{"id":14083,"date":"2015-08-08T00:05:00","date_gmt":"2015-08-08T00:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14083"},"modified":"2015-08-08T00:05:00","modified_gmt":"2015-08-08T00:05:00","slug":"linestimabile-peso-delle-parole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14083","title":{"rendered":"L&#039;inestimabile peso delle parole"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <strong>LUCA MANCINI<\/strong> (ARS Lazio)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Fine specifico della neolingua non era solo quello di fornire, a beneficio degli adepti del Socing, un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Si riteneva che, una volta che la neolingua fosse stata adottata in tutto e per tutto e l&#8217;archeolingua dimenticata, ogni pensiero eretico (vale a dire ogni pensiero che si discostasse dai principi del Socing) sarebbe stato letteralmente impossibile, almeno per quanto riguarda quelle forme speculative che dipendono dalle parole. Il lessico della neolingua era articolato in modo da fornire un&#8217;espressione precisa e spesso molto sottile per ogni significato che un membro del Partito volesse correttamente esprimere, escludendo al tempo stesso ogni altro significato, compresa la possibilit\u00e0 di giungervi in maniera indiretta. Ci\u00f2 era garantito in parte dalla creazione di nuovi vocaboli, ma soprattutto dall&#8217;eliminazione di parole indesiderate e dalla soppressione di significati eterodossi e, possibilmente, di tutti i significati secondari nelle parole superstiti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Con queste parole George Orwell nel suo celeberrimo libro <em>1984<\/em> cercava di far comprendere agli uomini l&#8217;inestimabile peso delle parole e come queste possano essere uno strumento di potere. Oggi, a distanza di pi\u00f9 di sessant&#8217;anni, il suo messaggio \u00e8 pi\u00f9 attuale che mai. Basti pensare ad una serie di parole che non vengono pi\u00f9 usate da diverso tempo nel dibattito politico, tanto che alcuni cittadini non ne conoscono neanche bene il significato: allora si capir\u00e0 ben presto che non siamo cos\u00ec lontani dalla \u201cneolingua\u201d orwelliana. Tutto ci\u00f2 non avviene per caso, come ci insegna lo scrittore britannico, ma si tratta di una vera e propria strategia di comunicazione volta ad eliminare \u201cogni pensiero eretico\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">La prima parola che mi viene in mente e che \u00e8 palesemente sparita da qualsiasi discorso politico \u00e8 &#8220;collettivit\u00e0&#8221;. \u00c8 ovvio che questa parola per un&#8217;ideologia che fa dell&#8217;individualismo esasperato il suo cardine fondamentale, qual \u00e8 appunto il liberismo, risulti altamente dannosa. In questo modo, qualsiasi parola che possa minimamente riferirsi ad un soggetto politico \u201ccollettivo\u201d, ad un \u201cnoi\u201d, \u00e8 puntualmente evitata o quanto meno utilizzata il meno possibile. Questa \u00e8 una strategia per far s\u00ec che i cittadini non si pensino come un \u201csoggetto collettivo\u201d ma come semplici individui, o meglio parti infinitesimali di un meccanismo enorme nei quali essi sono impotenti. Al contrario, invece, \u00e8 necessario affermare con estremo vigore che la collettivit\u00e0 pu\u00f2 riuscire laddove l&#8217;individuo \u00e8 impotente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un&#8217;altra locuzione completamente sparita, insieme all&#8217;importante concetto che essa porta con s\u00e8, \u00e8 &#8220;militanza politica&#8221;. Questa locuzione dovrebbe essere sinonimo di \u201ccittadino\u201d, perch\u00e9 in una democrazia che si rispetti dovrebbe essere scontato che i <i>cives <\/i>si interessino di politica e militino liberamente in una formazione politica, ognuno secondo le proprie idee, dal momento che solo cos\u00ec si esercita la democrazia. Invece, il regime liberale in cui viviamo non ci vuole cittadini e quindi militanti, ma ci vuole meri consumatori, disinteressati ai nostri diritti politici e sociali (infatti sempre meno gente va a votare, facendo cos\u00ec il gioco del liberalismo) perch\u00e9 concentrati su tutti i beni di consumo che ci vengono messi a disposizione. La democrazia non \u00e8, come pensano gli statunitensi, la possibilit\u00e0 di potersi comprare lo stesso cellulare del presidente. Alla base di ci\u00f2 vi \u00e8 l&#8217;idea tutta liberale che qualsiasi cosa sia mercificabile, ma ovviamente non \u00e8 cos\u00ec. Pertanto \u00e8 necessario rivendicare con forza i nostri diritti politici e sociali, attraverso la militanza politica, abbandonando l&#8217;inutile consumismo esasperato e compiendo in questo modo un vero atto rivoluzionario.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">Politica economica\u201d \u00e8 un&#8217;altra locuzione che sembra esser stata colpita dalla <i>damnatio memoriae, <\/i>in favore di \u201ceconomia politica\u201d. \u00c8 chiaro che con la seconda si sottintende un primato dell&#8217;economia sulla politica e anche questa \u00e8 un&#8217;idea tutta liberale. Al contrario, con \u201cpolitica economica\u201d si vuole indicare il primato della politica sull&#8217;economia, ossia l&#8217;idea che tutte le forze produttive del Paese, anche se libere, debbano sottostare ad un controllo politico, per far s\u00ec che vengano utilizzate in favore della collettivit\u00e0 (questa sconosciuta). Per l&#8217;ideologia liberale quest&#8217;idea rappresenta praticamente una bestemmia ed \u00e8 per questo che siamo totalmente privi di una politica economica ma siamo circondati di esperti di economia politica che cercano di far funzionare lo Stato come un&#8217;azienda. Tuttavia, lo Stato non \u00e8 un&#8217;azienda e anche in questo caso dobbiamo rivendicare con forza il ritorno ad una politica economica sovrana, libera e indipendente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questi sono solo degli esempi per indicare quanto il peso delle singole parole sia inestimabile nel dibattito politico. Utilizzare queste ed altre locuzioni, avverse alla propaganda liberale, costituisce un vero e proprio atto rivoluzionario dal quale il militante non pu\u00f2 esimersi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">Viva la Repubblica Sovrana!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCA MANCINI (ARS Lazio) Fine specifico della neolingua non era solo quello di fornire, a beneficio degli adepti del Socing, un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. 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