{"id":13343,"date":"2015-04-05T00:57:06","date_gmt":"2015-04-05T00:57:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13343"},"modified":"2015-04-05T00:57:06","modified_gmt":"2015-04-05T00:57:06","slug":"lavoro-ed-eguaglianza-nella-costituzione-e-nei-trattati-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13343","title":{"rendered":"Lavoro ed eguaglianza nella Costituzione e nei Trattati UE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Questo articolo ripropone, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">con ampie integrazioni ed approfondimenti<\/span><\/strong>, il contenuto della relazione con la quale ho avuto il piacere e l&#8217;onore di concludere la prima giornata del seminario di Albino il 24 gennaio scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Devo avvertire che ha un taglio prettamente giuridico-dottrinale (fatta eccezione per le premesse) e che \u00e8 pertanto abbastanza impegnativo, soprattutto per i non giuristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Malgrado ci\u00f2, ne consiglio una paziente ed attenta lettura, data l&#8217;importanza e l&#8217;attualit\u00e0 delle tematiche affrontate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima di entrare nel vivo dell\u2019argomento &#8211; e per capire le ragioni in base alle quali ogni italiano ha il diritto ed <strong><span style=\"text-decoration: underline\">il dovere<\/span><\/strong><strong><span style=\"text-decoration: underline\"> morale<\/span><\/strong> di rivendicare il primato della Costituzione e di difenderla da ogni tipo di aggressione interna ed esterna &#8211; \u00e8 importante richiamare alla memoria le &#8220;<strong><em>caratteristiche genetiche<\/em><\/strong>&#8221; pi\u00f9 autentiche e profonde della nostra Legge fondamentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Essa infatti <\/strong><strong>\u00e8 <span style=\"text-decoration: underline\">spirito<\/span><\/strong>, <strong>\u00e8<\/strong> <strong><span style=\"text-decoration: underline\">storia<\/span><\/strong>, <strong>\u00e8<\/strong> <strong><span style=\"text-decoration: underline\">voce<\/span><\/strong> , <strong>\u00e8<\/strong> <strong><span style=\"text-decoration: underline\">testamento<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">E\u2019 spirito della Resistenza<\/span><\/strong>, ovvero coscienza della <strong>dignit\u00e0 nazionale<\/strong> e senso della <strong>responsabilit\u00e0 personale<\/strong>, desiderio di rinnovamento assoluto e radicale, di rifiuto del passato, di ricostruire dal basso, con l\u2019impegno personale di tutti, una nuova Italia (su questo argomento, importantissimo, rinvio ad un mio precedente articolo: <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12990\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12990<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">E\u2019 storia<\/span><\/strong>: \u00e8 un <strong><span style=\"text-decoration: underline\">fatto storico rivoluzionario<\/span><\/strong>, segnando esso<strong> una svolta epocale nel progresso storico della democrazia<\/strong>, <strong>con il passaggio dallo Stato liberale <\/strong>(nel quale si inserisce la tragica parentesi nazi-fascista)<strong> allo Stato democratico <\/strong>(Kelsen). Ma \u00e8 anche <strong><span style=\"text-decoration: underline\">la storia del popolo italiano<\/span><\/strong>. Nella Costituzione vi sono <strong>le nostre radici<\/strong>, tutte le nostre sofferenze, le nostre sciagure, le nostre glorie: da Mazzini a Cavour e a Garibaldi, da Carlo Cattaneo a Cesare Beccaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">E\u2019 voce degli umili<\/span><\/strong>, della gente comune. E\u2019 la voce dei nostri padri, o dei nostri nonni, \u00e8 la voce del loro impegno, del loro sacrificio in nome di un valore supremo: la <strong>solidariet\u00e0 umana<\/strong>, che \u00e8 scolpita a caratteri cubitali nella Legge fondamentale della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">E\u2019 testamento dei caduti<\/span><\/strong>, di tutti i giovani che diedero la vita affinch\u00e8 le istanze di libert\u00e0, di uguaglianza, di giustizia sociale, di protezione dei deboli e dei bisognosi potessero essere solennemente ed immutabilmente consacrate in quella Legge. A chiusura di un memorabile discorso agli studenti milanesi, <strong>Piero Calamandrei<\/strong>, il 26 gennaio 1955, li esorta a vedere, dietro ad ogni articolo della Costituzione, giovani come loro, \u201c<em>caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, <strong>che hanno dato la vita perch\u00e8 la libert\u00e0 e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta<\/strong> [&#8230;]<\/em>\u201d. E conclude: \u201c<em>se voi volete andare in pellegrinaggio <strong>nel luogo dove \u00e8 nata la nostra Costituzione<\/strong>, andate <strong>nelle montagne dove caddero i Partigiani<\/strong>, <strong>nelle carceri dove furono imprigionati<\/strong>, <strong>nei campi dove furono impiccati<\/strong>. <strong>Dovunque \u00e8 morto un Italiano per riscattare la libert\u00e0 e la dignit\u00e0<\/strong>, andate l\u00ec, o giovani, col pensiero, perch\u00e8 <strong>l\u00ec \u00e8 nata la nostra