{"id":13143,"date":"2015-03-03T08:54:31","date_gmt":"2015-03-03T08:54:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13143"},"modified":"2015-03-03T08:54:31","modified_gmt":"2015-03-03T08:54:31","slug":"se-litalia-non-fosse-mai-entrata-nelleuro-sarebbero-stati-guai-per-la-germania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13143","title":{"rendered":"Se l\u2019Italia non fosse mai entrata nell\u2019Euro sarebbero stati guai per la Germania"},"content":{"rendered":"<p>Una simulazione sull&#8217;andamento dei cambi nell&#8217;ultimo quarto di secolo mostra come senza l&#8217;unione monetaria l&#8217;Italia sarebbe potuta emergere come potenza industriale in Europa, ruolo che invece \u00e8 oggi saldamente in mano alla Germania<\/p>\n<p>Non so se uno studio simile sia mai stato fatto in Italia e ancor di pi\u00f9 se sia mai stato commissionato da qualche politico pi\u00f9 dubbioso e scettico di altri: nonostante abbia letto diversi libri e migliaia di articoli sull\u2019argomento euro e UE non ne ho trovato alcuna traccia.<\/p>\n<p>Sembra che le monete, la linfa vitale di uno Stato autodeterminato, non abbiano mai incuriosito troppo neanche gli addetti ai lavori. L\u2019unico che ha parlato diffusamente dell\u2019argomento in pi\u00f9 di una trasmissione televisiva \u00e8 stato l\u2019imprenditore Ernesto Preatoni: ricordo di averlo sentito la prima volta dopo un paio di mesi che scrissi il mio primo pezzo sull\u2019argomento nel novembre del 2013 e mi piace pensare che sia stato proprio il mio articolo a dargli lo spunto iniziale.<\/p>\n<p>Spero che molti altri notabili riprendano l\u2019argomento che per la sua importanza \u00e8 fondamentale allo scopo di discernere le ragioni ed eventualmente le responsabilit\u00e0 che indussero chi ci ha governati dal 1978 in poi, spingendoci ad entrare prima nello SME (1978), poi nello SME credibile (1987) ed infine (road show della Lira 1996) nel ristretto club \u2013frega il tuo vicino- \u20acuro, non tenendo in alcuna considerazione evidenze empiriche gi\u00e0 pi\u00f9 che manifeste nei primi anni \u201980 e sempre pi\u00f9 evidenti nel corso degli anni a venire, oltretutto anche molto semplici da comprendere.<\/p>\n<p>Premessa<br \/>\nCon questo semplice studio vi invito a verificare il valore contro dollaro USA e Marco tedesco delle singole monete dopo che, il 15 agosto 1971, il presidente statunitense Nixon annunci\u00f2 al mondo l\u2019eliminazione della convertibilit\u00e0 in oro fisico del dollaro, dando il famoso \u201cliberi tutti\u201d.<\/p>\n<p>I risultati potrebbero sorprendere non poco, facendo capire a chi legge molte cose sulla condizione odierna, di come non sia caduta dal cielo per volont\u00e0 divina e della incapacit\u00e0 assoluta o della palese malafede di tutti quei governanti, politici ed \u201ceconomisti\u201d greci, portoghesi, italiani e spagnoli in primis che hanno accettato, senza peraltro sentire il parere popolare, di aderire al folle progetto della moneta comune.<\/p>\n<p>Tale studio, se effettuato anche solo nel 1978, dopo soli 7 anni dalla decisione di Nixon (ma prima dello SME che altro non era che l\u2019anticamera dell\u2019\u20acuro) avrebbe sicuramente lasciato capire cosa avrebbe provocato a quelli che oggi vengono intesi, con disprezzo, i PIIGS. Sicuramente lo fece, tra i tanti altri studi, il compianto prof. Federico Caff\u00e8, poich\u00e9 nel 1981 ci lasci\u00f2 una delle sue frasi pi\u00f9 celebri e lungimiranti: \u201cSiamo entrati (L\u2019Italia ndr) nello SME con la stessa incoscienza con la quale a suo tempo dichiarammo guerra agli USA\u201d.