{"id":13528,"date":"2015-05-08T00:05:03","date_gmt":"2015-05-08T00:05:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13528"},"modified":"2015-05-08T00:05:03","modified_gmt":"2015-05-08T00:05:03","slug":"leta-degli-dei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13528","title":{"rendered":"L&#039;et\u00e0 degli d\u00e8i"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Il filosofo napoletano Giambattista Vico visse a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, in un periodo in cui tra gli intellettuali europei (Galilei, Newton, Cartesio, Leibniz etc.) dominava lo studio scientifico della natura e la volont\u00e0 di ridurre tutto a delle precise regole matematiche. Egli, laureato in Giurisprudenza e figlio di un modesto libraio, a fronte dell&#8217;imperante matematismo del suo secolo esaltava l&#8217;originalit\u00e0, l&#8217;alogicit\u00e0 e l&#8217;autonomia del mondo umano. Nell&#8217;atteggiamento dei suoi contemporanei egli intravedeva il rischio che la storia, la retorica e la poesia andassero perdute dinanzi alle scienze puramente razionali.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Proprio alla Storia egli conferiva una grande valenza poich\u00e9, in quanto prodotto degli uomini, essa \u00e8 perfettamente conoscibile dagli uomini:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">questo mondo civile egli certamente \u00e8 stato fatto dagli uomini, onde se ne possono, perch\u00e8 se ne debbono, ritrovare i principii dentro le modificazioni della nostra medesima mente umana.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In questo modo la Storia costituiva per Vico la \u201cScienza nuova\u201d, ossia la scienza di quel \u201cmondo civile delle nazioni\u201d<i> <\/i>che \u00e8 esclusiva creazione degli uomini. Essa diventava cos\u00ec uno strumento pratico che offriva il sapere, la possibilit\u00e0 di fare, trasformare e migliorare l&#8217;esistenza e la societ\u00e0 umana.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell&#8217;evoluzione storica dell&#8217;umanit\u00e0, Vico individuava tre stadi: l&#8217;et\u00e0 degli d\u00e8i, l&#8217;et\u00e0 degli eroi e l&#8217;et\u00e0 degli uomini. Quello che d\u00e0 il titolo a questo articolo \u00e8 il primo, dal momento che vi sono delle forti analogie tra l&#8217;et\u00e0 degli dei vichiana e l&#8217;attuale et\u00e0 del libero mercato.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Per Vico, il periodo degli dei corrispondeva all&#8217;infanzia dell&#8217;umanit\u00e0, in cui prevaleva una visione del mondo dominata dal senso e dall&#8217;immaginazione. Vigeva una forma di convivenza fondata sul culto e sulla centralit\u00e0 delle credenze religiose e un tipo di governo teocratico. Questo era basato su un presunto diritto divino e le leggi erano imposte come espressione della volont\u00e0 degli dei. Gli uomini erano s\u00ec dotati di ragione, ma essa era immersa nelle tenebre dei sensi cos\u00ec da essere \u201cstordita e stupida\u201d; essi erano del tutto inermi rispetto all&#8217;incombente realt\u00e0 naturale e vivevano nel terrore di uno \u201cspaventoso pensiero di qualche divinit\u00e0\u201d, ammantata di miti fantasiosi. Vico la descriveva cos\u00ec:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">L&#8217;et\u00e0 degli d\u00e8i, nella quale gli uomini gentili credettero vivere sotto divini governi e ogni cosa esser loro comandata con gli auspici e con gli oracoli, che sono le pi\u00f9 vecchie cose della storia profana.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Ora se si prova a paragonare la descrizione dell&#8217;et\u00e0 degli d\u00e8i vichiana con il mondo attuale, si noteranno alcune forti analogie. La nostra forma di convivenza \u00e8 basata sul culto di qualcosa di trascendente: il libero mercato. Questo viene perseguito come una sorta di credenza religiosa da alcuni, che formano i governi in totale conformit\u00e0 con essa: una sorta di governo teocratico, per l&#8217;appunto. In pratica, il mercato \u00e8 stato deificato ed \u00e8 divenuto il nostro sovrano. Questa sovranit\u00e0 gli giunge da un presunto diritto divino, che deriva dal falso mito della sua capacit\u00e0 di autoregolarsi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Le nostre leggi costituzionali vengono scalzate da quelle di presunta origine divina. Esse vengono imposte come espressione della volont\u00e0 degli d\u00e8i: \u00e8 il ben pi\u00f9 noto \u201cce lo chiede l&#8217;Europa\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli uomini, anche se dotati di ragione, subiscono tutto ci\u00f2 passivamente, poich\u00e9 \u201cstorditi e stupiditi\u201d dalla propaganda mass-mediatica. La nostra ragione \u00e8 cos\u00ec immersa nelle tenebre dei sensi che non comprendiamo razionalmente il telegiornale ma lo \u201cvediamo\u201d o lo \u201cascoltiamo\u201d, prendendo tutto ci\u00f2 che ci viene detto come una verit\u00e0 inossidabile. Cos\u00ec rimaniamo del tutto inermi di fronte all&#8217;incombente realt\u00e0 e viviamo nel terrore che ci proviene dal pensiero della nostra \u201cspaventosa divinit\u00e0\u201d, ossia il mercato. Viviamo nella costante paura di parole di cui non comprendiamo neanche bene il significato, dando cos\u00ec origine a dei veri e propri miti, esattamente come gli uomini primitivi. Parole come: <em>default, spread, rating<\/em>, le quali ci suscitano presunti scenari apocalittici, che a malapena riusciamo ad immaginare.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In tutto ci\u00f2 gli uomini credono di vivere \u201csotto divini governi\u201d e credono che tutto quello che viene loro propinato come giusto derivi da auspici e oracoli non meglio identificati.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La divinizzazione di un sistema che nella Storia non ha mai funzionato \u00e8 il dramma della nostra contemporaneit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli altri due stadi dell&#8217;umanit\u00e0 individuati da Vico, ossia il periodo degli eroi e il periodo degli uomini, erano invece contraddistinti da un graduale processo di incivilimento, connesso al lento emergere della ragione. L&#8217;et\u00e0 degli uomini corrisponde, infatti, al momento della maturit\u00e0 e della ragione dispiegata, le cui massime espressioni governative sono la monarchia e, soprattutto, la repubblica popolare. Per Vico infatti, il periodo delle <em>polis<\/em> greche rappresenta il momento pi\u00f9 alto dell&#8217;et\u00e0 degli uomini.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">(\u2026) e finalmente l&#8217;et\u00e0 egli uomini, nella quale tutti si riconobbero essere uguali in natura umana e perci\u00f2 vi si celebrarono le repubbliche popolari.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tuttavia, il filosofo napoletano metteva in guardia i seguaci della \u201cScienza nuova\u201d, poich\u00e9 la Storia non si ferma all&#8217;et\u00e0 degli uomini ma \u00e8 fatta di continui corsi e ricorsi: all&#8217;uomo non resta altro che la possibilit\u00e0 di evitare il decadimento con la saggezza e la virt\u00f9 e con l&#8217;ausilio della \u201cScienza nuova\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo \u00e8 quello che non \u00e8 stato fatto negli ultimi anni. Abbiamo assistito inermi ad un ricorso storico e siamo tornati all&#8217;et\u00e0 degli d\u00e8i, dopo che eravamo stati nell&#8217;et\u00e0 degli uomini, dal momento che vivevamo in una repubblica popolare e sovrana creata dal basso, dalla ragione degli uomini che avevano combattuto per ottenerla. Non siamo stati n\u00e9 saggi n\u00e9 virtuosi, ma soprattutto non abbiamo utilizzato abbastanza la \u201cScienza nuova\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Adesso, nel pieno di un ricorso storico in cui le scienze matematiche e fisiche hanno nuovamente preso il sopravvento, relegando le materie umanistiche al ruolo di mere comprimarie, \u00e8 giunto il momento di rivendicare il loro ruolo primario dovuto alla loro originalit\u00e0, alla loro autonomia e alogicit\u00e0. Abbiamo un disperato bisogno di Storia per uscire dalla dispotica et\u00e0 degli d\u00e8i e tornare alla democratica et\u00e0 degli uomini.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span style=\"font-size: medium;\">Luca Mancini<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span style=\"font-size: medium;\">ARS Lazio<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il filosofo napoletano Giambattista Vico visse a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, in un periodo in cui tra gli intellettuali europei (Galilei, Newton, Cartesio, Leibniz etc.) dominava lo studio scientifico della natura e la volont\u00e0 di ridurre tutto a delle precise regole matematiche. Egli, laureato in Giurisprudenza e figlio di un modesto libraio, a fronte dell&#8217;imperante matematismo del suo secolo esaltava l&#8217;originalit\u00e0, l&#8217;alogicit\u00e0 e l&#8217;autonomia del mondo umano. 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