Costituzione<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per queste profonde ragioni abbiamo <strong><span style=\"text-decoration: underline\">il dovere di rispettare e di difendere la Costituzione<\/span><\/strong> contro ogni aggressione tendente a neutralizzarne i valori fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma per farlo <strong><span style=\"text-decoration: underline\">dobbiamo prima di tutto conoscerla<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel mio articolo del mese scorso ho spiegato, con le parole del pi\u00f9 autorevole costituzionalista italiano, il significato del concetto, espresso nell&#8217;art. 1 della Costituzione, di \u201c<strong><em>appartenenza<\/em><\/strong>\u201d della sovranit\u00e0 al popolo, nel quale si sostanzia il<strong> principio democratico<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13149\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13149<\/a> in particolare al paragrafo 7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esaminiamo ora altri due principi, altrettanto fondamentali.<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\"><strong> <span style=\"text-decoration: underline\">Il principio di uguaglianza<\/span><\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Come sappiamo, \u00e8 il principio consacrato nell\u2019art. 3 della Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019eguaglianza <strong><span style=\"text-decoration: underline\">formale<\/span><\/strong> \u00e8 sancita dal <strong>primo comma<\/strong>, secondo il quale \u201c<em>tutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 un principio di diritto comune a tutte le Costituzioni europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Importante \u00e8 il riferimento alla \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">pari dignit\u00e0 sociale<\/span><\/em><\/strong>\u201d, che <strong>fonda il principio e ne estrinseca le implicazioni<\/strong>, esprimendo <strong>il pregio dell\u2019essere umano <span style=\"text-decoration: underline\">come tale<\/span><\/strong>, a prescindere dalla sua posizione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad integrazione del principio, il secondo comma afferma la c.d. <strong>eguaglianza <span style=\"text-decoration: underline\">sostanziale<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La norma, giustamente ritenuta la pi\u00f9 importante della Costituzione, <strong>identifica <span style=\"text-decoration: underline\">le<\/span><\/strong><span style=\"text-decoration: underline\"> <strong>finalit\u00e0 sociali<\/strong><\/span> <strong>che la stessa Costituzione ha assunto a <span style=\"text-decoration: underline\">direttive<\/span><\/strong> <strong><span style=\"text-decoration: underline\">per l\u2019azione del nuovo Stato<\/span><\/strong>: \u201c<em>\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in un precedente articolo<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12803\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12803<\/a> ), ma vale la pena richiamare quanto si \u00e8 detto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La norma (il cui testo definitivo \u00e8 opera di un grande protagonista del 900, l\u2019avvocato Lelio Basso: <a href=\"http:\/\/www.leliobasso.it\/\">http:\/\/www.leliobasso.it\/<\/a> ) \u00e8 in primo luogo <strong><span style=\"text-decoration: underline\">polemica verso l\u2019assetto sociale esistente<\/span><\/strong>: riconosce infatti che sussistono gli ostacoli di ordine economico e sociale dalla stessa indicati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Afferma poi implicitamente <strong><span style=\"text-decoration: underline\">un secondo concetto<\/span><\/strong>: <strong>fino a quando questi ostacoli sociali ed economici<\/strong> (la miseria, l\u2019ignoranza, la disoccupazione, gli squilibri e le abissali distanze fra regioni e regioni, fra ceti e ceti)<strong> non saranno rimossi<\/strong>, <strong>la libert\u00e0, l\u2019eguaglianza, la sovranit\u00e0 popolare e quindi la democrazia non potranno dirsi effettivamente realizzate<\/strong>, nonostante le proclamazioni solenni del primo articolo della Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Repubblica ha pertanto <strong><span style=\"text-decoration: underline\">il dovere primario e irrinunciabile<\/span><\/strong> (\u201c<em>\u00e8 compito della Repubblica<\/em>\u201d, afferma inequivocabilmente la norma) <strong>di attivarsi con tutte le sue istituzioni<\/strong> per rimuovere quegli ostacoli e <strong><span style=\"text-decoration: underline\">trasformare la struttura economico-sociale della societ\u00e0<\/span><\/strong>, nel senso di <strong>eliminare ogni situazione di privilegio non connessa al lavoro<\/strong> e di <strong>elevare la condizione delle categorie sottoprotette<\/strong>, rendendole attive e partecipi all\u2019organizzazione del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spiega<strong> Costantino Mortati <\/strong>un concetto importantissimo:<strong> la nuova forma di Stato<\/strong> che, assumendo il compito di rendere effettiva l\u2019uguaglianza, pu\u00f2 definirsi \u201c<strong><em>solidarista<\/em><\/strong>\u201d o \u201c<strong><em>sociale<\/em><\/strong>\u201d, <strong>non \u00e8 una delle possibili forme di democrazia, ma \u00e8 <span style=\"text-decoration: underline\">la sua forma necessaria<\/span><\/strong>. <strong><span style=\"text-decoration: underline\">La versione<\/span> <\/strong>\u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">sociale<\/span><\/em><\/strong>\u201d<strong> <span style=\"text-decoration: underline\">dello Stato si identifica con la democrazia in modo esclusivo<\/span><\/strong>, perch\u00e8 non vi \u00e8 democrazia se non c\u2019\u00e8 effettiva eguaglianza e quest\u2019ultima richiede una costante e profonda azione in senso solidaristico dello Stato (C. MORTATI, <em>Istituzioni di Diritto Pubblico<\/em>, Tomo I, Decima edizione, Padova 1991, 147).