{"id":13213,"date":"2015-03-13T18:57:40","date_gmt":"2015-03-13T18:57:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13213"},"modified":"2015-03-13T18:57:40","modified_gmt":"2015-03-13T18:57:40","slug":"la-politica-in-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13213","title":{"rendered":"La politica in TV"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il declino delle classi dirigenti politiche \u00e8 un fatto innegabile. E non \u00e8 un fenomeno solo italiano, ma internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al declino delle classi dirigenti si \u00e8 ovviamente accompagnato un declino, anzi, un imbarbarimento della base e dell\u2019elettorato. E mi sembra che anche questo sia un fatto innegabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa trasfomazione in peggio, sia di chi \u00e8 preposto al governo della cosa pubblica, sia di chi \u00e8 preposto alla sua (s)elezione, il contributo pi\u00f9 importante lo hanno dato i media tradizionali ed in particolare la TV.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0La TV \u00e8 uno strumento e in quanto tale \u00e8 neutro. Pu\u00f2 fare del bene o pu\u00f2 fare del male ai suoi utenti. Tutto dipende da quali obiettivi muovono coloro che ne indirizzano i contenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre quindi porsi una domanda: la TV in Italia \u00e8 sempre stata uno strumento indirizzato per fare del male ai suoi utenti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente no. La RAI dalla sua istituzione fino a quando non \u00e8 entrata in competizione e concorrenza con la televisione privata commerciale, ha svolto un lavoro molto importante nel progresso della societ\u00e0 italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cancro televisivo \u00e8 stato, quindi, l\u2019introduzione del sistema commerciale made in USA da parte di Berlusconi a cavallo tra la fine degli anni \u201970 e l\u2019inizio degli anni \u201980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Un nuovo modo di fare TV, di fare spettacolo, l\u2019introduzione di nuovi modelli da seguire, alieni alla cultura e ai costumi degli italiani, l\u2019introduzione di un nuovo linguaggio hanno fatto da volano, insieme a musica e cinema, ad una trasformazione dell\u2019utente televisivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La televisione commerciale ha creato la figura del consumatore, che nel corso degli anni ha sostituito quella del cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo processo di trasformazione si \u00e8 adeguata la comunicazione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica in TV c\u2019\u00e8 sempre stata, ma quello che \u00e8 cambiato nel corso degli anni \u00e8 stato l\u2019obiettivo della sua presenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 passati dalla informazione politica trasmessa dalle \u201ctribune elettorali\u201d, alla vendita su scaffale del prodotto politico meglio comunicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli albori di questo processo li possiamo riscontrare a cavallo tra gli anni \u201980 e gli anni \u201990, quando tutte le forze politiche iniziarono ad utilizzare lo strumento dello spot pubblicitario per comunicare il messaggio politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni esempi sono i 4 spot del PSI che vedevano Bettino Craxi intervistato da Giovanni Minoli in 4 ambienti diversi: <a href=\"https:\/\/youtu.be\/MeuM8seWNeE\">un\u2019aula universitaria<\/a>, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/CJ-cxe39cDQ\">una fabbrica<\/a>, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/An33ferd_0k\">un supermercato<\/a> e <a href=\"https:\/\/youtu.be\/xbec2gYxXfk\">un parco pubblico<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure gli <a href=\"https:\/\/youtu.be\/neZwjDnhBho\">spot della DC<\/a> o del <a href=\"https:\/\/youtu.be\/XlI_SeHqQQQ\">PCI<\/a>. La politica aveva iniziato ad adeguare il suo linguaggio a quello della televisione commerciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre nello stesso periodo i personaggi politici venivano avvicinati dal piccolo schermo in ambientazioni diverse da quelle che avevano avuto fino ad allora, proprie della comunicazione televisiva tradizionale e cio\u00e8 le tribune politiche o gli studi dei telegiornali. Un esempio di sconfinamento \u00e8 quello di <a href=\"https:\/\/youtu.be\/7fFW3tsT-oo\">Giulio Andreotti ospite nella trasmissione di intrattenimento TV \u201cBiberon\u201d<\/a>. Uno sconfinamento blando se vogliamo, visto che il programma trattava di satira politica. Ed infatti anche qui parliamo di albori della spettacolarizzazione della politica, se li paragoniamo alla presenza odierna dei personaggi politici nelle trasmissioni televisive di intrattenimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro fenomeno si faceva strada nella TV degli anni \u201980 e \u201990: il \u201ctalk show\u201d con aperture al pubblico che diventava, di