{"id":14240,"date":"2015-09-08T00:05:36","date_gmt":"2015-09-08T00:05:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14240"},"modified":"2015-09-08T00:05:36","modified_gmt":"2015-09-08T00:05:36","slug":"appello-ai-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14240","title":{"rendered":"Appello ai giovani!"},"content":{"rendered":"<p><em>di<strong> LUCA MANCINI<\/strong> (ARS Lazio)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Avete presente quella strana sensazione che vi assale quando siete in un luogo in cui non conoscete praticamente nessuno? Quel misto di disagio e inadeguatezza che vi tormenta il petto? Ecco, provate ad immaginarlo, moltiplicatelo per mille e solo a quel punto forse sarete vicini a quello che provano la maggior parte dei giovani italiani ogni volta che questo sistema li umilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">I dati sulla disoccupazione giovanile sono a dir poco raccapriccianti: praticamente un giovane su due non lavora. Se avessimo una classe dirigente degna di questo nome, questa sarebbe la loro prima preoccupazione dal momento che un Paese senza lavoratori giovani \u00e8 un Paese senza futuro. Ma questo non preoccupa i nostri governanti e ci\u00f2 non \u00e8 dovuto ad un errore di valutazione o alla pura incompetenza. Questo dato \u00e8 voluto e segue un progetto preciso, mirante principalmente ad abbassare le pretese salariali di coloro che devono entrare nel cosiddetto \u201cmercato del lavoro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">\u201cFatti un tirocinio non retribuito intanto, vedrai che fa curriculum\u201d \u00e8 la frase che viene pi\u00f9 spesso utilizzata dai cosiddetti \u201cdatori di lavoro\u201d, anche se queste persone non sono degne di essere chiamate tali. Anzi, sono persone ignobili che,\u00a0semplicemente per aumentare il loro profitto personale, sfruttano le passioni di giovani volenterosi di cimentarsi nelle attivit\u00e0 che hanno sempre sognato o per cui hanno studiato. Miei cari coetanei, sappiate che ogni volta che qualcuno di noi accetta un tirocinio non retribuito non sta \u201cfacendo curriculum\u201d, ma sta offrendo semplicemente manodopera a costo zero. In questo modo egli non peggiora soltanto la sua condizione di individuo, in quanto lavora gratis, ma soprattutto abbassa ulteriormente le pretese salariali di tutti gli altri giovani, il che rende la cosa ancora pi\u00f9 grave, soprattutto nei confronti di chi neanche pu\u00f2 permetterselo economicamente un tirocinio non retribuito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Tutto ci\u00f2 non basta. Non \u00e8 solo una questione puramente economica, ma c&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9. Ci sono sentimenti dietro a questo massacro. I tanto vituperati sentimenti che nessuno sembra considerare pi\u00f9 in questa societ\u00e0. C&#8217;\u00e8 quel senso di disagio, incertezza e inadeguatezza che ti tormenta e che viene acuito ogni volta che un colloquio va male, ogni volta che ti viene detto di emigrare oppure che ci pensi veramente ad emigrare. Ma soprattutto \u00e8 acuito ogni giorno dalla propaganda mass-mediatica che tende a far vedere i giovani come quelli che pensano solo ad ubriacarsi, che sono viziati e non vogliono lavorare o che si ammazzano il sabato sera all&#8217;uscita delle discoteche, senza chiedersi neanche perch\u00e8 avviene questo. La nostra classe dirigente non si chiede perch\u00e8 i giovani si comportano cos\u00ec, non si chiede se \u00e8 lei che sbaglia qualcosa quando un giovane su due non lavora, anzi li colpevolizza, facendoli sentire dei viziati e dei buoni a nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Miei cari coetanei, non siamo colpevoli di nulla. La verit\u00e0 \u00e8 che siamo semplicemente ai margini della nostra societ\u00e0 per un determinato disegno politico, esattamente come gli operai della prima rivoluzione industriale: essi erano marginalizzati e sottopagati, cos\u00ec per non sentire il peso del disagio sociale e non pensare alla misera condizione in cui vivevano spendevano i pochi soldi che riuscivano a guadagnarsi in alcolici o altre cose poco salutari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Questa societ\u00e0 ci ripudia e ci tratta come dei poveri incompetenti, incapaci di fare qualunque cosa e pertanto meritevoli di essere sottopagati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Miei cari coetanei, non siamo n\u00e9 colpevoli n\u00e9 incompetenti, n\u00e9 inferiori a nessun altro. Abbiamo i nostri sogni, le nostre passioni, la nostra forza d&#8217; animo, non dobbiamo arrenderci!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">La prossima volta che vi verr\u00e0 offerto un tirocinio non retribuito, affermate con vigore che voi non svalutate la vostra forza-lavoro e quella dei vostri coetanei. La prossima volta che vi faranno sentire inadeguati, sbattete i pugni sul tavolo e affermate le vostre capacit\u00e0. La prossima volta che vi diranno di emigrare, invitate loro ad andare via, perch\u00e9 in realt\u00e0 \u00e8 questo Paese a non aver bisogno di altri sfruttatori e denigratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Miei cari coetanei, siamo nel pieno di una battaglia. Resistiamo e lottiamo tutti insieme per rimettere il lavoro al centro del sistema e prenderci il posto che ci spetta all&#8217;interno della nostra nazione e della nostra societ\u00e0. Noi siamo l&#8217;avanguardia del Paese!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Viva la Repubblica Sovrana!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCA MANCINI (ARS Lazio) Avete presente quella strana sensazione che vi assale quando siete in un luogo in cui non conoscete praticamente nessuno? Quel misto di disagio e inadeguatezza che vi tormenta il petto? Ecco, provate ad immaginarlo, moltiplicatelo per mille e solo a quel punto forse sarete vicini a quello che provano la maggior parte dei giovani italiani ogni volta che questo sistema li umilia. 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