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il <span style=\"text-decoration: underline\">dovere della Repubblica<\/span> <\/strong>(quindi dello Stato-apparato)<strong> <span style=\"text-decoration: underline\">si articola in una serie di disposizioni contenute nella c.d.<\/span><\/strong> \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">Costituzione economica<\/span><\/em><\/strong>\u201d (Parte I, Titolo III, art.li da 35 a 47), una parte organicamente connessa ai principi fondamentali, che specifica questi ultimi e che propone <strong>un programma per realizzare una societ\u00e0 che li renda effettivi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste disposizioni si possono articolare in pi\u00f9 gruppi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A) norme <span style=\"text-decoration: underline\">limitatrici dell\u2019autonomia dei privati<\/span><\/strong>, che <strong>hanno lo scopo di <span style=\"text-decoration: underline\">evitare lo sfruttamento del lavoro<\/span> che comprometterebbe la dignit\u00e0 umana<\/strong>: <strong><span style=\"text-decoration: underline\"> art. 36<\/span><\/strong> (\u201c<em>Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a s\u00e9 e alla famiglia un&#8217;esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa \u00e8 stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non pu\u00f2 rinunziarvi<\/em>\u201d) <strong>e <span style=\"text-decoration: underline\">art. 37<\/span><\/strong> (\u201c<em>La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parit\u00e0 di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l&#8217;adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di et\u00e0 per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parit\u00e0 di lavoro, il diritto alla parit\u00e0 di retribuzione<\/em>\u201d);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>B) norme <span style=\"text-decoration: underline\">rivolte al legislatore<\/span><\/strong>, che dovr\u00e0 dare vita ad <strong><span style=\"text-decoration: underline\">un sistema di protezione sociale a carico dello Stato<\/span><\/strong> <strong>in grado di consentire all\u2019uomo concreto di guardare senza timore al suo futuro in ogni situazione in cui si verr\u00e0 a trovare<\/strong>: <strong><span style=\"text-decoration: underline\"> art. 38<\/span><\/strong> (\u201c<em>Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all&#8217;assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidit\u00e0 e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all&#8217;educazione e all&#8217;avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L&#8217;assistenza privata \u00e8 libera<\/em>\u201d);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>C) norme<\/strong> <strong><span style=\"text-decoration: underline\">conferitive del diritto all\u2019autotutela di categoria<\/span><\/strong>: <strong><span style=\"text-decoration: underline\"> art. 39<\/span><\/strong> (\u201c<em>L&#8217;organizzazione sindacale \u00e8 libera. Ai sindacati non pu\u00f2 essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. \u00c8 condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalit\u00e0 giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce<\/em>\u201d) e <strong><span style=\"text-decoration: underline\">art. 40<\/span><\/strong> (\u201c<em>Il diritto di sciopero si esercita nell\u2019ambito delle leggi che lo regolano<\/em>\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 superfluo ricordare che <strong>dette norme<\/strong>, le quali <strong><span style=\"text-decoration: underline\">specificano le finalit\u00e0 sociali dello Stato<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">sono immodificabili<\/span><\/strong> <strong>alla stessa stregua del principio fondamentale da esse stesse specificato<\/strong>. Non sono dunque soggette a procedimento di revisione costituzionale, n\u00e8 a disattivazione o ad abrogazione implicita da parte di norme sovranazionali, sia di natura consuetudinaria, sia di natura pattizia (Corte Cost. n. 238\/2014).