fatto, uno degli ospiti fissi del programma. Penso in particolare a due trasmissioni: <a href=\"https:\/\/youtu.be\/nD8XpP4RduM\">\u201cSamarcanda\u201d di Michele Santoro<\/a> e \u201c<a href=\"https:\/\/youtu.be\/P1ZptnwEAJw\">Milano, Italia\u201d di Gad Lerner<\/a>. Due trasmissioni che hanno introdotto in Italia la comunicazione politica viscerale, quella che colpisce alla pancia, perfettamente in linea con la comunicazione politica di Grillo e Casaleggio adottata nel M5S con mezzi non televisivi. Un parallelismo che funziona molto bene anche nel descrivere l\u2019uso del pubblico (nelle trasmissioni) e degli attivisti (nel M5S): ad entrambi viene chiesto di rispondere alle domande gi\u00e0 decise dalla redazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni \u201990 vedono un crescendo di trasmissioni di approfondimento politico nel quale i personaggi politici della seconda Repubblica, in un primo momento, devono dividere la scena televisiva con i cosiddetti \u201copinionisti\u201d e successivamente anche con i personaggi dello spettacolo, tipo Alba Parietti o Valeria Marini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Benvenuti nell\u2019era della \u201cPolitica Pop\u201d, cos\u00ec come definita da <a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815132734\">un libro edito nel 2009 da \u201cIl Mulino\u201d<\/a>, nel quale gli autori (Gianpietro Mazzoleni e Anna Sfardini) svolgono una interessante analisi sulle odierne dinamiche tra Politica e TV, <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/l-intervista-gianpietro-mazzoleni.html\">di cui per\u00f2 non condivido le conclusioni in quanto Mazzoleni considera come un fatto positivo l\u2019adeguamento del messaggio politico agli standard televisivi<\/a>.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nei talk show politici, primariamente nel Porta a Porta di Bruno Vespa, a met\u00e0 programma accanto a D\u2019Alema, Amato, Rutelli o Berlusconi possono entrare in studio Anna Falchi, Melba Ruffo, Valeria Marini, Alba Parietti, Sabrina Ferilli e subretterie varie, con una seria aggressione alla credibilit\u00e0 della politica della TV, ma con una conferma spettacolare che la televisione \u00e8 fungibilit\u00e0 assoluta, l\u2019importante \u00e8 esserci [\u2026]: d\u2019altronde, a discolpa delle starlet invitate non si ha notizia di nessun uomo politico che prima di accettare l\u2019invito abbia posto la condizione ultimativa e politicamente scorretta \u201csi, ma niente cretine in studio\u201d [Berselli 2003, 472-473].<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questo quadretto del salotto d\u2019onore di Rai Uno ben riassume alcune specificit\u00e0 della politica televisiva ridotta a contenuto dell\u2019infotainment nel formato del talk show: in questi spazi ibridi di seriet\u00e0 e leggerezza, informazione e intrattenimento, viene legittimato con efficacia il salto di confini tra professionisti e dilettanti, in nome del diritto d\u2019accesso allo spazio pubblico mediatizzato e della permeabilit\u00e0 tra aree di competenza diverse. \u00c8 cos\u00ec che il politico si ritrova a fare la soubrette, e la soubrette (o la velina) pu\u00f2 diventare un politico. Siamo, evidentemente, nell\u2019ambito del politainment gi\u00e0 solo in virt\u00f9 del mescolamento di esperienze vissute sul crinale tra il mondo dello spettacolo e quello della politica. La strategia della trasformazione si sviluppa secondo due traiettorie: da star televisiva a politico; da politico a personaggio televisivo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ecco alcuni esempi del primo tipo.<\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>Il critico d\u2019arte Vittorio Sgarbi, lanciato sulla piazza televisiva dal salotto del Maurizio Costanzo Show, si impone presto come voce forte, accattivante e aggressiva, capace di attirare gli ascolti e per questo contesa tra i canali dell\u2019etere. Personaggio perfetto per l\u2019arena politica degli anni \u201990, diviene pi\u00f9 volte membro del Parlamento e di amministrazioni comunali fino al 2008, quando viene eletto sindaco della citt\u00e0 di Salemi. La carriera di personaggio televisivo lo consacra al ruolo di \u00abopinionista\u00bb (altro ibrido vivente di politica e spettacolo). Insieme ad Alessandra Mussolini partecipa, tra l\u2019altro, al programma La pupa e il secchione (settembre 2006) nel ruolo di giurato.<\/em><em style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em> La soubrette Alba Parietti, definita \u00abcoscialunga della sinistra \u00bb, partecipa al programma Chiambretti Night nella puntata del 6 febbraio 2009, che ha Piero Fassino tra gli ospiti: dopo un ballo sensuale intorno alla sedia occupata dal politico, la Parietti dichiara di voler fare politica attiva, pur amareggiata per non essere mai stata presa in considerazione dal Pd come potenziale candidata.