong>, <strong>di rilievo epocale per i suoi contenuti<\/strong> \u201c<strong>rivoluzionari<\/strong>\u201d (dato il programma di radicale cambiamento nelle strutture sociali in esso annunciato), rappresentato dalla <strong>Costituzione della Repubblica Italiana<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parole che, oltretutto, si rispecchiano nelle <strong>testimonianze lasciatemi dai miei famigliari<\/strong>. Penso allo smarrimento di mio padre, appena ventenne, arrestato, con l\u2019intera Compagnia di sua appartenenza, da due (solo due!) militari tedeschi nei giorni immediatamente successivi all\u2019 8 settembre. Penso alla sua dignit\u00e0, al suo senso di responsabilit\u00e0, al suo coraggio di rifiutare l\u2019opzione pi\u00f9 semplice (quella di aderire alla RSI e di collaborare con i nazisti), preferendo la deportazione nei campi di concentramento tedeschi, pur nella consapevolezza del rischio elevatissimo (insieme a lui furono deportati oltre 200 soldati italiani e ritornarono a casa solo in 13) che comportava la sua scelta. Penso al senso del dovere di mio suocero, salito, poco pi\u00f9 che ventenne, sulle colline dell\u2019Oltrep\u00f2 pavese per combattere, da partigiano, l\u2019invasore straniero. Penso al senso di responsabilit\u00e0 ed al coraggio dei suoi famigliari, dei suoi amici, di tutta la gente della sua terra: assicurarono rifugio, copertura ed assistenza ai nostri combattenti, esponendosi, non meno di questi ultimi, alle rappresaglie nazi-fasciste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti sentirono il dovere di impegnarsi e diedero il loro contributo in quelle settimane e nei mesi che seguirono, sino alla Liberazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo fecero <strong>con la dignit\u00e0 di un popolo che<\/strong>, <strong>nel suo momento peggiore<\/strong>, <strong>ritrovava unit\u00e0 e<\/strong> <strong>forza per<\/strong> <strong>riscattare<\/strong> <strong>il proprio<\/strong> <strong>onore<\/strong>, <strong>guadagnandosi<\/strong> <strong>il diritto di progettare un futuro di democrazia effettiva<\/strong>, <strong>di ricostruire il Paese<\/strong> <strong>trasformandolo in modo radicale rispetto al passato<\/strong>, <strong>secondo le istanze di libert\u00e0<\/strong>, <strong>sovranit\u00e0 popolare<\/strong>, <strong>uguaglianza sostanziale e giustizia sociale provenienti da una rinnovata e diffusa coscienza collettiva.<\/strong> Un compito preciso, ben chiaro e definito nel pensiero e nel progetto politico di <strong>tutti<\/strong> i resistenti, che veniva affidato, per la sua completa realizzazione, all\u2019Assemblea Costituente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa <strong>idea di<\/strong> <strong>una nuova Italia del domani come Stato sociale<\/strong> (e perci\u00f2 democratico), in netta contrapposizione allo Stato liberale prefascista, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">\u00e8<\/span><\/strong><span style=\"text-decoration: underline\"> <strong>il filo conduttore<\/strong> <strong>che lega lo spirito dei resistenti ai principi fondamentali della Costituzione del 1948<\/strong><\/span>, <strong>chiarendone il profondo significato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spirito di <strong>tutti<\/strong> i resistenti e di <strong>tutti<\/strong> i gruppi politici di allora. Sia della parte laica e socialista (tanto la pi\u00f9 radicale quanto la moderata), sia della militanza cattolica, che seppe dare, con i suoi uomini migliori, un contributo molto importante alla stesura della nostra Legge fondamentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 fondamentale capire, per comprendere a fondo la nostra Costituzione, che <strong><span style=\"text-decoration: underline\">il desiderio di rottura con il regime precedente<\/span><\/strong>, che <strong><span style=\"text-decoration: underline\">la spinta al rinnovamento democratico<\/span> <span style=\"text-decoration: underline\">furono avvertiti da tutti i partiti di massa<\/span>, <span