{"id":13040,"date":"2015-02-12T00:05:19","date_gmt":"2015-02-12T00:05:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13040"},"modified":"2015-02-12T00:05:19","modified_gmt":"2015-02-12T00:05:19","slug":"scuola-dalla-riforma-gentile-alla-rottamazione-di-renzi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13040","title":{"rendered":"Scuola: dalla riforma Gentile alla rottamazione di Renzi."},"content":{"rendered":"<p>La raccomandazione del 2 giugno scorso del Consiglio dell\u2019Unione Europea sul programma nazionale di riforma 2014 dell\u2019Italia al punto 14 recita: <em>\u201cL&#8217;insegnamento \u00e8 una professione caratterizzata da un percorso di carriera unico e attualmente da prospettive limitate di sviluppo professionale. La diversificazione della carriera dei docenti, la cui progressione deve essere meglio correlata al merito e alle competenze, associata ad una valutazione generalizzata del sistema educativo, potrebbero tradursi in migliori risultati della scuola. Per assicurare una transizione agevole dalla scuola al mercato del lavoro, sembrano cruciali, nel ciclo di istruzione secondaria superiore e terziaria, il rafforzamento e l&#8217;ampliamento della formazione pratica, aumentando l&#8217;apprendimento basato sul lavoro e l&#8217;istruzione e la formazione professionale\u201d.<\/em><br \/>\nIl Governo Renzi, sbandierando la sempre pi\u00f9 insopportabile nenia del \u201cce lo chiede l\u2019Europa\u201d, si appresta ad inoculare anche nell\u2019organizzazione scolastica meccanismi mutuati dall\u2019azienda privata con gli studenti che assurgono al rango di \u201cstakeholder\u201d.<br \/>\nQuello che pi\u00f9 lascia perplessi del pacchetto di riforme previsto \u00e8, infatti, tra l\u2019altro, l\u2019introduzione delle pagelle per Professori e Presidi.<br \/>\nL\u2019amministrazione Renzi, con in testa il Ministro Stefania Giannini, sembra essere convinta che il merito degli insegnanti possa essere determinato dal giudizio degli studenti.<!--more--><br \/>\nContro ogni logica formativa la meritocrazia del discente cede il passo alla meritocrazia del docente nel momento in cui chi dovrebbe essere destinatario dei giudizi diviene a sua volta soggetto giudicante<br \/>\nSi ribalta l\u2019obiettivo stesso della scuola che dovrebbe essere (come \u00e8 sempre stato) quello di formare, anche con l\u2019ausilio dello storico strumento di valutazione (il voto), le future generazioni, non gi\u00e0 gli insegnati, la cui selezione \u00e8 gi\u00e0 avvenuta a monte.<br \/>\nL\u2019apodittica conseguenza \u00e8 che l\u2019 \u201cotto politico\u201d diventi una preoccupante realt\u00e0.<br \/>\nTale riforma si inquadra nel contesto economico, fortemente voluto dall\u2019UE, caratterizzato da ampia domanda di lavoro rispetto all\u2019offerta e quindi bassi salari ed agevole intercambiabilit\u00e0 e rinnovabilit\u00e0 della forza lavoro (resa possibile dalla facilit\u00e0 di licenziamento prevista nel jobs act).<br \/>\nSecondo la visione europeista la scuola dovrebbe immettere nel mercato un prodotto omogeneo: una manovalanza acefala in luogo di esseri umani pensanti con buona cultura, ottima capacit\u00e0 di analisi e spiccato spirito critico.<br \/>\n<strong>La nostra Costituzione all\u2019art. 3 proclamava \u201cuguaglianza\u201d, l\u2019Europa ci chiede \u201cuniformit\u00e0\u201d.<\/strong><br \/>\nI giovani italiani verrebbero cos\u00ec privati anche della loro prerogativa pi\u00f9 accattivante per distinguersi nel Mondo: un\u2019istruzione d\u2019eccellenza.<br \/>\nSe, infatti, i giovani connazionali, che in Italia non riescono a trovare lavoro, sono cos\u00ec apprezzati all\u2019estero \u00e8 probabilmente merito anche del nostro sistema scolastico che ha mantenuto fino ai nostri giorni (per ben 90 anni!) quell\u2019impianto educativo voluto nel 1923 da Giovanni Gentile e che la successiva modifica, ad opera della legge n.1859 del 31 dicembre 1962, non ha minimamente intaccato nella sostanza.<br \/>\nLa riforma Gentile consacra l\u2019educazione tra i servizi e le attivit\u00e0 strategiche dello Stato, il cui fine ultimo deve essere la formazione della futura classe dirigente nonch\u00e9 la sedimentazione nell\u2019intera comunit\u00e0 di quella coscienza collettiva \u201cnazional-popolare\u201d (direbbe Gramsci) indispensabile per lo sviluppo di ogni polis, come evidenziavano gi\u00e0 Platone ed Aristotele. La scuola deve essere pubblica e la disciplina della materia riservata esclusivamente allo Stato. Gentile prevede, pertanto, un\u2019istruzione severa ed introduce l\u2019esame di stato al termine di ogni ciclo di studi. Nella scuola gentiliana l\u2019abilitazione all\u2019insegnamento risente di un impostazione pedagogica morale ed etica di fondo che mira a formare, prima che insegnanti, &#8220;persone moralmente degne di esserlo&#8221;, degli \u201cEletti\u201d.