{"id":14202,"date":"2015-09-02T01:22:01","date_gmt":"2015-09-02T01:22:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14202"},"modified":"2015-09-02T01:22:01","modified_gmt":"2015-09-02T01:22:01","slug":"il-dono-o-della-solidarieta-istituzionalizzata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14202","title":{"rendered":"Il dono o della solidariet\u00e0 istituzionalizzata"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>LUCIANO DEL VECCHIO<\/strong> (ARS Emilia-Romagna)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marcel Mauss (1872\u20131950) antropologo, sociologo, etnologo e storico delle religioni, fu uno dei padri fondatori dell\u2019etnologia francese. Nel suo testo pi\u00f9 famoso, <em>Saggio sul dono<\/em> (1923) descrive la socialit\u00e0 del dono all\u2019interno delle comunit\u00e0 arcaiche e primitive da lui studiate ed espone alcune tesi fondamentali sulla natura dello stesso. Nelle societ\u00e0 arcaiche il dono \u00e8 obbligatorio e presenta le caratteristiche essenziali del \u201c<em>dare, ricevere, ricambiare<\/em>\u201d. Si deve \u201c<em>dare<\/em>\u201d per ostentare potenza e ricchezza; si \u00e8 obbligati a \u201c<em>ricevere\u201d<\/em>, cio\u00e8 a non rifiutare il dono, pena\u00a0la condanna della comunit\u00e0 e il disonore; si deve \u201c<em>ricambiare\u201d, <\/em>cio\u00e8 restituire alla pari o aumentare ci\u00f2 che si \u00e8 ricevuto, dato che rendere meno\u00a0di quanto \u00e8 stato accettato \u00e8 un\u2019offesa al donatore.\u00a0Gli individui delle societ\u00e0 arcaiche sono quindi socialmente obbligati a donare per rispettare un vincolo comunitario e un punto di onore. Inoltre, il dono non \u00e8 magnanima concessione del singolo, non \u00e8 disinteresse. Chi si sottrae al rito e non \u00e8 capace di reperire e possedere oggetti da\u00a0immettere nel ricircolo del dono,\u00a0viene diseredato dal gruppo, emarginato socialmente. Di contro, se il donatario rifiuta il dono o non lo ricambia in modo congruo, incrina i legami con la famiglia del donatore, suscita rancori che possono durare tutta una vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obbligatoriet\u00e0 del donare nelle relazioni sociali che inducono a contraccambiare, pone la socialit\u00e0 del dono all\u2019interno della nozione di utile. \u00c8 nell\u2019interesse del donatore il donare e del donatario il contraccambiare. Il dono \u201carcaico\u201d, non essendo gratuito n\u00e9 disinteressato, non solo instaura una circolazione di beni cui tutti hanno tornaconto a parteciparvi, ma\u00a0determina anche\u00a0una forma rudimentale di \u201ccredito\u201d, un\u2019aspettativa di contraccambio che riconosce al donatore come un \u201cdiritto\u201d nei confronti del donatario. Inoltre, l\u2019obbligo di concorrere al costante \u201cdare e ricevere\u201d, crea, rinsalda, fortifica e conserva un fitto insieme di legami comunitari tra individui, tra famiglie, fra trib\u00f9, tra sessi. In merito a questa socialit\u00e0 \u201cobbligata\u201d Mauss afferma: <em>\u201c\u2026la comunione e la colleganza che esse stabiliscono sono relativamente indissolubili\u2026.questo simbolo della vita sociale [il dono], &#8211; il permanere dell\u2019influenza delle cose scambiate-, non fa che esprimere, abbastanza direttamente, il modo in cui i sottogruppi di queste societ\u00e0 frammentate, di tipo arcaico, sono costantemente\u00a0connessi reciprocamente e sentono di doversi tutto<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rito del donare, in quanto atto a rinsaldare le relazioni tra tutte le classi sociali della comunit\u00e0, fa parte \u201c<em>del sistema delle prestazioni totali<\/em>\u201d, \u00e8 un \u201cfatto sociale totale\u201d, cio\u00e8 un fatto che genera una miriade di reazioni analoghe comuni alla gran parte dei comportamenti collettivi. Gli individui consolidano complesse trame di relazioni sociali immettendo prodotti e beni nel sistema di circolazione dei doni, cosicch\u00e9 il \u201cfatto sociale\u201d diventa anche agire economico. Tutte le classi e tutti gli aspetti della vita comunitaria sono coinvolti in una prassi che influenza il gruppo umano in una molteplicit\u00e0 di fenomeni. Il dono infatti unisce gli aspetti pratici, materiali, produttivi ed economici a quelli sociali, etici, mitici, affettivi\u00a0e religiosi, cosicch\u00e9 la societ\u00e0 arcaica fonde le due sfere, mentre la concezione economica moderna le scinde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come di sopra accennato, l\u2019obbligatoriet\u00e0 al restituire \u00e8 una forma rudimentale