style=\"text-decoration: underline\">non solo da quelli socialisti<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">a cominciare dalla Democrazia Cristiana<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gi\u00e0 in occasione del <strong><span style=\"text-decoration: underline\">primo ed ultimo congresso dei C.L.N. dell\u2019Alta Italia<\/span><\/strong>, tenuto a Milano nei giorni 31 agosto e 1 \u00b0 settembre 1945, appena quattro mesi dopo la Liberazione, si registrano, ad esempio, <strong>significative dichiarazioni da parte democristiana sulla Costituzione futura<\/strong>. Cos\u00ec ad esempio si espresse il relatore <strong><span style=\"text-decoration: underline\">BRUSASCA<\/span><\/strong>: &lt;&lt; <em>Ci avviciniamo alla Costituzione. Quali ne sono i fini? Troppi Italiani riducono il fine della Costituzione al problema istituzionale: \u00e8 un grave errore. Il problema istituzionale, infatti, \u00e8 soltanto uno dei problemi, e neppure il pi\u00f9 importante, perch\u00e9 la trasformazione dello Stato \u00e8 un mezzo al fine, di guisa che se noi limitassimo la nostra preparazione per la Costituente alla semplice trasformazione dello Stato da monarchia in repubblica, <strong>non realizzeremmo lo scopo fondamentale della Costituente stessa<\/strong>, <strong>che \u00e8 quello di dare un nuovo assetto sociale allo Stato italiano<\/strong>. Il popolo desidera il ripristino delle libert\u00e0 politiche, la libert\u00e0 di pensiero, la libert\u00e0 di associazione, la libert\u00e0 di stampa, tutte le libert\u00e0 tradizionali, ma sa che queste libert\u00e0 non sono pi\u00f9 sufficienti, perch\u00e9 <strong>se i lavoratori avessero la libert\u00e0 di pensare come vogliono<\/strong>, <strong>ma non avessero il pane e il lavoro<\/strong>, <strong>la Costituzione segnerebbe un grande fallimento<\/strong>. <strong>Se il popolo italiano non constatasse nelle disposizioni della Costituente che l\u2019Italia cammina per dare ai lavoratori la certezza dell\u2019avvenire<\/strong>, <strong>per realizzare il benessere gi\u00e0 raggiunto da altri popoli<\/strong>, <strong>noi avremmo fatto della Costituente una grande giostra politica che si convertirebbe in una beffa sociale<\/strong>. Noi dobbiamo perci\u00f2 ricordare e precisare che <strong>i fini della Costituente devono essere soprattutto sociali e ci\u00f2 per ottenere una vera pacificazione degli animi e per dare allo Stato di domani quella solidit\u00e0 politica senza della quale noi potremo contare ben poco tra le Nazioni Unite<\/strong>. Nella propaganda, nella esposizione dei fini della Costituente ricordiamoci, dunque, che la sua meta essenziale \u00e8 quella sociale [&#8230;]<\/em> &gt;&gt; (<em>1\u00b0 Congresso del C.L.N. dell\u2019Alta Italia &#8211; Unire per costruire<\/em>, 1945, 9-12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli atti della <strong><span style=\"text-decoration: underline\">XIX Settimana sociale dei cattolici d\u2019Italia<\/span><\/strong>, tenuta a Firenze nei giorni 22-28 ottobre 1945, si possono leggere relazioni del tutto sorprendenti per apertura e per audacia, come quelle di <strong><span style=\"text-decoration: underline\">LA PIRA<\/span><\/strong>, che afferma: &lt;&lt; <em>La crisi esiste. <strong>Quale tipo di Costituzione \u00e8 in crisi? La risposta di cattolici, socialisti e comunisti \u00e8 identica: \u00e8 in crisi lo Stato borghese capitalista<\/strong>: cio\u00e8 quel tipo di Stato che ha una Costituzione ispirata al principio della libert\u00e0 individuale quale fu elaborato dalla dottrina illuminista inglese e francese e quale fu trascritto nel Contratto sociale di Rousseau e nella Costituzione francese del 1791 ed in quelle analoghe che ne derivarono<\/em> &gt;&gt; (<em>Costituzione e Costituente &#8211; Atti della XIX Settimana sociale dei cattolici d\u2019Italia<\/em>, 1946, 289).