{"id":13277,"date":"2015-03-24T09:05:35","date_gmt":"2015-03-24T09:05:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13277"},"modified":"2015-03-24T09:05:35","modified_gmt":"2015-03-24T09:05:35","slug":"svendite-e-tradimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13277","title":{"rendered":"Svendite e tradimenti"},"content":{"rendered":"<p>Dallo sgancio dello SME alle svendite di Stato per entrare nell\u2019\u20acuro (settembre 1992 &#8211; dicembre 1996)<br \/>\nL\u2019inizio della fine<\/p>\n<p>Dal 1987 la Lira era nello SME credibile (parit\u00e0 quasi fissa contro marco tedesco \u2013DEM-, Franco Francese \u2013FRF-, sterlina inglese GBP, scellino austriaco, fiorino olandese e franco belga le maggiori) e per tenere in equilibrio la moneta, ogni sera la Banca d\u2019Italia doveva intervenire sul mercato dei cambi comprando o vendendo lire. Se la lira risultava disallineata verso il basso con le altre monete dello SME la BdI comprava Lire, diminuendo le riserve di valuta pregiata e\/o di oro per l\u2019importo necessario; se risultava disallineata verso l\u2019alto vendeva Lire, aumentando di conseguenza le riserve di valuta pregiata (d\u2019ora in poi VP) e\/o di oro. La Lira tra il 1990 e l\u2019estate del 1992 scambi\u00f2 a \u00a3750 ca contro DEM (il marco tedesco era la moneta di riferimento dello SME), ed era a \u00a3765 la mattina di quel fatidico 13 luglio.<\/p>\n<p>La speculazione internazionale (tra cui il gruppo guidato da Soros), a cominciare dalla primavera del \u201992, prese di mira la Lira italiana e la Sterlina inglese: le valute pi\u00f9 \u201cdeboli\u201d in quel tribolato periodo.<br \/>\nSarebbe bastato che le altre banche centrali \u201calleate\u201d intervenissero per tempo a sostegno della BdI e dalla BoE (aumentando le loro riserve di Lire e sterline) ma non accadde e\/o se lo fecero, fu fatto in maniera tanto blanda da non preoccupare assolutamente la speculazione: quest\u2019evenienza gi\u00e0 avrebbe dovuto far capire ai nostri politici che all\u2019interno della UE non vi era alcuna coesione e che in quella \u201ccasa comune\u201d tanto desiderata, non appena se ne fosse presentata l\u2019occasione, i coinquilini ti avrebbero svaligiato la dispensa e l\u2019argenteria e gli inglesi lo capirono eccome.<\/p>\n<p>I ripetuti appelli ai governi alleati fatti da BdI e BoE restarono senza risposta: Italia e Gran Bretagna vennero abbandonate al proprio destino. Nell\u2019arco di pochi mesi la BdI esaur\u00ec le riserve di VP per un importo complessivo pari a $73 miliardi (\u00a391000 miliardi), finiti tutti nelle mani degli (increduli) speculatori. Per continuare a difendere ancora quell\u2019assurda parit\u00e0 si sarebbero dovute intaccare le RISERVE AUREE e solo a quel punto Roma e Londra decisero di abbandonare il cambio fisso: Italia e Inghilterra uscirono dallo SME e Lira e Sterlina furono lasciate libere di fluttuare sul mercato valutario, rispettivamente il 13 e il 16 settembre 1992.<br \/>\nSe tale irrimandabile decisione fosse stata presa per tempo, cio\u00e8 alle prime avvisaglie di \u201ctradimento\u201d da parte degli altri di SME, Lira e sterlina avrebbero certamente svalutato di meno e senza quella drammatica urgenza che contraddistinse quei convulsi giorni di settembre e soprattutto si sarebbe salvata la grandissima parte di quei $73 miliardi in VP che poi pesarono enormemente sul bilancio italiano.