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Per rendere effettiva l\u2019eguaglianza, lo Stato deve rivolgere<\/strong> <strong>particolare attenzione al lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fondamentale \u00e8 l\u2019art. 4 Cost. che, nel combinato con l\u2019art. 1, introduce:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>2)<\/strong> <strong><span style=\"text-decoration: underline\">Il principio lavorista<\/span><\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il <strong>diritto<\/strong> al lavoro e <strong>promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto<\/strong>. Ogni cittadino ha il <strong>dovere<\/strong> di svolgere, secondo le proprie possibilit\u00e0 e la propria scelta, un&#8217;attivit\u00e0 o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societ\u00e0<\/em>\u201d (art. 4 Cost.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il lavoro \u00e8 <strong>un diritto<\/strong> <strong>civico<\/strong> (o, pi\u00f9 specificamente, <strong>sociale<\/strong>) del cittadino, poich\u00e8 ad esso corrisponde <strong>un dovere<\/strong> <strong>della Repubblica<\/strong> di \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">promuovere le condizioni che rendano effettivo questo diritto<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco dunque richiamata <strong>l\u2019eguaglianza sostanziale<\/strong>. Ci\u00f2 significa che <strong>lo Stato-apparato<\/strong> ha l\u2019<strong><span style=\"text-decoration: underline\">obbligo<\/span><\/strong> di intervenire nell\u2019attivit\u00e0 economica e di <strong>programmare<\/strong> la propria attivit\u00e0 politica emanando, in modo costante e progressivo, leggi aventi <strong>l\u2019obiettivo di assicurare<\/strong> <strong>la piena occupazione<\/strong>, ovvero la pi\u00f9 ampia utilizzazione possibile della forza lavoro, riducendo a livelli fisiologici la disoccupazione (al di sotto del 4%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E, si badi, non solo sotto l\u2019aspetto della formazione del rapporto, ma <strong><span style=\"text-decoration: underline\">anche sotto il profilo del suo mantenimento<\/span><\/strong>. Vengono in rilievo, in proposito, le norme gi\u00e0 ricordate della c.d. Costituzione economica e venivano in rilievo anche quelle del codice civile (art. 2096 &#8211; 2125) e dello Statuto dei lavoratori, <strong>prima che la legislazione italiana del lavoro fosse annientata e riscritta dal diritto dell\u2019Unione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il modello sociale<\/strong> prescelto dai Padri Costituenti \u00e8 dunque <strong><span style=\"text-decoration: underline\">caratterizzato in senso programmatico dalla piena occupazione<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019assoluta preminenza del lavoro<\/strong>, rispetto ad altri valori (in particolare la propriet\u00e0 privata) ritenuti pi\u00f9 importanti dai precedenti ordinamenti, si spiega con il fatto che <strong><span style=\"text-decoration: underline\">ad esso si ricollega il valore sociale dell\u2019uomo<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">rapportato alle sue attitudini e capacit\u00e0<\/span><\/strong>, <strong>non pi\u00f9 ai privilegi di casta<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo il lavoro \u00e8 anche <strong><span style=\"text-decoration: underline\">un dovere<\/span><\/strong> (art. 4, secondo comma, Cost.). Un <strong>dovere giuridico<\/strong>, in quanto, pur essendo sprovvisto di sanzioni dirette ed idonee ad assicurarne l\u2019attuazione coattiva, ne trova una indiretta nella prima parte dell\u2019art. 38 Cost., laddove tale norma attribuisce il diritto all\u2019assistenza dello stato solo agli inabili al lavoro, escludendolo, di riflesso, per tutti coloro che non siano in una situazione di incapacit\u00e0 lavorativa (quantunque sforniti di mezzi di sussistenza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il lavoro \u00e8 <strong>garanzia di libert\u00e0 dal bisogno<\/strong>, quindi \u00e8 <strong>garanzia di sicurezza sociale<\/strong>. E\u2019 <strong>funzione collettiva<\/strong>, perch\u00e8 <strong>assicura<\/strong> \u201c<strong><em>il pieno sviluppo della persona umana<\/em><\/strong>\u201d e la sua <strong>partecipazione effettiva<\/strong> all\u2019organizzazione politica, economica e sociale dello Stato (<strong><span style=\"text-decoration: underline\">ecco la saldatura al principio di eguaglianza sostanziale<\/span><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una parola, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">il lavoro \u00e8 democrazia effettiva<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Per questo l\u2019art. 1 Cost. eleva il lavoro a <span style=\"text-decoration: underline\">fondamento<\/span> della Repubblica democratica<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Vediamo ora che considerazione hanno <strong>l\u2019uguaglianza e l\u2019occupazione <span style=\"text-decoration: underline\">nel diritto della UE<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cominciamo dall\u2019<strong><span style=\"text-decoration: underline\">occupazione<\/span><\/strong> e diciamo subito che nei trattati <strong>non esiste nemmeno una norma<\/strong> che sia pur lontanamente paragonabile all\u2019art. 4 della nostra Costituzione. <strong>Non v\u2019\u00e8 accenno a un diritto al lavoro<\/strong>, <strong>n\u00e8 tantomeno ad un corrispondente obbligo dell\u2019Unione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo nella <strong><span style=\"text-decoration: underline\">Carta dei diritti fondamentali