{"id":14217,"date":"2015-09-04T07:41:50","date_gmt":"2015-09-04T07:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14217"},"modified":"2015-09-04T07:41:50","modified_gmt":"2015-09-04T07:41:50","slug":"dalla-parte-degli-idioti-xenofobi-prima-che-sia-troppo-tardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14217","title":{"rendered":"Dalla parte degli idioti xenofobi, prima che sia troppo tardi"},"content":{"rendered":"<div class=\"imgCaption\">\u00a0<em>di <strong>FRANCESCO ERSPAMER<\/strong> (critico letterario, Universit\u00e0 di Harvard)<\/em><\/div>\n<p><em>Letto su www.lavocedinewyork.com<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati di un\u2019inchiesta di Public Policy Polling, diffusi marted\u00ec, mostrano che due terzi dei sostenitori di Donald Trump (peraltro il meno peggio fra i candidati conservatori alla presidenza) <strong><a href=\"http:\/\/www.publicpolicypolling.com\/main\/2015\/08\/trump-supporters-think-obama-is-a-muslim-born-in-another-country.html\" target=\"_self\">credono che Obama sia un musulmano e che non sia nato negli Stati Uniti.<\/a><\/strong> Del resto un sondaggio ripreso da <strong><a href=\"http:\/\/www.thenation.com\/\" target=\"_self\"><em>The Nation<\/em> <\/a><\/strong>questa settimana rivela che il 29% dei repubblicani della Louisiana attribuisce a Obama la colpa dei ritardi della protezione civile federale dopo l\u2019uragano Katrina bench\u00e9 all\u2019epoca (dieci anni fa) il presidente fosse George W. Bush e Obama solo un senatore dell\u2019Illinois, stato ben lontano da New Orleans.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facile deridere questa ignoranza e questo fanatismo, entrambi cresciuti drammaticamente nel nuovo millennio, dopo il trionfo dei social media e la rinuncia della scuola a contrastarli per formare cittadini responsabili e menti critiche attraverso lo studio della storia, dei classici e delle discipline umanistiche (a che altro pensate che servissero?) \u2013 persino nell\u2019eccellente distretto scolastico di Newton, sobborgo benestante e colto di Boston, in una zona ad altissima concentrazione di universit\u00e0, incluse Harvard e il MIT, l\u2019insegnamento del latino \u00e8 stato abbandonato a vantaggio di quello dell\u2019iPad. In ogni caso stiamo parlando di milioni di persone, parecchie delle quali povere o ai limiti della povert\u00e0, infelici e spietatamente sfruttate e tuttavia pronte a votare per il partito delle corporation che li sfrutta e che apertamente promuove ulteriore liberismo. Che dovremmo farne di questa gente? Eliminarla o almeno privarla del voto per manifesta imbecillit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il problema della sinistra e della democrazia: che non possiamo escludere nessuno e neppure sognare di farlo. Perch\u00e9 il nostro compito, e l\u2019unica ragione per cui c\u2019\u00e8 bisogno di una sinistra, ossia di un partito che persegua una vera eguaglianza economica (dunque niente a che vedere con il Pd ma neppure con Obama o con l\u2019attivismo interessato solo a specifici obiettivi di nicchia), \u00e8 precisamente consentire il riscatto non solo dei miserabili ma anche degli idioti. E innanzi tutto capirli. Nella fattispecie \u00e8 significativo che i seguaci di Trump non accusino Obama di essere nero bens\u00ec di essere uno straniero, un estraneo. E che siano infatti favorevoli a un\u2019abolizione dello <em>ius soli<\/em>, ossia del diritto di chi nasca negli Stati Uniti di ottenere automaticamente la cittadinanza (un diritto ormai riconosciuto solo nel continente americano e in Pakistan).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La loro paranoia \u00e8 un sintomo. Ci fa vedere che il sistema economico e sociale del neocapitalismo sta lasciando indietro una vasta maggioranza di individui fragili, stupidi o ingenui, un tempo in qualche modo protetti dalle loro comunit\u00e0 e oggi lasciati soli a fronteggiare pressioni e novit\u00e0 alle quali non sanno adeguarsi, perlomeno non con la rapidit\u00e0 richiesta dal consumismo ossessivo, di prodotti e di idee, che Wall Street pretende \u2013 e che mira soltanto a generare osceni profitti per avidi speculatori internazionali. \u00c8 per questo che tanti americani ed europei si stanno rifugiando nella xenofobia (che \u00e8 cosa diversa dal razzismo e confondere i due sentimenti rischia di portare a diagnosi e terapie errate). Perch\u00e9 hanno l\u2019impressione, fondata, che nessuno pi\u00f9 difenda il loro diritto di restare quello che sono e di rimanere dove sono, di conservare le loro abitudini e anche i loro pregiudizi, ai quali hanno ancorato, in mancanza di meglio, la loro identit\u00e0. Discriminare un altro cittadino perch\u00e9 di colore o sesso differente \u00e8 illegale in America e in Europa, e il divieto