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando poi, <strong>nell\u2019aprile 1946<\/strong>, alla vigilia delle elezioni per la Costituente, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">la Democrazia Cristiana tenne il suo primo congresso nazionale<\/span><\/strong>, <strong>approv\u00f2 <span style=\"text-decoration: underline\">la relazione GONELLA<\/span> e un progetto di Costituzione<\/strong> che vanno assolutamente ricordati, soprattutto oggi, con un esponente della vecchia D.C. appena eletto a Capo dello Stato (e, dunque, a supremo custode della Carta fondamentale). <strong>Come certamente sa il nostro nuovo Presidente<\/strong>, le affermazioni pi\u00f9 impegnative del relatore del suo <em>ex <\/em>partito riguardavano l\u2019azione sociale: &lt;&lt; <strong><em>La Costituzione deve essere un motore per riformare il sistema sociale che produce la disoccupazione<\/em><\/strong><em>. Deve essere un impegno ed una promessa di uscire dalla situazione contraddittoria di un\u2019Italia che ha bisogno di fare tutto mentre le braccia dei suoi figli sono costrette a restare inoperose. <strong>Il nostro laburismo cristiano dice che \u00e8 troppo poco affermare un astratto diritto al lavoro<\/strong>. <strong>Bisogna affermare il dovere della collettivit\u00e0 di porre in essere le possibilit\u00e0 di lavoro<\/strong>. La rivoluzione francese ha segnato la fine della civilt\u00e0 feudale e l\u2019inizio della civilt\u00e0 borghese. Ora questa \u00e8 moribonda, e <strong>incomincia la civilt\u00e0 del lavoro<\/strong>, <strong>della libera comunit\u00e0 operosa<\/strong>&#8230; Non basta affermare la libert\u00e0 politica<strong>: bisogna che il nostro sistema economico sia tale da creare le condizioni di possibilit\u00e0 di esercizio della libert\u00e0 politica<\/strong>. Il divorzio ottocentesco tra politica ed economia non regge pi\u00f9. <strong>Bisogna fare dei diritti politici delle leve per influire sul mondo economico<\/strong>, <strong>al fine di realizzare un\u2019economia secondo giustizia sociale<\/strong>. <strong>La libert\u00e0 politica deve essere quindi integrata dalla giustizia sociale la quale \u00e8 un aspetto della libert\u00e0<\/strong>: <strong>tende a rendere concreta e garantita la libert\u00e0 fissando i doveri sociali di fronte ai diritti individuali<\/strong>. [\u2026] <strong>Le Costituzioni liberali conobbero un solo tema<\/strong>: <strong>la libert\u00e0<\/strong>; <strong>mentre le Costituzioni nuove e democratiche devono conoscere un secondo tema: la giustizia sociale<\/strong>. Si \u00e8 osservato che non si tratta di qualche cosa di aggiuntivo, di un\u2019appendice pi\u00f9 o meno superflua, ma <strong>si tratta di qualche cosa che deve informare tutta la Costituzione<\/strong>. Quindi <strong>lo spirito della Costituzione<\/strong> non potr\u00e0 essere posto, come fu un tempo, nel formalismo giuridico, ma anche, come sar\u00e0 domani, <strong>nel progressismo sociale<\/strong>. Tutto ci\u00f2 \u00e8 reso inderogabile non solo dalle nostre aspirazioni verso un ordine sociale secondo giustizia, ma anche <strong>dalle necessit\u00e0 immediate di avere dei principi direttivi e propulsori delle urgenti opere di ricostruzione che devono essere subito orientate secondo le nuove esigenze della giustizia sociale<\/strong> in modo di porre le premesse concrete del nuovo sistema. <strong>Come \u00e8 possibile fissare i diritti dell\u2019uomo senza fissare i diritti del lavoro? Come \u00e8 possibile garantire le libert\u00e0 dell\u2019individuo senza garantire la libert\u00e0 di possedere? Lo Stato liberale aveva una funzione prevalentemente negativa<\/strong>, cio\u00e8 mirava a garantire delle zone franche di libert\u00e0 personali. <strong>Era lo Stato del lasciar fare al pi\u00f9 forte<\/strong>, <strong>e dell\u2019astenersi da ogni aiuto positivo a favore del pi\u00f9 debole<\/strong>. <strong>La nostra democrazia non accetta quel liberalismo che pu\u00f2 finire per far trionfare la legge della foresta<\/strong>. Non vi pu\u00f2 essere solidariet\u00e0 tra il lupo e l\u2019agnello, e bisogna cacciare il lupo se si vuole che l\u2019agnello finisca di belare eternamente al vento. La fraternit\u00e0 cristiana non pu\u00f2 convivere