di \u201ccredito\u201d: \u201c\u2026<em>il dono si porta dietro necessariamente la nozione di credito\u201d<\/em>. Poich\u00e9 entro un termine stabilito il donatario deve ricambiare il dono, cio\u00e8 deve risarcire il \u201cdebito\u201d, il dono si trasforma in un baratto a scadenza e, come scambio a termine, rientra a tutti gli effetti in un processo economico. L\u2019etnologo francese, nel tracciare una sorta di genealogia delle attivit\u00e0 economiche, antepone il dono al baratto, vedendo quest\u2019ultimo sorgere, da un iniziale sistema di doni dati e ricambiati, come un ricambio ravvicinato nel tempo dell\u2019oggetto donato. Inoltre il dono, corrisposto pari o in eccesso al ricevuto, si presenta come una fonte di intraprendenza economica primitiva e pre-moderna, una prassi rudimentale che spinge e costringe il donatario, pena l\u2019interdizione sociale, a reperire, produrre e possedere una quantit\u00e0 crescente di oggetti e dunque ad aumentare la quantit\u00e0 dei beni circolante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dono arcaico \u00e8 dunque una sorta di solidariet\u00e0 organizzata, di utilit\u00e0 e convenienza per ognuno a mettere in circolazione le proprie risorse, di salvaguardia dell\u2019integrazione sociale, di inclusione sociale di classi e individui, di attivit\u00e0 economica con ricadute sulla produzione collettiva della ricchezza. Per queste sue caratteristiche forse non \u00e8 azzardato considerarlo come lo stato sociale delle comunit\u00e0 primitive studiate da Mauss. Anche lo stato sociale, come il dono arcaico, \u00e8 un \u201cobbligo\u201d per lo Stato moderno, che o \u00e8 sociale o non \u00e8 Stato. Oggi \u00e8 inconcepibile uno Stato che non abbia una politica sociale i cui principi hanno valore costituzionale. Nelle socialdemocrazie contemporanee le costituzioni nate nel secondo dopoguerra, &#8211; e la Nostra pi\u00f9 delle altre &#8211; prescrivono il dovere inderogabile di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre lo stato sociale, come il dono, non \u00e8 gratuito e disinteressato, perch\u00e9 pretende dai cittadini un tornaconto collettivo di altissimo valore civile: la responsabilit\u00e0 di tutti nell\u2019impedire che la comunit\u00e0 si disgreghi, la coscienza e il mutuo riconoscimento di una comune appartenenza a una patria, l\u2019impegno a non frammentarla, che si esprime nelle relazioni di reciprocit\u00e0 da proteggere e rafforzare; l\u2019interesse generale di considerare le prestazioni sanitarie, educative assistenziali come fattori di sviluppo non solo sociale ma anche economico. Nello stato sociale solidariet\u00e0 e interesse non si escludono a vicenda e, come il dono arcaico, rafforzano i legami comunitari ed educano i cittadini a essere \u201c<em>costantemente connessi reciprocamente\u201d<\/em> e sentire <em>\u201cdi doversi tutto<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo oltre vent\u2019anni di diffusione dell\u2019ideologia individualista e liberista in economia, di distruzione della solidariet\u00e0 prescritta dalla Costituzione, di propaganda ingannevole sulla spesa pubblica \u201cimproduttiva\u201d va riconosciuto che lo stato sociale libera risorse economiche individuali e familiari a vantaggio del circuito economico. La spesa per i servizi, lungi dall\u2019essere improduttiva, \u00e8 volano di attivit\u00e0 economiche, diventa un sistema generale di salario indiretto, di reddito \u201cdonato\u201d ma non gratuito, che diffonde nell\u2019agire economico il valore della reciprocit\u00e0, senso ultimo di ogni regola democratica. Lo stato sociale \u00e8 dunque la versione moderna e istituzionalizzata della prassi arcaica del dono; e il dono \u00e8 prerogativa degli uomini &#8211; e dei popoli &#8211; liberi e forti, sovrani appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.filosofico.net\/mauss.htm\">http:\/\/www.assifero.org\/oggetti\/4578.pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.filosofico.net\/mauss.htm\">http:\/\/www.filosofico.net\/mauss.htm<\/a><\/p>\n<h1><\/h1>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO DEL VECCHIO (ARS Emilia-Romagna) Marcel Mauss (1872\u20131950) antropologo, sociologo, etnologo e storico delle religioni, fu uno dei padri fondatori dell\u2019etnologia francese. Nel suo testo pi\u00f9 famoso, Saggio sul dono (1923) descrive la socialit\u00e0 del dono all\u2019interno delle comunit\u00e0 arcaiche e primitive da lui studiate ed espone alcune tesi fondamentali sulla natura dello stesso. 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