{"id":14060,"date":"2015-08-04T06:27:24","date_gmt":"2015-08-04T06:27:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14060"},"modified":"2015-08-04T06:27:24","modified_gmt":"2015-08-04T06:27:24","slug":"linflazione-questa-amica-misconosciuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14060","title":{"rendered":"L&#039;inflazione, questa amica misconosciuta"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Si parla da tempo della sodomizzazione da parte dell&#8217;economia finanziaria ai danni dell&#8217;economia reale. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">In questo grande calderone di mancanza di sovranit\u00e0 ed impotenza assoluta nella ricerca della giustizia sociale, \u00e8 presente anche un termine, \u201cinflazione\u201d, un sostantivo che sta a significare aumento dei prezzi, menzionatissimo, importantissimo ma il pi\u00f9 delle volte usato in modo improprio.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">E&#8217; talmente importante nella percezione delle persone che \u00e8 stato uno, o meglio \u201clo specchietto per le allodole\u201d usato dalla finanza nella sodomizzazione sopra menzionata, \u00e8 talmente importante come variabile per la finanza che la stessa non poteva non far apparire l&#8217;inflazione per quello che non era, diffamandola, rendendola un mostro, rendendola uno dei parametri di Maastricht che tanta spinta e foga diede alla colonizzazione subita nelle nostre terre, rendendola agli occhi della gente ci\u00f2 che non era per non far emergere il fatto che l&#8217;inflazione, se mai era un male, lo era soprattutto, se non solo, per il capitale finanziario.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Addirittura, come se le acque non fossero gi\u00e0 abbastanza confuse, si sono create sacche di lotta al sistema bancario totalmente inverosimili e anacronistiche, ma che adducono l&#8217;inflazione come grande ruberia ai danni del popolo, al grido del signoraggio bancario. In realt\u00e0, dall&#8217;abbandono del sistema del gold standard e con la riserva frazionaria all&#8217;un per cento da decenni, vengono a mancare i presupposti fondamentali della loro teoria. In realt\u00e0, nell&#8217;andare contro le banche che guadagnerebbero dall&#8217;inflazione derivante da aumento di base monetaria, oltre a dire una falsit\u00e0, fanno il gioco delle stesse banche, ergo non far capire il problema, distogliendo e canalizzando l&#8217;attenzione su qualcosa che non esiste pi\u00f9 da tempo e che, soprattutto, non \u00e8 il problema. I signoraggisti hanno capito chi \u00e8 il burattinaio, ma non hanno capito come muove i fili. Insomma, pi\u00f9 in generale, possiamo affermare che c&#8217;\u00e8 una tale confusione da risultare tutt&#8217;altro che semplice districare la realt\u00e0 per rendere fruibile la verit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Ma tornando al burattinaio, per rendere palese il terrore della finanza nei confronti dell&#8217;inflazione, leggiamo come ne parla il sito ufficiale della BCE, in un cartone animato creato ad hoc per evangelizzare le masse all&#8217;odio del loro peggior nemico. Cos\u00ec recita il sito:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: small\">Stabilit\u00e0 dei prezzi: cartone animato per le scuole<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Insegnare l\u2019economia alle prime classi delle scuole secondarie? Questo pacchetto sulla stabilit\u00e0 dei prezzi pu\u00f2 essere di aiuto. Contiene un cartone animato della durata di 8 minuti, un opuscolo informativo per gli studenti che spiega la stabilit\u00e0 dei prezzi in parole semplici e una guida pi\u00f9 dettagliata per l\u2019insegnante. Il materiale \u00e8 stato predisposto dalla BCE in collaborazione con le banche centrali nazionali dei paesi dell\u2019area dell\u2019euro\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Questo \u00e8 il video:\u00a0https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2r-FGIowHUo<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">In questo cartone l&#8217;inflazione \u00e8 rappresentata da un mostro. Un mostro. L&#8217;inflazione \u00e8 un mostro. Va insegnato nelle scuole. La stabilit\u00e0 dei prezzi \u00e8 il cavaliere buono che salva il mondo e tutte le persone che lo abitano dal mostro dell&#8217;inflazione. L&#8217;inflazione \u00e8 un mostro. Va insegnato nelle scuole.