della UE<\/span><\/strong> si dice qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Carta \u201c<strong><em>ha lo stesso valore giuridico dei trattati<\/em><\/strong>\u201d, ma <strong>non estende in alcun modo le competenze dell\u2019Unione<\/strong> definite nei trattati (art. 6 TUE). In sostanza, la UE non si occupa (e nemmeno si preoccupa) di diritti fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Tra i <span style=\"text-decoration: underline\">diritti di libert\u00e0<\/span><\/strong> troviamo all\u2019<strong><span style=\"text-decoration: underline\">art. 15<\/span><\/strong> (intitolato \u201c<strong><em>Libert\u00e0 professionale e diritto di lavorare<\/em><\/strong>\u201d): \u201c<em>Ogni persona ha <strong>il diritto di lavorare<\/strong> e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata. Ogni cittadino dell\u2019Unione ha <strong>la libert\u00e0 di cercare un lavoro<\/strong>, <strong>di lavorare<\/strong>, <strong>di stabilirsi o di prestare servizi in qualunque Stato membro<\/strong><\/em> <em>[&#8230;]<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scopriamo cos\u00ec che abbiamo <strong><span style=\"text-decoration: underline\">il diritto<\/span><\/strong><span style=\"text-decoration: underline\"> <strong>di lavorare<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 casuale la collocazione del diritto di lavorare <strong>fra le libert\u00e0?<\/strong> Assolutamente no. Toglie ogni dubbio sull\u2019interpretazione della <em>pseudo-norma<\/em>: <strong>il diritto di lavorare \u00e8<\/strong>, <strong>in realt\u00e0<\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">libert\u00e0 di lavorare<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per chi ha imparato a conoscere il diritto della UE non \u00e8 certo una sorpresa, ma di sicuro <strong>\u00e8 una barzelletta<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel <strong>titolo IV<\/strong> (\u201c<strong><em>Solidariet\u00e0<\/em><\/strong>\u201d) si riconosce il diritto dei lavoratori all\u2019informazione e alla consultazione nell\u2019ambito dell\u2019impresa (art. 27); il diritto dei lavoratori e dei datori di lavoro alla negoziazione per concludere contratti collettivi, nonch\u00e8 di azioni collettive per la difesa dei loro interessi, \u201c<em>compreso lo sciopero<\/em>\u201d (art.28); il diritto a condizioni di lavoro \u201c<em>giuste ed eque<\/em>\u201d, ad una \u201c<em>limitazione della durata massima del lavoro<\/em>\u201d, a \u201c<em>periodi di riposo giornalieri e settimanali<\/em>\u201d, a \u201c<em>ferie annuali retribuite<\/em>\u201d (art. 31). Si vieta il lavoro minorile e si afferma che i giovani ammessi al lavoro \u201c<em>devono essere protetti contro lo sfruttamento economico<\/em>\u201d e contro ogni lavoro non adatto alla loro sicurezza, alla salute e al loro sviluppo (art. 32). Si prevede il diritto di essere tutelati \u201c<em>contro il licenziamento per un motivo legato alla maternit\u00e0<\/em>\u201d ed il diritto \u201c<em>a un congedo di maternit\u00e0 retribuito e a un congedo parentale dopo la nascita o l\u2019adozione di un figlio<\/em>\u201d (art. 33). <strong>L\u2019art. 30 prevede<\/strong> inoltre <strong>il diritto di ogni lavoratore<\/strong> \u201c<strong><em>alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato<\/em><\/strong>\u201d. Peccato che <strong>la norma<\/strong>, da un lato,<strong> non specifichi come dev\u2019essere la<\/strong> \u201c<strong><em>tutela<\/em><\/strong>\u201d, <strong>guardandosene bene dal prevederne una <\/strong>\u201c<strong>reale<\/strong>\u201d (reintegro nel posto di lavoro) e, dall\u2019altro, <strong>rimetta la tutela stessa<\/strong> \u201c<strong><em>alle legislazioni e prassi nazionali<\/em><\/strong>\u201d. Abbiamo purtroppo visto quale fine abbiano fatto le \u201c<em>tutele<\/em>\u201d dei lavoratori contro il licenziamento con le c.d. \u201c<strong><em>riforme<\/em><\/strong>\u201d <strong>del mercato del lavoro, <\/strong>peraltro imposteci dagli apparati di comando della UE. Lo stesso discorso vale per <strong>le prestazioni di sicurezza e protezione sociale<\/strong>, pure affidate \u201c<strong><em>alle legislazioni e prassi nazionali<\/em><\/strong>\u201d (art. 34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Non c\u2019\u00e8 infine nulla che in qualche modo corrisponda all\u2019art. 36 della nostra Costituzione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019<strong><span style=\"text-decoration: underline\">art. 3 comma 3\u00b0 TUE<\/span><\/strong> si accenna invece alla <strong><span style=\"text-decoration: underline\">piena occupazione<\/span><\/strong>: \u201c<em>L&#8217;Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell&#8217;Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla <strong>stabilit\u00e0 dei prezzi<\/strong>, su <strong>un&#8217;economia sociale di mercato fortemente competitiva<\/strong>, che <strong>mira<\/strong> alla <strong>piena occupazione<\/strong> e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto bene dunque? Calma, cerchiamo di capire. Notiamo in primo luogo <strong><span style=\"text-decoration: underline\">la differente terminologia<\/span><\/strong> usata per esprimere concetti