{"id":13154,"date":"2015-03-04T12:53:06","date_gmt":"2015-03-04T12:53:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13154"},"modified":"2015-03-04T12:53:06","modified_gmt":"2015-03-04T12:53:06","slug":"con-unimpostazione-errata-non-si-battera-mai-un-kyoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13154","title":{"rendered":"Con un&#039;impostazione errata, non si batter\u00e0 mai un Kyoto"},"content":{"rendered":"<p>Nel mio viaggio nel concetto di contingenza in economica, vorrei fare un salto di perimetro, per rendere chiara l&#8217;importanza che risiede nell&#8217;impostare i problemi nel giusto modo, consono all&#8217;oggetto del problema di volta in volta in questione. Come nel precedente articolo, infatti, ho parlato di moneta dichiarando che l&#8217;unica impostazione sostenibile \u00e8 perimetrata allo Stato, in quanto \u00e8 inscindibile la correlazione tra Stato, sistema economico-finanziario-giuridico e moneta, oggi voglio parlare di un qualcosa che abbraccia il mondo intero e quindi, data la contingenza che interessa tutti noi cittadini del globo, dovrebbe essere affrontato a livello globale, senza pi\u00f9 Stati ma come umanit\u00e0 nel suo complesso, e questo qualcosa \u00e8 il rispetto della natura. La risoluzione del problema \u00e8 comunque simile e dato che dovremmo scegliere come un unico cervello, come intelligenza collettiva, affronteremo i due grandi temi che descrivono la scelta: vincoli e funzione. <!--more--><\/p>\n<p>Iniziamo per\u00f2 con un presupposto, con un qualcosa che sembra non essere inerente, ma che \u00e8 determinante nello scindere il problema in due, funzione da un lato, ma vincoli dall&#8217;altro, e questo qualcosa \u00e8 il fatto oggettivo che da soli non riusciamo a scegliere in un ottica che non percepiamo. Infatti direi che il nostro cervello considera delle variabili ed altre no (esternalit\u00e0, nel senso di non prese in considerazione quando invece sarebbero inerenti al problema) e pertanto compie delle scelte a livello individuale non efficienti a livello di collettivit\u00e0 a causa di queste esternalit\u00e0, di queste variabili non considerate in quanto non percepite, il pi\u00f9 delle volte perch\u00e9 esulano dalle nostre possibilit\u00e0 di influenza. Bene, la somma di tutte le scelte individuali, crea una singola funzione, che poi descrive l&#8217;atteggiamento dell&#8217;umanit\u00e0 nei confronti della natura, che chiameremo f (RdN), dove RdN sta per Rispetto della Natura. Come ogni funzione, essa potr\u00e0 essere verificata in un&#8217;area che sar\u00e0 un sottoinsieme degli assi cartesiani e, all&#8217;interno di essa, all&#8217;interno del suo dominio (insieme dei punti all&#8217;interno dell&#8217;asse cartesiano nei quali la funzione pu\u00f2 essere verificata), la funzione pu\u00f2 raggiungere dei punti di massimo o di minimo o stazionare nel mezzo, ma \u00e8 comunque vincolata all&#8217;interno di questo sottoinsieme degli assi cartesiani definito dominio. Quindi il problema, a livello istituzionale, a livello di Kyoto, \u00e8 porre dei vincoli che creino un&#8217;area tale per cui la funzione potr\u00e0 raggiungere adeguati livelli di soddisfazione. All&#8217;interno di questo dominio, dove le nostre scelte personali entrano in gioco, con la raccolta differenziata o attenzione all&#8217;ambiente in linea pi\u00f9 o meno generale, la funzione RdN pu\u00f2 raggiungere dei punti pi\u00f9 o meno alti, avr\u00e0 forze che la spingeranno in alto e forze che la spingeranno in basso ma, ed \u00e8 questo il senso dell&#8217;articolo, porre dei vincoli alla funzione che creino un dominio che permetta alle singole scelte private di poter raggiungere un punto pi\u00f9 alto per RdN \u00e8 possibile e necessario. Analizziamo la scelta dei vincoli creanti il dominio, quella istituzionale e capiamo come oggi si presenta. Nel farlo vorrei porvi un interrogativo. Se avete un problema, pensate a risolverlo o pensate a come alleviare i danni che il problema provocher\u00e0? Kyoto, da parte sua, \u00e8 un programma di graduale minor emissione di inquinamento. La visione di Kyoto \u00e8 alleviare il problema. Quando potremmo, se pensassimo come unica y, come un unico cervello, passare alle rinnovabili in breve. Per rendere comprensibile la storia del dominio della funzione suddetta, ho creato i due grafici che frullano nel mio cervello, il primo descrive come agisce R (le rinnovabili), il secondo come agisce Kyoto, nell&#8217;influenzare l&#8217;area entro la quale la funzione RdN (Rispetto della Natura) pu\u00f2 muoversi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-2-R.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13156\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-2-R-287x300.png\" alt=\"Grafico 2 - R\" width=\"287\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-2-R-287x300.png 287w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-2-R-768x803.