<\/p>\n<p>Chiaramente i \u201cse\u201d e i \u201cma\u201d lasciano il tempo che trovano per\u00f2 \u00e8 di estrema importanza CAPIRE che l\u2019\u20acuro \u00e8 stato costruito in provetta come un virus letale con lo scopo di trasferire la ricchezza dal ceto lavoratore a quello della rendita da capitale.<\/p>\n<p>Oltre a dirlo molti nobel e tantissimi economisti sarebbe bastato una studio simile, prodotto magari anche nel 1995 per evitare tale siffatto come la peste bubbonica, e non \u00e8 un caso che Gran Bretagna, Svezia, Danimarca, Norvegia e Svizzera se ne videro bene dall\u2019aderirvi all\u2019epoca, mentre Polonia, Ungheria, repubblica Ceca ecc abbiano del tutto bloccato le loro adesioni oggi. Probabilmente questi Paesi hanno effettuato questo ed altri studi pi\u00f9 complessi che, guarda caso, hanno portato tutti nella stessa direzione: tenersi ben stretta la sovranit\u00e0 monetaria, e nel caso di Norvegia e Svizzera non aderire neppure alla UE.<\/p>\n<p>In quegli anni, nei PIIGS, si us\u00f2 qualsiasi sistema per far andare al potere chi avrebbe sicuramente appoggiato la causa \u20acuro-pea. In Italia con un maxi processo furono estromessi in un sol colpo i maggiori politici euro-scettici, prontamente rimpiazzati da quelli odierni che ben conosciamo: essi formarono un corpo unico ed omogeneo da destra a sinistra in grado di lasciar credere al popolo che fosse l\u2019unica scelta possibile e negando allo stesso tempo un pi\u00f9 che dovuto referendum sull\u2019adozione o meno della moneta comune in Italia. (Craxi, che non era uno stinco di Santo, ebbe a dire dal rifugio di Amammeth \u201cse tutto andr\u00e0 bene, per l\u2019Italia l\u2019euro sar\u00e0 un purgatorio. Ma se dovesse andar male sar\u00e0 l\u2019inferno\u201d. Andreotti, invece, voleva cos\u00ec bene alla Germania da volerne DUE per sempre).<\/p>\n<p>Una cavalcata lunga 26 anni<br \/>\nDal 1953 (da quando sono disponibili i cambi storici) e sino a quel ferragosto del \u201871, escludendo le ovvie svalutazioni susseguenti una guerra (come per esempio accadde alla Francia nel 1957), atte a recuperare l\u2019inflazione del periodo, il cambio delle principali valute contro il dollaro (e di conseguenza con l\u2019oro fisico a cui le monete in definitiva erano ancora assoggettate) restava stabile. Vediamo cosa \u00e8 accaduto in questi 26 anni.<\/p>\n<p>Sono stato tacciato di pressapochismo poich\u00e9 ci sono mila-ila-ila variabili che non sono state calcolate: a costoro, i NEGAZIONISTI di sempre, ricordo che in una dinamica di lungo periodo come quella presa in esame ne sono accadute milioni di \u201ccose\u201d imprevedibili, quali 2 gravi crisi petrolifere, un centinaio di guerre piccole o grandi, decine di colpi di stato, migliaia di attentati, disfacimenti di intere aree geopolitiche ed economiche tenute a forza con lo sputo, ricongiungimenti di nazioni prima separate, centinaia di interventi delle banche centrali, due gravi incidenti nucleari, 6 o 7 papi ecc.<br \/>\nInsomma tutto ci\u00f2 che poteva accadere in 26 anni \u00e8 accaduto in quei 26 anni.<\/p>\n<p>Le dinamiche a questo servono: sono gli indicatori pi\u00f9 precisi per poter azzardare previsioni a lungo termine. La scienza ci insegna che la dinamica temporale \u00e8 l\u2019unico metodo controfattuale che si pu\u00f2 utilizzare a posteriori per capire il futuro: se in 25 anni i tumori del rione Tamburri di Taranto sono aumentati costantemente non sar\u00e0 a causa del libeccio che ha tirato pi\u00f9 forte ma di qualche altra cosa presente sul territorio pi\u00f9 o meno dallo stesso periodo preso in esame. Qui non si parla di 3 o 5 o 10 anni ma di pi\u00f9 di un quarto di secolo e considerando che l\u2019avvento dell\u2019era industriale ha festeggiato pressappoco il suo 200esimo compleanno si tratta comunque di un periodo non banale e pieno zeppo di avvenimenti che hanno segnato l\u2019era contemporanea e il nostro vivere quotidiano.