{"id":131,"date":"2009-07-09T07:45:21","date_gmt":"2009-07-09T05:45:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=131"},"modified":"2009-07-09T07:45:21","modified_gmt":"2009-07-09T05:45:21","slug":"la-spagna-abolisce-la-pubblicita-sui-canali-televisivi-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=131","title":{"rendered":"La Spagna abolisce la pubblicit\u00e0 sui canali televisivi pubblici"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Tonino Fabbri<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">La decisione del governo spagnolo di eliminare la pubblicit&agrave; dalle reti televisive pubbliche, annunciata nell&#39;aprile del 2009, &egrave; apparsa come un&rsquo;imitazione rispetto alle iniziative del presidente francese Sarkozy. In realt&agrave; l&#39;iniziativa francese &egrave; arrivata a offrire al governo Zapatero un&#39;apparente soluzione a un conflitto in corso da anni tra la televisione pubblica spagnola e le televisioni private, in una situazione nella quale l&#39;offerta televisiva si sta arricchendo con l&#39;avvento della televisione digitale (tema significativo che in questo intervento trascuro).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">In Spagna il panorama televisivo presenta le seguenti tv generaliste nazionali: tve1 (che ha preso il nome di La 1 o La primera); tve2 nota da tempo come La 2; Cuatro; Telecinco; La sexta; Antena 3. Alle tv generaliste nazionali si aggiungono dodici tv autonomiste (cio&egrave; tv regionali); a queste tv si aggiugono poi quelle digitali, tra le quali si trovano anche le precedenti tv in versione digitale.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Delle tv generaliste tve1 e tve2 sono i canali pubblici (<em>Televisi&ograve;n Espa&ntilde;ola<\/em>) compresi nella fondazione statale <em>Radiotelevisi&oacute;n Espa&ntilde;ola<\/em> Rtve (la fondazione &egrave; una conseguenza della riforma dell&#39;ente televisivo pubblico messa in atto da Zapatero) finanziata attualmente per il 50% da fondi pubblici; per il 40% dalla vendita di spazi pubblicitari e per il rimanente dalla vendita di programmi televisivi. In Spagna il canone televisivo &egrave; stato abolito poco dopo l&#39;introduzione della televisione pubblica (1956), per l&#39;incapacit&agrave; di contrastare l&#39;evasione.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Il mercato pubblicitario spagnolo nel 2008 &egrave; stato di 2590 mln di euro e su questo mercato da anni si combatte una battaglia che contrappone principalmente le televisioni pubbliche e quelle private.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Le televisioni private, unite in una &ldquo;Unione delle televisioni commerciali associate&rdquo; spagnole (Uteca: <em>Uni&oacute;n de Televisiones Comerciales Asociadas<\/em>) gi&agrave; da alcuni anni fanno pressione sul governo per aumentare i tempi delle inserzioni pubblicitarie nei canali privati e ridurre i tempi delle inserzioni nelle tv pubbliche. Nel 2006 il problema era di assorbire una domanda crescente di pubblicit&agrave; la quale si voleva preferibilmente diffusa sui canali commerciali privati a scapito dei canali pubblici. Per favorire il canale privato, l&#39;Uteca aveva proposto di ridurre la pubblicit&agrave; sulle reti della televisione pubblica da 12 minuti per ora a 9 minuti per ora, lasciando ovviamente invariati i tempi delle televisioni privati.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Come lobby l&#39;Uteca ha condotto una continua pressione contro le tv pubbliche accusandole, per esempio, di sforare i limiti di inserzioni pubblicitarie, o accusando il governo di aver messo in atto una riforma televisiva che avrebbe avuto un costo pubblico di 800 milioni di euro all&#39;anno per il finanziamento della riforma dal 2007 al 2015 (nel 2007 la tv pubblica avrebbe perso 946 mln di euro secondo l&#39;Uteca) (http:\/\/www.gaceta.es\/06-11-2008+gobierno_se_compromete_tv_privadas_eliminar_publicidad_tve,noticia_1img,28,28,37394).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Nel 2008 l&#39;Uteca ha proposto l&#39;introduzione di un canone per finanziare la televisione pubblica, togliendole la pubblicit&agrave;, ma la proposta &egrave; stata respinta perch&eacute; si &egrave; invocata la mancanza di una &ldquo;cultura&rdquo; del canone in Spagna (ricordo che il canone &egrave; stato abolito per l&#39;incapacit&agrave; di contrastare l&#39;evasione).