{"id":13807,"date":"2015-06-28T08:20:15","date_gmt":"2015-06-28T08:20:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=13807"},"modified":"2015-06-28T08:20:15","modified_gmt":"2015-06-28T08:20:15","slug":"i-g7-e-lautismo-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=13807","title":{"rendered":"I G7 e l&#039;autismo occidentale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Si \u00e8 conclusa agli inizi di giugno\u00a0la prima riunione 2015 del Gruppo dei Sette, il vertice delle nazioni pi\u00f9 industrializzate: Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada (pi\u00f9 Commissione Europea e FMI). Il G7 \u00e8 tornato a essere tale dopo che l\u2019allargamento alla Russia, in vigore dal 1998, \u00e8 stato sospeso a seguito della politica putiniana che mira a \u201cricreare i fasti dell\u2019impero sovietico\u201d, secondo le parole di\u00a0Obama alla conferenza di chiusura. Sentire il Presidente degli stati Uniti accusare altri paesi di imperialismo ha sempre un effetto straniante, il proverbiale bue che dice cornuto all\u2019asino, ma cos\u00ec devono stare le cose se a dirle \u00e8 un Nobel per la pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019assenza di Russia e Cina la dice lunga sulla sostanziale autoreferenzialit\u00e0 del vertice.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mauropoggi.files.wordpress.com\/2015\/06\/vignetta-g7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4884 \" src=\"https:\/\/mauropoggi.files.wordpress.com\/2015\/06\/vignetta-g7.jpg?w=475&amp;h=347\" alt=\"Ciao Vladimir. Avevamo detto che non c'era pi\u00f9 bisogno di te, ma...\" width=\"475\" height=\"347\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Bryan_MacDonald\">Brian McDonald<\/a>, un giornalista irlandese che scrive per diverse testate, ha osservato su\u00a0<a href=\"http:\/\/rt.com\/op-edge\/265651-g7-russia-putin-fear\/\">RT \u2013 Russia Today<\/a>, che se la partecipazione al vertice fosse legata al PIL espresso a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto della popolazione, la composizione sarebbe ben diversa: Stati Uniti, Cina, India, Giappone, Russia, Germania e Brasile. I paesi membri conterebbero per il 53% della ricchezza mondiale, anzich\u00e9 per il 32% attuale, e le tre superpotenze militari vi sarebbero rappresentate.<br \/>\nMa in questo caso Washington avrebbe il problema di doversi confrontare sui reali problemi mondiali con interlocutori meno compiacenti.<br \/>\nMolto pi\u00f9 comoda la situazione attuale, dove invece partecipano unicamente paesi allineati al verbo americano, alcuni dei quali, per di pi\u00f9 \u2013 come Canada, Italia o la stessa Francia \u2013 di relativamente modesto peso politico ed economico. Qui il consenso \u00e8 assicurato e il Presidente degli Stati Uniti pu\u00f2 serenamente denunciare l\u2019imperialismo altrui senza dover arrossire o preoccuparsi di rispondere a eventuali obiezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In cambio, gli altri partecipanti godono di una vetrina espositiva di prim\u2019ordine e per un paio di giorni possono contare sull\u2019accondiscendenza del giornalismo accreditato per avere e dare \u00a0l\u2019illusione che il loro apporto sia fondamentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Ecco una delle immagini circolate da noi:<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/mauropoggi.files.wordpress.com\/2015\/06\/panchina-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-4882 \" src=\"https:\/\/mauropoggi.files.wordpress.com\/2015\/06\/panchina-2.jpg?w=389&amp;h=289\" alt=\"Panchina 2\" width=\"389\" height=\"289\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Ed ecco il contesto in cui \u00e8 stata scattata:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/mauropoggi.files.wordpress.com\/2015\/06\/panchina-3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4883 size-large aligncenter\" src=\"https:\/\/mauropoggi.files.wordpress.com\/2015\/06\/panchina-3.jpg?w=640&amp;h=420\" alt=\"German Chancellor Angela Merkel sits with U.S. President Barack Obama on a bench outside the Elmau castle in Kruen near Garmisch-Partenkirchen, Germany, June 8, 2015. Leaders of the Group of Seven (G7) industrial nations vowed at a summit in the Bavarian Alps on Sunday to keep sanctions against Russia in place until President Vladimir Putin and Moscow-backed separatists fully implement the terms of a peace deal for Ukraine.          REUTERS\/Michael Kappeler\/Pool\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante il vertice si \u00e8 fatto un gran parlare di <em>aggressione russa<\/em> e inasprimento delle sanzioni per obbligare Putin a desistere dalla sua deplorevole condotta. Nota Brian McDonald: non \u00e8 venuto in mente a quei signori che affrontare il problema direttamente con l\u2019interessato, anzich\u00e9 escluderlo dalla discussione, sarebbe un metodo pi\u00f9 efficace e razionale? Certo, lo svantaggio \u00e8 quello di doversi confrontare con le altrui ragioni, una sgradevole situazione inedita per chi preferisce trascurare la complessit\u00e0 del reale. \u00a0Forse il vertice avrebbe avuto un esito altrettanto anodino, ma almeno non si sarebbe risolto nell\u2019ennesima celebrazione dell\u2019autismo geopolitico di cui soffre il blocco occidentale.