<\/p>\n<p>Tab A<br \/>\nUSD (dollaro USA) contro:<br \/>\nValuta \u2026&#8230; &#8230;16-08-1971\u2026&#8230;.1-1-1997\u2026&#8230;..\u2026svalutaz % &#8230;.. svalut % annua<br \/>\n1) Dracma &#8230;&#8230;.30,00&#8230;&#8230;&#8230;..247\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;.725%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.27,880%<br \/>\n2) Escudo\u2026&#8230;&#8230;.28,43\u2026\u2026&#8230;&#8230;.\u2026156,4\u2026&#8230;.\u2026&#8230;.450%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.17,300%<br \/>\n3) Lira\u2026\u2026&#8230;&#8230;.627\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;.1520\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;..142,5%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;5,480%<br \/>\n4) Peseta&#8230;&#8230;..69,41\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;..130,13\u2026&#8230;&#8230;&#8230;87,5%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.3,360%<br \/>\n5) Sterlina\u2026\u2026&#8230;..0,4134\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;0,5884\u2026&#8230;&#8230;.42,3%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.1,627%<br \/>\n6) Corona sve&#8230;..5,155\u2026&#8230;&#8230;&#8230;6,886&#8230;&#8230;&#8230;33,5%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.1,288%<br \/>\n7) Marco finl\u2026&#8230;.4,213\u2026\u2026.\u2026&#8230;&#8230;4,607&#8230;&#8230;&#8230;.9,3%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.0,357%<br \/>\n8) Franco fran&#8230;.5,505\u2026\u2026.\u2026&#8230;&#8230;5,192&#8230;&#8230;&#8230;-5,6%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;-0,215%<br \/>\n9) Corona nor&#8230;..7,077&#8230;&#8230;&#8230;.6,443\u2026&#8230;&#8230;..-8,9%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;-0,342%<br \/>\n10)Corona DK &#8230;..7,49\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;.5,85&#8230;&#8230;&#8230;-20,5%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;-0,788%<br \/>\n11)Franco B&#8230;&#8230;49,6\u2026\u2026\u2026.\u2026&#8230;&#8230;.31,8\u2026&#8230;&#8230;..-35,9%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;-1,380%<br \/>\n12)Fiorino NL&#8230;..3,44\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;..1,73\u2026&#8230;&#8230;.-49,6%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;-1,907%<br \/>\n13)Scellino A&#8230;.24,87\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;..10,85\u2026&#8230;&#8230;.-56,6%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;-2,176%<br \/>\n14)Marco D\u2026&#8230;&#8230;.3,833\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;..1,539\u2026&#8230;&#8230;-60%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..-2,307%<br \/>\n15)Franco CH&#8230;&#8230;4,050\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;..1,350&#8230;&#8230;.-66,67%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..-2,564%<br \/>\n16)Yen Jap&#8230;&#8230;357,42\u2026&#8230;&#8230;&#8230;116,40&#8230;&#8230;..-67,4%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;-2,592%<\/p>\n<p>Tab B<br \/>\nDEM (Marco tedesco) contro:<br \/>\nValuta \u2026&#8230;&#8230;. 16-08-1971\u2026\u2026&#8230;.1-1-1997&#8230;.\u2026svalutaz % &#8230;.. svalut % annua<br \/>\n1)Dracma \u2026&#8230;&#8230;.7,826\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;\u2026.160,5\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;1954%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.75,150%<br \/>\n2)Escudo \u2026&#8230;&#8230;.7,417\u2026.