colla solidariet\u00e0 tra i lupi che conoscono solo la legge della foresta. Il primo dovere di quanti solidarizzano nello spirito della comunit\u00e0 cristiana \u00e8 quello di lavorare per bandire dal mondo la legge della foresta. <strong>L\u2019uguaglianza politica \u00e8 inoperosa e contraddittoria in un clima di egoistiche ed artificiose disuguaglianze economiche<\/strong>: <strong>\u00e8 un\u2019uguaglianza che pu\u00f2 finire semplicemente per legalizzare l\u2019ingiustizia<\/strong>. Per esempio: lo Stato liberale riconosce a tutti la libert\u00e0 di stampare giornali, ma il suo sistema economico non offre a tutti la possibilit\u00e0 di avere i mezzi per stamparli. E allora, a che cosa si riduce la libert\u00e0 di stampa? [&#8230;] <strong>Ciascuno deve lavorare secondo le proprie attitudini e deve essere ricompensato non solo secondo il suo lavoro<\/strong>, <strong>ma anche secondo i bisogni di sostentamento della famiglia<\/strong>. Affermiamo quindi la necessit\u00e0 del salario familiare, cio\u00e8 del <strong>salario commisurato non solo al prodotto del lavoro ma anche alle necessit\u00e0 della famiglia<\/strong>, del salario integrato da veramente <strong>sensibili assegni familiari<\/strong>. Ma questa \u00e8 una tappa: <strong>la meta ultima a cui miriamo \u00e8 l\u2019emancipazione del lavoro e quindi l\u2019eliminazione del salario e della conseguente servit\u00f9 del proletariato<\/strong>, <strong>favorendo l\u2019accesso del lavoro alla propriet\u00e0 e rendendo possibile una progressiva democratizzazione della ricchezza<\/strong>. Per questo devono essere promosse forme concrete di partecipazione degli operai all\u2019amministrazione, alla gestione ed ai benefici dell\u2019impresa, e devono essere rese efficienti tutte le forme assistenziali e previdenziali [&#8230;] vogliamo eliminare le formazioni monopolistiche e parassitarie, i protezionismi ed i vincolismi a favore dei privilegiati avvicinando il capitale al lavoro e tendendo a farli coincidere [&#8230;] Vogliamo una radicale riforma agraria che immetta i lavoratori della terra nel possesso e nel godimento diretto della terra. Noi partiamo dal principio: <\/em>non pi\u00f9 collezionisti di terre<em>, e vogliamo che la propriet\u00e0 della terra non possa superare un certo limite equo [&#8230;]. <strong>Partendo da queste premesse dobbiamo fissare il nostro programma per l\u2019attuazione della giustizia sociale<\/strong>, <strong>avvertendo quanti fuori<\/strong>, <strong>e forse dentro il partito<\/strong>, <strong>si illudono di conservare le loro situazioni di privilegio<\/strong>, <strong>che la Democrazia cristiana considera come <\/strong><\/em><strong><span style=\"text-decoration: underline\">rigorosamente impegnativo<\/span><em> il suo radicale programma di riforme economiche<\/em><\/strong> &gt;&gt;. Il resoconto stenografico dell\u2019intervento registra a questo punto: &lt;&lt; <strong><em>L\u2019Assemblea sorge in piedi e prorompe in vibranti acclamazioni che durano alcuni minuti. Si chiede a gran voce che l\u2019oratore ripeta questo monito<\/em> <\/strong>&gt;&gt; (<strong>GONELLA<\/strong>, <em>Il programma della Democrazia Cristiana per la nuova Costituzione<\/em>, 1946, 41, 42, 48, 49, 50, 51).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">questo \u00e8 lo spirito della Resistenza<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Questo \u00e8 il mandato che i resistenti affidarono alla Costituente italiana<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">E questo \u00e8 lo spirito della Costituzione della Repubblica Italiana<\/span><\/strong>, <strong>l\u2019ideologia accolta<\/strong>, <strong>in modo irreversibile<\/strong>, <strong>dalla nostra Carta fondamentale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Chi giura fedelt\u00e0 ad essa<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">giura fedelt\u00e0 allo spirito della Resistenza<\/span><\/strong>, cio\u00e8 <strong><span style=\"text-decoration: underline\">ad un\u2019ideologia nettamente