fra loro antitetici (e, quindi, incompatibili): \u201c<strong><em>instaura<\/em><\/strong>\u201d e \u201c<strong><em>si adopera<\/em><\/strong>\u201d quando sono in gioco il \u201c<strong><em>mercato<\/em><\/strong>\u201d e la \u201c<strong><em>stabilit\u00e0 dei prezzi<\/em><\/strong>\u201d; \u201c<strong><em>mira<\/em><\/strong>\u201d quando si accenna alla \u201c<em>piena occupazione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A nessuno pu\u00f2 sfuggire che le azioni di \u201c<em>instaurare<\/em>\u201d e di \u201c<em>adoperarsi<\/em>\u201d abbiano una valenza, quella di \u201c<em>mirare<\/em>\u201d un\u2019altra, assai meno cogente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Andiamo avanti e vediamo cosa prevede in proposito il <strong>TFUE<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Art. 5 comma 2\u00b0<\/span><\/strong>: \u201c<em>L&#8217;Unione prende misure per assicurare il coordinamento delle politiche occupazionali degli Stati membri, in particolare <strong>definendo gli orientamenti per dette politiche<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Art. 9<\/span><\/strong> : \u201c<em>Nella definizione e nell&#8217;attuazione delle sue politiche e azioni, l&#8217;Unione <strong>tiene conto delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione<\/strong> [&#8230;]<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche qui si dice dunque che l\u2019UE, <strong>nel definire le sue politiche<\/strong> &#8211; che, per ci\u00f2 che concerne l\u2019ambito monetario, hanno come obiettivo principale quello di mantenere la stabilit\u00e0 dei prezzi (art. 119 comma 2\u00b0 e 3\u00b0 e 127 ) &#8211; \u201c<strong><em>terr\u00e0 conto delle esigenze connesse con la<\/em><\/strong><em> <strong>promozione di un elevato livello di occupazione<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ci siamo, l\u2019enunciato \u00e8 ancora troppo generico. Proseguiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Art. 145<\/span><\/strong>, sotto il titolo \u201c<strong><em>Occupazione<\/em><\/strong>\u201d: \u201c<strong><em>Gli Stati membri e l&#8217;Unione<\/em><\/strong><em>, in base al presente titolo, <strong>si adoperano per sviluppare una strategia coordinata a favore dell&#8217;occupazione<\/strong>, e in particolare a favore della promozione di una forza lavoro competente, qualificata, <strong>adattabile<\/strong> e di <strong>mercati del lavoro in grado di rispondere ai mutamenti economici<\/strong>, <strong>al fine di realizzare gli obiettivi di cui all&#8217;articolo 3 del trattato sull&#8217;Unione europea<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bene, ora sappiamo che la UE \u201c<strong><em>si adopera<\/em><\/strong>\u201d per \u201c<em>sviluppare una strategia coordinata a favore dell\u2019occupazione<\/em>\u201d <strong><span style=\"text-decoration: underline\">al fine di realizzare gli obiettivi di cui all\u2019art. 3 TUE<\/span><\/strong> (cio\u00e8 la \u201c<em>stabilit\u00e0 dei prezzi<\/em>\u201d e un mercato interno \u201c<em>fortemente competitivo<\/em>\u201d che <strong>mira<\/strong> alla \u201c<em>piena occupazione<\/em>\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chiaro, no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nooo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessun problema: <strong>i Trattati sono stati scritti per non essere capiti<\/strong> (Giuliano Amato <em>docet<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Andiamo avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Art. 146<\/span><\/strong> : \u201c<strong><em>Gli Stati membri<\/em><\/strong><em>, attraverso le loro politiche in materia di occupazione, <strong>contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di cui all&#8217;articolo 145 in modo coerente con gli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell&#8217;Unione adottati a norma dell&#8217;articolo 121, paragrafo 2<\/strong>.<\/em> <strong><em>Gli Stati membri<\/em><\/strong><em>, tenuto conto delle prassi nazionali in materia di responsabilit\u00e0 delle parti sociali, considerano la promozione dell&#8217;occupazione una questione di interesse comune e <strong>coordinano in sede di Consiglio le loro azioni al riguardo, in base alle disposizioni dell&#8217;articolo 148<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Art. 147<\/span><\/strong>: \u201c<strong><em>L&#8217;Unione contribuisce ad un elevato livello di occupazione promuovendo la cooperazione tra gli Stati membri<\/em><\/strong><em> nonch\u00e9 sostenendone e, se necessario, integrandone l&#8217;azione. Sono in questo contesto rispettate le competenze degli Stati membri.