\u2026&#8230;&#8230;\u2026.101,62\u2026\u2026\u2026&#8230;..1270%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.48,840%<br \/>\n3)Lira \u2026\u2026&#8230;&#8230;163,58\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;&#8230;987,65\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;504%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.19,384%<br \/>\n4)Peseta\u2026&#8230;&#8230;.18,1\u2026\u2026\u2026\u2026.\u2026&#8230;&#8230;..84,55\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;366%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.14,077%<br \/>\n5)Sterlina\u2026\u2026&#8230;..0,1078\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;..0,3823\u2026\u2026&#8230;..257%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..9,885%<br \/>\n6)Corona SK &#8230;..1,345\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;&#8230;4,474\u2026&#8230;..\u2026.233%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..8,961%<br \/>\n7)Marco finla&#8230;.1,0991\u2026\u2026.\u2026\u2026&#8230;&#8230;.2,9935\u2026\u2026&#8230;..172%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..6,615%<br \/>\n8)Dollaro USA&#8230;.0,260\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;&#8230;.0,630\u2026\u2026&#8230;&#8230;150%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..5,769%<br \/>\n9)Franco fran&#8230;.1,436\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;&#8230;3,374\u2026.\u2026&#8230;..135%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..5,192%<br \/>\n10)Corona nor&#8230;.1,8463\u2026\u2026&#8230;&#8230;&#8230;.4,1865\u2026..\u2026&#8230;127%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..4,885%<br \/>\n11)Corona dan&#8230;.1,954\u2026\u2026&#8230;&#8230;&#8230;..3,866\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;97%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..3,730%<br \/>\n12)Franco bel&#8230;12,94\u2026\u2026&#8230;&#8230;&#8230;\u2026\u202620,66\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;.58%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..2,230%<br \/>\n13)Fiorino NL&#8230;.0,8975\u2026\u2026&#8230;&#8230;..\u2026.1,124\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;26%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..1,000%<br \/>\n14)Scellino A&#8230;.6,488\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;&#8230;.7,050\u2026\u2026&#8230;&#8230;\u2026.8,6%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;0,330%<br \/>\n15)Franco CH\u2026&#8230;.1,056\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;&#8230;0,877&#8230;\u2026&#8230;.-17%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.-0,654%<br \/>\n16)Yen giap\u2026&#8230;.93,248\u2026\u2026&#8230;&#8230;&#8230;.75,633\u2026\u2026&#8230;&#8230;-19%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.-0,730%<\/p>\n<p>Dal confronto delle due tabelle possiamo notare che:<br \/>\n1) Nella Tab A il USD si \u00e8 rivalutato verso 7 monete, molto pesantemente (pi\u00f9 del 50%) verso Dracma, Escudo, Lira e Peseta, mentre si \u00e8 svalutato verso le altre 9, molto pesantemente (intorno al 50%) contro Yen, franco svizzero, marco tedesco, scellino austriaco e fiorino olandese.<br \/>\n2) Nella Tab B il DEM si \u00e8 rivalutato quasi contro tutti, diventando un vero rullo compressore contro Dracma, escudo, Lira, peseta, sterlina e corona svedese, mentre contro marco svedese, dollaro, franco francese e corona norvegese e danese si \u00e8 apprezzato \u201csolo\u201d di una percentuale che parte dal +172% contro la valuta finlandese e rasenta il 100% verso la moneta danese.<br \/>\n3) In entrambe le Tab notiamo che le uniche vere antagoniste del marco sono franco svizzero e yen giapponese.