contrapposta a quella neoliberista rivitalizzatasi nel diritto e nelle politiche della UE<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi non avversa queste ultime, quando giura fedelt\u00e0 alla nostra Costituzione nello stesso istante la tradisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vedremo nel prossimo futuro <strong>come si comporter\u00e0 il nuovo Presidente<\/strong>, <strong>che ha ben chiari questi concetti e che sa perfettamente<\/strong> come l\u2019obiettivo della \u201c<em>stabilit\u00e0 dei prezzi<\/em>\u201d, la concorrenza in un mercato \u201c<em>fortemente competitivo<\/em>\u201d, l\u2019indipendenza della banca centrale, la perdita della sovranit\u00e0 monetaria e fiscale dello Stato, la libera circolazione dei capitali, la moneta unica, siano <strong>inconciliabili<\/strong> con \u201c<strong><em>il dovere della collettivit\u00e0 di porre in essere le possibilit\u00e0 di lavoro<\/em><\/strong>\u201d, <strong>con un\u2019azione politica della Repubblica<\/strong> (lo Stato-apparato) <strong>finalizzata all\u2019<\/strong> \u201c<strong><em>attuazione della giustizia sociale<\/em><\/strong>\u201d, con \u201c<em><strong>l\u2019emancipazione del lavoro<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019attesa (temo vana), sappiamo per\u00f2 come<strong> noi<\/strong> dovremo comportarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La situazione di oggi ha forti similitudini con quella originatasi dopo l\u2019 8 settembre del 1943<\/strong>: oggi come allora vi \u00e8 una netta frattura tra il paese reale e le istituzioni politiche, tra la classe dirigente ed il popolo. Allora l\u2019oligarchia liberale, espressione delle <em>elites<\/em> capitalistiche e finanziarie dominanti, era connivente con il regime fascista. Oggi quelle stesse <em>elites<\/em>, riorganizzatesi a livello internazionale, perseguono i loro egoistici interessi avvalendosi, in Europa, del regime iperliberista e plutocratico della UE. Oggi come allora il popolo italiano subisce, rimanendo inerte, soffocato e spento \u201c<em>nel conformismo, nell\u2019indifferentismo o nell\u2019ipocrisia<\/em>\u201d. Oggi come allora un invasore straniero (sempre quello, almeno per una consistente parte, seppur non esclusiva) si sta impossessando del patrimonio italiano. Non \u00e8 fisicamente nelle nostre case, come lo era allora, ma vi sta entrando con una diversa forma di violenza: quella di una crisi economica appositamente indotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Abbiamo un solo compito<\/strong>, <strong>lo stesso di cui si fecero carico i resistenti<\/strong>: <strong>riscattare la dignit\u00e0 del nostro popolo, ritrovando nella nostra coscienza quel senso di responsabilit\u00e0 in cui si riassume lo spirito della Resistenza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Solo cos\u00ec ci libereremo<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gtAgwJkEXm4\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gtAgwJkEXm4<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mario Giambelli (ARS Lombardia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senza conoscere i sentimenti, i desideri ed il pensiero dei protagonisti della Resistenza italiana non possiamo comprendere a fondo l\u2019ideologia accolta dalla nostra Costituzione. La Resistenza italiana, pur essendo accomunata a quelle degli altri Paesi europei dal netto rifiuto dei regimi nazi-fascisti esistenti, fu infatti caratterizzata da un peculiare desiderio di profondo rinnovamento rispetto al modello liberale che aveva dominato l\u2019Italia prefascista e dal preciso obiettivo, la cui realizzazione venne poi affidata all\u2019Assemblea Costituente, di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,13],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-3nw","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12990"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12990"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12990\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}