<\/p>\n<p>In breve tempo entrambe le monete svalutarono pesantemente, scaricando tutta l\u2019inflazione accumulata in pi\u00f9 della zona-marco dal 1987 (entrata in vigore SME credibile) ad allora. L\u2019Italia dal 1986 al 1992 compresi (7 anni), aveva accumulato un\u2019inflazione pari al 40% ca (invece per la Gran Bretagna fu del 35,6%) contro la media di periodo cumulata da Germania, Francia, Austria, Belgio e Olanda pari al 16,3%: ben il 23,7% in pi\u00f9 (il 19,3% per la GB) che grazie all\u2019impossibilita di svalutare la moneta non si potette scaricare sul cambio man mano che si accumulava e che poi richiese quello shock annunciato. Chiaramente era proprio l\u2019inflazione l\u2019indicatore che teneva d\u2019occhio la speculazione internazionale. Troppo facile! Un ricco pasto alle spese di italiani e britannici si poteva consumare tranquillamente, e cos\u00ec fu.<\/p>\n<p>La Lira, il giorno 3 aprile 1995, tocc\u00f2 \u00a31255,1 contro marco, il minimo di sempre: da quel 13 settembre del \u201892 aveva svalutato complessivamente del 64% (la sterlina tocc\u00f2 il suo minimo contro marco a 0,4681 il 19\/11\/1995, con una svalutazione pari al 31% ca); il 31 dicembre del 1995 la Lira chiudeva a \u00a31104 per un marco tedesco: in meno di 4 mesi recuper\u00f2 circa il 13,6%.<\/p>\n<p>Nel 1996 sarebbe partito il road-show dell\u2019\u20acuro che avrebbe fissato la parit\u00e0 assoluta tra le valute che avevano deciso di confluirvi e tale notizia era nota gi\u00e0 da molto tempo prima di quel 3 aprile \u201895; dopo diversi infuocati forum di politica monetaria tra i Paesi interessati, la parit\u00e0 indicata doveva essere di \u00a3985\/990 contro DEM. Per quella data di sicuro sarebbe mancata per sempre la Sterlina: la Thatcher, dopo la sonora batosta assorbita consider\u00f2 NULLA la credibilit\u00e0 degli altri partner dello SME e mise un veto insormontabile che neanche il convintissimo \u201c\u20acuropeista\u201d Tony Blair riusc\u00ec pi\u00f9 a rimuovere: la Gran Bretagna non sarebbe mai pi\u00f9 entrata nel progetto \u2013fotti il tuo vicino- \u20acuro.<\/p>\n<p>Il 31\/12\/1995 il cambio contro dollaro (USD) era il seguente: \u00a31546 per USD; DEM 1,40 per USD; intanto, come abbiamo appena visto, la Lira era gi\u00e0 stata rivalutata del 13,6% e per raggiungere la parit\u00e0 indicata (\u00a3985\/990 contro DEM) si doveva rivalutare ancora di un buon 11\/11,5%.<br \/>\nUna rivalutazione monetaria pu\u00f2 avvenire in tre modi;<br \/>\nla tua moneta si rivaluta se:<br \/>\nI) \u00e8 molto richiesta sul mercato dei cambi perch\u00e9 considerata Riserva Valutaria Pregiata;<br \/>\nII) \u00e8 molto richiesta come mezzo di pagamento per comperare merci\/servizi provenienti dal tuo Paese;<br \/>\nIII) se la Banca Centrale decide di comprare Lire vendendo altre valute pregiate e\/o oro.<br \/>\nDal 3 aprile 1995 (minimo storico contro DEM) al 31 dicembre 1996 la Lira (dopo che dal 13 settembre del 1992 al 3 aprile \u201895 svalut\u00f2 del 64%) dovette rivalutare complessivamente del 26,5%, portandosi da \u00a31255 a \u00a3990 per singolo marco tedesco e detta rivalutazione fu fatta nel III modo indicato: la Banca d\u2019Italia (Bdi) us\u00f2 tutte le risorse disponibili provenienti dalle cessioni di aziende statali (svendite di Stato) avvenute dal 1993 al 1996, sommate a quelle provenienti dal surplus della bilancia commerciale che (come vedremo pi\u00f9 avanti) esplose dal settembre del 1992 in poi per una cifra complessiva pari a circa $200 miliardi (circa $30 mld provenienti dalle svendite + 170 di saldo di bilancia commerciale).