<\/em> <strong><em>Nella definizione e nell&#8217;attuazione delle politiche e delle attivit\u00e0 dell&#8217;Unione si tiene conto dell&#8217;obiettivo di un livello di occupazione elevato<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Art. 148 comma 2\u00b0<\/span><\/strong>: \u201c<em>Sulla base delle conclusioni del Consiglio europeo, <strong>il Consiglio<\/strong>, su proposta della Commissione [&#8230;] <strong>elabora annualmente degli orientamenti di cui devono tener conto gli Stati membri nelle rispettive politiche in materia di occupazione<\/strong>. Tali orientamenti <strong>sono coerenti con gli indirizzi di massima adottati a norma dell&#8217;articolo 121, paragrafo 2<\/strong>\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">riassumendo<\/span><\/strong>: la UE \u201c<strong><em>contribuisce ad<\/em><\/strong> <strong><em>un elevato livello di occupazione<\/em><\/strong>\u201d \u201c<em>promuovendo la cooperazione tra gli Stati membri<\/em>\u201d. <strong>Quindi<\/strong> \u201c<em>si adopera<\/em>\u201d per \u201c<em>sviluppare una strategia coordinata con gli<\/em> <em>Stati membri a favore dell\u2019occupazione<\/em>\u201d (art. 145), \u201c<em>promuovendo la cooperazione tra gli Stati membri<\/em>\u201d (art.147), i quali contribuiscono a tutto ci\u00f2 \u201c<strong><em>in modo coerente<\/em><\/strong><em> <strong>con gli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell&#8217;Unione adottati a norma dell&#8217;articolo 121, paragrafo 2<\/strong><\/em>\u201d (art. 146 e 148 comma 2\u00b0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mal di testa? Sarebbe strano non averlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Allora: \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">gli indirizzi di massima &#8230; adottati a norma dell\u2019art. 121 paragrafo 2<\/span><\/em><\/strong>\u201d sono quelli che gli Stati ricevono dal Consiglio, su raccomandazione della Commissione, per attuare le loro politiche economiche <strong>e che <span style=\"text-decoration: underline\">hanno per obiettivi quelli definiti dall\u2019art. 3 TUE<\/span><\/strong>, cio\u00e8 la \u201c<em>stabilit\u00e0 dei prezzi<\/em>\u201d e un mercato interno \u201c<em>fortemente competitivo<\/em>\u201d che <strong>mira<\/strong> alla \u201c<em>piena occupazione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo d\u2019accapo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora un attimo di pazienza e ci siamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Leggiamo <strong><span style=\"text-decoration: underline\">l\u2019art 151<\/span> <\/strong>sotto il titolo \u201c<strong><em>Politica sociale<\/em><\/strong>\u201d (N.B.: \u201c<em>Politica sociale<\/em>\u201d !?!): \u201c<strong><em>L&#8217;Unione e gli Stati membri<\/em><\/strong><em> [&#8230;] <strong>hanno come obiettivi la promozione dell&#8217;occupazione<\/strong> [&#8230;] una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, <strong>lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo<\/strong> [&#8230;]. A tal fine, l&#8217;Unione e gli Stati membri <strong>mettono in atto misure che tengono conto<\/strong> della diversit\u00e0 delle prassi nazionali, in particolare nelle relazioni contrattuali, e <strong>della necessit\u00e0 di mantenere la competitivit\u00e0 dell&#8217;economia dell&#8217;Unione<\/strong>. <strong><span style=\"text-decoration: underline\">Essi ritengono che una tale evoluzione risulter\u00e0<\/span><\/strong> sia<strong> <span style=\"text-decoration: underline\">dal funzionamento del mercato interno<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"text-decoration: underline\">che favorir\u00e0 l&#8217;armonizzarsi dei sistemi sociali<\/span><\/strong><strong><\/strong>sia [&#8230;]<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Bingo!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Unione e gli Stati \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">ritengono<\/span><\/em><\/strong>\u201d <strong>che <em><span style=\"text-decoration: underline\">il libero<\/span><\/em><span style=\"text-decoration: underline\"> <em>funzionamento del mercato interno<\/em><\/span><\/strong>, <strong>basato su un\u2019economia fortemente competitiva<\/strong>,<strong> <span style=\"text-decoration: underline\">favorir\u00e0<\/span><\/strong> \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline\">un livello occupazionale elevato e duraturo<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Finalmente la UE getta la maschera. Sposa pienamente <strong><span style=\"text-decoration: underline\">l\u2019impostazione liberista neoclassica<\/span><\/strong> secondo la quale <strong>un sistema ipercompetitivo porta automaticamente ad elevati livelli occupazionali<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La <\/strong>\u201c<strong><em>piena occupazione<\/em><\/strong>\u201d<strong> dei Trattati UE \u00e8 dunque un concetto <span style=\"text-decoration: underline\">diametralmente opposto<\/span> a quello della nostra Costituzione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 cio\u00e8 il (<strong>teorico<\/strong>) <strong>risultato di <span style=\"text-decoration: underline\">riequilibrio naturale<\/span> <\/strong>che si otterrebbe <strong>lasciando agire liberamente la legge della domanda e dell\u2019offerta sul mercato del lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Il lavoro viene cio\u00e8 considerato come una merce<\/span><\/strong>. Se costa troppo, non incontra la domanda e la disoccupazione aumenta. Se il lavoratore non ha troppe pretese sotto il profilo retributivo e delle garanzie, incontra la domanda e lavora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stesso ragionamento vale per il lavoro autonomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riducendo