{"id":13635,"date":"2015-05-30T00:05:09","date_gmt":"2015-05-30T00:05:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13635"},"modified":"2015-05-30T00:05:09","modified_gmt":"2015-05-30T00:05:09","slug":"la-fobia-della-metafisica-e-lo-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13635","title":{"rendered":"La fobia della metafisica e lo stato"},"content":{"rendered":"<p>Di recente i filosofi italiani sono stati scossi dalla pubblicazione di alcuni \u00abQuaderni neri\u00bb di Heidegger, dai quali si evince, pi\u00f9 che la sua adesione opportunistica al nazismo quale era nota da sempre, l\u2019intima vicinanza alla distruzione degli ebrei e delle civilt\u00e0 europee che il nazismo stava attuando. In un\u2019intervista<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, Gianni Vattimo, in Italia uno degli studiosi pi\u00f9 accreditati di Heidegger, continua a non vedere un legame organico tra Heidegger e il nazismo, nonostante sia un esponente della sinistra libertaria particolarmente sensibile alla sorte delle vittime del sopruso, l\u2019ultima persona che potrebbe essere accusata di simpatie per l\u2019estrema destra.<\/p>\n<p>Da Heidegger Vattimo ha adottato l\u2019idiosincrasia per la metafisica. Egli l\u2019ha identificata al totalitarismo, alla violenza (nell\u2019intervista arriva a dirne che \u00ab\u00e8 una schifezza\u00bb come se ci\u00f2 fosse un\u2019ovviet\u00e0); quindi ne ha constatato con sollievo la fine e insieme la fine della verit\u00e0; da ultimo, nella proposta della filosofia come \u00abpensiero debole\u00bb o come \u00abinterpretazione\u00bb, ha guardato con favore a una nuova societ\u00e0 in cui libert\u00e0 e tolleranza, anzich\u00e9 da principi, sono garantite dai mass-media. Una proposta che pu\u00f2 avere qualche apparenza di plausibilit\u00e0 solo in quanto chiunque, prima di cogliere il concetto di verit\u00e0, potrebbe perdersi in due sue interpretazioni opposte. La definizione di verit\u00e0 \u00e8 \u00abadaequatio rei et intellectus\u00bb, l\u2019uguagliarsi di pensiero e realt\u00e0. La si pu\u00f2 interpretare nel senso positivista dell\u2019uguagliarsi del pensiero alla realt\u00e0, col risultato deprimente, fatto suo dal Wittgenstein del \u00abTractatus\u00bb, che il pensiero sensato \u00e8 estraneo agli interessi della vita umana, perch\u00e9 \u00e8 una semplice raffigurazione di fatti casuali; oppure nel senso heideggeriano della differenza tra fatti ed essere, per cui il <em>pensiero autentico<\/em> pu\u00f2 dispensarsi dallo studio dei fatti, che non sono adeguati alla sua sublimit\u00e0, e dedicarsi a un pi\u00f9 confortevole pascolo dell\u2019essere. Interpretata la verit\u00e0 in questo secondo senso, il pensiero debole acquista un aroma di plausibilit\u00e0: \u00e8 prudente che il <em>pensiero autentico<\/em> si indebolisca e si limiti a giocare; potrebbe infatti accadere che, scivolando tra i fatti, si infili dalla parte sbagliata della realt\u00e0 \u2013 proprio come \u00e8 accaduto ad Heidegger. Cos\u00ec per\u00f2 Vattimo rischia di ridurre la professione filosofica a un passatempo e di ignorare il <em>concetto<\/em> di verit\u00e0, che \u00e8 l\u2019elaborazione <em>reciproca<\/em> di pensiero e realt\u00e0, per cui quello si libera della sua irruenza, questa della sua ritrosia, superano la loro estraneit\u00e0 e si conciliano nell\u2019idea \u2013 qualcosa che ha a che fare non tanto con la violenza, quanto con un corteggiamento fortunato. Non a caso i Greci, nostri maestri in tutto, sensibili al momento erotico della verit\u00e0, fecero consistere la felicit\u00e0 nel raggiungerla.