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Nel giugno del 2008 Teresa Fern&aacute;ndez de la Vega, vicepresidente del consiglio del governo spagnolo, ha annunciato la riduzione della pubblicit&agrave; sulle televisioni pubbliche in modo graduale: da 12 minuti per ora a 11 minuti per ora nel 2008; una ulteriore riduzione di un minuto nel&nbsp;2009 fino a 9 minuti per ora nel 2010. Subito la Uteca ha sostenuto che la pubblicit&agrave; avrebbe dovuto essere ridotta a 7 minuti sulle televisioni pubbliche (http:\/\/www.elmundo.es\/elmundo\/2008\/06\/17\/comunicacion\/1213695995.html). <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Nel mezzo della guerriglia mediatica tra l&#39;Uteca e il Governo spagnolo, alla fine del 2008, arriva la crisi globale i cui effetti sono stati notevoli sulla comunicazione pubblicitaria spagnola. Il dato della contrazione della pubblicit&agrave; in Spagna pu&ograve; essere sintetizzato in alcuni numeri: la diminuzione degli spot trasmessi dalle sei televisioni generaliste (comprese quindi le due pubbliche, tve1, o La 1 e La 2, o tve2) &egrave; stata del 9%, con una perdita di 350 mln di euro di entrate rispetto al 2007 (http:\/\/www.europapress.net\/default.aspx?opcion=teletipo&amp;fechor=20090530124503). A febbraio 2009 inoltre &egrave; stata diffusa una stima della contrazione delle entrate delle televisioni generaliste per gli spot trasmessi di 1600 mln di euro nell&#39;anno in corso (<span style=\"text-decoration: underline\"><span style=\"color: rgb(0,0,128)\">http:\/\/www.elmundo.es\/accesible\/elmundo\/2009\/02\/09\/comunicacion\/1234202590.html)<\/span><\/span>; in questo quadro catastrofico per le televisioni spagnole solo i nuovi media dovrebbero crescere quanto a inserzioni pubblicitarie.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Il 14 aprile 2009 &egrave; il giorno in cui Jos&eacute; Luis Rodr&iacute;guez Zapatero, presidente del governo iberico ha annunciato durante la riunione del gruppo socialista in seno al Congresso che sar&agrave; avviata una &quot;drastica riduzione della pubblicit&agrave; sulla televisione pubblica&quot;(<em>dr&aacute;stica reducci&oacute;n de la publicidad en la televisi&oacute;n p&uacute;blica<\/em>) (http:\/\/www.elmundo.es\/elmundo\/2009\/04\/14\/comunicacion\/1239703667.html).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">La misura &egrave; stata annunciata per favorire la soluzione della crisi nel settore audiovisivo, duramente colpita dalla crisi, soddisfacendo le richieste dell&#39;Uteca completamente.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Il cinque maggio scorso il governo ha annunciato di lavorare alla nuova legge sul finanziamento della televisione pubblica, la Rtve, che da settembre 2009 sospender&agrave; la pubblicit&agrave; sulle televisioni pubbliche e limiter&agrave; l&#39;acquisizione di programmi quali i film e i diritti sportivi (<span style=\"text-decoration: underline\"><span style=\"color: rgb(0,0,128)\">http:\/\/www.elpais.com\/articulo\/sociedad\/ley\/financiacion\/TVE\/limitara\/acceso\/contenidos\/deporte\/cine\/elpepisoc\/20090505elpepisoc_12\/Tes<\/span><\/span>). Per gli eventi sportivi in particolare il limite dell&#39;acquisizione &egrave; indicato nel 10% del bilancio. Per la trasmissione di film americani questa dovrebbe essere ridotta a 80 al massimo per anno su tutti i canali pubblici. Sono inoltre annunciate riduzioni per la tv destinata ai ragazzi (un mercato appetibile dai privati).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">La tv pubblica avr&agrave; un bilancio di 1200 milioni di euro dei quali 550 erogati dallo Stato per i servizi pubblici forniti dalla televisione; il rimanente finanziamento proverr&agrave; da una tassa sulle tv private pari al 3% del reddito annuale alla quale si aggiunge un&#39;altra tassa sul reddito, pari allo 0,9%, ai fornitori dei servizi telefonici (gli operatori in Spagna sono Telef&oacute;nica, Orange, Vodafone e Ono).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Altre fonti di finanziamento per la Rtve saranno una parte delle concessioni per l&#39;utilizzo dell&#39;etere da parte degli enti privati e la vendita di programmi della Tve. Le televisioni private grazie alla fine della pubblicit&agrave; sulle reti pubbliche dovrebbero assorbire circa 520 milioni di euro.