{"id":14137,"date":"2015-08-23T01:45:48","date_gmt":"2015-08-23T01:45:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14137"},"modified":"2015-08-23T01:45:48","modified_gmt":"2015-08-23T01:45:48","slug":"e-necessario-sottrarre-al-grande-capitale-il-potere-di-formare-lopinione-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14137","title":{"rendered":"E&#039; necessario sottrarre al grande capitale il potere di formare l&#039;opinione pubblica"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>STEFANO D&#8217;ANDREA<\/strong> (ARS Abruzzo)<\/em><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato su &#8220;Appello al popolo&#8221; il 16.7.2009<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 qualcosa di ingenuo in alcune delle critiche che vengono rivolte quotidianamente ai mezzi di comunicazione di massa: che essi non sollevino alcuni problemi; che essi non trattino alcuni temi; che essi utilizzino un determinato linguaggio; che essi sostengano sistematicamente e all\u2019unisono determinati interessi; che essi oscurino giornalisti o politici che contrastino quegli interessi (ma invero, in questo momento storico, di simili politici non se ne vede nemmeno l\u2019ombra). Critiche ingenue, perch\u00e9 hanno ad oggetto profili che non possono essere se non come sono. Sicch\u00e9 si pretendono, diremmo quasi infantilmente, dalla \u201clibera stampa\u201d e dalla \u201clibera televisione\u201d, contegni, scelte, indirizzi e opzioni di valore che sono intrinsecamente in contrasto con gli interessi delle imprese, delle persone e delle banche che dominano i consigli di amministrazione delle societ\u00e0 titolari dei <em>media<\/em>, nonch\u00e9 delle imprese che pagano il corrispettivo dell\u2019attivit\u00e0 economica realmente svolta dai grandi <em>media<\/em>: vendere pubblicit\u00e0. Pretese, evidentemente, ingenue al punto da rasentare l\u2019infantilismo.<\/p>\n<div id=\"content\">\n<div id=\"primary\" class=\"hfeed\">\n<article id=\"post-163\">\n<div class=\"post-163 post type-post status-publish format-standard hentry category-analisi-politica category-quarto-potere category-sulla-pubblicita tag-informazione tag-politica tag-pubblicita tag-stampa tag-televisione p publish first-post author-stefano-dandrea cat tag y2009 m07 d16 h07\">\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre critiche sono soltanto apparentemente meno ingenue; per esempio quelle che lamentano la concentrazione dei grandi <em>media<\/em> nazionali nella titolarit\u00e0 di un solo gruppo editoriale. E tuttavia, \u00e8 necessario avere ben presente che, anche se in Italia avessimo dieci canali televisivi nazionali privati appartenenti a dieci gruppi editoriali diversi e dieci quotidiani nazionali di tiratura all\u2019incirca pari, appartenenti a dieci gruppi editoriali diversi tra loro e diversi dai gruppi editoriali titolari dei canali televisivi privati, i peggiori difetti e limiti della \u201clibera stampa\u201d e della \u201clibera televisione\u201d \u2013 limiti e difetti comuni ai grandi <em>media<\/em> e che rendono questi ultimi assolutamente omogenei, sotto notevoli profili \u2013\u00a0resterebbero del tutto inalterati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non bisogna mai dimenticare, infatti, che i grandi <em>media<\/em> nazionali sono <em>strumenti<\/em> delle societ\u00e0 per azioni che ne sono titolari. Pi\u00f9 precisamente, la societ\u00e0 per azioni \u00e8 proprietaria del <em>medium<\/em>: lo strumento che \u201cinforma\u201d i cittadini e cos\u00ec <em>forma<\/em> l\u2019opinione pubblica (dunque uno strumento di dominio); e alcune grandi imprese e banche sono titolari dei pacchetti di maggioranza che consentono di dirigere la societ\u00e0 per azioni e quindi di disporre dello strumento di formazione dell\u2019opinione pubblica. Stando cos\u00ec le cose, ossia fino a quando la legge (e dunque i cittadini e i politici che li rappresentano) consentir\u00e0 che le cose stiano cos\u00ec, la tendenziale omogeneit\u00e0 dei grandi <em>media<\/em> nazionali (assoluta omogeneit\u00e0 se si considerano esclusivamente i profili sui quali stiamo per portare l\u2019attenzione) non pu\u00f2 essere considerata una distorsione grave e nemmeno, a rigore, una distorsione; perch\u00e9 <em>\u00e8 nel rispetto della loro intrinseca natura che i grandi media nazionali agiscono contro il popolo e lo ingannano dirigendone l\u2019attenzione<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti \u2013 e introduciamo un primo profilo \u2013\u00a0\u00e8 chiaro che i grandi gruppi editoriali, essendo gruppi composti anche da societ\u00e0 quotate, hanno interesse a che il mercato azionario salga. Potrebbero mai dedicare attenzione al dibattito scientifico, che \u00e8 (o meglio dovrebbe essere) anche e soprattutto politico, relativo al problema se sia davvero conveniente per tutti che le azioni salgano? E in che senso, eventualmente, \u00e8 \u201cconveniente\u201d? Tutti gli articoli di giornale che leggete e le trasmissioni televisive che seguite muovono dal presupposto, implicito, cio\u00e8 tendenzialmente segreto, che convenga a tutti che le azioni salgano. Lo sapete dimostrare che conviene a tutti, anche a coloro che non sono titolari di azioni di societ\u00e0 quotate? Lo sapete dimostrare che conviene anche a coloro che, essendo dotati di modesti risparmi, per lo pi\u00f9 gestiti dai grandi fondi di investimento, vivono, e vivranno in et\u00e0 della pensione, con un tenore (di vita) che dipende in gran parte dal loro lavoro: dal valore che il lavoro assume nella societ\u00e0, sotto forma di corrispettivo monetario (per prestazioni professionali, artigiane, commerciali, per vendita dei prodotti della terra e per prestazioni di energie lavorative con il vincolo della subordinazione)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 anche ovvio che i grandi gruppi editoriali, poich\u00e9 sono gruppi di societ\u00e0 \u2013 le quali, da un lato, hanno nei consigli di amministrazione numerosi rappresentanti delle banche\u00a0titolari dei pacchetti azionari, dall\u2019altro, sono indebitate con le banche medesime \u2013 non affronteranno mai seriamente il problema se ai banchieri debbano essere tolti tutti o alcuni dei poteri giuridici dei quali oggi sono titolari. Perch\u00e9 dovrebbero? Come possiamo, se non con estrema ingenuit\u00e0, pretenderlo? Perch\u00e9 quei media dovrebbero porre il problema del <em>quantum<\/em> della riserva frazionaria o il problema del ritorno della manovra sulla riserva frazionaria al governo e al Parlamento se ora quella manovra appartiene alla BCE e quindi alle banche? Perch\u00e9 quei media dovrebbero informare i cittadini che dopo la lunga battaglia condotta nelle aule giudiziarie contro l\u2019anatocismo bancario, quest\u2019ultimo \u00e8 divenuto per legge principio generale dei contratti bancari? Come possiamo pretendere, se non del tutto velleitariamente, che i <em>media<\/em>, ossia gli strumenti, siano utilizzati, dai loro proprietari e gestori, per colpire gli interessi\u00a0di quei medesimi proprietari e gestori?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E siccome la titolarit\u00e0 di molte delle azioni delle societ\u00e0 che compongono i grandi gruppi editoriali appartiene alle banche \u2013 le quali sono proprietarie di innumerevoli beni immobili\u00a0e titolari di altrettanto innumerevoli diritti di ipoteca su beni immobili ed hanno pertanto\u00a0interesse a che gli immobili aumentino di valore \u2013 oppure a famiglie con enormi patrimoni immobiliari oppure addirittura a famiglie di costruttori, \u00e8 chiaro che i <em>media<\/em> nazionali non sosterranno\u00a0mai e poi mai che sia necessario reintrodurre l\u2019equo canone o comunque perseguire una politica di lento sgonfiamento della bolla immobiliare e, prima ancora, che impedisca le bolle immobiliari. Perch\u00e9 quei <em>media<\/em> avrebbero dovuto indicare ai lettori e ai telespettatori che in Germania e in Giappone i prezzi degli immobili erano fermi rispettivamente dal 1993 e dal 1996? Perch\u00e9 avrebbero dovuto mettere in guardia i cittadini dal contrarre mutui quarantennali assurdi, andando cos\u00ec contro gli interessi dei proprietari dei <em>media<\/em> medesimi? Perch\u00e9 quei <em>media<\/em> avrebbero dovuto sollevare dubbi sulla opportunit\u00e0 delle varie leggi (quelle emanate e quelle da emanare ma non emanate)\u00a0che hanno provocato l\u2019enorme aumento del prezzo degli immobili, in relazione agli stipendi e ai redditi professionali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, poich\u00e9 giornali e reti televisive si arricchiscono o sopravvivono grazie alla pubblicit\u00e0, mai e poi mai sentirete dibattere su quei <em>media<\/em> il tema del possibile divieto della pubblicit\u00e0 sugli organi di informazione: quali interessi tutelerebbe? chi si avvantaggerebbe? chi ci perderebbe? quali conseguenze avrebbe la introduzione del divieto? Avremmo pi\u00f9 giornali? Meno giornali? Pi\u00f9 riviste ma meno giornali? Una informazione pi\u00f9 settimanale che quotidiana? Scomparirebbero i giornali gratuiti? Scomparirebbero molti giornali a pagamento (perch\u00e9 in realt\u00e0 gran parte del prezzo \u00e8 pagata dalla pubblicit\u00e0)? Scomparirebbero le reti televisive generaliste? Trasmetterebbero quattro ore al giorno anzich\u00e9 ventiquattro? E che male ci sarebbe?