<\/p>\n<p>Negli ultimi minuti dell\u2019intervista Vattimo protesta con forza che gli errori di Heidegger non devono indurre al rifiuto delle sue opere pi\u00f9 importanti, in particolare di \u00abEssere e tempo\u00bb. Lo si pu\u00f2 capire: egli si trova di fronte allo sciogliersi di un equivoco che rischia di travolgere non solo la sua convinzione pi\u00f9 profonda, l\u2019incompatibilit\u00e0 tra libert\u00e0 e pensiero scientifico, ma anche il suo percorso filosofico, che ha preso le mosse da una connessione casuale tra Heidegger e il comunismo. Egli stesso racconta come abbia iniziato a studiare Heidegger in un ambiente antifascista, leggendo \u00abEssere e tempo\u00bb nella traduzione di Pietro Chiodi, che aveva partecipato alla lotta partigiana nelle Langhe. Tutto ci\u00f2 ha contribuito a impedire a Vattimo di scorgere l\u2019evidente carattere fascista di \u00abEssere e tempo\u00bb. Che per\u00f2 nell\u2019intervista, a scopo di apologia, egli affermi che Heidegger era di fronte al dilemma tra comunismo e nazismo e che ha soltanto scelto male, ci\u00f2 fa capire come Vattimo abbia scorto, senza purtroppo prenderne distanza critica, un punto di convergenza tra destra e sinistra, un punto che l\u2019attualit\u00e0 politica ha ormai metastatizzato in una perfetta identit\u00e0: il rifiuto, viscerale pi\u00f9 che critico, dello stato moderno (<em>troppo<\/em> democratico per la destra, troppo <em>poco<\/em> democratico per la sinistra), che si enfatizza in un atteggiamento <em>millenaristico<\/em>: intollerante verso il passato, cinico verso il presente politico, accecato dalla prospettiva verso il futuro.<\/p>\n<p>Marx ha considerato lo stato moderno una \u00abdittatura della borghesia\u00bb, la libert\u00e0 che esso garantisce una mistificazione della disuguaglianza sociale. Il suo stato si ispira invece alla Comune parigina ed \u00e8 uno sforzo di approssimazione alla democrazia diretta: rappresentanti eletti dal popolo che esercitano un potere senza articolazione interna, rimovibili in ogni momento, retribuiti col salario operaio medio. La rivoluzione russa, vittoriosa in virt\u00f9 della nobile coerenza con cui i bolscevichi vollero l\u2019uscita della Russia dal massacro della Grande Guerra, cerc\u00f2 di realizzare questo stato radicalmente democratico. Gi\u00e0 durante la guerra civile la democrazia consigliare degener\u00f2 tuttavia in una soffocante dittatura di partito che avrebbe usato come metodo di governo la guerra civile (quella contro i contadini) e il terrore poliziesco. Anche al di fuori dell\u2019esperienza sovietica, il comunismo reale non \u00e8 riuscito a evitare il destino del partito unico: il suo rifiuto del concetto di stato quale si \u00e8 realizzato dall\u2019et\u00e0 moderna ha comportato l\u2019incapacit\u00e0 di elevarsi, anche nei momenti migliori, al di sopra del modello di potere patriarcale.<\/p>\n<p>Volendo negare lo stato \u00abborghese\u00bb il comunismo ha rinunciato alla <em>laicit\u00e0<\/em>, che \u00e8 il vanto dello stato sovrano moderno<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Questo, infatti, nasce quando le atrocit\u00e0 delle guerre di religione del XVI secolo rendono evidente che gli uomini, senza che possano rinunciare alla loro convivenza, sono consacrati a orientamenti religiosi ormai irriducibili. La religione, finora sostegno dell\u2019unit\u00e0 sociale, ne diventa il massimo pericolo. Poich\u00e9 il suo pluralismo non pu\u00f2 pi\u00f9 essere ridotto, affinch\u00e9 non distrugga l\u2019unit\u00e0 sociale, la religione deve ridursi a sfera privata; da parte sua, l\u2019unit\u00e0 sociale, liberata dalla religione, si fa <em>stato<\/em>. Lo stato moderno \u00e8 dunque laico \u2013 questo \u00e8 il significato pi\u00f9 profondo della sua <em>sovranit\u00e0<\/em> <em>interna<\/em>; quindi fa propria la sobriet\u00e0 della conoscenza scientifica, non interviene nella sfera della convinzione, lascia <em>sviluppare<\/em> le differenze nelle proprie istituzioni e nella societ\u00e0 civile, e nel sostenere la loro esistenza e la loro compatibilit\u00e0 garantisce il bene comune, la <em>res publica<\/em>: la sicurezza interna ed esterna dei suoi membri. La sovranit\u00e0 dello stato moderno non \u00e8 dunque unit\u00e0 totalitaria, ma unit\u00e0 che dispiega la differenza nella sfera privata: quella delle religioni ma anche quella dei partiti \u2013 la differenza \u00e8 meno essenziale di quanto potrebbe sembrare; infatti