<br \/>\nIn pratica si usarono le Valute Pregiate (Dollari, Marchi, Yen, sterline, CHF, FRF ecc) provenienti dall\u2019immane saldo positivo delle bilance commerciali e, ancora peggio, si trasformarono in valuta pregiata anche le Lire provenienti dalle svendite di stato transate sul suolo nazionale per comprare altri USD, DEM, JPY, GBP, FRF ecc che poi vennero riutilizzate per ricomprare Lire sul mercato delle valute (forex), allo scopo di riallineare il cambio secondo i dictat di Bruxelles.<br \/>\nQuesta \u00e8 la realt\u00e0 che supera la fantasia: comprammo Valuta Pregiata dai nemici commerciali storici (facendo alzare marginalmente il valore delle loro monete) per ricomprare Lire!<br \/>\nSia ben chiaro che in quell\u2019aprile del 1995, dopo il TRADIMENTO di quelli che si credevano degli alleati, avremmo potuto tranquillamente scegliere la STESSA STRADA INGLESE e NON far parte dell\u2019\u20acuro, ma, evidentemente, ad un\u2019intera classe politica, industriale e dirigenziale NON INTERESSAVA ASSOLUTAMENTE il BENE della NAZIONE e del POPOLO ITALIANO e lo sapeva benissimo il-non-stinco-di-Santo Bettino Craxi che dall\u2019esilio in Tunisia continuava a ripeterlo inascoltato.<\/p>\n<p>Quando mister Draghi ebbe a dire \u201cl\u2019\u20acuro \u00e8 irreversibile poich\u00e9 troppe risorse sono state investite\u201d si riferiva alle NOSTRE RISORSE che andavano a foraggiare i LORO INTERESSI.<br \/>\nPer poterci sedere, da SICURI PERDENTI, a quel tavolo di poker composto essenzialmente da bari e traditori occorsero ben 200 miliardi di dollari: ovviamente NOI eravamo i polli da spennare, e cos\u00ec fu.<\/p>\n<p>Ad una prima occhiata sembra che, nel periodo post 03\/04\/1995, la Germania e l\u2019Italia si siano venuti incontro, la prima svalutando il DEM e la seconda rivalutando la Lira, ma dopo un\u2019attenta analisi sulle altre monete dello SME mi son reso conto che fu un\u2019azione (deleteria) unilaterale dell\u2019Italia: il franco francese, lo scellino austriaco, il franco belga e il fiorino olandese mantennero tutti la stessa parit\u00e0 rispetto al marco (e di conseguenza all\u2019allineamento con il cambio contro Dollaro USA), per cui \u00e8 impensabile che tutti questi attori, notoriamente altruisti come ampiamente dimostrato nella crisi monetaria del 1992, abbiano operato un\u2019azione congiunta per aiutare gli scansafatiche e profittatori, \u201cbravi-solo-a-svalutare-la-Liretta\u201d italiani. Piuttosto tocc\u00f2 anche alla Peseta spagnola (ESP) una bella rivalutazione, visto che pass\u00f2 da ESP 92,2 (3\/4\/1995) a circa 85 (31\/12\/1996) contro marco per far parte anche loro dell\u2019esclusivo club, con una rivalutazione del +9%. Ess\u00ec che anche gli spagnoli, da buoni mediterranei, ne avevano gi\u00e0 accumulata d\u2019inflazione in pi\u00f9 (che stanno ancora pagando a carissimo prezzo tutt\u2019oggi, a botte di tagli salariali e di diritti acquisiti).<br \/>\nLa sterlina inglese da quel giorno prese la via \u201camericana\u201d e d\u2019allora in poi segu\u00ec pi\u00f9 da vicino i movimenti del dollaro dei \u201ccugini\u201d statunitensi.<\/p>\n<p>Ma torniamo a noi; furono \u201csolo\u201d $200 miliardi gli impieghi che occorsero per entrare nel club-fotti-il-tuo-vicino-\u20acuro?