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Una prima baggianata \u00e8 il fatto che l&#8217;inflazione sia collegata ad una maggiore moneta in circolazione data l&#8217;offerta costante di beni. Il cartone non prende in considerazione che, con pi\u00f9 domanda, potrebbe aumentare l&#8217;offerta e non i prezzi. Per esempio, con un maggior salario reale, potranno aumentare i dipendenti che si avventureranno nell&#8217;attivit\u00e0 imprenditoriale, magari quel tipo di attivit\u00e0 imprenditoriale di micro o piccola impresa tanto cara alle nostre basi economiche. Ci\u00f2 che il cartone ipotizza poteva essere vero, in parte, fintanto che la produzione mondiale era limitata per oggettivi limiti tecnologici. Oggi, da molto tempo, da molto prima dell&#8217;anno del cartone animato, la capacit\u00e0 produttiva mondiale ha superato abbondantemente il limite posto dinanzi ai suoi occhi dalla tecnologia. La produzione ha una capacit\u00e0 tale di adeguamento alla domanda che il problema sono trovare le opportunit\u00e0 di business, non creare l&#8217;offerta per il business.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Una seconda baggianata \u00e8 la metafora della Germania e dell&#8217;iperinflazione dettata da stampaggio di moneta incontrollato perch\u00e9 base monetaria ed inflazione non sono pi\u00f9 in connessione da tanto tempo. Non esiste pi\u00f9 il gold standard, cio\u00e8 le banche centrali, nel momento in cui emettono nuova moneta, non devono pi\u00f9 accantonare riserve auree a copertura della nuova emissione. In parole semplici ci\u00f2 vuol dire che la moneta non \u00e8 pi\u00f9 collegata ad un qualche valore reale, \u00e8 smaterializzata. La conseguenza pratica \u00e8 poter emettere moneta a profusione, come successe con i quantitative easing americani degli anni 80 post crisi petrolifere, in cui si cercava inflazione stampando moneta ben oltre le necessit\u00e0 del sistema economico. Ma, guarda caso, non si \u00e8 avuta inflazione. Si \u00e8 avuto solo l&#8217;effetto di allontanare ancor di pi\u00f9 la relazione tra base monetaria e inflazione, e di avvicinare sempre di pi\u00f9 l&#8217;inflazione ad una mera variabile di riequilibrio tra gli aggregati economici di domanda e offerta. Se infatti la moneta in circolazione copre gi\u00e0 abbondantemente la richiesta nell&#8217;economia reale, va da se che pu\u00f2 essere difficile reperirla per mancanza di \u201cfiducia\u201d del sistema creditizio nei confronti dell&#8217;economia reale, ma non per mancanza oggettiva di banconote. Non \u00e8 pi\u00f9 un bene finito, esula dalle leggi di domanda e offerta. Semplice.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Una terza baginata \u00e8 che la deflazione porter\u00e0 la domanda ad aspettare prezzi ancora pi\u00f9 bassi annullando le possibilit\u00e0 di ripresa dei prezzi stessi. Tale affermazione pu\u00f2 essere ascritta al peggior bar dello sport e non si arriva in deflazione per sport. Oggi lo sappiamo bene. Nel momento in cui sei in deflazione hai ben altri problemi che convincere i consumatori a non attendere prezzi ancor pi\u00f9 bassi. Prendiamo la nostra situazione. Siamo in deflazione perch\u00e9 hanno distrutto la domanda interna erodendola fino quasi a far diventare il salario obolo dei cittadini. Si \u00e8 supplito a ci\u00f2 per un paio di decenni facendo esplodere il debito, prima pubblico e poi privato, ma quando anche questa leva \u00e8 venuta immancabilmente a mancare, divenendo anzi un pericoloso boomerang, siamo entrati in deflazione, deflazione da mancanza di domanda. Non c&#8217;\u00e8 domanda. Il grafico della formazione dei prezzi \u00e8 il seguente<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/EQUILIBRIO-ok.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14061\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/EQUILIBRIO-ok-300x173.png\" alt=\"EQUILIBRIO ok\" width=\"300\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/EQUILIBRIO-ok-300x173.