le confessioni religiose assumono connotazioni di classe, i partiti politici, qualora non siano semplici apparati elettorali, contengono pathos religioso. Questa <em>unit\u00e0 nel dispiegamento della differenza<\/em>, che costituisce l\u2019essenza dello stato moderno, \u00e8 la libert\u00e0 nel senso pi\u00f9 profondo. Perci\u00f2 in Hegel la <em>forza<\/em> dello stato moderno coincide con la sua capacit\u00e0 di garantire lo sviluppo della particolarit\u00e0, ossia con ci\u00f2 che dal punto di vista della particolarit\u00e0 appare <em>debolezza<\/em>: \u00abIl principio degli stati moderni ha questa forza e profondit\u00e0 formidabile: lascia che il principio della soggettivit\u00e0 si completi nell\u2019<em>estremo indipendente<\/em> della particolarit\u00e0 personale, e al tempo stesso lo <em>riconduce<\/em> nell\u2019<em>unit\u00e0 sostanziale<\/em>, e cos\u00ec ve la conserva\u00bb<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Tutto ci\u00f2 mostra come la base della polemica del \u00abpensiero debole\u00bb contro la grande filosofia sia un travisamento.<\/p>\n<p>Esasperando in una negazione del pluralismo il suo giusto odio per il ricatto economico imposto dal capitalismo selvaggio, il comunismo reale si \u00e8 allontanato dalla libert\u00e0; le sue lotte \u2013 per quanto doverose e spesso eroiche \u2013 sono state degradate dall\u2019avere avuto per fine ultimo <em>soltanto<\/em> gli interessi dei lavoratori \u2013 quantunque pienamente legittimi. Il disprezzo dello stato moderno \u00e8 anche all\u2019origine della sua contiguit\u00e0 alla rivolta fascista contro l\u2019uguaglianza e contro il pluralismo. Come il comunismo reale, anche il fascismo \u00e8 un prodotto della prima guerra mondiale: nasce dalla crisi dello stato europeo e intende sostituirlo creando una societ\u00e0 nuova, cementata dalla suggestione e dal terrore. Il fascismo disprezza dunque l\u2019articolazione dei poteri dello stato e le sostituisce l\u2019onnipotenza dell\u2019\u00abUno\u00bb inviato dal destino, che taglia col passato, si muove con perfetto cinismo nel presente per meglio guidarlo verso il futuro; che disprezza la particolarit\u00e0: offende la famiglia, annulla le sfere sociali differenti, stermina gli individui e i gruppi irriducibilmente particolari; che mobilita le masse in vista della guerra di aggressione contro gli altri popoli.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 lo sfondo oscuro di \u00abEssere e tempo\u00bb. Per quanto non voglia riconoscerlo, Gianni Vattimo non aveva bisogno di aspettare la pubblicazione dei \u201cQuaderni neri\u201d per acquisirne consapevolezza. Finch\u00e9 si legge quel testo presupponendone le <em>buone<\/em> intenzioni, come ha fatto la sinistra libertaria, si pu\u00f2 anche riuscire a non capirlo; per intenderne la carica fascista sarebbe bastato leggerlo presupponendo le <em>cattive<\/em> intenzioni. Infatti il testo non fa nessun mistero della sua volont\u00e0 di arrivare al livello ontologico, cio\u00e8 alla verit\u00e0 filosofica, evitando con disprezzo il livello ontico, ossia non cela la sua volont\u00e0 di arrivare all\u2019universale evitando lo studio delle scienze particolari e rifiutando la tradizione filosofica \u2013 con un <em>colpo di stato<\/em>. Inoltre vuole che la particolarit\u00e0 personale, il <em>Dasein<\/em>, non abbia un\u2019essenza, cio\u00e8 non abbia verit\u00e0 e dignit\u00e0, ma sia <em>esistenza<\/em> inautentica, un preoccupato affaccendarsi disperso tra le futilit\u00e0 \u2013 allo stesso modo il fascismo stigmatizza come \u00abborghese\u00bb e \u00abpanciafichista\u00bb la vita degli individui all\u2019interno della famiglia, della societ\u00e0 civile e dello stato. Heidegger \u00e8 infine inequivocabile sul modo in cui l\u2019uomo pu\u00f2 redimersi dall\u2019inautenticit\u00e0, cio\u00e8 pu\u00f2 superare la sua particolarit\u00e0 ed essere universale: pu\u00f2 farlo con la <em>decisione anticipatrice della morte<\/em>, cio\u00e8 accettando la minaccia della morte sul