{"id":13750,"date":"2015-06-22T00:50:17","date_gmt":"2015-06-22T00:50:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13750"},"modified":"2015-06-22T00:50:17","modified_gmt":"2015-06-22T00:50:17","slug":"il-populismo-la-democrazia-diretta-la-strada-dellars","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13750","title":{"rendered":"Il populismo, la democrazia diretta, la strada dell\u2019ARS"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un contributo di Giampiero Cinelli, dell&#8217;ARS Lazio [gm]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo mio pezzo intendo rielaborare in chiave sovranista &#8211; alla luce di una progressiva riflessione e presa di coscienza &#8211; concetti che poco tempo fa avevo analizzato sul web in un mio blog, che ad oggi non \u00e8 pi\u00f9 attivo. Mi capit\u00f2 di imbattermi in una interessante definizione di populismo, data dall\u2019intellettuale americano Noam Chomsky in occasione di un\u2019intervista rilasciata al sito \u201cBeppeGrillo.com\u201d nel 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chomsky cos\u00ec dice: \u201cPopulismo significa appellarsi alla popolazione &#8230; pensano che la popolazione debba essere tenuta lontano dagli affari pubblici. Pensano che la popolazione debba essere spettatrice e non partecipe \u2026 E\u2019 chiaro, quindi, perch\u00e9 le persone al potere non agiscono secondo i desideri della popolazione\u201d. Poi prosegue cos\u00ec: \u201cPenso che la vera democrazia sarebbe molto pi\u00f9 funzionante senza quelli che chiamiamo partiti politici, che funzionano solo come macchine per la produzione di candidati. Cosa dovrebbe accadere in una democrazia vera? La gente si radunerebbe pubblicamente e deciderebbe quale politica preferisce e direbbe ai candidati: &#8216;Questa \u00e8 la politica che desideriamo, se sei in grado di portarla avanti bene, altrimenti vai a casa&#8217;. Questa sarebbe una democrazia effettiva\u201d.<\/p>\n<p>Dalle parole di Noam Chomsky emergono chiaramente i seguenti elementi: il suo concetto di populismo ha un significato del tutto diverso da quello usato comunemente nei dibattiti politici (specie quelli di casa nostra) e, fondamentalmente, credo che questa sua interpretazione si possa qualificare pure in altro modo. Per intenderci, il termine &#8220;populismo&#8221; sopra citato pu\u00f2 identificarsi anche come la prassi del relazionarsi con i bisogni della popolazione, approccio di certo attuato anche nei sistemi di democrazia rappresentativa. Appare quindi una forzatura il voler a tutti i costi accostare solo a un progetto di democrazia diretta la capacit\u00e0 di creare un\u2019armonia tra classe politica e cittadini.<\/p>\n<p>Inoltre, il tipo di democrazia diretta che emerge da quel brano dell&#8217;intervista assomiglia tanto alle modalit\u00e0 di cui abbiamo testimonianza nella Grecia antica, precisamente ad Atene dal 400 al 320 a.c., periodo in cui effettivamente c\u2019erano nuclei di cittadini in grado di partecipare alle decisioni pubbliche, soprattutto di determinare l\u2019allontanamento di politici a loro risultati inadeguati attraverso il celebre \u201costracismo\u201d. Degli esempi perci\u00f2 esistono, e tutto quello che \u00e8 stato fatto in passato \u00e8 replicabile, ma \u00e8 altres\u00ec ingenuo desiderare forme politiche in vigore migliaia di anni fa in una societ\u00e0 diversa sotto tutti punti di vista, in contesti ristretti e non globalizzati, ma soprattutto in sistemi non complessi come quelli di oggi, dove tra l\u2019altro non era ancora nata l\u2019economia di stampo neo-capitalistico.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 Noam Chomsky \u00e8 ben consapevole delle problematiche strutture nelle quali siamo immersi e anch\u2019egli \u00e8 un deciso critico del mondo attuale. Tuttavia \u00e8 stucchevole che egli arrivi a pensare che, eliminando il legame tra i partiti politici e il potere finanziario, come per magia la cittadinanza diventer\u00e0 immediatamente immune da quegli impulsi, quei luoghi comuni, quei presupposti culturali che hanno inevitabilmente a che fare col pensiero unico liberista. Tale pensiero, infatti, \u00e8 divenuto ormai una rappresentazione della realt\u00e0 che pre-esiste alle organizzazioni partitiche. Perch\u00e9 mai un singolo individuo non potrebbe essere allo stesso modo fallace, privo di slancio, arido proprio come un grande partito globalista e aziendalista?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dimentichiamo che lo spirito moderno non \u00e8 instillato unicamente e direttamente dai soggetti politici ma \u00e8 una trama perfettamente radicata nei settori delle tele-comunicazioni, nell\u2019industria culturale, nei costumi della gente e nei suoi valori, addirittura nel modo che ha la gente di giudicare l\u2019operato degli altri individui: in sostanza, nella gestione del proprio stare al mondo. Mi resta quindi difficile ritenere che le idee dominanti del nostro tempo si reggano unicamente grazie alla volont\u00e0 politica e non siano intimamente assimilate dalle persone. Anzi, forse \u00e8, al contrario, l\u2019anima generale che ha dato vita a questa forma di politica.<\/p>\n<p>Di conseguenza, nessuno pu\u00f2 negare gi\u00e0 da ora che una societ\u00e0 pi\u00f9 liquida e meno ancorata ai procedimenti istituzionali non sar\u00e0 vittima degli stereotipi, non cadr\u00e0 in errori gi\u00e0 fatti e che i suoi gruppi di portavoce non potranno comunque cedere alla tentazione di soddisfare interessi ristretti, nonch\u00e9 di venire strumentalizzati.<\/p>\n<p>Occorre allora smetterla di procedere in modo sconclusionato, farla finita col vaneggiare scenari che forse andavano bene all&#8217;epoca di Socrate ma che al momento non rispondono alle esigenze di una societ\u00e0 malata e difficile da gestire. E\u2019 necessario costituire nuovi partiti politici. Partiti che certo non siano pi\u00f9 espressione delle <em>lobbies<\/em>, che portino avanti sentimenti rivoluzionari e rimangano attaccati alla funzione originale per cui nascono: cio\u00e8 farsi rappresentanti della popolazione non soddisfacendo gli umori, gli istinti, le visioni di breve termine e le scelte condizionate da singoli frangenti ma, anzi, programmando, offrendo un\u2019idea da costruire, un risultato da raggiungere non subito ma con pazienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nuovi partiti dunque dovranno perseguire l\u2019interesse pubblico, ovvero rappresentare una somma di interessi amalgamati in una lucida sintesi virtuosa. Proprio quella sintesi virtuosa che la democrazia diretta non sar\u00e0 mai in grado di realizzare.<\/p>\n<p><em> Giampiero Cinelli \u2013 ARS Lazio<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/a4zjTEYySTg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un contributo di Giampiero Cinelli, dell&#8217;ARS Lazio [gm] In questo mio pezzo intendo rielaborare in chiave sovranista &#8211; alla luce di una progressiva riflessione e presa di coscienza &#8211; concetti che poco tempo fa avevo analizzato sul web in un mio blog, che ad oggi non \u00e8 pi\u00f9 attivo. 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