<\/em><em style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em> Luca Barbareschi, noto attore e conduttore televisivo, eletto come deputato del Popolo della libert\u00e0 alle elezioni politiche del 2008 e oggi vicepresidente della Commissione trasporti della Camera, dichiara a proposito delle polemiche sulla partecipazione al festival di Sanremo 2009 della cantante Iva Zanicchi, sua collega politica (\u00e8 eurodeputata dal maggio 2008):<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sono pienamente solidale con Iva Zanicchi, quando riafferma la legittimit\u00e0 della propria aspirazione a svolgere il proprio lavoro, che include anche la partecipazione al festival di Sanremo. \u00c8 incomprensibile che questo risveglio etico e morale della RAI si registri solo quando si tratta di artisti che siedono in Parlamento, mentre altri sono i conflitti d\u2019interesse [\u2026] Impedire agli artisti di svolgere il proprio lavoro mentre siedono in Parlamento, in quanto le loro apparizioni potrebbero influenzare l\u2019elettorato, equivale inoltre ad offendere gli italiani, che non sarebbero in grado di distinguere tra ruolo di cantante della Zanicchi, come il mio di attore, e quello di rappresentante delle istituzioni [tratto da www.lucabarbareschi.it].<\/em><em style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0<\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em> In preparazione alla stesura dell\u2019elenco dei candidati per l\u2019elezioni europee 2009, la sede romana del Pdl organizza un corso di formazione politica della durata di qualche giorno rivolto a una classe tutta al femminile composta da qualche giovane parlamentare del Popolo della libert\u00e0 e venticinque ragazze senza passato politico ma con qualche esperienza nel mondo dello spettacolo come attrici, concorrenti di reality o veline. Tutti i quotidiani riportano l\u2019intenzione espressa dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alle allieve stesse di candidarle alle europee \u00abper avere volti giovani, facce nuove per rinnovare l\u2019immagine del Pdl e dell\u2019Italia in Europa\u00bb. Dalle pagine del periodico online della Fondazione Farefuturo (presieduta da Gianfranco Fini) Sofia Ventura denuncia: \u00abse il problema della carente presenza femminile nei luoghi della politica tocca molte democrazie, anche se nel caso italiano si presenta in modo particolarmente acuto, vi \u00e8 una specificit\u00e0 tutta nostrana che aggrava ancor di pi\u00f9 la situazione. Ci riferiamo alla pratica di cooptazione di giovani, talvolta giovanissime, signore di indubbia avvenenza ma con un background che difficilmente pu\u00f2 giustificare la loro presenza in un\u2019assemblea elettiva come la Camera dei deputati o anche in ruoli di maggiore responsabilit\u00e0\u00bb. Sui media scoppia il caso velinismo e politica.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Neopolitici o aspiranti politici che provengono dal mondo dell\u2019intrattenimento televisivo hanno la necessit\u00e0, legata alla loro professione \u00abprimaria\u00bb, di frequentare gli studi televisivi e tutte le occasioni che lo spettacolo offre, anche perch\u00e9 fonte della loro popolarit\u00e0 e, dunque, della loro fortuna politica: cos\u00ec, la televisione intreccia nel suo discorso elementi che rinviano a un ruolo o all\u2019altro, privilegiando, come negli esempi sopra riportati, il principio della discordanza tra situazione comunicativa, seria o leggera, e competenza dell\u2019ospite, artistica o politica. Proprio su questa discordanza fa affidamento la politica pop.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il secondo tipo di trasformazione fa riferimento alla strategia della personalizzazione con cui il personaggio politico tenta di conquistare l\u2019affetto e la simpatia del pubblico, ovvero del potenziale elettorato. Gli esempi sono molteplici, soprattutto nei periodi di precampagna elettorale, come nel 2006:<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em> Piero Fassino partecipa al programma C\u2019\u00e8 posta per te per rincontrare e abbracciare la sua vecchia tata;<\/em><em style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em> Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli si prestano all\u2019intervista doppia di Le Iene, in cui raccontano le loro goliardate giovanili;<\/em><em style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em> Antonio Di Pietro e Renato Schifani si tirano letteralmente Torte in faccia in una puntata dell\u2019omonimo variet\u00e0;<\/em><em style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em> Silvio Berlusconi compie una maratona televisiva partecipando a diversi programmi: Il processo di Biscardi, Uno mattina, Il senso della vita, Tutte le mattine, L\u2019incudine, Liberi tutti &#8211; Storie di italiani.