{"id":1338,"date":"2010-03-04T21:31:51","date_gmt":"2010-03-04T20:31:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1338"},"modified":"2010-03-04T21:31:51","modified_gmt":"2010-03-04T20:31:51","slug":"merci-che-producono-merci-e-il-soggetto-si-scopri-oggetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1338","title":{"rendered":"Merci che producono merci. E il soggetto si scopr\u00ec oggetto!"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">di <strong>Stefano D&#39;Andrea<\/strong><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Tutte le societ&agrave; del passato delle quali abbiamo una solida conoscenza hanno elaborato, raffigurato, descritto, teorizzato un ideale di uomo. La storia, anche e soprattutto letteraria, ci &egrave; stata narrata, sovente, come successione di<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>ideali di uomo. Non era tutta la storia; ma era la storia.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>E&rsquo; vero che le figure degli uomini ideali, apprese sui banchi di scuola, erano proprie dei ceti colti e comunque dei ceti dominanti. Ed &egrave; anche vero che sappiamo poco o nulla, o comunque sappiamo molto meno,<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>degli umili, di coloro che conducevano &ldquo;la vita grama di sempre&rdquo;. Ma anche gli umili avevano un ideale di uomo al quale si ispiravano.<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Infatti, se poniamo mente alla civilt&agrave; contadina ancora pressoch&eacute; intatta fino a cinquanta anni fa, civilt&agrave; che conosciamo grazie ai racconti dei nonni pi&ugrave; che dei genitori, scopriamo che anche le classi non colte e dominate hanno sempre posseduto il concetto di &ldquo;uomo ideale&rdquo;. L&rsquo;uomo ideale della civilt&agrave; contadina era, ovviamente, un uomo semplice. Era&nbsp;un grande lavoratore; non doveva cedere al vizio del vino, che tuttavia doveva produrre e bere con piacere. Da un po&rsquo; di tempo, forse, non doveva necessariamente essere un uomo pio ma doveva &ldquo;rispettare&rdquo; la moglie, che invece doveva essere pia. L&rsquo;uomo ideale doveva essere di poche parole e saper<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>parlare ai figli con lo sguardo. Si trattava, invero, di un &ldquo;ideale che veniva dal passato&rdquo;; voglio dire che era la figura del &ldquo;contadino ideale&rdquo;. Ma i contadini sapevano anche guardare fuori dal proprio mondo e osservare quelli che chiamavano &ldquo;signori&rdquo;, i quali rappresentavano l&rsquo;ideale futuro. I signori non erano i commercianti, che pure avevano il denaro (spesso pi&ugrave; denaro di tanti &ldquo;signori&rdquo;). I signori erano gli uomini e le donne dai modi gentili e non ruvidi; erano quelli che sapevano leggere e scrivere ed esercitavano le professioni &quot;nobili&quot;: la maestra dei figli, il dottore, l&rsquo;avvocato. Quando i contadini ebbero la possibilit&agrave; di far cambiare vita ai loro figli, li fecero studiare e vollero che divenissero maestri, professori, dottori ed avvocati, non commercianti o imprenditori. Cos&igrave; avrebbero realizzato il loro ideale futuro, che era concepito per lo pi&ugrave; come arricchimento dell&rsquo;ideale passato.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Questo &egrave; il dato che ci consegna il &ldquo;mondo di ieri&rdquo;.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">E il mondo di oggi? Il &ldquo;relativismo&rdquo; consiste ancora nella presenza di una pluralit&agrave; di tipi ideali di uomo (eventualmente all&rsquo;interno di una medesima classe sociale o di un medesimo ceto)? O la figura dell&rsquo;uomo ideale &egrave; scomparsa, perch&eacute; il moderno capitalismo, asservendo l&rsquo;uomo alle merci, al feticismo delle merci&nbsp;&nbsp;<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>&ndash; degli oggetti e dei marchi compravenduti &#8211;<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>ha distrutto anche e soprattutto ogni concetto di uomo ideale?