<br \/>\n4) Le uniche che seguono pi\u00f9 o meno a ruota sono lo scellino austriaco, il fiorino olandese e a stento il franco belga. Che poi, guarda caso, sono tutti Paesi con tradizioni, religione, comportamenti di massa, economie e lingua quasi simili, insomma una vera \u201cAVO\u201d (Area Valutaria Ottimale), penso l\u2019unica possibile nell\u2019intero vecchio continente. Ed infatti era riconosciuta unilateralmente come \u201czona marco-centrica\u201d (ZMC).<br \/>\n5) La disomogeneit\u00e0 con le altre monete (ma anche tra le altre stesse escludendo quelle della ZMC) \u00e8 IMBARAZZANTE. Soprattutto le svalutazioni a 4 cifre della dracma e dell\u2019escudo e nondimeno quelle a 3 cifre della lira e della peseta avrebbero dovuto far riflettere non poco gli avventati economisti dei rispettivi governi.<br \/>\n6) I forti dubbi espressi dal governo inglese dell\u2019epoca divennero certezze inconfutabili nel 1992: la Sterlina (insieme alla nostra lira) sub\u00ec l\u2019attacco speculativo che costrinse la Thatcher a svalutare del 40% ca la valuta britannica (la Lira svalut\u00f2 del 30% ca), facendo abbandonare del tutto la malsana idea di partecipare all\u2019\u20acuro. (Invece -e purtroppo- come ben sappiamo, nonostante la batosta che ci inflisse Soros e l\u2019allegra banda di speculatori che prese di mira la Lira, l\u2019Italia fece letteralmente CARTE FALSE per entrarci, truccando visibilmente i bilanci.)<br \/>\n7) Danimarca e Svezia restarono impressionate e seguirono tramite referendum la strada inglese. La Norvegia nel 1972 e poi nel 1994, tramite due referendum popolari, decise di non far parte della UE. Anche la Svizzera nel 1986, sempre tramite referendum popolare, decise di non entrare nella UE.<\/p>\n<p>Tab C<br \/>\nInflazione di periodo nelle economie avanzate occidentali componenti il G7 al culmine delle 2 crisi petrolifere (1974 e 1980);<br \/>\n&#8211; 1974:<br \/>\nUSA 14%; Giappone 25%; Germania 8%; Francia 15%; Gran Bretagna 27%; Italia 19,2%;<br \/>\n&#8211; 1980:<br \/>\nUSA 15%; Giappone 8,5%; Germania 7,5%; Francia 14%; Italia 21,2%; Gran Bretagna 22%;<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 osservare la sola Germania \u00e8 rimasta ben sotto il 10%, ovvero meno della met\u00e0 della media delle altre 5; il Giappone nel 1980 imita la Germania, mentre la media delle altre resta abbondantemente ad un disarmante +100%.<\/p>\n<p>Possibile che la Germania (e nel 1980 anche il Giappone) fosse al di fuori dall\u2019inflazione importata derivante dall\u2019ABOMINEVOLE rialzo di energia e petrolio?<\/p>\n<p>All\u2019epoca, soprattutto nel 1973\/74, tutti i Paesi industrializzati dipendevano dal petrolio per una variabile del 40% come in Francia e sino al 73% del Giappone; il resto era dato dal carbone e in minima parte del nucleare (le prime centrali funzionavano da pochi anni e solo negli USA e nell\u2019URSS da pi\u00f9 di un decennio) e infatti, come abbiamo visto nella Tab C, l\u2019inflazione era pi\u00f9 che sostenuta: il petrolio, divenuto di colpo pi\u00f9 che \u201cmarginalmente raro\u201d (triplic\u00f2 il suo prezzo a partire dal 1973) port\u00f2 a rialzi indiscriminati dei prezzi di qualsiasi prodotto e tale dinamica non risparmi\u00f2 di certo la Germania che per limitare l\u2019inflazione importata scelse un\u2019altra strada: prefer\u00ec fare deflazione interna non aumentando i salari nella stessa misura dell\u2019inflazione, anzi riducendoli di circa un terzo come potere d\u2019acquisto. I giapponesi trassero un prezioso insegnamento e nell\u2019altra crisi scoppiata nel 1979 quasi superarono i maestri.<\/p>\n<p>Del resto, far pagare il prezzo ai lavoratori \u00e8 stata sempre la via pi\u00f9 semplice. In Italia, la brutta italietta della \u201csvalutazione competitiva\u201d e dei politici spendaccioni, nel 1975, fu varata l\u2019indicizzazione dei salari all\u2019inflazione, meglio conosciuta come \u201cScala Mobile\u201d, lo strumento tanto odiato da industriali e capitalisti che permise agli operai di mantenere il potere d\u2019acquisto.