{"id":1420,"date":"2010-03-26T18:40:39","date_gmt":"2010-03-26T17:40:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1420"},"modified":"2010-03-26T18:40:39","modified_gmt":"2010-03-26T17:40:39","slug":"lettera-a-massimo-fini-e-se-un-generale-evren-non-fosse-indispensabile-o-addirittura-utile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1420","title":{"rendered":"Lettera a Massimo Fini: e se un generale Evren non fosse indispensabile o addirittura utile?"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">di <strong>Stefano D&#39;Andrea<\/strong><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Stimatissimo Massimo Fini, ho letto alcuni giorni or sono il suo articolo intitolato &ldquo;I partiti si cambiano solo cos&igrave;&rdquo; e ho pensato, con immediatezza, di inviarle questa lettera per cercare di persuaderla che quell&rsquo;articolo sarebbe profondissimo e da condividere se fosse esatta la premessa dalla quale lei muove, la quale, invece, &egrave; assolutamente errata.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Riassumo brevemente l&rsquo;articolo per chi non lo avesse letto. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Massimo Fini solleva innanzitutto una domanda: &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">quale indipendenza pu&ograve; mai avere la Rai-Tv, Ente di Stato, e quindi di tutti i cittadini, quando il Consiglio di amministrazione &egrave; nominato dai partiti, il presidente pure, la Commissione di Vigilanza anche, l&#39;Autority per le Comunicazioni e ogni altra Autority idem, quando non c&#39;&egrave; dirigente, funzionario, conduttore di programmi, giornalista, usciere il cui posto di lavoro non dipenda dall&#39;appartenenza a una qualche formazione politica, da un rapporto di fedelt&agrave; e sudditanza, pi&ugrave; o meno mascherato, diretto o indiretto, a qualche partito o a fazione di partito? E la questione della Rai-Tv &egrave; solo la pi&ugrave; emblematica e evidente dell&#39;occupazione sistematica, arbitraria, illegittima che i partiti, queste associazioni private, hanno fatto di tutti gli apparati dello Stato, del parastato, dell&#39;amministrazione pubblica, che poi ricade a pioggia anche sull&#39;intera societ&agrave; (facciamo un esempio semplice semplice, tanto per capirci: a Firenze se sei architetto e non sei infeudato a sinistra non lavori)<\/i>&rdquo;. Perci&ograve;, scrive Massimo Fini, &ldquo;<b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">la riforma pi&ugrave; urgente &egrave; quella dei partiti<\/i><\/b><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"> nel senso di un loro drastico ridimensionamento, della loro cacciata da posizioni che occupano abusivamente, arbitrariamente, illegittimamente. Ma in democrazia solo i partiti possono riformare i partiti. E non lo faranno mai perch&eacute; questo vorrebbe dire perdere il potere con cui condizionano l&#39;intera societ&agrave; italiana, abusandola, stuprandola, ricattandola, richiedendo ai cittadini i pi&ugrave; umilianti infeudamenti per ottenere, come favore, ci&ograve; che spetta loro di diritto<\/i>&rdquo; (grassetto aggiunto). Come riformare i partiti, se essi non si autoriformano? Fini reca l&rsquo;esempio della Turchia, la quale, quasi tre decenni fa, afflitta da corruzione e clientelismo che sarebbero stati superiori a quelli dell&rsquo;Italia del tempo ma inferiori a quella dell&rsquo;Italia attuale, vide la presa del potere da parte del generale Evren: &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Il generale Evren prese il potere, spazz&ograve; via tutta la nomenklatura partitocratica, e promise che, fatta una pulizia che in altro modo era impossibile, avrebbe restituito, entro cinque anni, il potere alle legittime istituzioni democratiche. Promessa che puntualmente mantenne. E oggi la Turchia, pur in mezzo alle mille contraddizioni di un Paese la cui realt&agrave; &egrave; resa difficile dalla presenza di una fortissima minoranza curda, &egrave; un Paese &quot;normale&quot; con una maggioranza, un&#39;opposizione, un premier che rispetta le leggi e la magistratura, e partiti che stanno al loro posto e nel loro ruolo, che &egrave; quello di coagulare il consenso, e non esondano in tutta la societ&agrave; civile. Non &egrave; la Turchia che non ha i requisiti democratici per entrare in Europa. &Egrave; l&#39;Italia che non li ha pi&ugrave; per restarci&rdquo;<\/i>.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Stimatissimo Massimo Fini, come sempre accade alle persone intelligenti, che ragionano con coerenza, fermezza e coraggio sulla base delle premesse assunte, credo che lei sia caduto in un grave errore a causa del fatto di aver ragionato sulla base di una premessa del tutto sbagliata. E siccome io sono convinto che lei sia uno degli italiani che dovrebbero guidare il tentativo di risollevare l&rsquo;Italia dalla situazione di sfacelo nella quale &egrave; caduta, mi permetto di scriverle queste note, nella speranza che lei le legga e magari possano avere una risposta.