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/EQUILIBRIO-ok.png 650w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">L&#8217;equilibrio si sposta a sinistra del grafico e i prezzi calano. Certo, dipende poi dal tipo di bene e non vale tout court, ci sono altre variabili in gioco, ma la variabile che ha contato di pi\u00f9 nella deflazione attuale \u00e8 stata sicuramente la suddetta. Quindi, la consecutio non \u00e8 che il consumatore vede che i prezzi calano e aspetta che calino ancor di pi\u00f9. Forse \u00e8 vero per qualche magnate, ma non per il normale cittadino. Per il normale cittadino vale la banale consecutio che non ha pi\u00f9 salario per spendere e il produttore, pur di rendere appetibili i propri beni e vendere, scende anche fino a sotto il proprio costo di produzione, producendo deflazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Una quarta baggianata \u00e8 la struggente storia della vecchietta a cui l&#8217;inflazione ha eroso la propria pensione. Non che oggi non sia vera, ma ripeto, oggi, anzi, per la precisione, in Italia, dal 1992, perch\u00e9 prima questa questione aveva una soluzione tanto semplice da essere disarmante. I salari, pensioni comprese, venivano adeguate al costo della vita automaticamente. Niente di pi\u00f9 semplice. Non si risolvono tutti i problemi, perch\u00e9 se ho un salario reale basso la scala mobile mi protegger\u00e0 dall&#8217;inflazione, ma il mio salario reale rimarr\u00e0 comunque basso, per\u00f2 risolve almeno la parte nominale della faccenda. La scala mobile fu eliminata da Amato, ma pi\u00f9 in generale da tutta quella classe politica che ci ha portato all&#8217;euro passando per i famigerati trattati. Quindi, nel cartone, un problema creato dal volere della finanza, \u00e8 propedeutico al presentarsi come soluzione. La soluzione \u00e8 combattere il pi\u00f9 grande nemico della finanza al grido della sua pericolosit\u00e0 per i cittadini pi\u00f9 indifesi come la povera signora pensionata. Un capolavoro illusionista.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Per\u00f2 il cartone una cosa giusta la dice. La BCE combatte l&#8217;inflazione e decide i tassi di interessi. I tassi di interesse. Ecco, l&#8217;equilibrio fondamentale di cui nessuno parla \u00e8 proprio quello che si instaura tra inflazione e tassi di interesse. Non sono tanto i valori assoluti di inflazione e tassi ad indirizzare l&#8217;economia, ma i loro valori relativi. C&#8217;\u00e8 stato un momento nella storia in cui questo equilibrio \u00e8 cambiato. Fino ad un certo tempo l&#8217;inflazione \u00e8 stata sempre pi\u00f9 alta dei tassi. Da qualche decennio, i tassi sono costantemente pi\u00f9 alti dell&#8217;inflazione. E se i tassi sono pi\u00f9 alti dell&#8217;inflazione, guarda caso, viene a crearsi l&#8217;habitat naturale della finanza. Il cartone pone il limite inflazionistico al 2%, mentre lo spread che le banche applicano \u00e8 di solito il 3%. Fate i vostri conti. Badate, il 3% \u00e8 aggiunto ai tassi interbancari (ed \u00e8 il ricavo del sistema finanziario), quindi anche se il tasso interbancario, come oggi, \u00e8 0, con l&#8217;inflazione sotto il 3% comunque son pi\u00f9 che coperti. Come fino agli anni 70, grazie al rapporto inverso tra inflazione e tassi, i debiti pubblici si svalutavano, oggi si rivalutano, a prescindere da tutto il resto. Capolavoro della relativit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Ma ora, dopo tante specificazioni, \u00e8 ora di semplificare il concetto, per quello che veramente \u00e8: l&#8217;inflazione \u00e8 questione di equilibrio.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">I prezzi si formano dal banale equilibrio tra domanda e offerta. Il prezzo \u00e8 il riequilibrio del mercato delle merci, come il cambio valutario lo \u00e8 per le valute. Il mondo \u00e8 oggi sbagliato soprattutto per questa moda di fissare le variabili di riequilibrio dei mercati come costanti, quando fissandole perdono proprio la variabilit\u00e0 indispensabile per poter essere elementi di riequilibrio. Nelle valute si \u00e8 creati l&#8217;euro, anche se bisognerebbe partire dallo SME del 1979. Nelle merci si \u00e8 posto il limite al 3% al tasso di inflazione, medesimo errore, medesima caprina fine.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">E l&#8217;equilibrio deve risiedere anche in un&#8217;altra importantissima equazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">P = C + W<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">dove P sono i prezzi, W i salari e C gli altri elementi aziendali che concorrono alla formazione del prezzo, profitto compreso.