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo il governo italiano, grazie a TASSI REALI NEGATIVI mediamente del -5% dal 1971 al 1980 (in quel decennio i tassi di sconto della BdI si mantennero costantemente inferiori del -5,5% all\u2019inflazione di periodo), riusciva a finanziare tranquillamente le immense opere infrastrutturali, cominciando addirittura a colmare il divario di benessere tra il nord industriale e ricco ed il poverissimo sud che spezzava in due il Paese. Nel 1980 il rapporto debito\/PIL dell\u2019Italia era pari al 58%.<\/p>\n<p>Nel marzo del 1981, dopo il \u201cdivorzio\u201d tra Tesoro e Banca d\u2019Italia (obblig\u00f2 la BdI a non acquistare l\u2019invenduto delle aste dei titoli di Stato BOT, CCT ecc), i rendimenti NETTI (tasso d\u2019interesse \u2013 inflazione) esplosero ad un +5% e continuarono sulla stessa falsariga sino al 1996, facendo arrivare il rapporto debito\/PIL a superare velocemente il 100%.<\/p>\n<p>Conosco solo DUE MODI per scaricare l\u2019inflazione e rimettere il Paese nelle condizioni di poter tornare ad essere competitivo e crescere:<br \/>\n1) il primo \u00e8 sul cambio della valuta (svalutando la moneta nazionale si rendono pi\u00f9 attrattivi i prodotti e servizi verso l\u2019estero e ancor di pi\u00f9 indigesti i prodotti e servizi provenienti dall\u2019estero che ai residenti costerebbero molto di pi\u00f9). Tale operazione implica la perdita di valore della tua moneta ed \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in Grecia, Portogallo, Spagna, Italia ecc ecc. chiaramente la spesa per petrolio, materie prime e tutto ci\u00f2 che viene acquistato in valuta pregiata costa di pi\u00f9. Per\u00f2 \u00e8 anche vero che in un\u2019economia matura come pi\u00f9 di ogni altra l\u2019Italia, il costo maggiore di un prodotto finito deriva proprio dal costo della manodopera. L\u2019Italia ad ogni buon conto \u00e8 cresciuta come mai potr\u00e0 pi\u00f9 accadere restando in regime di vincolo fisso \u2013leggasi \u20acuro- (non puoi svalutare la moneta e quindi devi svalutare i salari) proprio in quel modo e proprio in quegli anni dove accumulavamo la mostruosa svalutazione del 500% rispetto al DEM e del 142% rispetto allo USD. In quei fantastici anni abbiamo accumulato una ricchezza privata pari a 5000 miliardi di euro attualizzati, ovvero pi\u00f9 del 200% dell\u2019intero PIL italiano 2011 che ci hanno portati ad essere i maggiori possessori di immobili di propriet\u00e0 (circa 80%).<\/p>\n<p>La balla della SPESA PUBBLICA deve essere sdoganata una volta per tutte: ad ammazzarci non \u00e8 stato il debito pubblico ma la SPESA PER INTERESSI SUL DEBITO PUBBLICO. E questa volta NON AMMETTO DINIEGHI: basta fare i conti della serva per scoprirlo. Altra cosa \u00e8 fare \u201cbuona spesa\u201d o \u201ccattiva spesa\u201d; in ogni modo, per fugare qualsiasi dubbio residuo, oggi l\u2019Italia non pu\u00f2 fare ne luna e ne l\u2019altra. In troppi non sanno che la spesa pubblica italiana \u00e8 al di SOTTO della MEDIA UE, anche per sanit\u00e0, istruzione e welfare. La nostra spesa pubblica -quasi il 50% del PIL 2011- (800 miliardi di euro circa nel 2014) negli ultimi 35 anni \u00e8 stata utilizzata per oltre la met\u00e0 (400 mld) per foraggiare super-pensioni, prebende e tutto ci\u00f2 che si \u00e8 potuto inventare una CLASSE POLITICA INDEGNA e CORROTTA che mai ha inteso appianare i propri privilegi verso i lavoratori, non pensando altro che alle proprie carriere e ai prorpi personalissimi interessi privati.