{"id":13585,"date":"2015-05-18T12:10:45","date_gmt":"2015-05-18T12:10:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13585"},"modified":"2015-05-18T12:10:45","modified_gmt":"2015-05-18T12:10:45","slug":"matteo-volpe-i-colpi-di-stato-in-italia-e-la-strategia-delle-elite-internazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13585","title":{"rendered":"Matteo Volpe: I colpi di Stato in Italia e la strategia delle \u00e9lite internazionali"},"content":{"rendered":"<p>Spesso, quando si parla di \u201ccolpo di stato\u201d, si intende il rovesciamento di un governo <em>manu militari<\/em>, ovvero avvalendosi dell\u2019uso della forza e della minaccia delle armi. Ma quello militare non \u00e8 l\u2019unica forma di colpo di stato possibile. Qualsiasi azione che abbia come fine la sostituzione delle cariche pubbliche o la caduta di un governo pu\u00f2 essere considerata golpista, anche se non si avvale della forza bellica.<\/p>\n<p>In Italia ne esistono alcuni esempi, seppure inscritti dalle cronache nel normale corso storico \u201clegittimo\u201d delle istituzioni. Nella storia repubblicana, dalla Costituzione del \u201948 ad oggi, si possono enumerare tre colpi di stato, differenti nella forma, ma tutti uniti da un identico filo rosso: il <em>golpe<\/em> del biennio \u201978-\u201979; quello giudiziario del \u201992; quello economico-finanziario del novembre 2011.<\/p>\n<p>Il primo colpo di stato della storia Repubblica italiana (riuscito) \u00e8 cominciato con un omicidio politico, quello di Aldo Moro. I fatti sono pi\u00f9 o meno noti: il rapimento dell\u2019allora Presidente della Democrazia Cristiana da parte delle Brigate Rosse fino al suo assassinio e la conseguente chiusura del dialogo con i comunisti e della possibilit\u00e0 di un governo con il PCI voluto da Moro.<\/p>\n<p>La seconda fase del \u201cbiennio golpista\u201d avvenne con l\u2019incriminazione del Governatore della Banca d\u2019Italia Paolo Baffi nel marzo del \u201979. Sebbene sarebbe stato presto prosciolto da tutte le accuse dovette dimettersi e, ad ottobre, il Presidente del Consiglio Cossiga sugger\u00ec come successore Carlo Azeglio Ciampi.<\/p>\n<p>Che cosa hanno in comune questi due eventi? Nel 1979 l\u2019Italia sarebbe entrata a far parte del Sistema Monetario Europeo, che avrebbe fissato il cambio valutario in una forbice di oscillazione. Moro era contrario a un\u2019entrata nello SME immediata e <em>sine conditione<\/em>. Successivamente al suo omicidio, dopo un colloquio col cancelliere tedesco Helmut Schmidt, nel marzo del 1979, il Capo del Governo Giulio Andreotti ufficializzer\u00e0 l\u2019entrata dell\u2019Italia nello SME. Paolo Baffi aveva una posizione moderata sul sistema di cambi ed era favorevole ad una banda di oscillazione molto ampia. Proprio nel marzo di quell\u2019anno egli venne incriminato e costretto a dimettersi sei mesi dopo, durante il governo Cossiga, il quale nomin\u00f2 ai vertici della Banca Centrale Carlo Azeglio Ciampi, europeista convinto e monetarista.<\/p>\n<p>La linea Baffi, che assicurava la competitivit\u00e0 dell\u2019industria italiana e un cambio favorevole a quest\u2019ultima, venne sconvolta. Ciampi inaugur\u00f2 una nuova linea di direzione anti-inflazionistica e monetarista. Nel 1981, in accordo col Ministro Andreatta, verr\u00e0 sancito il cosiddetto \u201cdivorzio\u201d della Banca d\u2019Italia col Tesoro in nome del principio neoliberale dell\u2019indipendenza delle banche centrali. Nel 1987 verr\u00e0 stabilito un cambio pi\u00f9 rigido, riducendo la banda di oscillazione. Ci\u00f2 provocher\u00e0 la crisi speculativa del \u201992 e il crollo dello SME.<\/p>\n<p>Questa successione di eventi, abbastanza serrata (\u201978, \u201979, \u201981, \u201987) testimonia di un cambiamento ai vertici delle istituzioni italiane. La linea Moro-Baffi, pro-industria, anti-deflazionistica, con una saggia politica monetaria, aveva accompagnato la crescita dell\u2019Italia come potenza economica, la quale surclass\u00f2 l\u2019Inghilterra, preparandosi ad affiancare Francia e Germania. L\u2019omicidio Moro e l\u2019incriminazione di Baffi capitarono al culmine della crescita di competitivit\u00e0 dell\u2019industria italiana. Baffi aveva bene affrontato e risolto la crisi del \u201976 in un paio d\u2019anni, con il deprezzamento della lira rispetto al marco e l\u2019apprezzamento sul dollaro. La nuova linea Ciampi fu segnata invece da un irrigidimento del cambio che avrebbe poi portato nel \u201992 a bruciare le riserve valutarie italiane nel vano tentativo di salvare il sistema monetario.