<br \/>\nCerto che no!<br \/>\n(considerando anche le pesantissime manovre finanziare fatte in nome dell&#8217;ingresso nel club si stima che il totale sia da aumentare di almeno altri 50 miliardi di dollari).<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 doveroso tornare a quel luglio del 1992.<br \/>\nNon appena la Lira si svalut\u00f2 l\u2019industria italiana cominci\u00f2 ad esportare come MAI era accaduto in precedenza: i saldi di bilancia commerciale furono di -1 miliardo di USD nel 1992, di +32 miliardi nel 1993, +36 nel \u201994, di +43 nel \u201995 e +60 nel \u201896. In questi 5 anni si realizz\u00f2 un saldo netto mai visto prima, pari a ben +170 miliardi di dollari dell\u2019epoca, RIDICOLIZZANDO la Germania (che nello stesso periodo si ferm\u00f2 a +40) e arrivando secondi al mondo dietro al solo Giappone (+370 mld di USD nel periodo).<br \/>\nIl PIL del 1992 fu di $1272 mld, quasi l\u201911% in pi\u00f9 del 1991 ($1147 mld) che per\u00f2 nel 1993 si ridusse del -19,3% ($1026 mld), ma che nel 1994 crebbe del +3,3% ($1059 mld), nel 1995 del +6,9% ($1132 mld) e ancora del +11,9% nel 1996 ($1266 mld), recuperando quasi del tutto la forte caduta del 1993. (dal 1992 al 1996 la Germania crebbe il proprio PIL del +31,4%, mentre l\u2019Italia del +13,8%).<br \/>\nCosa accadde in quei 60 mesi?<br \/>\nAvendo approvato il piano di svendita delle aziende statali, partito nel 1993, da quell\u2019anno si cominciano a tagliare progressivamente gli investimenti statali lordi che compariamo con quelli tedeschi in percentuale ai rispettivi PIL:<br \/>\nanno\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026Italia \u2026\u2026\u2026&#8230;&#8230;Germania<br \/>\n1992\u2026\u2026\u2026\u2026\u202621,3%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;23,5%<br \/>\n1993\u2026\u2026\u2026\u2026\u202618,8%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;22,2%<br \/>\n1994\u2026\u2026\u2026\u2026\u202618,7%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;22,4%<br \/>\n1995\u2026\u2026\u2026\u2026\u202620,1%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;22,4%<br \/>\n1996\u2026\u2026\u2026\u2026\u202619,3%&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;21,3%<br \/>\nTotale 5 anni\u2026..98,2%&#8230;&#8230;&#8230;.111,8%<br \/>\nMedia annua\u2026&#8230;.19,64%&#8230;&#8230;&#8230;.22,36%<br \/>\nDifferenza di periodo rispetto alla Germania -13,6%; differenza annua -2,72%.<\/p>\n<p>La media degli stessi investimenti nei 10 anni precedenti (1982-1991) era molto simile tra i due Paesi: del 22,61% per l\u2019Italia e del 22,38% per la Germania. Mentre la Germania ha tenuto costanti gli investimenti (nonostante i numeri del PIL tedesco fossero pressappoco doppi rispetto a quelli italiani per una popolazione superiore \u201csolo\u201d del +33% come dimostra l\u2019esempio sul 1996 qui sotto) l\u2019Italia li ha addirittura ridotti del -3% rispetto al decennio precedente. La Francia, nonostante abbia sempre investito una percentuale di PIL inferiore (17,7% nello stesso periodo), grazie alla differenza di numeratore del PIL mette a disposizione una somma pro-capite maggiore di circa il +5%.<br \/>\nInvestimenti lordi statali pro-capite in dollari USA<br \/>\nAnno\u2026\u2026.Italia\u2026\u2026Germania \u2026\u2026.Francia<br \/>\n1996\u2026\u2026.4285\u2026\u2026&#8230;6224\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;.4480<br \/>\nIntanto il peso degli interessi sul debito comincia a divenire opprimente.