<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">A me sembra che la civilt&agrave; moderna non elabori alcun ideale di uomo. L&rsquo;uomo moderno &egrave; privo di ogni riferimento ideale. Provate a chiedere ad amici e conoscenti in cosa consista e quali caratteristiche abbia il loro ideale di uomo. Io ho provato spesso ultimamente e la reazione &egrave; stata quasi sempre la stessa:<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>immediato silenzio e bocca aperta di stupore. E&rsquo; la stessa domanda sull&rsquo;uomo ideale ad essere estranea alla civilt&agrave; contemporanea. Addirittura alcuni interlocutori hanno avuto difficolt&agrave; a comprendere che mi riferivo ad un astratto ideale e non ad un uomo in carne ed ossa, vissuto nel passato e che essi consideravano&nbsp;il prototipo dell&#39;uomo ideale. Quindi &egrave;&rsquo; il concetto stesso di ideale di uomo ad essere estraneo alla civilt&agrave; contemporanea.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Pu&ograve; una societ&agrave; definirsi civilt&agrave; se non possiede idee (magari diverse e anzi molto diverse) di che cosa debba essere un uomo? Gli animali credo (&egrave; un campo dove sono totalmente ignorante) non abbiano concetti e quindi non elaborino il concetto di &ldquo;pastore abruzzese ideale&rdquo; o di &ldquo;lupo ideale&rdquo;. Ma hanno l&rsquo;istinto: l&rsquo;istinto animale. L&rsquo;uomo contemporaneo lo ha perduto? Oltre la forza delle idee morali, l&rsquo;uomo ha perduto anche quella che sorgeva dall&rsquo;istinto animale? <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\">Se l&rsquo;uomo ha perduto anche l&rsquo;istinto animale, allora non siamo pi&ugrave; nemmeno esseri viventi. Siamo cose.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span><\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Cose. Corpi in balia dei segni; dei marchi; degli slogan pubblicitari; della inventiva e intelligenza di chi, ideando un nuovo prodotto o una nuova moda o una nuova tecnica di vendita, ha la capacit&agrave; di cambiarci (e di cambiare s&eacute; stesso). <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">L&rsquo;alienazione &egrave; stata reificazione. Facolt&agrave; atrofizzate. Tradizioni uccise. Declino e morte delle idee morali, che seppure nuove (le &ldquo;idee nuove&rdquo;) generavano possibilit&agrave; e aspirazioni. <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>Scomparsa del controllo della societ&agrave; su s&eacute; stessa. La societ&agrave;, il complesso degli uomini, &egrave; automatizzata. Perch&eacute; l&rsquo;enorme maggioranza degli uomini &egrave; stata automatizzata dalle sollecitazioni provenienti dalle merci. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Le merci hanno avuto la meglio. I segnali che le merci <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>emanano e che indirizzano verso di noi sono le forze che ci muovono. Quelle forze muovono i nostri desideri e questi ultimi sono soltanto desideri di merci. <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Le merci si riproducono utilizzando gli uomini, come fossero macchine; cos&igrave; come, nella concezione comune, ormai del tutto falsa, l&rsquo;uomo riproduce la sua vita servendosi di macchine<\/i>. Quanto appare ingenuo l&rsquo;interrogativo se nel capitalismo il lavoro subordinato sia merce ora che abbiamo scoperto che <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">gran parte degli uomini<\/i> &ndash; considerati nella totalit&agrave; della loro esperienza (talvolta torna utile questo scivoloso termine filosofico) &ndash; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">sono macchine utilizzate dalle merci per riprodurre s&eacute; stesse<\/i>!<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano D&#39;Andrea Tutte le societ&agrave; del passato delle quali abbiamo una solida conoscenza hanno elaborato, raffigurato, descritto, teorizzato un ideale di uomo. La storia, anche e soprattutto letteraria, ci &egrave; stata narrata, sovente, come successione di&nbsp; ideali di uomo. Non era tutta la storia; ma era la storia. &nbsp;E&rsquo; vero che le figure degli uomini ideali, apprese sui banchi di scuola, erano proprie dei ceti colti e comunque dei ceti dominanti. 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