{"id":14110,"date":"2015-08-16T02:05:52","date_gmt":"2015-08-16T02:05:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14110"},"modified":"2015-08-16T02:05:52","modified_gmt":"2015-08-16T02:05:52","slug":"giuseppe-mazzini-il-patriottismo-di-dante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14110","title":{"rendered":"Il patriottismo di Dante"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <strong>GIUSEPPE MAZZINI<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno tutte le nazioni, e noi pi\u00f9 ch\u2019altri abbiamo, immensi scrittori, e troppi forse poeti. Ma quanti furono coloro, i quali non prostituirono l\u2019ingegno, e la penna alla tirannide politica (perch\u00e9 anche la repubblica delle lettere ha i suoi dittatori)? Le corti, le sette, le scuole, le accademie, i sistemi, e i pregiudizi, che ogni secolo trascina, corruppero i pi\u00f9, e pochissimi furono quei grandi, che non seguitarono stendardo, se non quello del vero, e del giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">De\u2019 primi la posterit\u00e0 fece severo giudicio, ma dei secondi affid\u00f2 la memoria all\u2019amore di tutti i buoni, e loro commend\u00f2 di serbare intatto quel sacro deposito a conforto nelle sciagure, e ad incitamento ne\u2019 tempi migliori. Fra questi sommi, che stettero incontaminati in mezzo all\u2019universale servaggio, e non mirarono ne\u2019 loro scritti, come nella lor vita, che all\u2019utile della patria; l\u2019Italia avida di lavar la memoria dell\u2019antica ingiustizia, di\u00e8 il primato,\u00a0quasi senza contrasto, al divino <em>Alighieri<\/em>, e se orgoglio municipale o spirito di contesa mossero alcuni a ribellarsi contro l\u2019universale sentenza, fu leggiero vapore in un bel cielo sereno. Un uomo di cui son calde ancora le ceneri, e di cui vivr\u00e0 bella la memoria tra noi, finch\u2019alme gentili alligneranno in Italia, pareva avere rivendicato a Dante il vanto d\u2019ottimo cittadino in tal guisa, che pi\u00f9 non dovesse sorgere alcuno a contrasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sciagure d\u2019una nazione, la quale, piena di coraggio e di forze, le rivolge furiosamente contro i suoi figli, e prepara allo straniero la via, consumando miseramente se stessa, saranno sempre alto argomento di dolore, e di pianto a chi sente. E diciamo di dolore, e di pianto, perch\u00e9 in ogni tempo i pi\u00f9 s\u2019appagano di gemere, e di tacere sovra infortunii, a cui non possono porre riparo. Ma in tutti i secoli v\u2019hanno delle anime di fuoco, che non possono acquetarsi all\u2019universal corruttela, n\u00e9 starsi paghe d\u2019uno steril silenzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Collocate dalla natura ad una immensa altezza comprendono in un\u2019occhiata la situazione, e i bisogni de\u2019 loro simili; straniere a\u2019 vizi de\u2019 loro contemporanei, tanto pi\u00f9 vivamente ne sono affette; uno sdegno santo le invade; tormentate da un prepotente des\u00edo di far migliori i loro fratelli, mandano una voce possente e severa, come di Profeta, che gridi rampogna alle genti; voce, che il pi\u00f9 delle volte vien male accolta da coloro, a\u2019 quali \u00e8 dirizzata, come da fanciulli la medicina. Ma chi dir\u00e0 doversi anteporre la lusinga d\u2019un plauso fugace alla riconoscenza pi\u00f9 tarda de\u2019 posteri?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa sola Dante mirava, e lo esprimeva in quei versi, che non dovrebbero obbliarsi mai da chi scrive<\/p>\n<blockquote>\n<div>&#8220;E s\u2019io al vero son timido amico,<br \/>\nTemo di perder vita tra coloro,<br \/>\nChe questo tempo chiameranno antico&#8221;.<br \/>\n<em>Parad.