<br \/>\nNel 1981 il rapporto debito\/PIL italiano era pari al 58%. Lo Stato, dal 14\/10\/1971 (primo intervento sui tassi d\u2019interesse dopo la sgancio del dollaro dalla parit\u00e0 aurea) al 29\/08\/1980 (ultimo intervento sui tassi d\u2019interesse della BdI prima del divorzio Tesoro-Banca d\u2019Italia del marzo 1981) si finanzi\u00f2 ad un tasso medio NEGATIVO pari al -5,265% (differenza tra tassi d\u2019interesse della BdI &#8211; inflazione reale). Per esportare capitali oltre frontiera vi era necessit\u00e0 di chiedere autorizzazioni ai ministeri preposti. Questa era la \u201crepressione finanziaria\u201d che obbligava i detentori di grossi capitali ad investirli o in attivit\u00e0 reali (industria, immobiliare, commercio, agricoltura ecc) o in titoli azionari con un rischio d\u2019impresa e assoluto chiaramente maggiore: se volevi tenere il denaro al sicuro in seno a mamma Stato (BOT, CCT ecc) dovevi pagare il servizio di conservatoria e tesoreria. In ogni modo la quantit\u00e0 di infrastrutture ed opere pubbliche realizzate in quell\u2019epoca non ha eguali in nessun altro periodo storico italiano dall\u2019unit\u00e0 ad oggi. Gli investimenti statali lordi in percentuale di PIL in questo decennio ebbero una media annua del 25,33%: la pi\u00f9 alta di sempre.<br \/>\nDal 23\/03\/1981 (primo intervento sui tassi d\u2019interesse della BdI post-divorzio) al 24\/10\/1996 (ultimo intervento sui tassi dell\u2019anno di adesione al club) le cose si invertirono diametralmente: una volta passati nelle mani del \u201clibero mercato dei capitali\u201d (fu lasciato il \u201cpallino\u201d alle banche private di decidere il tasso d\u2019interesse) la differenza media in 16 anni tra tassi d\u2019interesse &#8211; inflazione reale schizz\u00f2 al +5,55% e il rapporto debito\/PIL cominci\u00f2 a salire anno per anno ad un ritmo sostenuto grazie agli interessi che si cumulavano ad altri interessi anno dopo anno. In pratica, da quel primo intervento sui tassi d\u2019interesse post-divorzio del 23\/03\/1981, i capitali vennero prestati prevalentemente a mamma Stato che garantiva, oltre che la custodia assicurata dal Popolo italiano, un LAUTO interesse netto di diversi punti percentuali al di sopra dell\u2019inflazione reale: furono moltissime le industrie che \u201cfinanziarizzarono\u201d i loro investimenti una volta indirizzati nell\u2019economia reale (o in borsa che a quei tempi era grosso modo lo stesso poich\u00e9 ti assumevi dei rischi d\u2019impresa), il tutto agevolato da una legge che non pretendeva neanche un centesimo di tassa sui sicuri guadagni.<br \/>\nNel 1987 la FIAT (e la Olivetti ancor di pi\u00f9, solo per citarne qualcuno) trasse la maggior parte degli utili \u201caziendali\u201d dagli interessi sui BOT, deducendo anche gli oneri finanziari dei prestiti ottenuti dalle banche, non per fare impresa, innovando, potenziando ecc, ma che venivano investiti semplicemente in BOT i cui interessi di periodo vengono ancora tutt\u2019oggi percepiti in anticipo.<br \/>\n(es: prendevi in prestito \u00a31 miliardo ad un tasso del 20% e compravi BOT annuali che rendevano il 12%; 1000-120=880; pagavi 880 oggi per riavere 1000 tra un anno e nel frattempo scaricavi 200 di oneri finanziari passivi; surplus netto dell\u2019operazione 120.