{"id":14088,"date":"2015-08-11T00:05:46","date_gmt":"2015-08-11T00:05:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14088"},"modified":"2015-08-11T00:05:46","modified_gmt":"2015-08-11T00:05:46","slug":"lo-stato-sviluppista-linnovazione-e-la-crescita-tra-pubblico-e-privato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14088","title":{"rendered":"Lo Stato sviluppista: l\u2019innovazione e la crescita tra pubblico e privato."},"content":{"rendered":"<h6 style=\"text-align: right;\">Il controllo centrale \u00e8 molto pi\u00f9 flessibile. Se mandi una lettera a un ente pubblico, magari impiegano due mesi per darti una risposta: ma ci vogliono vent\u2019anni perch\u00e9 un settore industriale governato dall\u2019impresa privata si adegui a un calo della domanda.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: right;\">Joan Robinson 1978<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><\/h6>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso sentiamo parlare del ruolo importante dell\u2019innovazione e della ricerca come stimolo alla crescita economica. Spesso ci sentiamo dire che un\u2019adeguata spesa in R&amp;S \u00e8 fondamentale per resistere e uscire dalle crisi economiche. Spesso in questo contesto, \u00e8 lo Stato che, con la sua \u201cinefficiente\u201d macchina burocratica e le sue decisioni politiche \u201ccorrotte\u201d viene presentato come <em>il problema<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il recente libro della professoressa Mazzucato, <em>Lo Stato innovatore<\/em>, docente di Economia allo Science and Technology Policy Research dell\u2019Universit\u00e0\u00a0del Sussex (UK), sfata ben pi\u00f9 di qualche luogo comune su questo argomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In quasi tutti i paesi del mondo stiamo assistendo a un arretramento dello Stato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questa premessa, il libro dimostra come lo Stato sia storicamente sempre stato un attore indispensabile del processo innovativo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nell\u2019innovazione, \u00e8 cruciale che i finanziatori siano pazienti dato che la R&amp;S \u00e8 un processo altamente incerto e dai tempi molto lunghi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In quasi tutte le innovazioni pi\u00f9 radicali e rivoluzionarie che hanno alimentato il dinamismo dell\u2019economia capitalista, dalle ferrovie alla Rete fino alle nanotecnologie e alla farmaceutica dei nostri giorni, gli investimenti pi\u00f9 coraggiosi, precoci e costosi sono riconducibili allo Stato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Uno Stato imprenditoriale investe in aree in cui il settore privato non investirebbe comunque, nemmeno se avesse le risorse. Per esempio nel settore farmaceutico, gli investimenti pubblici in R&amp;S tendono ad aumentare, mentre quelli privati diminuiscono. Preferiscono integrare la conoscenza prodotta altrove, invece di finanziare al proprio interno. Queste riduzioni della spesa hanno coinciso con una finanziarizzazione sempre maggiore del settore privato, aumentando i fondi destinati al riacquisto delle proprie azioni, una strategia finalizzata ad accrescere la quotazione del titolo e di conseguenza il valore delle stock options e delle retribuzioni dei top manager a esse collegate. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I <\/em>venture capitals<em> aspettano ansiosamente il momento giusto per uscire dall\u2019investimento, in modo da monetizzare la quota del pacchetto azionario ricevuta in cambio. Questo dimostra come l\u2019attuale settore privato sia eccessivamente focalizzato sul breve termine.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo Stato \u00e8 importante, non solo dal punto di vista della consueta e keynesiana funzione anticiclica \u2013 intervenire quando il livello della domanda \u00e8 troppo basso \u2013\u00a0ma anche in qualsiasi momento del ciclo economico. Gli investimenti pubblici non solo producono un crowding in degli investimenti privati: fanno qualcosa di pi\u00f9. Lo Stato non elimina il rischio, se lo assume, plasmando e creando nuovi mercati.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante questo, aumentare la spesa in R&amp;S non \u00e8 una panacea, infatti, come la professoressa spiega, citando vari esempi tra Europa e Stati Uniti, non esiste una ricetta economica buona per tutte le stagioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non esiste nessun legame causale diretto tra investimenti in R&amp;S, innovazione e crescita economica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La riduzione delle tasse non ha prodotto un aumento degli investimenti in innovazione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019incremento esponenziale del numero di brevetti negli ultimi 30 anni \u00a0non nasce per forza e solo da un aumento dell\u2019innovazione, bens\u00ec soprattutto da cambiamenti legislativi (per gli Usa cfr. legge Bayh-Dole 1980) che sono stati introdotti e\/o da ragioni strategiche.