<br \/>\nI docenti devono essere sceltissimi perch\u00e9 sono soltanto loro che valutano i discenti e non il contrario! Ecco quindi che l\u2019insegnamento, prima ancora che una professione, diviene una missione intrisa di responsabilit\u00e0.<br \/>\nTra le linee caratterizzanti della Riforma giova ricordare pure: l\u2019estensione della scuola dell\u2019obbligo fino a 14 anni per combattere l\u2019analfabetismo, la distinzione della scuola superiore in licei e istituti professionali, l\u2019istituzione del liceo scientifico, l\u2019espunzione dalle materie di studio della psicologia, della didattica e di ogni attivit\u00e0 di tirocinio (oggi l\u2019Europa ci chiede, al contrario, il \u201crafforzamento e l&#8217;ampliamento della formazione pratica\u201d), la subordinazione delle materie scientifiche a quelle umanistiche indispensabile per l\u2019interiorizzazione nell\u2019intera comunit\u00e0 di quel senso di appartenenza che lega un popolo al proprio territorio, alle proprie tradizioni e alle proprie origini; insomma quel sano \u201camor patrio\u201d che oggi l\u2019Europa vorrebbe annientare.<br \/>\nGiovanni Gentile, il grande filosofo dell\u2019attualismo, non viene mai ricordato abbastanza o troppo semplicisticamente liquidato con l\u2019etichetta di \u201cfascista\u201d. \u201cGentile \u00e8 fascista, Marx \u00e8 comunista, Heidegger \u00e8 nazista\u2026\u201d cos\u00ec si evita lo sgradevole e defatigante sforzo intellettivo di dover fare i conti con il loro pensiero. La pericolosissima semplificazione perpetrata attraverso l&#8217;abuso delle etichette induce l&#8217;omologazione ed agevola la &#8220;reductio ad unum&#8221; del pensiero.<br \/>\nChi \u00e8 consapevole di quanto sta accadendo ha l\u2019obbligo morale non solo di divulgare, ma, soprattutto, di ritrovare il proprio ruolo attivo e partecipativo nell\u2019ambito della vita politica del Paese nel disperato tentativo di correggerne l\u2019indirizzo.<br \/>\nNon pu\u00f2 egoisticamente \u201ctrincerarsi\u201d nel proprio sapere e, con il pretesto scaturente dalla consapevolezza dell\u2019impossibilit\u00e0 di incidere minimamente sulla realt\u00e0, rassegnarsi, isolandosi sfiduciato in mondo onirico che lo conduca fatalmente al \u201cqualunquismo\u201d, all\u2019abulia e all\u2019inerzia politica.<br \/>\nIl 28 settembre del 1922, in una lettera indirizzata a Piero Gobetti e pubblicata sulla rivista \u201cRivoluzione liberale\u201d, uno sconfortato Prezzolini invitava gli intellettuali a lui coevi a manifestare il proprio sprezzo e disinteresse politico attraverso l\u2019iscrizione ad un\u2019immaginaria \u201csociet\u00e0 degli apoti.\u201d.<br \/>\nAl contrario se ognuno di noi desse, secondo le proprie capacit\u00e0, il proprio piccolo contributo per cercare, indipendentemente dall\u2019esito che ne dovesse conseguire, di lasciare ai posteri un mondo anche soltanto leggermente migliore rispetto a quello che ha trovato, non avr\u00e0 vissuto invano.<br \/>\nA.R.<br \/>\n\u201cOgni uomo \u00e8 uomo filosofando, ossia riconoscendo un oggetto che \u00e8 un mondo, la realt\u00e0, la legge, e non dimenticando che niente lo assolve dal debito di esserci anche lui in questo mondo: esserci seriamente, lavorando, dimostrando di concorrere alla realt\u00e0, conoscendo la realt\u00e0 e adempiendo la legge: egli, libera potenza, la quale non pu\u00f2 mai spogliarsi della propria responsabilit\u00e0; e deve perci\u00f2 mettere in valore tutta la propria capacit\u00e0, e pensare, pensare, lavorare: centro, e centro attivo del proprio mondo. Questa filosofia non gli permette n\u00e9 di chiudersi astrattamente ed egoisticamente in se stesso, n\u00e9 di abbandonarsi e negarsi in una immaginaria realt\u00e0: essa per\u00f2 non \u00e8 mai niente di bello e fatto: \u00e8 il suo stesso spirito, \u00e8 lui stesso, che per vivere deve svolgersi, deve costituirsi. Quindi la sua filosofia non pu\u00f2 essere che il suo ideale, sempre in via di attuarsi, mai compiuto\u201d. (G. Gentile, La riforma dell\u2019educazione).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/gentile-giannini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13038\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/gentile-giannini-300x179.jpg\" alt=\"gentile-giannini\" width=\"300\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/gentile-giannini-300x179.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/gentile-giannini-768x459.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/gentile-giannini-1024x612.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/gentile-giannini.jpg 1347w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La raccomandazione del 2 giugno scorso del Consiglio dell\u2019Unione Europea sul programma nazionale di riforma 2014 dell\u2019Italia al punto 14 recita: \u201cL&#8217;insegnamento \u00e8 una professione caratterizzata da un percorso di carriera unico e attualmente da prospettive limitate di sviluppo professionale. 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