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-2-R-979x1024.png 979w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-2-R.png 1876w\" sizes=\"(max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-1-Kyoto.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13155\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-1-Kyoto-287x300.png\" alt=\"Grafico 1 - Kyoto\" width=\"287\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-1-Kyoto-287x300.png 287w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-1-Kyoto-768x803.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-1-Kyoto-979x1024.png 979w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Grafico-1-Kyoto.png 1876w\" sizes=\"(max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quindi il problema, dato l&#8217;andamento esponenziale con lenta crescita iniziale del dominio creato dalla funzione R, \u00e8 porre R un balzo in avanti, non con il ritmo degli investimenti in rinnovabili attuali, ma con uno scatto che ci posizioni subito nel suo tratto crescente in modo esponenziale. Infatti il dominio di RdN (nei grafici le aree azzurre) corrisponde al tratto scelto (in ogni punto andr\u00e0 scelto il tratto che si posizioner\u00e0 pi\u00f9 in alto e incorporer\u00e0 l&#8217;altro) tra le curve o rette create da R e Kyoto. Quindi, se il dominio creato da R diventa \u201cpi\u00f9 alto\u201d del dominio creato da Kyoto, il dominio per RdN corrisponder\u00e0 ad un&#8217;aria pi\u00f9 ampia, quella corrispondente al dominio creato da R.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Analizzando Kyoto, essendo una semplice graduale attenuamento del problema, cio\u00e8 essendo una non soluzione, notiamo che il dominio aumenta secondo una retta crescente il modo lento e monotono, aderente alla sua visione strettamente passiva nella risoluzione del problema. E noi singoli privati ci concentriamo sulla quantificazione del miglior risultato possibile, giustamente, per carit\u00e0, ma non capiamo che \u00e8 il metodo con cui si pongono i limiti alla funzione ad essere sbagliato. Proattivi, unica y, perch\u00e9 l&#8217;oggetto del discorso coinvolge tutti, potendoci allargare non solo nello spazio, ma anche nel tempo. Cosa potrebbe far scattare questa molla in avanti, questi investimenti che allo stato di cose, senza Stati che si parlano proattivamente, sembrano impossibili? Per rispondere dobbiamo considerare perch\u00e9 gli Stati non sono spinti a farlo e prender\u00f2 in considerazione due grandi cause. La prima \u00e8, per cos\u00ec dire, lobbistica, nel senso che secondo i dettami della funzione dell&#8217;innovazione, finch\u00e9 si potranno sfruttare i combustibili fossili ed annessi, o quantomeno finch\u00e9 non scarseggeranno seriamente, sar\u00e0 pi\u00f9 economico usare essi, a prescindere dal fatto che per l&#8217;umanit\u00e0 sia conveniente il contrario. Questo perch\u00e9 l&#8217;umanit\u00e0, a differenza delle imprese, dovrebbe avere la massimizzazione della funzione di RdN come priorit\u00e0, non come esternalit\u00e0. L&#8217;interesse privato del profitto \u00e8 giusto, il fatto che per il profitto RdN sia un&#8217;esternalit\u00e0 \u00e8 giusto, ma l&#8217;umanit\u00e0 dovrebbe avere obiettivi diversi, tra cui, ovviamente, massimizzare f (RdN). Il concetto da capire \u00e8, infatti, che noi oggi addebitiamo il troppo inquinamento alle aziende petrolifere, alle aziende cinesi o ad altro, ed \u00e8 tutto giusto, ma non capiamo che l&#8217;obbligo o meno, la convenienza o meno delle singole aziende, come le possibilit\u00e0 delle singole persone, non entrano nel merito del dominio della funzione. Se, per esempio, l&#8217;azienda non ha convenienza economica non investir\u00e0 mai e quindi, per badare alle necessit\u00e0 della collettivit\u00e0 che il mercato non riesce a soddisfare (in quanto per il mercato taluni bisogni sono esternalit\u00e0, dato che la sua mission \u00e8 il profitto e non il benessere sociale), entrano in gioco gli Stati, perch\u00e9 gli Stati siamo noi. Posto che, quindi, per \u201ccolpa\u201d della funzione dell&#8217;innovazione, questi maggiori investimenti dovranno essere statali, pubblici, dobbiamo chiederci perch\u00e9 non vengono fatti. Ed enunciando la seconda grande causa, la storia si fa interessante, perch\u00e9 proprio quando dovremmo ragionare da global, da senza frontiere, qui no, qui ragioniamo da Stati, anche da Stati protezionistici rispetto al proprio diritto ad inquinare. In che modo gli Stati si esimono da tutto ci\u00f2, qual&#8217;\u00e8 l&#8217;ostacolo dato come insormontabile? La \u201cscusa\/causa\u201d \u00e8 che ogni Stato ragiona per s\u00e9 in merito all&#8217;energia, ogni Stato la pu\u00f2 vendere e\/o la