<br \/>\nCi\u00f2 che ha spiegato Putin nell\u2019<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/esteri\/15_giugno_06\/intervista-putin-corriere-non-sono-aggressore-patto-europa-ab5eeffe-0c0a-11e5-81da-8596be76a029.shtml\">intervista al Corriere della Sera<\/a>, alla vigilia della sua visita in Italia, si sarebbe allora potuto ascoltare e discutere in modo certamente pi\u00f9 profittevole, fra una passerella e l\u2019altra, durante la due-giorni bavarese:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a7<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c[\u2026] La Russia non parla in tono conflittuale con nessuno e in queste questioni, come diceva Otto von Bismarck, \u201cnon sono importanti i discorsi, ma il potenziale\u201d. Cosa dicono i potenziali reali? Le spese militari degli Stati Uniti sono superiori alle spese militari di tutti i Paesi del mondo messi insieme. Quelle complessive della Nato sono 10 volte superiori a quelle della Federazione Russa. La Russia praticamente non ha pi\u00f9 basi militari all\u2019estero. La nostra politica non ha un carattere globale, offensivo o aggressivo.\u00a0<b><i>Pubblicate sul vostro giornale la mappa del mondo, indicando tutte le basi militari americane e vedrete la differenza<\/i><\/b>.<br \/>\n[\u2026] Vicino alle coste della Norvegia ci sono i sommergibili americani in servizio permanente. I<b><i>l tempo che ci mette un missile a raggiungere Mosca da questi sottomarini \u00e8 di 17 minuti.<\/i><\/b>\u00a0E volete dire che ci comportiamo in modo aggressivo? Lei ha menzionato l\u2019allargamento della Nato a Est. Ma\u00a0<b><i>noi non ci muoviamo da nessuna parte, \u00e8 l\u2019infrastruttura della Nato che si avvicina alle nostre frontiere<\/i><\/b>.<br \/>\n[\u2026] Infine gli Stati Uniti sono unilateralmente usciti dall\u2019Accordo sulla difesa antimissile, l\u2019Abm, la pietra angolare su cui si basava gran parte del sistema di sicurezza internazionale. Un\u2019altra prova della nostra aggressivit\u00e0?<br \/>\nTutto quello che noi facciamo \u00e8 semplicemente rispondere alle minacce nei nostri confronti. E lo facciamo in misura limitata, ma tale da garantire la sicurezza della Russia. O qualcuno forse si aspettava un nostro disarmo unilaterale? Un tempo avevo proposto ai nostri partner americani di costruirlo insieme in tre il sistema di difesa anti-missile: Russia, Stati Uniti, Europa. Questa proposta \u00e8 stata rifiutata.<br \/>\n[\u2026]\u00a0<strong><i>Solo una persona non sana di mente o in sogno pu\u00f2 immaginare che la Russia possa un giorno attaccare la Nato<\/i>.<\/strong> [\u2026] Forse qualcuno pu\u00f2 essere interessato ad alimentare queste paure. [\u2026] Ad esempio gli americani non vogliono tanto il ravvicinamento tra la Russia e l\u2019Europa. <em><strong>Non lo affermo, lo dico solo come ipotesi<\/strong><\/em>: supponiamo che gli USA vogliano mantenere la propria leadership nella comunit\u00e0 atlantica;\u00a0<b><i>hanno bisogno di una minaccia esterna, di un nemico per garantirla<\/i><\/b>. E l\u2019Iran chiaramente non \u00e8 una minaccia in grado di intimidire abbastanza.\u00a0<b><i>Con chi mettere paura?<\/i><\/b>\u00a0Improvvisamente sopraggiunge la crisi ucraina. La Russia \u00e8 costretta a reagire. Forse tutto \u00e8 fatto apposta, non lo so. Ma non siamo noi a farlo. Voglio dirvi: non bisogna aver paura della Russia. Il mondo \u00e8 talmente cambiato, che oggi le persone ragionevoli non possono immaginare un conflitto militare su scala cos\u00ec vasta.<br \/>\n<b><i>Noi abbiamo altre cose da fare, ve lo posso assicurare.<br \/>\n<\/i><\/b>[\u2026]\u00a0Ora bisogna cominciare a <em><strong>realizzare gli accordi di Minsk<\/strong><\/em>. Concretamente, bisogna fare una riforma costituzionale garantendo i diritti d\u2019autonomia ai rispettivi territori delle Repubbliche non riconosciute. Poi bisogna votare una legge per le elezioni municipali e una per l\u2019amnistia. E tutto questo, com\u2019\u00e8 scritto negli accordi, in coordinazione con la Repubblica Popolare di Donetsk e di Lugansk. <em><strong>Il problema \u00e8 che le autorit\u00e0 di Kiev non vogliono nemmeno sedersi allo stesso tavolo negoziale con loro. E su questo non abbiamo influenza, solo i nostri partner europei e americani ce l\u2019hanno<\/strong><\/em><b><i>\u201c<\/i><\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a7<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Obama invece dalla Baviera ha parlato di \u201cforte consenso sul fatto che dobbiamo continuare a spingere e fare pressione sulla Russia perch\u00e9 si attenga agli accordi di Minsk\u201d, ed evocato ulteriori passi \u201cche dovremmo intraprendere se la Russia dovesse rafforzare la sua aggressione\u201d,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non un dialogo a distanza. Un dialogo fra sordi.<\/p>\n<p><em>MAURO POGGI (ARS Liguria)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 conclusa agli inizi di giugno\u00a0la prima riunione 2015 del Gruppo dei Sette, il vertice delle nazioni pi\u00f9 industrializzate: Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada (pi\u00f9 Commissione Europea e FMI). 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