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Dopo le crisi petrolifere degli anni 70, \u00e8 stato messo addirittura in discussione Keynes perch\u00e9 non si capiva come le sue idee sull&#8217;inflazione non si stessero verificando. Si arriv\u00f2 dunque a Regan, alla Sig.ra Thatcher e agli altri personaggi a cui possiamo tranquillamente addebitare la perdita di sovranit\u00e0 dei popoli, ma la soluzione risiedeva anche in tale circostanza nell&#8217;ottica relativa, nel considerare i rapporti di forza e non solo il risultato.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Per una sana crescita di P \u00e8 fondamentale concentrarsi su W, la vera e unica spinta per P. Una volta che P \u00e8 spinto in alto da W, per non far aumentare P, va creata pi\u00f9 offerta, magari migliore offerta, ma che dovr\u00e0 sempre tornare in buona parte a W per dar linfa al circolo virtuoso.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Stesso principio dovrebbe valere nei casi di aumento di base monetaria. Aumentare la base monetaria senza indirizzarla, come \u00e8 stato negli anni 80 e come \u00e8 stato, per portare un esempio attuale, il QE di Draghi, non far\u00e0 aumentare la domanda perch\u00e9 non si aumenta la percentuale di W nella formazione di P, ma al pi\u00f9 si lasciano costanti i rapporti tra C e W, lasciando il salario, a livello relativo rispetto al prezzo, troppo basso per sospingere i prezzi a salire.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Una maggiore base monetaria deve portare ad un maggior reddito reale, perch\u00e9 se un aumento del reddito nazionale lo creo usando in modo tanto sadico quanto spregiudicato stagisti, voucher vari e un paio di reinters che aumenteranno il reddito ma non la domanda, soprattutto non aumentano la domanda di beni reali comuni, quelli in crisi di domanda, bh\u00e9, non succeder\u00e0 nulla di apprezzabile.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Il problema \u00e8 dunque indirizzare questa nuova base monetaria verso maggiore domanda, che porta una maggiore produzione e non viceversa, perch\u00e9 ad un certo punto la spinta data artificiosamente alla domanda, per sostenere la maggior offerta, dal maggior debito privato viene immancabilmente a mancare, e succede quello che \u00e8 successo nel 2007\/2008 con i mutui subprime americani, di cui ancora portiamo i postumi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">E qui si potrebbe arrivare a parlare della deregolamentazione dei mercati finanziari, anch&#8217;essa posta in atto nei primi anni novanta, almeno in Italia, funzionale a non far avvertire la perdita di W facendo aumentare il debito privato, oltre che diminuire il risparmio.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Cos\u00ec come si potrebbe parlare della soluzione posta in essere dai produttori di cercare altri mercati, avendo distrutto le domande interne, e si finirebbe per parlare di TTIP o altro in giro per il mondo, ma arriveremo in lidi troppo lontani dall&#8217;oggetto dell&#8217;articolo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Quindi, tornando nei binari dello scritto, in estrema sintesi, non fatevi troppi problemi esistenziali in merito all&#8217;inflazione. L&#8217;economia va bene con inflazione derivante da domanda, perch\u00e9 \u00e8 naturale che l&#8217;offerta si adeguer\u00e0 ed aumenter\u00e0. Il tutto deve essere condito da un tasso di interesse pi\u00f9 basso del tasso di inflazione, di modo che il capitale abbia convenienza ad investire nell&#8217;economia reale e spinga l&#8217;offerta ad aumentare calmierando l&#8217;inflazione, in attesa di un nuovo aumento della domanda derivante da una redistribuzione del salario che faccia aumentare la domanda di beni reali, e cos\u00ec via. Per farvi capire, posso esplicarvi un concetto forte ma esaustivo: \u00e8 meglio l&#8217;inflazione al 18% e i tassi al 15% che l&#8217;inflazione al 3% ed i tassi al 6%. E&#8217; questione di equilibrio, non \u00e8 questione di valori assoluti assunti dalle variabili. Una grande verit\u00e0 in tal senso \u00e8 la seguente: \u201cla prima Repubblica \u201crubava\u201d alla