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">La sua premessa &egrave; errata perch&eacute; i partiti, mentre proseguivano l&rsquo;opera di occupazione dello Stato (ma in democrazia i partiti occupano lo Stato naturalmente e con logica coerenza, come ha insegnato Ugo Spirito), hanno inferto all&rsquo;Italia colpi probabilmente mortali che hanno causato alla nazione, al popolo, alle prospettive future e ai cittadini tutti &ndash; soprattutto agli <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">uomini<\/i> che vivono sul territorio italiano &ndash; danni enormemente superiori a quelli derivati dalla occupazione e dal clientelismo. Enuncio alcuni di questi danni, uno dietro l&rsquo;altro, senza (o quasi senza) spiegazioni, nella speranza che lei, giunto, nella lettura, alla fine dell&rsquo;elenco, convenga che la premessa dalla quale ha preso le mosse&nbsp;&egrave; del tutto errata. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">I politici italiani negli ultimi venticinque anni: 1) hanno mutato il sistema elettorale, con il grave danno di aver introdotto, con lo sbarramento, un <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">enorme ostacolo all&#39;affermazione di nuovi possibili partiti e quindi all&#39;entrata nel dibattito politico, di nuove idee<\/i>; 2) hanno <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">mutato la distribuzione dei poteri tra Stato e Regioni<\/i>, senza alcun beneficio, bens&igrave; con gravi danni dovuti: <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">i)<\/i> alla illogicit&agrave; della ripartizione di competenze; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">ii)<\/i> alla disfunzionalit&agrave; dell&#39;attivit&agrave; della Corte Costituzionale, impegnata, negli ultimi anni, sempre pi&ugrave; a risolvere conflitti di competenze tra Stato e Regioni; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">iii)<\/i> al fatto che le regioni sono il regno della corruzione e dell&rsquo;inefficienza; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">iv)<\/i> e al fatto che l&#39;Italia, con la sua breve e specifica storia, non era pronta al decentramento dei poteri legislativi; 3) hanno modificato il diritto del lavoro, mercificando la vita dei cittadini italiani. Dei <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">lavoratori subordinati<\/i>, sempre pi&ugrave; precari, con bassi salari e con misere pensioni. Dei <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">lavoratori autonomi<\/i>, non pi&ugrave; protetti dai minimi tariffari, da severi (o comunque seri) esami di stato e dal sacro principio del carattere personalissimo della prestazione professionale, sempre pi&ugrave; sacrificato a vantaggio dei grandi studi, angloamericani o costituiti sul modello angloamericano, dove il grosso del sovrappi&ugrave; (perch&eacute; di sovrappi&ugrave; si tratta) &egrave; incassato da chi conferisce nell&#39;&ldquo;impresa&rdquo; il capitale (si tratta sovente di immobili acquistati per decine di milioni), la notoriet&agrave; e le pubbliche relazioni e dove il principio della personalit&agrave; della prestazione (e quindi il lavoro) &egrave; calpestato. E dei <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">commercianti<\/i>, colpiti, tra l&#39;altro, dalla liberalizzazione delle licenze e dalla valorizzazione dei marchi, in particolare dalla assenza di una norma che rendesse esplicita l&#39;invalidit&agrave; dei contratti di franchising; 4) hanno abrogato l&#39;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">equo canone<\/i>, cos&igrave; consentendo una lievitazione del valore degli immobili (anche di quelli costruiti cento o cinquanta o trenta anni fa) il quale sovente si &egrave; raddoppiato in pochissimi anni. La conseguenza &egrave; stata che i lavoratori, autonomi o subordinati, hanno dovuto contrarre mutui che non avrebbero contratto o che avrebbero contratto per un minor ammontare (sovente per la met&agrave; dell&#39;ammontare, se pensiamo che si &egrave; giunti a prestare il 100% del valore dell&#39;immobile), cos&igrave; impoverendosi al punto che sarebbe stato preferibile che gli immobili mantenessero il valore che avevano, salvo il giusto recupero dell&#39;inflazione e delle spese di conservazione e che ogni lavoratore guadagnasse duecento euro in meno al mese!; 5) hanno concesso l&#39;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">autonomia alle Universit&agrave;<\/i>, le quali ne hanno approfittato per moltiplicare i corsi di laurea; per moltiplicare le materie (le quali spesso non coincidono con discipline scientifiche; ma sono soltanto un insieme di nozioni al quale &egrave; estraneo ogni problema metodologico); e per moltiplicare le sedi, dando cos&igrave; luogo alla sacrilega esistenza di Universit&agrave; senza biblioteche e alla innaturale esistenza di studenti che frequentano l&rsquo;Universit&agrave; senza