<\/em>, c. XVII<\/div>\n<\/blockquote>\n<div style=\"text-align: justify;\">Forse egli gemeva della dura necessit\u00e0, che astringevalo a denudare le piaghe della sua terra, forse ogni verso, in cui scolpiva una delle tante colpe, che la macchiavano, gli costava una lacrima, e gli dolea, che la sua voce dovesse esser molesta nel primo gusto; ma si confortava pensando, che avrebbe lasciato vital nutrimento, come fosse digesta, conforto veramente degno dell\u2019alto animo suo; perch\u00e9 bella lode s\u2019aspetta a chi tempra un inno alle glorie patrie, ma vieppi\u00f9 bella a chi tenta ricondurre all\u2019antica virt\u00f9 i suoi degeneri concittadini, impresa difficile e perigliosa. Per essi volevansi parole di fuoco, come l\u2019indole loro, parole d\u2019alto sdegno, d\u2019iracondo dolore, di amaro scherno, tali insomma, che colpir valessero quelle menti indurate, perch\u00e9 l\u2019aura, che offende la dilicata belt\u00e0, passa non sentita sulla cute incallita del villano, e agli scrittori \u00e8 forza usar lo stile, che i tempi richieggono, ov\u2019essi anelino all\u2019utile, non ad una gloriuzza sterile e breve.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Tali parole profer\u00ed l\u2019Alighieri, ispirandosi alle sciagure immense della sua patria, alle colpe e a\u2019 vizi, che le eternavano, e all\u2019anima sua bollente, mesta e severa per natura, allevata ne\u2019 guai, di niuno amica, fuorch\u00e9 del vero. Vestita la severit\u00e0 d\u2019un giudice, flagell\u00f2 le colpe e i colpevoli, ovunque fossero; non ebbe riguardo a fazioni, a partiti, ad antiche amicizie; non serv\u00ed a timor di potenti, non s\u2019innorpell\u00f2 ad apparenze di libert\u00e0, ma denud\u00f2 con imparziale giudizio l\u2019anime ree, per vedere se il quadro della loro malvagit\u00e0 potesse ritrarre i suoi compatriotti dalle torte vie, in che s\u2019erano messi, come i magistrati di Sparta, a chi s\u2019avviliva coll\u2019uscir da\u2019 limiti della temperanza, presentavano l\u2019abbietto spettacolo d\u2019un Iloto briaco.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Egli inveisce agramente contro le colpe, onde l\u2019itala terra era lorda, ma non \u00e8 scoppio di furore irragionevole, o d\u2019offeso orgoglio; \u00e8 suono d\u2019alta mestizia, come d\u2019uomo, che scriva piangendo; \u00e8 il genio della libert\u00e0 patria che geme sulla sua statua rovesciata, e freme contro coloro, che la travolser nel fango. \u2013 Nei versi, che pi\u00f9 infieriscono, tu senti un pianto, che gronda sulla dura necessit\u00e0, che i fati della patria gl\u2019impongono; tu discerni l\u2019affetto d\u2019un padre, il quale si sforza di vestire una severit\u00e0, che non \u00e8 nel suo cuore, per soffocare una passione crescente nel petto del figlio, che pu\u00f2 trascinarlo in rovina. Le voci \u2013 patria, natio loco, mia terra \u2013 appaiono tratto tratto per farti risovvenire, che il poeta ama Fiorenza collo stesso ardore, con cui flagella i lupi, che le dan guerra.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">In tutti i suoi scritti, di qualunque genere essi siano, traluce sempre sotto forme diverse l\u2019amore immenso, ch\u2019ei portava alla patria; amore, che non nudrivasi di pregiudizietti, o di rancori municipali, ma di pensieri luminosi d\u2019unione, e di pace; che non ristringevasi ad un cerchio di mura, ma sibbene a tutto il bel paese, dove il s\u00ed suona, perch\u00e9 la patria d\u2019un italiano non \u00e8 Roma, Firenze, o Milano, ma tutta l\u2019Italia. Con tale mente egli scrisse il libro della Monarchia, in cui se tutte le idee non son tali da dover essere universalmente abbracciate, tutte almeno appaion dettate da un ottimo spirito, quale ammettevano i tempi; in questo egli mir\u00f2 a congiungere in un sol corpo l\u2019Italia piena di divisioni, e sottrarla al servaggio, che allora minacciavala pi\u00f9 che mai.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Con tal mente fu da lui concepito il trattato del volgare Eloquio, che concit\u00f2 in questi ultimi tempi lo spirito irritabile de\u2019 letterati italiani a controversie pi\u00f9 argute forse, che utili. \u2013 In questo egli s\u2019erge luminosamente al di sopra di quella torma di grammatici, che fanno intisichire la lingua per volerla costringere nelle fasce della sua infanzia; dimostra la vera favella italiana non esser Tosca, Lombarda, o d\u2019altra Provincia; ma una sola, e di tutta la terra<\/p>\n<div>&#8220;Ch\u2019Appennin parte, e \u2019l mar circonda, e l\u2019alpe&#8221;.