<\/p>\n<p>Come credete che il debito pubblico sia cresciuto a quel ritmo?<br \/>\nCredete davvero che sia stata colpa delle pur irresponsabili tangenti e malversazioni?<br \/>\nPiuttosto hanno indirizzato la nostra rabbia in quel senso, dandoci il capro espiatorio e la luna a cui abbaiare contro.<\/p>\n<p>Grazie al nuovo \u201cordinamento\u201d economico partito dal \u201cdivorzio\u201d del 1981, nel 1996 il rapporto debito\/PIL era oltre il 120%. Gli investimenti statali lordi in percentuale di PIL in questo periodo cominciarono a decrescere, rendendo una media annua del 21,75%, pari a quasi il -3,6% annuo rispetto al periodo 1971-80.<br \/>\nIl 31 dicembre 2001 (ad \u20acuro fatto) l\u2019Italia era riuscita a far parte del prestigioso club \u2013fotti il tuo vicino- \u20acuro e per parteciparvi (sapendo sin dall\u2019inizio che ci avrebbe inabissato) furono impiegate TUTTE le risorse disponibili, parliamo di una somma stratosferica pari al 37% del PIL italiano del 2000: $393 miliardi dell\u2019epoca, costituiti da $102 miliardi provenienti dalle svendite statali + $290 mld dell\u2019attivo dei saldi delle bilance commerciali (che continu\u00f2 a crescere anche dopo il 1996) dal 1992 al 2000.<br \/>\nI \u201dsantoni\u201d provenienti da \u201cillustrissime\u201d universit\u00e0 private al soldo della grande industria e della finanza furono insediati nei posti nevralgici, infettando e confondendo il sistema. Di loro non ci saremmo mai pi\u00f9 liberati. Il Cile fu usato nel 1973 come esperimento: il piano riusc\u00ec perfettamente e anno dopo anno caddero tutti i capisaldi democratici mondiali.<br \/>\nIl socialismo che L&#8217;Italia aveva adottato per breve tempo fu messo alla berlina in nome di un progresso che mai avremmo visto.<br \/>\nChiaramente, dall\u2019inizio del riaggancio allo SME partito il 4 aprile del 1995 e sino al dicembre 2000, l\u2019inflazione italiana continuava ad essere ben maggiore della media tra Germania, Francia, Austria, Belgio e Olanda, per un totale pari al +8% in soli 6 anni. Questa dinamica prosegue ancora oggi, dove solo la potente deflazione occorsa nell\u2019ultimo anno, soprattutto nella \u20acuro-periferia, la sta di poco mitigando.<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Pausa filosofica<br \/>\nAntropologia economica<br \/>\nPurtroppo agli \u201ceconomisti\u201d sfugge troppo spesso un concetto antropologico basilare: pur sapendo che il differenziale d\u2019inflazione \u00e8 alla base di qualsiasi squilibrio macroeconomico tendono ad ignorare crassamente, o per mero interesse personale, che essa \u00e8 da sempre maggiore (endemica) nei Paesi pi\u00f9 caldi che richiedono meno lavoro per la sopravvivenza. Le popolazioni di queste zone, nei secoli, non hanno mai avuto bisogno di \u201cconservare\u201d per i periodi freddi (cosiddetti di \u201cmagra\u201d) e tendono a consumare tutto e subito proprio perch\u00e9 la stagione temperata (cosiddetta di \u201cgrassa\u201d) non ha soluzione di continuit\u00e0.<br \/>\nQuesti sono i comportamenti di massa che generano in questi luoghi un\u2019inflazione fortemente superiore ai cosiddetti \u201cpaesi freddi\u201d.<br \/>\nNon potr\u00e0 mai esserci omogeneit\u00e0 tra le due \u201cspecie\u201d umane che potranno anche essere tenute insieme con la forza, ma solo per brevi periodi, sino a quando non si raggiunger\u00e0 il naturale punto di rottura.