sapere e senza poter sapere che cosa &egrave; una Universit&agrave;; 6) <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">hanno sottratto ai piccoli creditori il potere di far fallire gli imprenditori insolventi<\/i>, lasciandolo esclusivamente ai grandi e medi creditori, quindi essenzialmente alle banche; 7) hanno spinto i cittadini a indebitarsi e hanno lasciato (e in realt&agrave; fatto s&igrave;) che le <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">societ&agrave; finanziarie<\/i>, specializzate nella cessione del quinto dello stipendio, nel leasing, nel finanziamento al consumo, finalizzato e no, nelle carte di credito revolving, divenissero <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">presenze costanti in ogni quartiere delle nostre citt&agrave;<\/i>; 8) hanno dato <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">i cittadini in pasto al gioco<\/i>, triplicando le estrazioni del lotto settimanali, consentendo la diffusione delle &quot;slot&quot;, introducendo e moltiplicando i gratta e vinci e le licenze di esercizio dell&rsquo;attivit&agrave; di gestione delle scommesse sportive; 9) hanno introdotto la <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">televisione privata nazionale<\/i> (una contraddizione in termini, che i partiti dell&#39;arco costituzionale avevano a lungo ostacolato e impedito); 10) non si sono opposti alla necessit&agrave; sacra di evitare che <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">i nostri bambini fossero trasformati dal capitale in clienti<\/i>. E gi&agrave; questa &egrave; una colpa mille volte maggiore di quella che lei colloca in premessa del suo ragionamento.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\">Possibile che lei creda che i danni test&eacute; elencati (ma l&rsquo;elenco avrebbe potuto essere molto pi&ugrave; lungo) siano inferiori a quelli derivanti dall&rsquo;occupazione partitica e clientelare?<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span><\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Proprio perch&eacute; io muovo da differenti premesse, credo di poter asserire che se emergesse un generale Evren, il quale tra cinque anni, ci restituisse un Italia come quella ipotizzata dall&#39;ottimo Massimo Fini, e tutto il resto restasse immutato, <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">avremmo perduto cinque anni della nostra storia<\/b>. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Dobbiamo perci&ograve; prendere atto che i partiti si cambiano, nel senso che <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">si sconfiggono<\/i>,<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"> creando un partito alternativo<\/i>: un <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Fonte Popolare Italiano<\/i><\/b>, come abbiamo proposto nel nostro sito, Fronte del quale dovrebbe far parte Massimo Fini. Il Fronte dovrebbe sorgere per sostenere le idee &ldquo;opposte&rdquo; a quelle sostenute dai partiti di governo negli ultimi venticinque anni e che hanno dominato la legislazione e quindi la nostra vita. Poi magari servirebbe che il Fronte fosse in grado di sostenere per cinque anni un generale Evren. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\">Insomma, serve certamente il Fronte Popolare Italiano e forse anche un generale Evren. Senza il primo, il secondo non pu&ograve; venir fuori e se anche emergesse, non saprebbe a chi appoggiarsi e non potrebbe porre rimedio ai problemi pi&ugrave; gravi, alcuni dei quali ho sopra elencato. Senza il Fronte Popolare servirebbe non un generale Evren, bens&igrave; un Chavez, ossia un colonnello o un generale che costituisse il Fronte Popolare. Ma allora perch&eacute; non impegnarci a costruire il Fronte? Perch&eacute; attendere che altri ci doni ci&ograve; che siamo chiamati a costruire? Perch&eacute;, giunte come sono le cose nella situazione di sfacelo, non adempiere il supremo dovere al quale la Storia ci chiama? E se, costituito il Fronte Popolare Italiano, un generale Evren non fosse indispensabile? Se in dieci o quindici anni li spazzassimo via noi, autoproclamatici la miglior parte del popolo italiano? Cosa sono dieci o quindici anni per chi ancora sa credere in qualcosa?<span style=\"line-height: 115%; font-family: 'verdana', 'sans-serif'; font-size: 8.5pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/font><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano D&#39;Andrea Stimatissimo Massimo Fini, ho letto alcuni giorni or sono il suo articolo intitolato &ldquo;I partiti si cambiano solo cos&igrave;&rdquo; e ho pensato, con immediatezza, di inviarle questa lettera per cercare di persuaderla che quell&rsquo;articolo sarebbe profondissimo e da condividere se fosse esatta la premessa dalla quale lei muove, la quale, invece, &egrave; assolutamente errata. Riassumo brevemente l&rsquo;articolo per chi non lo avesse letto. 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