<\/div>\n<p>Insegnando a\u2019 suoi coetanei, come questo idioma illustre, fondamentale non aveva nessun limite, ma si facea bello di ci\u00f2, ch\u2019era migliore in ogni dialetto, egli cercava di soffocare ogni contesa di primato in fatto di lingua nelle varie provincie, ed insinuava l\u2019alta massima, che nella comunione reciproca delle idee sta gran parte de\u2019 progressi dello spirito umano.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"widget-content list-label-widget-content\">O Italiani! Studiate Dante; non su\u2019commenti, non sulle glosse; ma nella storia del secolo, in ch\u2019egli visse, nella sua vita, e nelle sue opere. Ma badate! V\u2019ha pi\u00f9 che il verso nel suo poema; e per questo non vi fidate ai grammatici, e agli interpreti: essi sono come la gente, che dissecca cadaveri; voi vedete le ossa, i muscoli, le vene che formavano il corpo; ma dov\u2019\u00e8 la scintilla, che l\u2019anim\u00f2? Ricordatevi, che Socrate disse il migliore interprete d\u2019Omero essere l\u2019ingegno pi\u00f9 altamente spirato dalle muse. Avete voi un\u2019anima di fuoco? Avete mai provato il sublime fremito, che destano l\u2019antiche memorie? Avete mai abbracciate le tombe de\u2019pochi grandi, che spesero per la patria vita, e intelletto? Avete voi versata mai una lacrima sulla bella contrada, che gli odi, i partiti, le dissensioni, e la prepotenza straniera ridussero al nulla?<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"main-wrapper\">\n<div id=\"main\" class=\"main section\">\n<div id=\"Blog1\" class=\"widget Blog\">\n<div class=\"blog-posts hfeed\">\n<div class=\"date-outer\">\n<div class=\"date-posts\">\n<div class=\"post-outer\">\n<div class=\"post hentry uncustomized-post-template\">\n<div id=\"post-body-4044880830950615507\" class=\"post-body entry-content\">\n<div class=\"widget-content list-label-widget-content\"><\/div>\n<div class=\"widget-content list-label-widget-content\">Se tali siete, studiate Dante; da quelle pagine profondamente energiche, succhiate quello sdegno magnanimo, onde l\u2019esule illustre nudriva l\u2019anima; ch\u00e9 l\u2019ira contro i vizi e le corruttele \u00e8 virt\u00f9. Apprendete da lui, come si serva alla terra nat\u00eda, finch\u00e9 l\u2019oprare non \u00e8 vietato; come si viva nella sciagura.\u00a0 La forza delle cose molto ci ha tolto; ma nessuno pu\u00f2 torci i nostri grandi; n\u00e9 l\u2019invidia, n\u00e9 l\u2019indifferenza della servit\u00f9 pot\u00e9 struggerne i nomi, ed i monumenti; ed ora stanno come quelle colonne, che s\u2019affacciano al pellegrino nelle mute solitudini dell\u2019Egitto, e gli additano, che in que\u2019 luoghi fu possente citt\u00e0. Circondiamo d\u2019affetto figliale la loro memoria. Ogni fronda del lauro immortale, che i secoli posarono su\u2019 loro sepolcri, \u00e8 pegno di gloria per noi; n\u00e9 potete appressare a quella corona una mano sacrilega, che non facciate piaga profonda nell\u2019onore della terra, che vi di\u00e8 vita. O Italiani! non obbliate giammai, che il primo passo a produrre uomini grandi sta nello onorare i gi\u00e0 spenti.<\/p>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<div class=\"clear\">[Dal saggio <em>Dell&#8217;amor patrio di Dante<\/em>, 1826]<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUSEPPE MAZZINI Hanno tutte le nazioni, e noi pi\u00f9 ch\u2019altri abbiamo, immensi scrittori, e troppi forse poeti. Ma quanti furono coloro, i quali non prostituirono l\u2019ingegno, e la penna alla tirannide politica (perch\u00e9 anche la repubblica delle lettere ha i suoi dittatori)? 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