{"id":13177,"date":"2015-03-08T00:05:09","date_gmt":"2015-03-08T00:05:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13177"},"modified":"2015-03-08T00:05:09","modified_gmt":"2015-03-08T00:05:09","slug":"storia-di-patriote","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13177","title":{"rendered":"Storia di patriote"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">\u201cPrima ancora dunque che alla causa femminile io mi ero votata a quella della mia patria e il mio amore per la prima nacque dal mio amore per la seconda\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Con queste parole Adelaide Cairoli descriveva il proprio sentimento patriottico. Madre dei pi\u00f9 noti fratelli Cairoli, essa \u00e8 considerata una delle \u201cmadri della nazione\u201d. Tuttavia sono diverse le donne che furono in prima linea nella lotta risorgimentale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">All&#8217;inizio del 1821 nacque il ramo femminile della Carboneria: le affiliate si chiamavano \u201cGiardiniere\u201d perch\u00e8 ufficialmente si incontravano nei giardini delle loro ville per parlare di erbe e fiori. Il loro motto era \u201cOnore e virt\u00f9\u201d e potevano portare un pugnale, nascosto tra la calza e la giarrettiera, solo dopo aver superato un lungo apprendistato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sia al Sud che al Nord, in molte parteciparono in prima persona alla lotta armata: le troviamo sulle barricate di Milano, Novara, Mantova, Venezia, nel Cilento, in Campania, in Sicilia e nella spedizione dei Mille. Ed era proprio dietro ai ripari improvvisati delle barricate che a Palermo, il 12 gennaio 1848, Santa Diliberto, merciaia, distribuiva agli uomini le coccarde tricolori che aveva cucito per tutta la notte, tappezzando anche i carri e i materassi con i colori della nazione. A Messina, Rosa Donato si aggirava per le strade della citt\u00e0 manovrando un vecchio e pesante cannone ovunque ci fosse bisogno di una bordata. Accanto a lei Giuseppina Vadal\u00e0, armata di fucile e della sua forte voce di popolana incitava i cittadini a ribellarsi e a combattere l&#8217;esercito borbonico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nello stesso anno a Milano, Maria Giuditta Galimberti Facchini, lanciava sassi dalle finestre della sua casa e quando scese in piazza per raccogliere altre pietre, venne gravemente ferita da un colpo di fucile. Nella stessa citt\u00e0 Luigia Battistotti Sassi era riuscita a trafugare delle pistole all&#8217;esercito austriaco e combatt\u00e8 strenuamente per tutte e cinque le giornate.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel frattempo la leggendaria bella Gigogin, giovanissima orfana piemontese, fugg\u00ec dal suo istituto per raggiungere gli insorti a Milano. Qui conobbe Mameli e fra i due scoppi\u00f2 un amore intenso, tanto da farsi arrestare per salvare il suo amante dalla polizia austriaca che lo pedinava, iniziando a lanciare insulti in strada contro l&#8217;imperatore Ferdinando II.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 1860 Rosalie Montmasson e Antonia Masanello parteciparono in prima persona alla spedizione dei Mille. Insieme a queste vi era la contessina piemontese Maria Salasco, la quale dopo essere fuggita dal convento dove il padre l&#8217;aveva rinchiusa e aver partecipato alle Cinque Giornate di Milano, conobbe Garibaldi nel 1854 e lo segu\u00ec nello sbarco di Marsala. Qui si occupava principalmente delle ambulanze militari, ma \u00e8 nota per un episodio alquanto eroico. Non appena sbarcati, le navi borboniche aprirono un fuoco intenso sui garibaldini e alcuni iniziarono a fuggire, ma fu proprio Maria a riportare l&#8217;ordine tra le truppe e a posizionare i cannoni contro le navi borboniche.