{"id":13769,"date":"2015-06-19T16:48:09","date_gmt":"2015-06-19T16:48:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13769"},"modified":"2015-06-19T16:48:09","modified_gmt":"2015-06-19T16:48:09","slug":"il-falso-reddito-della-speculazione-finanziaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13769","title":{"rendered":"Il falso reddito della speculazione finanziaria"},"content":{"rendered":"<p>Su ogni libro di Economia degli intermediari finanziari viene sempre riportato un concetto che recita pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201cIl sistema degli intermediari finanziari \u00e8 la spina dorsale di un&#8217;economia avanzata; in assenza di un efficiente e moderno sistema di intermediazione finanziaria \u00e8 impossibile la realizzazione di una solida crescita economica\u201d. Nel leggerlo mi \u00e8 venuto in mente quel famoso detto Napoletano secondo cui \u201cOgne scarrafone \u00e8 bell\u2019 a mamma soja\u201d. Questo perch\u00e9 da appassionato di economia ho sempre ritenuto che la vera spina dorsale dell\u2019economia di un paese fosse la sua capacit\u00e0 produttiva in termini di beni e servizi. Il commentatore acuto e furbo ovviamente ribatter\u00e0 che l\u2019economia finanziaria, essendo un ramo della produzione di servizi, anch\u2019essa produce ricchezza. Vedremo quindi che l\u2019affermazione incriminata, se non si pu\u00f2 dire che sia falsa, si pu\u00f2 dimostrare anche che non sia del tutto vera, in quanto una parte dell\u2019economia finanziaria pu\u00f2 essere considerata l\u2019unico input di processo universale che brucia ricchezza senza produrre benefici in termini di output. Andiamo per ordine e consideriamo innanzitutto il lato dell\u2019economia finanziaria che va sotto il nome di intermediazione creditizia. Per produrre un qualsiasi bene o servizio le imprese necessitano di anticipare gli investimenti, che successivamente andranno a produrre utili, e di credito finalizzato alla stabilizzazione dei flussi di cassa spesso discontinui. In questo caso interviene la banca di credito. Senza dilungarci nei tecnicismi, si pu\u00f2 dire che le banche di credito producono due tipi di utile, il margine di intermediazione e il margine di interesse. Semplificando, con il primo le banche guadagnano dai servizi prodotti (es: tenuta conto, bancomat, pagamenti vs terzi etc.) con il secondo commerciando denaro che, come qualsiasi negoziante, la banca compra a un prezzo da un suo fornitore per rivenderlo applicando il suo markup ai clienti. In questi due casi si avvalora la tesi secondo cui le banche siano imprese produttrici di servizi che i clienti usano come input dei loro processi o come consumatori diretti. Ora per\u00f2 esaminiamo la fetta pi\u00f9 grande dell\u2019economia finanziaria che riguarda l\u2019insieme di attivit\u00e0 finanziarie (obbligazioni, azioni, depositi e prestiti, fondi comuni di investimento, riserve tecniche di assicurazione, derivati ecc.) negoziate sul mercato globale. Quando si parla di negoziazione si deve tener presente che il valore nominale di tale attivit\u00e0 \u00e8 del tutto irrilevante. Ci\u00f2 che conta \u00e8 il numero di transazioni al secondo effettuate su miliardi di questi titoli (conta quindi anche il numero assoluto di titoli in gioco) ognuna delle quali genera un utile. Il sistema funziona come una slot machine. Una macchina infernale che non produce nessuna ricchezza e non rappresenta un input di processo per nessuna azienda produttrice di beni e servizi ma trasferisce ricchezza dalle tasche di un giocatore a quelle di un altro in un gioco a somma zero in cui c\u2019\u00e8 chi vince e c\u2019\u00e8 chi perde. L\u2019ammontare della ricchezza, calcolato come somma delle rispettive ricchezze messe in gioco dagli scommettitori resta sempre lo stesso. Quando questo eccede significa che qualcuno, giocando allo scoperto perde e ha fatto default. Quindi si dimostra che questa attivit\u00e0 che va sotto il nome di speculazione finanziaria, come tutti i giochi d\u2019azzardo va sempre a favore del banco, cio\u00e8 di coloro che tengono le fila del gioco e distribuiscono le carte generando una progressiva polarizzazione delle ricchezze globali e la loro concentrazione in un numero sempre inferiore di mani. Ricapitolando, l\u2019attivit\u00e0 d\u2019 intermediazione creditizia ha una funzione economica importante per l\u2019economia reale mentre l\u2019attivit\u00e0 di speculazione finanziaria, andando a detrimento della prima, in termini di impiego delle risorse, brucia ricchezza senza crearne alcuna; non produce alcun output ne\u2019 in termini di beni ne\u2019 di servizi ma sposta ricchezza da una mano ad un\u2019altra (spesso da un paese ad un altro) e impedisce che le risorse vadano a supportare il credito all\u2019economia reale. Per questo e per altri motivi \u00e8 necessaria la separazione delle due funzioni d\u2019 intermediazione, quella creditizia (meglio se pubblica) e quella speculativa, operate dalle banche attualmente universali, nonch\u00e9 l\u2019attuazione di norme che vanno sotto il generico nome di \u201cRepressione finanziaria\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su ogni libro di Economia degli intermediari finanziari viene sempre riportato un concetto che recita pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201cIl sistema degli intermediari finanziari \u00e8 la spina dorsale di un&#8217;economia avanzata; in assenza di un efficiente e moderno sistema di intermediazione finanziaria \u00e8 impossibile la realizzazione di una solida crescita economica\u201d. Nel leggerlo mi \u00e8 venuto in mente quel famoso detto Napoletano secondo cui \u201cOgne scarrafone \u00e8 bell\u2019 a mamma soja\u201d. 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