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non \u00e8 la quantit\u00e0 di R&amp;S che conta, ma il modo in cui \u00e8 distribuita all\u2019interno di un\u2019economia, spesso influenzata in maniera determinante dallo Stato. Le competenze che generano innovazione sono parte di un\u2019attivit\u00e0 collettiva che avviene attraverso una rete di attori e i loro collegamenti o relazioni. Il basso livello di spesa in R&amp;S \u00e8 un problema per tutta la periferia dell\u2019Eurozona, ma \u00e8 vero anche che avere una spesa in R&amp;S pi\u00f9 bassa della media non \u00e8 necessariamente un problema se i settori in cui il paese \u00e8 specializzato non sono settori in cui l\u2019innovazione passa attraverso di essa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Aumentare gli investimenti pubblici senza controllare la mobilit\u00e0 di capitali e merci non far\u00e0 aumentare \u00a0l\u2019occupazione, il gettito fiscale e le esportazioni. L\u2019innovazione non \u00e8 uguale a una crescita pi\u00f9 equa, migliori condizioni di lavoro e adeguato livello dei salari. Infatti, a causa della libera circolazione dei capitali non \u00e8 detto che il Paese che pi\u00f9 si impegna per finanziare l\u2019innovazione sia anche quello che ne ricava i maggiori benefici economici.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato dovrebbe tendere a una sorta di equilibrio tra la promozione e il sostegno economico all\u2019iniziativa privata nella R&amp;S cercando di adottare politiche redistributive a tutela dei suoi cittadini. Infatti, spesso l\u2019investimento pubblico va a solo vantaggio delle multinazionali senza un ritorno adeguato a chi si \u00e8 assunto il rischio maggiore:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In moltissimi casi gli investimenti pubblici sono diventati regali alle imprese, perch\u00e9 hanno arricchito singoli individui e le loro aziende, garantendo un ritorno molto limitato per l\u2019economia e lo Stato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le corporations lucrano su innovazioni sostenute dal denaro dei contribuenti, e come se non bastasse, sottraggono al fisco una porzione rilevante dei loro profitti e non investono in altra innovazione <\/em>(Esempi di questi tipi ne esistono molti, uno su tutti la Apple).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quando nel processo di innovazione, l\u2019appropriazione dei guadagni \u00e8 largamente sproporzionata rispetto all\u2019assunzione dei rischi, il risultato \u00e8 una situazione di iniquit\u00e0, quando l\u2019iniquit\u00e0 produce effetti negativi sugli investimenti, il risultato \u00e8 una situazione di instabilit\u00e0, e quando l\u2019instabilit\u00e0 fa aumentare l\u2019incertezza del processo di innovazione, il risultato \u00e8 un rallentamento o perfino un calo della crescita economica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se lo Stato deve fare la ricerca, sostenere gli investimenti per le infrastrutture principali e anche intraprendere lo sforzo di commercializzazione, qual \u00e8 esattamente il ruolo del settore privato? Il problema \u00e8 scegliere la direzione degli investimenti pubblici per evitare che seguano solamente gli interessi delle aziende.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La risorsa chiave che spesso scarseggia \u00e8 la volont\u00e0 politica a lungo termine.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludendo, non esiste una ricetta economica salvifica, ma \u00e8 solo la politica che, stabilite le priorit\u00e0 in un dato momento storico e sotto l\u2019influenza del tipo di cultura nazionale, promulgher\u00e0 le leggi economiche adatte al progetto sociale che ha in mente, adattandole poi alla realt\u00e0 territoriale con modifiche opportune. Tutto questo al netto di una forte iniziativa dello Stato che garantisca la piena occupazione e opportuni correttivi redistributivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In poche parole, meno draghi e pi\u00f9 caff\u00e8!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davide Visigalli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ARS Liguria<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il controllo centrale \u00e8 molto pi\u00f9 flessibile. Se mandi una lettera a un ente pubblico, magari impiegano due mesi per darti una risposta: ma ci vogliono vent\u2019anni perch\u00e9 un settore industriale governato dall\u2019impresa privata si adegui a un calo della domanda. Joan Robinson 1978 Spesso sentiamo parlare del ruolo importante dell\u2019innovazione e della ricerca come stimolo alla crescita economica. 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