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Molte donne, anche se non parteciparono in prima linea ai combattimenti, furono tra le principali finanziatrici del Risorgimento. \u00c8 il caso di Giuditta Bellerio Sidoli, amante di Mazzini, con il quale fond\u00f2 il giornale politico \u201cLa Giovine Italia\u201d e di cui fu responsabile e contabile. Oppure di Nina Schiaffino Giustiniani che nel suo salotto filo-repubblicano raccoglieva cospicui fondi e svolgeva attivit\u00e0 di propaganda a favore della \u201cGiovine Italia\u201d. Tuttavia la principale promotrice del Risorgimento fu Cristina Trivulzio Belgiojoso, la quale finanzi\u00f2 cospicuamente una serie di moti ribelli, come il colpo di mano mazziniano del 1834 nel Regno di Sardegna, per la quale occasione lei stessa ricam\u00f2 le bandiere degli insorti. Ad essa \u00e8 legato un altro episodio particolare risalente ai moti napoletani del 1848. Durante l&#8217;insurrezione partenopea Cristina si trovava a Napoli, ma quando venne a sapere che a Milano altri patrioti erano insorti decise di raggiungerli e pag\u00f2 il viaggio a tutti i napoletani che vollero seguirla.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A tutte le patriote e i patrioti dell&#8217;epoca era piuttosto chiaro un aspetto, ossia il fatto che non avrebbe potuto esserci alcuna lotta nazionale senza una lotta sociale. \u00c8 per questo che molte patriote si impegnarono attivamente nella lotta alla povert\u00e0 e alla mancanza di tutele. Oltre alla succitata Adelaide Cairoli, vi era Laura Solera Mantegazza, che nel 1848 si occup\u00f2 virtuosamente dei feriti durante le Cinque Giornate di Milano e due anni dopo fond\u00f2 nella stessa citt\u00e0 il primo ricovero d&#8217;Italia per bambini lattanti, al quale ne seguirono altri nel giro di pochi anni. Mentre nel 1862 fond\u00f2 l&#8217;associazione nazionale operaia femminile e istitu\u00ec una serie di scuole per istruire le operaie adulte. Nella sua casa milanese vi \u00e8 tutt&#8217;oggi una lapide marmorea con su scritto: \u201cIn questa casa abit\u00f2 molti anni e istitu\u00ec il primo ricovero dei bambini lattanti, Laura Solera Mantegazza, vera madre del povero.\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Molto attiva nel medesimo campo era Bianca De Simoni Rebizzo, la quale fond\u00f2 a Genova un asilo infantile e un collegio femminile, il quale per\u00f2 venne chiuso in quanto si sosteneva che essa facesse alle ragazze propaganda nazionale e repubblicana di stampo mazziniana. Solo dopo l&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia fu riaperto il collegio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Diversa era invece l&#8217;attivit\u00e0 di Laura Beatrice Oliva, soprannominata \u201cla poetessa del Risorgimento\u201d, in quanto abilissima scrittrice di versi sull&#8217;indipendenza nazionale, nei quali esaltava i martiri della patria e si appellava alle donne italiane perch\u00e8 lottassero per la causa nazionale:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cIl ciel ripose<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">in noi madri, in noi spose,<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">le sorti liete della patria o il danno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se concordi saremo dell&#8217;alta impresa<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">restano i figli nostri in sua difesa.\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;augurio \u00e8 che oggi come allora tutte le donne partecipino alla nostra lotta di liberazione con lo stesso spirito delle loro antenate e nella convinzione che, come disse Garibaldi, \u201ccon donne simili una nazione non pu\u00f2 morire\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Bibliografia<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">AA. VV., <i>Donne del Risorgimento, <\/i>Il Mulino, 2011.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Bertolo Bruna, <i>Donne del Risorgimento: le eroine invisibili dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia, <\/i>Ananke 2011.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">Luca Mancini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPrima ancora dunque che alla causa femminile io mi ero votata a quella della mia patria e il mio amore per la prima nacque dal mio amore per la seconda\u201d Con queste parole Adelaide Cairoli descriveva il proprio sentimento patriottico. Madre dei pi\u00f9 noti fratelli Cairoli, essa \u00e8 considerata una delle \u201cmadri della nazione\u201d. Tuttavia sono diverse le donne che furono in prima linea nella lotta risorgimentale. 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