{"id":14050,"date":"2015-08-03T12:23:13","date_gmt":"2015-08-03T12:23:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14050"},"modified":"2015-08-03T12:23:13","modified_gmt":"2015-08-03T12:23:13","slug":"larticolo-1-della-costituzione-nellera-delle-macchine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14050","title":{"rendered":"L&#039;articolo 1 della Costituzione nell&#039;era delle macchine"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Questo inizio di XXI secolo si sta caratterizzando per una evoluzione tecnologica le cui conseguenze a lungo termine per le societ\u00e0 umane non sono ancora afferrate appieno. Parliamo dell&#8217;avvento di macchine sempre pi\u00f9 capaci di autonomia e di comportamenti &#8220;intelligenti&#8221;. Questa tendenza affonda le sue radici nella diffusione capillare della microelettronica, che ha portato alla disponibilit\u00e0 di sensori a basso costo unita alla capacit\u00e0 di elaborare le informazioni da essi in modo veloce e complesso, e nello sviluppo di Internet e delle tecnologie collegate, che offre alle macchine la possibilit\u00e0 di essere connesse in tempo reale con apparati ausiliari, centri di controllo, e pi\u00f9 in generale con un amplissimo e sempre crescente corpus di conoscenze e di dati, nonch\u00e9 fra di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se nel mondo di tutti i giorni le macchine autonome non sono ancora molto visibili, chi segue gli sviluppi della tecnologia sa che in questo campo si stanno facendo passi da gigante. Come sempre succede, la tecnologia militare \u00e8 quella probabilmente pi\u00f9 avanzata, ed \u00e8 riuscita a sviluppare robot autonomi dalle prestazioni stupefacenti (si veda un esempio <a href=\"https:\/\/youtu.be\/xqMVg5ixhd0\"><span style=\"color: #0000ff;\"><u>qui<\/u><\/span><\/a>). E in effetti <a href=\"http:\/\/arstechnica.co.uk\/gadgets\/2015\/07\/musk-hawking-wozniak-call-for-ban-on-autonomous-weaponry-and-military-ai\/\"><span style=\"color: #0000ff;\"><u>c&#8217;\u00e8 chi inizia a preoccuparsi<\/u><\/span><\/a> di una possibile corsa agli armamenti autonomi, ossia verso la costituzione di forze armate robotiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in ambito civile, tuttavia, ci sono sviluppi notevolissimi, che potrebbero portare in tempi brevi a spazzare via intere categorie di lavoratori, sostituendoli in modo pi\u00f9 economico ed efficiente. Un classico esempio \u00e8 quello dei veicoli autonomi, di cui il pi\u00f9 noto \u00e8 la <a href=\"https:\/\/www.google.com\/selfdrivingcar\/\"><span style=\"color: #0000ff;\"><u>Google Car<\/u><\/span><\/a>, che hanno gi\u00e0 percorso decine di migliaia di chilometri su strada. Se da un lato la loro introduzione sul mercato dovr\u00e0 superare vari ostacoli, non ultimo quello della definizione di una nuova giurisprudenza che chiarisca le responsabilit\u00e0 in caso di incidenti, \u00e8 per\u00f2 vero che categorie come tassisti, autisti, e camionisti potrebbero in un futuro non troppo lontano essere condannate all&#8217;obsolescenza. Del resto, gi\u00e0 la figura dell&#8217;operaio \u00e8 stata ridimensionata dalla massiccia introduzione dell&#8217;automazione in fabbrica, ed \u00e8 destinata ad esserlo sempre di pi\u00f9, con l\u2019introduzione di opzioni flessibili e a basso costo come <a href=\"http:\/\/www.rethinkrobotics.com\/baxter\/\"><span style=\"color: #0000ff;\"><u>Baxter<\/u><\/span><\/a>. Secondo un <a href=\"http:\/\/www.reuters.com\/article\/2015\/02\/10\/us-manufacturers-robots-idUSKBN0LE00720150210\"><span style=\"color: #0000ff;\"><u>recente studio<\/u><\/span><\/a>, i robot oggi eseguono il 10% dei compiti automatizzabili in fabbrica, ad un costo che \u00e8 oggi solo un decimo di quanto non fosse dieci anni fa, ma questa frazione potrebbe rapidamente salire al 25% fra dieci anni, in quanto siamo arrivati al punto in cui il costo del lavoro robotico sta diventando inferiore a quello umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche i lavori intellettualmente pi\u00f9 elevati sono a rischio. L&#8217;intelligenza artificiale, per decenni rimasta un miraggio, ha ricevuto nuovo impulso dall&#8217;aumentata capacit\u00e0 di calcolo, e le tecniche di &#8220;<a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/visioni\/scienze\/2015\/07\/25\/news\/che-bello-il-neurone-artificiale-1.222297\"><span style=\"color: #0000ff;\"><u>deep learning<\/u><\/span><\/a>&#8221; promettono di creare computer e automi sempre pi\u00f9 capaci di compiti intellettualmente complessi. Un altro <a href=\"http:\/\/www.technologyreview.com\/view\/519241\/report-suggests-nearly-half-of-us-jobs-are-vulnerable-to-computerization\/\"><span style=\"color: #0000ff;\"><u>recente studio<\/u><\/span><\/a> suggerisce che negli USA quasi la met\u00e0 di tutti i lavori potrebbe essere perso nei prossimi vent\u2019anni a causa dell\u2019automazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le potenziali conseguenze sociali di queste tendenze sono poderose (si veda ad esempio <a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/07\/la-grande-trasformazione-del-lavoro-e.html\"><span style=\"color: #0000ff;\"><u>questo testo<\/u><\/span><\/a>, in italiano, e i link ivi contenuti). Da un lato, lo sviluppo tecnologico offre la possibilit\u00e0 di produrre a costi sempre minori (ma attenzione al problema della disponibilit\u00e0 di materie prime ed energia, su cui torneremo in un altro articolo, che potrebbe vanificare questa prospettiva). Dall\u2019altro, per\u00f2, si manifesta la prospettiva di un dissolvimento della classe media, in favore della formazione di un gigantesco esercito industriale di riserva sempre pi\u00f9 a caccia di lavori precari e malpagati, ai margini di un sistema produttivo dominato dalle macchine, dai pochi ricchi che ne sono proprietari, e da un limitato numero di \u201clavoratori della conoscenza\u201d dediti alla perpetuazione del progresso tecnologico. Uno scenario ben diverso da quello auspicato dall\u2019incipit della nostra Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come tutelarsi da questo futuro distopico? Certamente, non sar\u00e0 facile immaginare nuovi ordinamenti sociali compatibili con i progressi della tecnica in materia di produzione. Risulta per\u00f2 evidente che tali processi debbano essere governati: lasciare tutto in mano al mercato, e alla perenne ansia del capitale di massimizzare il profitto non pu\u00f2 che condurre alla situazione delineata sopra. Occorrer\u00e0 invece gestire la transizione, e fare in modo che i profitti generati da una produzione automatizzata sempre meno costosa non siano appannaggio esclusivo dei proprietari delle macchine, ma vengano almeno in parte socializzati per assicurare il mantenimento di un benessere diffuso tra la popolazione. Diventa quindi fondamentale rivalutare il ruolo dello Stato di garante del contratto sociale e di redistributore della ricchezza prodotta, e dunque risulta chiara la necessit\u00e0 di un recupero della sovranit\u00e0 rispetto ad entit\u00e0 sovranazionali che risultano di fatto sottomesse al capitale ed <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/affari\/2015\/07\/28\/news\/fmi-attraverso-la-crisi-cambieremo-la-mentalita-degli-italiani-1.222737\"><span style=\"color: #0000ff;\"><u>auspicano per tutti un futuro fatto di precariet\u00e0<\/u><\/span><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si avr\u00e0 la forza di seguire questa strada, potrebbe essere possibile pensare ad un futuro in cui la prima parte dell\u2019art.1 venga declinata nella forma di un \u201clavorare meno, lavorare tutti\u201d. Questo avr\u00e0 molti benefici effetti, come la disponibilit\u00e0 di pi\u00f9 tempo da dedicare all\u2019istruzione, alla socialit\u00e0 o a compiti quali le cure parentali, con effetti di miglioramento della qualit\u00e0 della vita, senza per\u00f2 ledere il diritto alla dignit\u00e0 data dal lavoro. Inoltre, in un mondo robotizzato sar\u00e0 pi\u00f9 che mai importante non perdere il passo con il progresso tecnologico, se si vorr\u00e0 evitare di diventare completamente dipendenti dal capitale sovranazionale per la produzione di beni. In questo senso, \u00e8 auspicabile che a un pieno recupero della sovranit\u00e0 corrisponda anche una rivalutazione dell\u2019importanza a lungo termine degli investimenti in ricerca e sviluppo. Incrementando tali investimenti, si potr\u00e0 dotare la capacit\u00e0 creativa che il nostro paese ha sempre saputo manifestare di risorse adeguate a garantirne la piena realizzazione all\u2019interno dei confini nazionali, arginando e invertendo quella \u201cfuga di cervelli\u201d che sta depauperando l\u2019Italia delle sue migliori risorse intellettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per un approfondimento sul tema, si veda anche <a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/07\/abituarsi-alla-poverta-della.html\"><span style=\"color: #0000ff;\"><u>questo contributo<\/u><\/span><\/a> (in italiano).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Emilio Martines<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ARS Veneto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo inizio di XXI secolo si sta caratterizzando per una evoluzione tecnologica le cui conseguenze a lungo termine per le societ\u00e0 umane non sono ancora afferrate appieno. 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