<\/p>\n<p>Dopo il biennio \u201978-\u201979 comincer\u00e0 un lento declino dell\u2019economia italiana. I salari smisero di crescere (in nome della lotta anti-inflazionistica) e le potenzialit\u00e0 del sistema economico nazionale vennero imbrigliate dal tasso di cambio fisso. Gi\u00e0 nel \u201979 con l\u2019affaire Baffi era stata inaugurata una strategia golpistica che successivamente sarebbe stata ampiamente usata: ovvero le indagini giudiziarie come mezzo per \u201cdisinnescare\u201d una classe politica non funzionale a certi interessi economici internazionali. Nel \u201992, infatti, si apr\u00ec la stagione di <em>Manipulite<\/em>, una \u201crivoluzione mediatico-giudiziaria\u201d che avrebbe ottenuto l\u2019azzeramento della classe politica dirigente della Prima Repubblica. Ovvero quella classe dirigente che, pur tra contraddizioni ed episodi di corruzione (molto esagerati dalla narrazione giornalistica), aveva permesso la crescita economica, la riduzione della disoccupazione e la crescita salariale. Quello che l\u2019economista Marcello De Cecco ha definito, con una formula non priva di efficacia, \u201ckeynesismo criminale\u201d fu sostituito da \u2013 potremmo dire \u2013 un \u201chayekismo virtuoso\u201d. Ovvero contenimento dei disavanzi pubblici, moderazione salariale, crescita della disoccupazione e stagnazione economica.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo colpo di stato si realizz\u00f2 nel novembre del 2011, quando Silvio Berlusconi, allora Presidente del Consiglio, venne costretto alle dimissioni e sostituito da Mario Monti. I governi Berlusconi erano contraddistinti da un deficit di bilancio non accettato dalla burocrazia europea e dalla Banca Centrale Europea. Nonostante i tentativi di Berlusconi di rientrare nei parametri verso la fine del suo mandato, la banche tedesche iniziarono a vendere massicciamente titoli di stato italiani, provocando un crollo del rendimento di questi ultimi e di conseguenza una carenza di compratori. Con l\u2019euro questo significava andare incontro al <em>default<\/em>. Subito dopo l\u2019insediamento di Mario Monti (noto per i suoi ottimi rapporti con la cancelleria tedesca) i rendimenti dei titoli tornarono a salire. Ma era iniziata la cosiddetta \u201causterit\u00e0\u201d per l\u2019Italia, ovvero la ricezione delle richieste delle lobby in favore di privatizzazioni, tagli della spesa pubblica e aumento della pressione fiscale.<\/p>\n<p>In questi tre golpe (o unica strategia svoltosi in tre atti) furono raggiunti diversi scopi: la politica monetaria fu sottratta ai governi, la finanza pubblica venne imbrigliata da accordi internazionali, l\u2019industria di stato frammentata e privatizzata e la disoccupazione tenuta al di sopra di una certa soglia. Tutto ci\u00f2 and\u00f2 ovviamente a vantaggio delle \u00e9lite finanziarie. \u00c8 possibile notare anche un intersecarsi di due diverse strategie: quelle dei servizi segreti e del governo americani, che cercavano di indebolire chiunque non si accordasse ottimamente con l\u2019egemonia atlantica degli Stati Uniti sull\u2019Occidente, e quelle dell\u2019industria e della finanza tedesca, che miravano a indebolire il loro principale concorrente.<\/p>\n<p>L\u2019assassinio di Moro serviva per impedire un governo con la partecipazione dei comunisti che, nonostante la svolta berlingueriana a favore della NATO del \u201976, non erano giudicati alleati affidabili dagli USA; ma di ci\u00f2 giov\u00f2 anche il progetto dell\u2019area valutaria europea (prima SME e poi Maastricht), quindi la cancelleria tedesca e la Francia che poterono trovare un\u2019Italia indebolita. Cos\u00ec, le dimissioni di Berlusconi nel 2011, fortemente volute e ricercate dalla Germania, ottennero il via libera da Obama, che poteva ottenere la fine del multilateralismo della politica estera italiana e dell\u2019apertura a paesi che Washington intendeva sfidare apertamente, ovvero Russia e Libia (nonostante Berlusconi si fosse rimangiato la parola con Gheddafi).<\/p>\n<p>L\u2019Italia pag\u00f2 un prezzo altissimo. L\u2019azzeramento della sua classe politica dirigente, la perdita di settori industriali fondamentali, la perdita della sovranit\u00e0 sotto tutte le forme (economica, monetaria, politica). Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesso, quando si parla di \u201ccolpo di stato\u201d, si intende il rovesciamento di un governo manu militari, ovvero avvalendosi dell\u2019uso della forza e della minaccia delle armi. Ma quello militare non \u00e8 l\u2019unica forma di colpo di stato possibile. 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