{"id":13185,"date":"2015-03-09T08:48:15","date_gmt":"2015-03-09T08:48:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13185"},"modified":"2015-03-09T08:48:15","modified_gmt":"2015-03-09T08:48:15","slug":"senso-storico-ed-educazione-alla-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13185","title":{"rendered":"Senso storico ed educazione alla storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><em>D&#8217;altronde detesto tutto ci\u00f2 che mi istruisce soltanto,<\/em><br \/>\n<em> senza ampliare o eccitare immediatamente la mia attivit\u00e0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questo motto Nietzsche citava Goethe nell&#8217;incipit delle sue riflessioni <em>Sull&#8217;utilit\u00e0 e il danno della storia.<\/em><br \/>\nE cos\u00ec continuava: &#8220;Vi \u00e8 un grado d&#8217;insonnia, di ruminazione, di senso storico, in cui l&#8217;essere vivente viene danneggiato e alla fine va in rovina, sia esso un uomo, un popolo o una civilt\u00e0.&#8221;<br \/>\nVi \u00e8 in altri termini un momento in cui il passato diventa soffocante e impedisce l&#8217;azione volta al cambiamento. Il popolo d&#8217;Italia oggi sembra apatico e dormiente, ma \u00e8 tale proprio perch\u00e9, magari, davvero non dorme e non riposa: la <em>ruminazione <\/em>su un passato fatto di vincoli e sacrifici, dell&#8217;elemosinare un lavoro che non c&#8217;\u00e8 o dell&#8217;accettare un lavoro che non onora le proprie capacit\u00e0 e abusa le proprie forze, di diritti persi e obblighi acquisiti, di bollette fisse e di salari precari, rende <em>insonne<\/em> il presente e <em>rovina<\/em> il futuro.<br \/>\nForse allora l&#8217;incapacit\u00e0 di ribellarsi non \u00e8 inerzia, non \u00e8 una fame non ancora urgente, non \u00e8 manipolazione mediatica. non solo, almeno. \u00c8 tracotanza di <strong>senso storico<\/strong>, \u00e8 essere sottomessi dal proprio passato, \u00e8 essere intrappolati nel dolore, nella memoria. La memoria \u00e8 utile solo quando \u00e8 comprensione degli errori, quando \u00e8 ammirazione del giusto, non passivit\u00e0 verso l&#8217;ingiusto.<br \/>\nE se mentre la vita spinge in avanti, si mantiene sempre lo sguardo rivolto indietro, per proseguire si ha bisogno degli occhi degli altri. e gli altri, in cambio, si prenderanno le nostre braccia, i nostri piedi, la nostra volont\u00e0.<!--more--><br \/>\nChe sia il quotidiano vivere, un&#8217;idea o un partito, non \u00e8 mai facile abbandonarli anche se &#8211; anzi: soprattutto se &#8211; tradiscono le nostre aspettative, perch\u00e9 proprio allora si fa pi\u00f9 viscerale la vanit\u00e0, sempre pronta a mascherare la delusione. Quella vanit\u00e0 diventa senso storico e ci fa affermare: \u00abIl mio partito \u00e8 di sinistra, non pu\u00f2 per definizione fare qualcosa che vada contro i diritti dei lavoratori!\u00bb, oppure \u00abIl mio partito \u00e8 di destra, non pu\u00f2 per definizione fare qualcosa che spenga il motore economico del paese, l&#8217;impresa!\u00bb, o ancora \u00ab\u00c8 comunque il meno peggio&#8230;altrimenti cosa ci rimane?!\u00bb.<br \/>\nRinunciare alle proprie certezze &#8220;storiche&#8221; significa rinunciare a una parte della propria anima. \u00e8 una sensazione che conoscono bene, in tutta la sua rabbiosa impotenza, coloro che devono subire un intervento chirurgico: privarsi di una parte di s\u00e9, sebbene si sappia che non funzioni pi\u00f9 come dovrebbe, \u00e8 arduo: \u00e8 accettare che una parte del proprio corpo muoia. Il s\u00e9 deve patire l&#8217;umiliazione della disintegrazione, prima di tornare a riunirsi alla vita. E con l&#8217;anima, che ha organi ben pi\u00f9 delicati e ben pi\u00f9 indispensabili, \u00e8 ancora pi\u00f9 arduo.