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, i grandi gruppi editoriali sono titolari di \u201cmarchi\u201d\u00a0oltre a vivere\u00a0di pubblicizzazione dei marchi. <em>I grandi gruppi editoriali<\/em>, sotto il profilo economico, <em>svolgono l\u2019attivit\u00e0 di venditori di pubblicit\u00e0<\/em>. I ricavi dalle vendite di altri prodotti (giornali, film e altro) sono minimi e non coprono mai i costi. <em>La diffusione della conoscenza dei marchi \u00e8 la principale funzione economico-sociale svolta dai grandi media nazionali<\/em>. Figuriamoci, quindi, se su di essi possa mai sorgere un dibattito relativo alla disciplina dei marchi. Un dibattito nel quale una delle voci in campo sostenga la necessit\u00e0 di limitare l\u2019uso dei marchi e, quindi, di ridurne il valore a favore dei lavori, autonomi o subordinati, implicati nel processo di produzione e distribuzione dei prodotti marchiati e dei prodotti concorrenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma niente di ci\u00f2 che \u00e8 utile al popolo potr\u00e0 mai essere sostenuto spontaneamente dai grandi <em>media<\/em> nazionali, i quali, <em>secondo la loro natura<\/em>, si guardano bene anche soltanto dal prospettare possibili alternative di disciplina in ordine ai temi economici e politici pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 smettiamo di rivolgere ai grandi <em>media<\/em> nazionali critiche prive di senso. E rammentiamo che, se \u00e8 vero che quella parte di \u201csociet\u00e0 civile\u201d, costituita dalla \u201clibera stampa\u201d e dalla \u201clibera televisione\u201d deve informare i cittadini sul comportamento dei politici, \u00e8 anche vero che <em>le strutture proprietarie e i canali di finanziamento della libera stampa e della libera televisione devono essere disciplinati dai politici, per limitare il \u201cpotere\u201d del capitale di formare l\u2019opinione pubblica, a favore della libert\u00e0 di manifestazione del pensiero dei cittadini e del principio di uguaglianza sostanziale tra i cittadini medesimi<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario, perci\u00f2, che i nuovi partiti \u2013 i quali, prima o poi, dovranno necessariamente formarsi per andare a contendere il potere al \u201cpartito unico delle due coalizioni\u201d \u2013 inseriscano nel programma principi come quelli che ipotizziamo: <em>i)<\/em> le attivit\u00e0 economiche di intrattenimento e di informazione non possono in alcun modo essere finanziate tramite il pagamento di corrispettivi in cambio di pubblicit\u00e0, salvo la misura massima pari al 20% dei costi\u00a0di produzione;\u00a0<em>ii)<\/em> nessun cittadino italiano pu\u00f2 essere titolare, nemmeno per interposta persona, fisica o giuridica, di una quota superiore ad un millesimo del capitale sociale di una qualsiasi societ\u00e0 proprietaria di un canale televisivo privato nazionale ovvero di un quotidiano o rivista che venda pi\u00f9 di settecentomila copie a settimana.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STEFANO D&#8217;ANDREA (ARS Abruzzo) Articolo pubblicato su &#8220;Appello al popolo&#8221; il 16.7.2009 &nbsp; C\u2019\u00e8 qualcosa di ingenuo in alcune delle critiche che vengono rivolte quotidianamente ai mezzi di comunicazione di massa: che essi non sollevino alcuni problemi; che essi non trattino alcuni temi; che essi utilizzino un determinato linguaggio; che essi sostengano sistematicamente e all\u2019unisono determinati interessi; che essi oscurino giornalisti o politici che contrastino quegli interessi (ma invero, in questo momento storico, di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[110,6],"tags":[4273],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-3G1","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14137"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14137"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14137\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14137"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}