<\/p>\n<p>2) Il secondo \u00e8 facendo deflazione interna (non si svaluta la moneta ma si svalutano i salari, magari non aumentandoli o aumentandoli in modo irrisorio rispetto all\u2019inflazione di periodo, ci\u00f2 non permetter\u00e0 alle famiglie \u2013o lo far\u00e0 in modo scarso- di comprare beni e prodotti provenienti dall\u2019estero e in molti casi neanche quelli nazionali. Tale compressione salariale ti permette di tenere a bada l\u2019inflazione che non potr\u00e0 MAI alzarsi se le famiglie non consumano e per far si che ci\u00f2 avvenga gli si da poco pi\u00f9 del minimo necessario per vivere). Avrai una moneta forte che varr\u00e0 oro sui mercati internazionali ma il tuo popolo far\u00e0 la fame o quasi, a tutto vantaggio delle industrie e della rendita da capitale. Questa \u00e8 la strada che ha preso la Germania nel 1973 e il Giappone nel 1980 e che con molta probabilit\u00e0 contribu\u00ec alla creazione della bolla immobiliare del 1986 (quando c\u2019\u00e8 deflazione ci si attende un calo continuo dei prezzi che crea la cosiddetta \u201ctrappola della liquidit\u00e0\u201d). Tale immensa liquidit\u00e0 venne investita nel mattone e in borsa, gonfiando l\u2019immensa bolla che esplose nel 1991, regalando ai nipponici l\u2019inizio del ventennio perduto. La guida tedesca dell\u2019euro-zona ci ha fatto imboccare la stessa strada che ha percorso il Giappone: tutta l\u2019area \u00e8 in deflazione conclamata e con immane liquidit\u00e0 in aumento in cerca di investimenti redditizi che con ogni probabilit\u00e0 andranno a gonfiare varie bolle borsistiche.<\/p>\n<p>Se perdurasse tale situazione, cos\u00ec come sembra debba essere, si potrebbe trasformare presto in stagdeflazione. In diversi Paesi di \u20acZ i sintomi gi\u00e0 ci sono tutti.<br \/>\nMa torniamo a noi. Come avrebbero mai potuto recuperare i PIIGS tale incredibile svantaggio inflattivo eliminando la libera fluttuazione delle proprie monete nazionali? Come hanno potuto pensare che di colpo, come per volont\u00e0 divina, tutti i cittadini europei all\u2019unisono diventassero, pensassero e agissero come tedeschi, olandesi o austriaci?<br \/>\nSi badi bene: qui nessuno nega la differenza sostanziale di pensare innanzitutto al bene della collettivit\u00e0 piuttosto che ai propri personalissimi interessi che da molto tempo contraddistingue i politici dei PIIGS da quelli della ex ZMC ma, vi ASSICURO, che in questa situazione la MIGLIORE CLASSE POLITICA in ASSOLUTO nulla potrebbe fare ugualmente, magari riuscirebbe solo a resistere qualche anno in pi\u00f9. Syriza in Grecia potrebbe essere l\u2019ennesimo esempio.<\/p>\n<p>Oggi il livello \u00e8 ben pi\u00f9 che economico \u00e8 sociale: \u00e8 in discussione la democrazia stessa. O meglio, anche quella parvenza di democrazia che in tutta Europa sembrava essere cosa acquisita, potrebbe esserci negata.<\/p>\n<p>Come una malattia sconfitta e dimenticata da 50 anni potrebbe tornare a seminare distruzione cos\u00ec la UE e l\u2019\u20acuro potrebbero risvegliare storie assopite e quasi dimenticate che sposterebbero le lancette del tempo indietro di circa 85 anni, allorquando una crisi mondiale risvegli\u00f2 il nazionalismo estremo in una vecchia Europa che non seppe evitare una seconda catastrofe annunciata.<\/p>\n<p>Adesso, partendo da quei numeri, facciamo un gioco tenendo in considerazione proprio le dinamiche monetarie.<\/p>\n<p>Mi sono sempre chiesto che fine avrebbe fatto la nostra amata Liretta se l\u2019Italia, per assurdo, nel 1996 non avesse aderito anima e corpo al progetto \u20acuro (che con molta probabilit\u00e0 non sarebbe affatto partito senza che il nostro Paese vi avesse aderito).