le pretese, in questo mondo (asseritamente) ideale, alla lunga tutti lavoreranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">L\u2019esperienza empirica di un secolo ha dimostrato che avviene esattamente il contrario<\/span><\/strong>: <strong>l\u2019ipercompetitivit\u00e0 e la stabilit\u00e0 dei prezzi<\/strong> <strong><span style=\"text-decoration: underline\">producono disoccupazione<\/span><\/strong>, essendo <strong>questa <span style=\"text-decoration: underline\">strumentale<\/span> all\u2019obiettivo della stabilit\u00e0 stessa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco perci\u00f2 <strong>spiegate tutte le tappe della progressiva distruzione del diritto nazionale del lavoro<\/strong>, dalla riforma Treu del 1997 (\u201c<em>lavoro interinale<\/em>\u201d, ora somministrazione di lavoro), sino al \u201c<em>Jobs Act<\/em>\u201d renziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019inconciliabile contrasto con il fondamentale principio lavorista della nostra Costituzione \u00e8 a dir poco conclamato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Veniamo infine all\u2019<strong><span style=\"text-decoration: underline\">uguaglianza<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei trattati vi \u00e8 solo un accenno, come al solito vago e indefinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessuna enunciazione di un principio, solo l\u2019affermazione che la UE <strong>si fonda su alcuni valori comuni agli Stati membri<\/strong>, <strong>fra i quali l\u2019uguaglianza<\/strong> (art. 2 TUE), o che la stessa Unione \u201c<strong><em>nelle sue azioni<\/em><\/strong>\u201d \u201c<strong><em>mira ad eliminare le ineguaglianze<\/em><\/strong>\u201d (art. 8 TFUE) o a \u201c<strong><em>combattere le discriminazioni &#8230; ecc<\/em><\/strong>.\u201d (art. 9 TFUE).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il verbo utilizzato<\/strong> \u00e8 lo stesso che l\u2019art. 3 TUE riferisce alla \u201c<em>piena occupazione<\/em>\u201d: \u201c<strong><em>mira<\/em><\/strong>\u201d. E la sua valenza \u00e8 analoga: <strong>l\u2019uguaglianza rimane<\/strong> <strong>affidata al libero gioco del mercato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo nella <strong>Carta dei diritti fondamentali della UE si trova enunciato il principio di eguaglianza formale<\/strong>, senza peraltro <strong>alcun accenno alla pari dignit\u00e0 sociale<\/strong> (art. 20 e ss).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019<strong>art. 20 delle<\/strong> \u201c<strong><em>spiegazioni<\/em><\/strong>\u201d della Carta (notare che una Carta dei diritti fondamentali necessita di una spiegazione, come se la nostra Costituzione, composta da 139 articoli, avesse bisogno di altri 139 articoli di \u201c<em>spiegazioni<\/em>\u201d&#8230;) si dice che l\u2019art. 20 della Carta \u201c<strong><em>corrisponde al principio generale di diritto che figura in tutte le Costituzioni europee<\/em><\/strong>\u201d. Ma questo <strong>gi\u00e0 lo sapevamo<\/strong>, senza la necessit\u00e0 di spiegazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non vi \u00e8 altro. <strong>L\u2019eguaglianza sostanziale<\/strong>, ovvero effettiva, dei cittadini <strong>non pare interessare alla UE<\/strong>, che anzi <strong>respinge l\u2019idea di un qualsiasi intervento in senso solidaristico della stessa Unione o degli Stati<\/strong> che risponda ai fini indicati dal secondo comma dell\u2019art. 3 della nostra Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gli obiettivi della UE sono del tutto opposti<\/strong>: la piena restaurazione di <strong><span style=\"text-decoration: underline\">un modello sociale classista<\/span><\/strong> nel quale la redistribuzione della ricchezza \u00e8 fortemente sbilanciata a favore del grande capitale economico-finanziario ed <strong>il potere \u00e8 riservato e saldamente detenuto da una ristretta cerchia di <\/strong>&#8220;<strong>eletti<\/strong>&#8221; che decide della vita di tutti perseguendo gli interessi di pochi, mediante apparati di comando messi prudentemente &#8220;<strong><em>al riparo dal processo elettorale<\/em><\/strong>&#8221; (Mario Monti, <em>Intervista sull&#8217;Italia in Europa<\/em>, 40 e ss.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nella fattoria degli animali della UE<\/strong> \u201c<strong><em>tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono pi\u00f9 uguali degli altri<\/em><\/strong>\u201d (Orwell, <em>La fattoria degli animali<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mario Giambelli (ARS Lombardia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo ripropone, con ampie integrazioni ed approfondimenti, il contenuto della relazione con la quale ho avuto il piacere e l&#8217;onore di concludere la prima giornata del seminario di Albino il 24 gennaio scorso. Devo avvertire che ha un taglio prettamente giuridico-dottrinale (fatta eccezione per le premesse) e che \u00e8 pertanto abbastanza impegnativo, soprattutto per i non giuristi. Malgrado ci\u00f2, ne consiglio una paziente ed attenta lettura, data l&#8217;importanza e l&#8217;attualit\u00e0 delle tematiche affrontate. 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