suo presente e la conseguente angoscia. Spezzando la sua immedesimazione con il mondo inautentico, cio\u00e8 con la realt\u00e0 etica, l\u2019angoscia lo porta alla decisione e gli apre la temporalit\u00e0 autentica, per cui spezza i vincoli col passato e, divenuto spietatamente pragmatico, si apre al futuro \u2013 e cosa pu\u00f2 essere tutto questo se non la morale di una SA? Oppure, in quanto sia inteso come appello di massa, cosa pu\u00f2 essere se non una mobilitazione in vista della guerra di rivincita? \u00abEssere e tempo\u00bb \u00e8 del 1927: da pochi anni la Germania si \u00e8 sottratta al baratro della sconfitta e della miseria, e qualcuno gi\u00e0 medita la rivincita.<\/p>\n<p>\u00abEssere e tempo\u00bb \u00e8 fallito: Heidegger non \u00e8 riuscito ad arrivare alla verit\u00e0 filosofica e lo ha interrotto. Egli ne ha dato colpa alla compromissione del linguaggio con la metafisica, proprio come i nazisti imputavano agli ebrei i fallimenti dei tedeschi, \u2013 ma in verit\u00e0 il fallimento, il fatto che l\u2019<em>essere<\/em> non esca dall\u2019indeterminatezza e resti una parola vuota, risulta dall\u2019intolleranza del reale, dal fatto che, come il fascismo in generale, Heidegger si sente vivo solo in quanto lo distrugge e si orienta al futuro.<\/p>\n<p>Con il suo soggettivismo estremo, dissimulato sotto un programma ontologico, Heidegger ha affascinato i filosofi. Le conseguenze di questo fascino sono state distruttive per la filosofia europea: per quasi un secolo \u00e8 sembrato che si potesse arrivare all\u2019essenza senza passare per la <em>conoscenza determinata<\/em> dell\u2019ontico, che si potesse essere filosofi direttamente, senza amore per la sapienza, cio\u00e8 senza dedizione e gratitudine alle scienze e alla tradizione, ma passeggiando per i sentieri di montagna che portano alle radure. Cos\u00ec la filosofia non ha pi\u00f9 nulla da dire agli uomini. Ed \u00e8 increscioso osservare quale divario esista tra la consapevolezza, la forza di illuminazione sulla realt\u00e0 proprie, per esempio, di molti economisti e lo smarrimento completo dei filosofi. Seguendo Heidegger, oppure Nietzsche, essi si sono orientati al futuro e hanno gettato alle ortiche la tradizione filosofica, i concetti che sarebbe loro compito vivificare con le scienze attuali cos\u00ec che queste ne siano illuminate nel loro intimo.<\/p>\n<p>Con la sua ribellione impotente che infine si chiude nel balbettio delle etimologie, Heidegger ha affascinato anche la sinistra: chi pi\u00f9 della sinistra attuale, eurista perch\u00e9 internazionalista, vive nella <em>temporalit\u00e0<\/em> <em>autentica<\/em>, ossia in quello stato di irresponsabilit\u00e0 scientifica ed etica, senza fondamento nel passato, aperta alle <em>proprie<\/em> (particolari) possibilit\u00e0 effettive nel presente, volta al futuro?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a> L\u2019intervista \u00e8 disponibile a questo indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=G9Wg8532YWk\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=G9Wg8532YWk<\/a> .<\/p>\n<h4><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Per il concetto di laicit\u00e0 dello stato, cfr. l\u2019articolo di Jacques Sapir, <em>Souverainet\u00e9, la\u00efcit\u00e9 et histoire<\/em>, al seguente indirizzo: <a href=\"http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/3828\">http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/3828<\/a>.<\/h4>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a> Traduco dal \u00a7 260 delle <em>Grundlinien der Philosophie des Rechts<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di recente i filosofi italiani sono stati scossi dalla pubblicazione di alcuni \u00abQuaderni neri\u00bb di Heidegger, dai quali si evince, pi\u00f9 che la sua adesione opportunistica al nazismo quale era nota da sempre, l\u2019intima vicinanza alla distruzione degli ebrei e delle civilt\u00e0 europee che il nazismo stava attuando. 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