deve essere applicato con intransigenza. Ma esso non riguarda chi venga da fuori. La generosit\u00e0, l\u2019accoglienza, la bont\u00e0, la carit\u00e0, sono virt\u00f9 culturali, che vanno dunque coltivate (cultura\/coltura): pensare di stabilirle per decreto e anche solo di pretenderle da chi non sia pronto o convinto, \u00e8 assurdo, anzi \u00e8 ingiusto, oltre che una resa totale all\u2019ideologia globalista e consumista del pensiero unico liberista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tensioni non faranno che aumentare e insieme a esse la paura: sono pulsioni profonde, antropologiche, che neppure i media di regime riusciranno a contenere o indirizzare. Facile prevedere che sfoceranno in un immane bagno di sangue, guerre e stragi di ampiezza mai viste nella storia \u2013 com\u2019\u00e8 ovvio, mai nella storia c\u2019\u00e8 stata una societ\u00e0 davvero planetaria e priva di alternative. La ferocia dell\u2019Isis e la perfidia di Netanyahu sono solo due esempi: e prima o poi cominceranno a usare armi atomiche. Non dite, allora, che non ve l\u2019aspettavate o che non c\u2019era niente da fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 qualcosa si pu\u00f2 fare, prima che sia tardi. In particolare, bisogna smettere immediatamente di giocare con i popoli e con le culture come se davvero non contassero pi\u00f9 e fossero state soppiantate dall\u2019omogeneizzante multiculturalismo promosso dai profeti della globalizzazione. Quante persone credete che vivano al di fuori del loro paese d\u2019origine? Secondo le statistiche dell\u2019<strong><a href=\"http:\/\/www.unfpa.org\/migration\" target=\"_self\">UNFPA <\/a><\/strong>(United Nations Population Fund), circa 230 milioni, ossia il tre per cento della popolazione mondiale. Cos\u00ec pochi? La ragione per cui sembrano di pi\u00f9 \u00e8 che i media non fanno che parlare di fughe di cervelli e di invasioni di migranti, usandoli per proclamare l\u2019ineluttabilit\u00e0 storica della mobilit\u00e0; per non dire del fatto che i cosmopoliti e gli arrivisti, ossia quelli che sono disposti a sacrificare legami e tradizioni per avere successo e denaro (anche in termini relativi, ossia rispetto alla loro condizione di partenza), si fanno sentire e notare mentre chi si accontenta tace e si nasconde. Parlo anche di me stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma credere nella democrazia e nella giustizia non significa dare voce ai ricchi o ai vincenti o agli avventurosi o a chi abbia il coraggio di rischiare (generalmente i beni altrui) o la capacit\u00e0 di farsi valere. O meglio: questa \u00e8 la visione meritocratica che della democrazia e della giustizia ha la destra. La sinistra deve dar voce agli altri: a quel 97% che sceglie di restare a casa o che non ha modo di fare altrimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La xenofobia \u00e8 un brutto sentimento che peggiora chi lo prova; ma \u00e8 anche, come dicevo, il sintomo di un disagio reale e comprensibile. Di cui la sinistra dovrebbe approfittare per porre finalmente sul tappeto (e al centro del proprio programma) la questione della non ingerenza militare e commerciale in altri paesi, quali che siano le ragioni addotte da intellettuali e media interventisti per ordine delle corporation: una nuova dottrina Monroe ma applicata in maniera ferrea a tutte le regioni, l\u2019Africa agli africani, il Medio Oriente ai mediorientali. Con aiuti economici senza contropartita, in forma di risarcimenti e compensazioni per i popoli che siano stati recentemente (diciamo negli ultimi 50 anni, non secoli fa) danneggiati o derubati dalle multinazionali. Il tutto necessariamente accompagnato, in Occidente, da politiche statali di controllo dei mercati, da una stretta regolamentazione delle attivit\u00e0 finanziarie e da limitazioni alla circolazione di capitali e prodotti; e in generale da un deciso passaggio a una fase di decrescita programmata e possibilmente serena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Utopia? Certo. Ma a questo punto l\u2019alternativa sono la distopia del neocapitalismo attuale, la catastrofe ambientale prossima ventura, la possibile fine della civilt\u00e0 e il ritorno alla legge della giungla. Almeno bisogna cominciare a parlarne. Prima che gli idioti si ribellino e tutto frani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di FRANCESCO ERSPAMER (critico letterario, Universit\u00e0 di Harvard) Letto su www.lavocedinewyork.com I risultati di un\u2019inchiesta di Public Policy Polling, diffusi marted\u00ec, mostrano che due terzi dei sostenitori di Donald Trump (peraltro il meno peggio fra i candidati conservatori alla presidenza) credono che Obama sia un musulmano e che non sia nato negli Stati Uniti. 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