<br \/>\nAnche l\u2019individualismo \u00e8 maggiore nelle aree temperate proprio perch\u00e9 si ha meno bisogno dell\u2019estraneo per la sopravvivenza stessa e nondimeno \u00e8 anche alla base dell\u2019indolenza e del non consociativismo che hanno portato sempre loro alla sottomissione da parte straniera.<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Adesso chiudete gli occhi e pensate se quel 3 aprile 1995 si fosse deciso di non rientrare MAI pi\u00f9 nel progetto-\u20acuro e quei primi $200 miliardi si fossero impiegati per gli \u201cinvestimenti lordi statali\u201d, bloccando magari anche il grosso delle \u201csvendite di Stato\u201d che doveva ancora partire.<br \/>\nDove potrebbe essere oggi l\u2019Italia?<\/p>\n<p>Io dico che avremmo avuto delle crescite stratosferiche, paragonabili agli anni del BOOM economico che avrebbe rinsaldato il concetto di \u201cmiracolo italiano\u201d e che oggi, a distanza di 20 anni, saremmo restati sempre stabilmente nel G6, tra il 3\u00b0 e il 5\u00b0 posto assoluto, magari proprio davanti alla Germania.<\/p>\n<p>Spesso penso alle ultime parole di Diego Abatantuono nel film \u201cMediterraneo\u201d:<br \/>\n \u00e8 evidente che Gabriele Salvadores aveva capito tutto da molto tempo prima.<br \/>\nE noi, oggi, l\u2019abbiamo capito?<\/p>\n<p>L\u2019Italia avrebbe dovuto licenziare in tronco gli incapaci traditori, arrestando e processando tutti i politici, gli industriali e i dirigenti dal grado di colonnello in su che si resero responsabili di quelle scelte scellerate e autolesionistiche. E invece costoro, ancora oggi, rispettati e riveriti, occupano le massime cariche dello Stato, dell\u2019amministrazione pubblica, della politica, della finanza e dell\u2019industria.<\/p>\n<p>Qualcuno mi ha chiesto di fare i nomi dei responsabili: semplicissimo!<br \/>\nBasta accendere la TV su qualsiasi canale, in qualsiasi ora del giorno o della notte e sarete pienamente soddisfatti: l\u2019intera classe dirigenziale odierna \u00e8 figlia legittima di quel tradimento.<\/p>\n<p>Riprendendo le parole del prof. Nino Galloni: \u201call\u2019epoca (1995 ndr) si butt\u00f2 via il bambino e si tenne l\u2019acqua sporca\u201d.<\/p>\n<p>Roberto Nardella, ARS Puglia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dallo sgancio dello SME alle svendite di Stato per entrare nell\u2019\u20acuro (settembre 1992 &#8211; dicembre 1996) L\u2019inizio della fine Dal 1987 la Lira era nello SME credibile (parit\u00e0 quasi fissa contro marco tedesco \u2013DEM-, Franco Francese \u2013FRF-, sterlina inglese GBP, scellino austriaco, fiorino olandese e franco belga le maggiori) e per tenere in equilibrio la moneta, ogni sera la Banca d\u2019Italia doveva intervenire sul mercato dei cambi comprando o vendendo lire. Se la lira risultava&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":45,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[2100,6],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-3s9","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13277"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/45"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13277"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13277\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13277"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13277"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13277"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}