pu\u00f2 comprare, ed ognuno ha una propria autonomia patrimoniale in tal senso. Ogni Stato, nell&#8217;odierna visione individualistica di RdN, ha un proprio costo per gli investimenti nell&#8217;energia rinnovabile e la sua bilancia commerciale, isolando le entrate\/uscite nel comparto energetico, pu\u00f2 essere cos\u00ec riassunta: + Esportazioni energetiche \u2013 Importazioni energetiche + Ritorno da investimenti in rinnovabili \u2013 Investimenti in energie rinnovabili. Ora \u00e8 evidente che se la seconda parte della questione, quella che valorizza gli investimenti necessari per far compiere lo scatto al dominio di RdN grazie ad R, fosse indifferente per gli Stati a livello di loro rapporti relativi, tale scatto in avanti potrebbe essere realt\u00e0. Il nocciolo \u00e8 raggiungere una elevata efficienza in R per rendere economico l&#8217;investimento in rinnovabili, ed \u00e8 quindi necessaria un&#8217;elevata massa di investimenti in ricerca e sviluppo, per raggiungere efficienza a livello energetico ma anche a livello di costi, grazie ad economia di scala o di rete o di semplice volume d&#8217;affari. Ogni Stato oggi, dovendo ragionare per s\u00e9, dovr\u00e0 chiedersi qual&#8217;\u00e8 il suo giusto equilibrio tra investimenti in R e bilancia commerciale, questo equilibrio sar\u00e0 condizionato nel breve periodo dal costo in investimenti in R, i quali nel lungo periodo potrebbero per\u00f2 portare notevoli vantaggi. Vantaggi che si potr\u00e0 avere al costo di \u201cscoprire il fianco\u201d nel breve, tanto pi\u00f9 quanto pi\u00f9 alti saranno i suoi investimenti in R. Quindi, ogni singolo Stato, si trover\u00e0 nella situazione tale per cui \u00e8 da solo di fronte alla scelta se investire in R&amp;S in R o meno, se abbracciare o meno la visione di Kyoto, concentrata solo al diminuire i contro e non ad aumentare i pro. Purtroppo, nella realt\u00e0 la scelta \u00e8 presto fatta e quindi, con funzioni decisionali separate, nessuno Stato si avventura concretamente nel passaggio alle rinnovabili, o quantomeno ci si avventura troppo lentamente, perch\u00e9 servono ingenti investimenti per un lungo periodo, in cui i costi saranno maggiori dei vantaggi e se sar\u00e0 l&#8217;unico ad avventurarsi avr\u00e0 enormi problemi. Mentre se la funzione fosse unica, mondiale o di un&#8217;insieme di paesi &#8220;commercialmente autonomo&#8221;, i valori differenziali tra gli Stati sarebbero nulli, e il punto della funzione \u201crispetto della natura\u201d che il mondo raggiungerebbe sarebbe enormemente pi\u00f9 elevato. Non sarebbe certo il punto di massimo possibile, dato il discorso degli Stati e delle oligarchie che detengono le materie prime oggi utilizzate con tanta foga, ed anche altri ordini di problemi tra cui il fatto che non consideriamo la natura una nostra ricchezza (oggi la ricchezza \u00e8 ci\u00f2 che si guadagna, non ci\u00f2 che si ha a disposizione), ma sarebbe, comunque e sicuramente, un punto della funzione pi\u00f9 elevato di quello che si raggiunge oggi con una funzione RdN singola per ogni Stato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci\u00f2 che spero rimanga \u00e8 il fatto che, in questo come in ogni altro discorso in cui siamo collegati ad altri, l&#8217;intelligenza collettiva non \u00e8 tangibile, d&#8217;accordo, percepiamo che la nostra scelta in infinitesima istanza incider\u00e0 anche nelle vite altrui, ma non capiamo come si pu\u00f2 arrivare ad avere un risultato che sia veramente un qualcosa che derivi da ci\u00f2 che sceglieremmo se ci potessimo parlare, se potessimo indire un&#8217;assemblea mondiale, se il dilemma del prigioniero di Nash non esistesse. E non capiamo che in fondo un&#8217;assemblea mondiale sarebbe perfetta per poter decidere insieme, ma per avvicinarsi al risultato sperato basterebbe impostare le questioni in modo tale per cui le stesse portino il tutto ad avvicinarsi ad un qualcosa che sia costruttivo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dicevo in precedenza, e credo sia consono chiudere con ci\u00f2, che il rispetto della natura \u00e8 un discorso che si estende nello spazio, ma anche nel tempo. Siamo collegati alle generazioni che ci hanno preceduto in quanto da loro abbiamo ereditato e siamo collegati a chi ci succeder\u00e0, perch\u00e9 a loro lasceremo, volenti o nolenti. La funzione RdN \u00e8 importante, chiamatela come volete, ma \u00e8 pi\u00f9 grande di noi e dobbiamo iniziare a considerarla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mio viaggio nel concetto di contingenza in economica, vorrei fare un salto di perimetro, per rendere chiara l&#8217;importanza che risiede nell&#8217;impostare i problemi nel giusto modo, consono all&#8217;oggetto del problema di volta in volta in questione. 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