<br \/>\nE allora si cede pi\u00f9 facilmente alla vanit\u00e0, ci si aggrappa ad un <em>alibi storico<\/em>, ed \u00e8 cos\u00ec che si rinuncia a capire. Per questo nessuno si rende conto che quel senso storico \u00e8 la cosa pi\u00f9 lontana dalla <strong>storia<\/strong>, dalla vita, da ci\u00f2 che accade e pu\u00f2 accadere.<br \/>\nIl senso storico, l&#8217;alibi che nasconde il fallimento delle proprie scelte, diventa anzi finestra chiusa sulla storia, un facile porto sulle rive dell&#8217;incertezza e della paura. perch\u00e9 l&#8217;uomo ha sempre bisogno di un porto, preferibilmente di arrivo, piuttosto che di partenza. perch\u00e9 partire significa ricominciare, rimettere tutto in discussione, spogliarsi dei preconcetti e cucire nuovi abiti per le nuove taglie della nostra consapevolezza.<br \/>\nLa differenza tra senso storico ed educazione alla storia \u00e8 la stessa che intercorre tra istinto soggettivo e ragione critica, tra egoismo e reciprocit\u00e0, tra individualismo e appartenenza sociale.<br \/>\nCome fare per educarci alla storia? liberiamoci delle vecchie etichette che non spiegano pi\u00f9 il mondo, dimentichiamo le vecchie concezioni del passato che non danno pi\u00f9 frutti, non rimaniamo a piangere sui sepolcri di una vita che non vogliamo, di partiti che non ci sono pi\u00f9, non aggrappiamoci pi\u00f9 al grembo sterile del senso storico, ma muoviamoci verso l&#8217;orizzonte fecondo della storia, che trasforma e crea nuove occasioni, imparando dai propri errori.<br \/>\n<strong>&#8220;Certamente noi abbiamo bisogno di storia ma in modo diverso di come ne ha bisogno il raffinato indolente nel giardino del sapere, noi ne abbiamo bisogno per la vita e per l&#8217;azione&#8221;.<\/strong><br \/>\nE non c&#8217;\u00e8 vita, non c&#8217;\u00e8 azione nella rassegnazione di chi si lamenta, di chi aspetta senza organizzarsi, di chi \u00e8 diffidente senza sperare, di chi \u00e8 prudente senza cercare nuove soluzioni politiche.<br \/>\nNon dobbiamo essere i &#8220;becchini del presente&#8221;, ma di un passato di sofferenze e sacrifici che ripudiamo perch\u00e9 non meritiamo. abbandoniamo fedi che ci hanno tradito, non salviamole, ma salviamo noi stessi. Il leader che aspettiamo sar\u00e0 la nuova politica che sapremo trasformare e creare.<br \/>\nDobbiamo tornare a costruire il nostro futuro. Questa \u00e8 l&#8217;epoca del consumismo? bene! diventiamo consumatori del nostro futuro! torniamo a volere, a bramare, a consumare la felicit\u00e0 di <em>partecipare<\/em> alla nostra vita, di <em>essere<\/em> il nuovo partito, dove ognuno riavr\u00e0 i propri occhi per guardare la nostra storia senza pi\u00f9 inganni e senza pi\u00f9 abusi, le braccia di tutti saranno unite e operose nel setacciare i chicchi dorati della giustizia sociale, eliminando sporcizia e impurit\u00e0, e i piedi riprenderanno spediti il cammino verso il futuro.<br \/>\nUn futuro dove potremo dire: &#8220;Eravamo assetati di lampi e di azioni, rimanemmo lontanissimi dalla felicit\u00e0 dei deboli, dalla rassegnazione&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>D&#8217;altronde detesto tutto ci\u00f2 che mi istruisce soltanto, senza ampliare o eccitare immediatamente la mia attivit\u00e0 &nbsp; Con questo motto Nietzsche citava Goethe nell&#8217;incipit delle sue riflessioni Sull&#8217;utilit\u00e0 e il danno della storia. 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