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">L&#39;accelerazione del governo spagnolo sulla pubblicit&agrave; nei canali televisivi di stato ha sollevato delle reazioni immediate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Il GroupM, che &egrave; costituito da quattro grandi agenzie di media in Spagna (Maxus, Mediacom, Mediaedge e Mindshare) ha subito denunciato quella che ritengono una fretta eccessiva del governo. A loro dire l&#39;iniziativa di togliere la pubblicit&agrave; dalle televisioni pubbliche avrebbe effetti deleteri sulle agenzie pubblicitarie e sugli inserzionisti. Il GroupM ha compiuto uno studio i cui risultati sono stati presentati il 15 giugno 2009 (sostenuti da un numero notevole di associazioni di imprese del settore pubblicitarie). La presentazione &egrave; diffusa su youtube come &ldquo;<em>Manifiesto<\/em>&rdquo; dal titolo &ldquo;<em>Sin Publicidad en TVE perdemos todos<\/em>&rdquo; (<span style=\"text-decoration: underline\"><span style=\"color: rgb(0,0,128)\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=LD7PLuVMaqs<\/span><\/span>). Si tratta di un attacco contro l&#39;iniziativa di legge del governo per il finanziamento della televisione pubblica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Proviamo a illustrare le loro argomentazioni. La pubblicit&agrave; trasmessa dalle reti pubbliche spagnole assorbe circa un quarto del mercato. La legge spagnola limita a 12 minuti per ora le trasmissioni pubblicitarie. Secondo i pubblicitari l&#39;eliminazione della pubblicit&agrave; dalle reti pubbliche da settembre implicherebbe la riduzione del numero degli spot trasmissibili ogni giorno, poich&eacute; le televisioni private non potrebbero assorbire completamente gli spot non trasmessi dalle televisioni pubbliche. La domanda di trasmissione di spot quindi eccederebbe l&#39;offerta di spazi pubblicitari; questo avrebbe diverse conseguenze, tutte gravi: la prima sarebbe una contrazione del mercato legato alla creazione degli spot, per cui le 4637 imprese pubblicitarie spagnole andrebbero in crisi con una perdita stimata in 18000 posti di lavoro. A ci&ograve; si aggiungerebbe la perdita di capacit&agrave; generale delle imprese di comunicare ai consumatori le loro proposte commerciali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Inoltre dei 520 milioni di euro liberati dall&rsquo;eliminazione della pubblicit&agrave; sulle reti pubbliche solo 100-120 milioni sarebbero assorbiti dalle televisioni private; altri 120-140 mln di euro sarebbero assorbiti dagli altri media (radio e internet). Una parte consistente (stimata tra 100 e 260 milioni di euro) scomparirebbe, favorendo una crescita dei prezzi degli spazi pubblicitari che potrebbe raggiungere tra gli 80 e i 160 mln di euro di valore monetario (<span style=\"text-decoration: underline\"><span style=\"color: rgb(0,0,128)\">http:\/\/www.elmundo.es\/elmundo\/2009\/06\/01\/comunicacion\/1243867869.html)<\/span><\/span>. Con questi aumenti si determinerebbe una perdita di competitivit&agrave; delle imprese.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Dal punto di vista degli ascolti, secondo il GroupM, a dicembre del 2009 (dopo tre mesi dalla soppressione della pubblicit&agrave; sulle reti pubbliche) tve 1 (La &ldquo;primera&rdquo;) dovrebbe mantenere la sua quota di spettatori; La 2 dovrebbe perdere spettatori (perch&eacute; &egrave; la televisione pubblica con maggiore presenza di eventi sportivi); mentre crescerebbero La Cuatro e La Sexta. Sarebbero invece penalizzati Telecinco e Antena 3 perch&eacute; finirebbero vittime della frammentazione della televisione digitale terrestre. Le televisioni regionali potrebbero invece mantenere il pubblico locale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">Alle contestazioni dei pubblicitari spagnoli al governo si aggiunge la protesta degli operatori di telefonia che sono pronti a sostenere l&#39;incostituzionalit&agrave; del finanziamento che dovrebbe essere prelevato dai loro introiti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt\">La Spagna sopravanza la Francia in tema di abolizione completa della pubblicit&agrave; dalle reti pubbliche e ci mostra gli interessi contrapposti e le loro argomentazioni.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tonino Fabbri La decisione del governo spagnolo di eliminare la pubblicit&agrave; dalle reti televisive pubbliche, annunciata nell&#39;aprile del 2009, &egrave; apparsa come un&rsquo;imitazione rispetto alle iniziative del presidente francese Sarkozy. In realt&agrave; l&#39;iniziativa francese &egrave; arrivata a offrire al governo Zapatero un&#39;apparente soluzione a un conflitto in corso da anni tra la televisione pubblica spagnola e le televisioni private, in una situazione nella quale l&#39;offerta televisiva si sta arricchendo con l&#39;avvento della televisione digitale&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[100,6,84],"tags":[106,10],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-27","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=131"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}