rendita, oggi si ruba al lavoro\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Durante la prima Repubblica, lo Stato (NOI) pagava interessi negativi sul debito, oggi, con mancanza di sovranit\u00e0 e tassi maggiori dell&#8217;inflazione, la spirale porter\u00e0 ben presto all&#8217;estinzione del nostro Stato. E anche quando l&#8217;inflazione era al 15%, sebbene non auspicabile e sebbene era senz&#8217;altro presente un indesiderato trasferimento di denaro dai possessori di beni finanziari a possessori di beni reali, qualche pensiero \u00e8 d&#8217;obbligo:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">il debito dello Stato si svalutava talmente tanto (se batti moneta puoi permetterti tassi all&#8217;1% a prescindere, pensa un po&#8217;), che lo stesso poteva permettersi degli aumenti di welfare che sono reddito, W, per il cittadino, oltre a dargli quella tranquillit\u00e0 ormai sconosciuta ai pi\u00f9. Tranquillit\u00e0 per un&#8217;istruzione, una sanit\u00e0, una sicurezza e tutto ci\u00f2 che entra nella vita di tutti indistintamente;<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Non \u00e8 poi cos\u00ec negativo che i possessori di beni finanziari siano spinti ad investire nell&#8217;economia reale, combattendo in modo duro e puntuale speculazioni e bolle varie ed eventuali;<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Nessuno vieta una redistribuzione per particolari situazioni (un singolo individuo pu\u00f2 possedere determinati tipi di beni e avere un vantaggio spropositato rispetto al maggior costo derivante a lui dall&#8217;inflazione subita nelle sue spese) attraverso la leva fiscale. <\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Concludendo, io sogno un mondo in cui l&#8217;inflazione sia solo un numero, un numero che per essere valutato ha bisogno di essere affiancato ad altri numeri. Un numero che pu\u00f2 anche avere un&#8217;accezione positiva, se i prezzi crescono perch\u00e9 aumenta la domanda derivante da un maggior salario. La domanda, \u00e8 l\u00ec che si gioca la partita. Il salario reale deve essere continuamente alimentato da scatti salariali tali da adeguarlo all&#8217;inflazione ed anche pi\u00f9, perch\u00e9 il salario reale deve crescere lentamente ma costantemente in uno Stato civile conforme alla nostra carta costituzionale. Tale crescita \u00e8 meno meccanica, pi\u00f9 difficile e strutturale da metter in atto rispetto al semplice adeguamento del salario nominale stile scala mobile, ma \u00e8 l&#8217;unico modo per tenere l&#8217;offerta sotto pressione in attesa della sua crescita. Tale crescita dell&#8217;offerta, ergo del tanto inflazionato indicatore chiamato PIL, dovr\u00e0 essere in primo luogo sostenuta dal privato, ove presente, mentre se ci saranno mercati in cui al privato non converr\u00e0 investire nel periodo di nascita e sviluppo del mercato stesso &#8211; per economie di scala o costi di ricerca e sviluppo necessari o altro &#8211; sogno uno Stato che sia uno Stato, ovviamente sovrano, che dia l&#8217;incipit al successivo investimento privato, per poi decidere in che misura defilarsi e sotto quali forme. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Questo non \u00e8 utopia, \u00e8 gi\u00e0 successo, ed \u00e8 successo fintanto che la nostra carta costituzionale \u00e8 stata coltivata e vissuta. La globalizzazione colonialista che stiamo vivendo non \u00e8 al pari del sole che sorge, non \u00e8 qualcosa a cui non si pu\u00f2 scampare perch\u00e9 gi\u00e0 scritta nel nostro futuro. Il futuro \u00e8 quello che ci costruiamo, e la storia \u00e8 scritta da ogni uomo che ne prende parte, che lui ne sia consapevole o meno. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Scegliamo i cartoni animati giusti.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si parla da tempo della sodomizzazione da parte dell&#8217;economia finanziaria ai danni dell&#8217;economia reale. In questo grande calderone di mancanza di sovranit\u00e0 ed impotenza assoluta nella ricerca della giustizia sociale, \u00e8 presente anche un termine, \u201cinflazione\u201d, un sostantivo che sta a significare aumento dei prezzi, menzionatissimo, importantissimo ma il pi\u00f9 delle volte usato in modo improprio. 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