<br \/>\nIncrociando i numeri e le variabili che non sarebbero state poi cos\u00ec diverse da quelle che sono effettivamente accadute, tenendo in considerazione la media svalutativa di quei 26 anni, la lira oggi avrebbe grosso modo queste valutazioni:<\/p>\n<p>\u00a3 3277 per un singolo USD;<br \/>\n\u00a3 525 contro lo Yuan cinese;<br \/>\n\u00a3 27,5 contro Yen giapponese;<br \/>\n\u00a3 4750 contro marco tedesco;<br \/>\n\u00a3 3,02 contro Won coreano;<br \/>\nl\u2019ordine dato non \u00e8 casuale: gli USA posseggono l\u2019emissione della valuta di riserva mondiale, la Cina, il Giappone, la Germania e la Corea sono nell\u2019ordine le nazioni che ci sopravanzano nel manifatturiero mondiale (pensate, nonostante tutto siamo ancora la 5\u00b0 potenza manifatturiera al mondo e stacchiamo il Brasile di parecchi miliardi).<\/p>\n<p>Come potete facilmente intuire un litro di super ci sarebbe costato anche meno di oggi (si tenga in grande considerazione che molte delle accise che pesano per il 60% del prezzo alla pompa non sarebbero mai state aggiunte) e sicuramente avremmo avuto un peso ben pi\u00f9 rilevante nelle economie del G20, magari occupando la 4\u00b0, 5\u00b0 o al massimo 6\u00b0 posizione.<\/p>\n<p>Ma soprattutto avremmo polverizzato la Germania e la Corea come manifatturiero, giocandocela ad armi pari con Giappone e anche con la Cina e gli altri emergenti.<br \/>\nCome appena detto, sono convinto che senza la partecipazione dell\u2019Italia l\u2019\u20acuro non sarebbe mai nato ed \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 scritto nel libro del prof Nino Galloni ed altri autori euro-scettici: la Germania ha voluto con forza il nostro Paese nell\u2019euro altrimenti non se ne sarebbe fatto nulla.<\/p>\n<p>Evidentemente i tedeschi fecero le mie stesse semplicissime simulazioni, traendone le stesse conclusioni: l\u2019Italia li avrebbe scalzati in un decennio.<\/p>\n<p>La Francia, che ancora oggi rappresenta la maggiore potenza militare d\u2019Europa, volendo emulare gli USA, ha sinora appoggiato passo dopo passo la politica tedesca, ma presto i nodi verranno al pettine e volenti o nolenti saranno costretti a svincolarsi dal nuovo patto d\u2019acciaio firmato nei primi anni \u201950. Nonostante i francesi non abbiano mai rispettato negli ultimi anni il rapporto deficit\/Pil imposto (ai fessi come noi che l\u2019hanno sempre onorato) dalla UE la loro economia sta andando a rotoli: anche per loro si avvicina sempre pi\u00f9 velocemente il punto di non ritorno e, statene certi, qualcosa accadr\u00e0 al di l\u00e0 delle Alpi.<\/p>\n<p>Roberto Nardella, ARS Puglia<\/p>\n<p>http:\/\/www.forexinfo.it\/Se-l-Italia-non-fosse-mai-entrata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una simulazione sull&#8217;andamento dei cambi nell&#8217;ultimo quarto di secolo mostra come senza l&#8217;unione monetaria l&#8217;Italia sarebbe potuta emergere come potenza industriale in Europa, ruolo che invece \u00e8 oggi saldamente in mano alla Germania Non so se uno studio simile sia mai stato fatto in Italia e ancor di pi\u00f9 se sia mai stato commissionato da qualche politico pi\u00f9 dubbioso e scettico di altri: nonostante abbia letto diversi libri e migliaia di articoli sull\u2019argomento euro e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":45,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,13],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-3pZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13143"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/45"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13143"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13143\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13143"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13143"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13143"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}