{"id":13032,"date":"2015-02-11T16:44:16","date_gmt":"2015-02-11T16:44:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13032"},"modified":"2015-02-11T16:44:16","modified_gmt":"2015-02-11T16:44:16","slug":"viva-leconomia-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13032","title":{"rendered":"Viva l&#039;economia digitale!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/amazon.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-13033 alignleft\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/amazon-300x189.jpg\" alt=\"amazon\" width=\"300\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/amazon-300x189.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/amazon.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Voglio condividere qui con voi la lettura di un libretto interessante di Jean-Baptiste Malet: En Amazonie. Il giornalista francese voleva fare un\u2019inchiesta su Amazon in Francia e, vista l\u2019assoluta reticenza nel fornire informazioni sulle condizioni di lavoro all\u2019interno dei magazzini da parte della multinazionale, si \u00e8 finto un operaio e si \u00e8 infiltrato nello stabilimento per qualche settimana. Il libro racconta appunto il suo lavoro per Amazon. A noi invece offre spunti per cercare di capire dove ci porteranno le nuove tecnologie e le loro dinamiche lavorative nel prossimo futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Amazon, ditta di vendita on-line del magnate statunitense Jeff Bezos, vanta pi\u00f9 di 80 miliardi di dollari di fatturato annuo e qualcosa come 80.000 operai nel mondo (senza ovviamente contare i lavoratori interinali, di cui fa largo uso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui parleremo della condizione in Francia, ma facendo ricerche su internet si pu\u00f2 vedere come la situazione sia la stessa almeno in Inghilterra e Germania. In Italia esiste per ora solo un magazzino Amazon di 70.000 metri quadrati (9 campi di calcio), a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. Presto ne dovrebbe aprire uno nei dintorni di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come dice Malet, <em>lo stabilimento non produce merci ma letteralmente pacchi<\/em>. Nel magazzino arrivano i prodotti di tutti i rivenditori presenti nel catalogo on-line e gli operai, divisi per specifiche mansioni, devono stoccarli, identificarli, prelevarli, impacchettarli e spedirli. Tutto a ritmi vertiginosi. Questo per assicurare al cliente l\u2019eccellenza: infatti il solo sito francese di Amazon vende qualcosa come 300 articoli al secondo e pi\u00f9 dell\u20198% di tutti i libri venduti nel Paese. Nonostante sia pesantemente sovvenzionata dallo Stato francese per la creazione di posti di lavoro (5500 Euro per ogni posto di lavoro), Amazon non paga nessuna tassa perch\u00e9 ha la sede (e il denaro) in Lussemburgo. Il suo volume di affari cresce del 40% annuo, una crescita inarrestabile e spaventosa se si pensa che il commercio on-line \u00e8 praticato ancora da una fetta esigua della popolazione. Potrebbe essere una cosa positiva in un momento di forte disoccupazione, ma quando si entra nel merito della questione si scopre che per ogni posto di lavoro creato, Amazon ne distrugge 18 dell\u2019economia locale, ad oggi soprattutto librerie di piccole e medie dimensioni. Gli economisti chiamano questo fenomeno del capitalismo moderno distruzione creatrice, proprio perch\u00e9 si distrugge un intero settore produttivo e lo sostituisce con un altro digitale a minori tutele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Passiamo ora ad analizzare le condizioni di lavoro nello stabilimento francese: a Mont\u00e9limar lavorano 350 dipendenti a tempo indeterminato a cui si aggiungono 1200 lavoratori interinali nel periodo di Natale. Le assunzioni passano quasi tutte attraverso l\u2019Adecco, leader mondiale delle risorse umane che gestisce 100.000 lavoratori interinali nella sola Francia. Se si passano tre test, si \u00e8 dentro. Il contratto viene rinnovato ogni settimana, in base alla crescita della produttivit\u00e0 individuale, che viene controllata da un sofisticato software collegato ad un braccialetto wi-fi che indossa ogni operaio, in modo da controllare continuamente tutti i movimenti all\u2019interno del magazzino. La paga \u00e8 di 9,725 Euro l\u2019ora. Ci sono 3 turni lavorativi, mattino, pomeriggio e notte. Il turno di notte prevede 8 ore di lavoro per 5 giorni di seguito senza turnazione alternata. All\u2019entrata e all\u2019uscita dalla zona lavoro, anche durante le pause, si \u00e8 sempre controllati dalla sicurezza per evitare furti. Ad un magazziniere viene richiesto di occuparsi di 100 articoli all\u2019ora. Per reggere il ritmo dovr\u00e0 camminare a velocit\u00e0 sostenuta per tutte le 8 ore percorrendo pi\u00f9 di 20 chilometri al giorno. Il computer centrale conosce l\u2019esatta posizione dell\u2019operaio nel magazzino e gli comunica in tempo reale che articolo deve prendere dagli scaffali. Tra un articolo e l\u2019altro devono passare poche decine di secondi. Ogni lavoratore prima di iniziare firma un accordo di riservatezza che prevede sanzioni in caso di qualsiasi fuga di notizie da Amazon; \u00e8 vietato parlarne anche ai familiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo tipo di lavoro, oltre a essere usurante, cambia anche la socialit\u00e0 dell\u2019operaio. Infatti, all\u2019interno del sito \u00e8 praticamente impossibile che si creino legami tra le persone, visto il ritmo forsennato di lavoro e questo inibisce qualsiasi politica dal basso. Anche per questo l\u2019azienda \u00e8 da sempre ostile ai sindacati. Si \u00e8 incitati a denunciare i propri colleghi non produttivi. Malet parla di un vero e proprio patriottismo amazzoniano!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La fatica colpisce l\u2019umore, la sensibilit\u00e0 e l\u2019emotivit\u00e0. Fuori dall\u2019orario di lavoro non si fa altro che dormire e si \u00e8 esauriti. Diventa difficile avere una vita sociale, Amazon diventa un villaggio che rimodella i rapporti sociali dei dipendenti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Uomini e donne che camminano meglio dei robot e sono pi\u00f9 produttivi, si possono rimpiazzare facilmente quando sono esauriti andando ad attingere alla riserva dei disoccupati. <\/em>( al contrario di qualche sedicente grillino che afferma che il lavoro \u00e8 finito perch\u00e9 fanno tutto le macchine\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto \u00e8 in vendita su Amazon. Anche il suo contrario. (Anche il libro di Malet!). L\u2019unica cosa che conta \u00e8 il profitto per questa azienda multinazionale che rappresenta un vero stato all\u2019interno degli Stati nazionali. Dove le leggi sul lavoro non si applicano e non vengono rispettate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la cosa peggiore \u00e8 che questo modello di efficienza aziendale si sta diffondendo rapidamente nel mondo. Stiamo andando verso un nuovo tipo di schiavit\u00f9 e purtroppo non ce ne rendiamo conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">WORK HARD<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">HAVE FUN<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">MAKE HISTORY<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">(slogan aziendale)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Davide Visigalli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">ARS-Liguria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PS: questo <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/dirittilavoratoriamazon\">link<\/a> porta alla pagina Fb dei lavoratori di Amazon italiani. Per approfondire\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Voglio condividere qui con voi la lettura di un libretto interessante di Jean-Baptiste Malet: En Amazonie. Il giornalista francese voleva fare un\u2019inchiesta su Amazon in Francia e, vista l\u2019assoluta reticenza nel fornire informazioni sulle condizioni di lavoro all\u2019interno dei magazzini da parte della multinazionale, si \u00e8 finto un operaio e si \u00e8 infiltrato nello stabilimento per qualche settimana. Il libro racconta appunto il suo lavoro per Amazon. 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