<\/em><em style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em> La trasformazione da politico a soubrette pu\u00f2 divenire in taluni casi anche definitiva, come nel caso eclatante di Irene Pivetti, che dopo essere stata la pi\u00f9 giovane presidente della Camera dei deputati (1994), abbandona la carriera politica per diventare giornalista d\u2019opinione per alcune testate giornalistiche e poi conduttrice televisiva di programmi di intrattenimento e infotainment, tra cui il reality show Bisturi (2004), assieme a Platinette. Intervistata da Maria Volpe che le chiede: \u00abSignora Pivetti si rende conto dello choc: lei, rigorosa, ex terza carica dello stato, va su Italia 1 con Platinette tra nasi nuovi e siliconi?\u00bb, la Pivetti risponde: \u00abNon c\u2019\u00e8 nulla di riprovevole. Ci sono politici in carica che cantano, suonano, ballano e bene fanno a farlo\u00bb (intervista pubblicata in \u00abCorriere della Sera\u00bb, 6 gennaio 2004).<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gi\u00e0 con la videopolitica, i programmi televisivi divengono, dopo i partiti e le istituzioni parlamentari, una sorta di \u00abterza palestra\u00bb per i leader politici, luoghi decisivi per la promozione della leadership. L\u2019incontro con i ritmi, i fasti e le regole dello spettacolo televisivo ha progressivamente trasformato la comunicazione politica, eleggendo la performance carismatica, \u00absimpatica\u00bb, \u00abautentica\u00bb a strategia privilegiata di conquista dell\u2019elettorato, in sintonia con il linguaggio e l\u2019estetica dominanti della TV. Imitando i meccanismi vincenti della soap opera e del talk show \u00abintimista\u00bb, l\u2019uomo politico mostra in TV le sue qualit\u00e0 personali, \u00abautentiche\u00bb, cercando di legittimarsi secondo i canoni della notoriet\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019attenzione per la rappresentazione di s\u00e9 accomuna tutti i personaggi che entrano a fare parte dello spettacolo televisivo, dal calciatore alla velina, dal politico all\u2019attore. Il passaggio del medesimo personaggio dal mondo dell\u2019entertainment a quello politico, e viceversa, si svolge senza soluzione di continuit\u00e0, producendo la ridefinizione della politica come mestiere, non certo vocazione, alternativo ad altri ugualmente intrecciati con la dimensione della celebrit\u00e0. Il politainment, in questo caso, diviene pi\u00f9 che una chiave interpretativa della realt\u00e0 politica, una vera e propria strategia. Molti leader politici amano farsi riprendere insieme alle star dello spettacolo sui palcoscenici mediatici, per suggerire l\u2019idea di una forte affinit\u00e0 tra la loro immagine e la cultura condivisa dal pubblico:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Alle persone non viene chiesto di pensare, di esprimere valori e interessi; esse vengono mobilitate dall\u2019una o dall\u2019altra parte attraverso un evento, per esempio la presenza di un attore a un comizio elettorale. La politica ormai si fa soprattutto in televisione, \u00e8 svuotata dei suoi contenuti e in TV si vedono spezzoni di informazione, con esponenti della \u00abchattering class\u00bb, politici ed esperti dei dibattiti televisivi, che ripetono giudizi in pillole che non vanno mai oltre il senso comune, attentissimi a non scontentare nessuno (intervista a Marcus Raskin, \u00abIl Manifesto\u00bb, 5 gennaio 2007).<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto sopra detto, la rottura del declino politico passa inesorabilmente attraverso il rifiuto della comunicazione politica cos\u00ec come maturata all\u2019interno degli schemi della televisione commerciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo metterci in testa che per vincere a livello politico dobbiamo tornare a dare dignit\u00e0 alla politica riposizionandola nel suo alveo naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo rifiutare, in quanto soggetti politici, di comunicare nei canali della pancia e del consumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo rifiutare di metterci in concorrenza con <a href=\"https:\/\/youtu.be\/R1qsSxLP87g\">Renzi che va ad \u201cAmici\u201d<\/a> o con <a href=\"http:\/\/www.oggi.it\/attualita\/notizie\/2014\/12\/02\/matteo-salvini-lancia-la-sfida-costruiro-unalternativa-a-renzi-e-correro-alle-primarie-del-centrodestra-anche-contro-berlusconi-esclusivo\/\">Salvini che si fa fotografare (quasi) nudo per &#8220;Oggi&#8221;<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11529\">tornare a parlare al cuore e al cervello delle persone<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo tornare ad essere cittadini e mai pi\u00f9 consumatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se lo faremo, CI LIBEREREMO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Andrea Franceschelli \u2013 ARS Abruzzo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P.S. ecco come vorrei tornare a vedere la politica in TV:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-wN_GX-mfy4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il declino delle classi dirigenti politiche \u00e8 un fatto innegabile. 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