{"id":1426,"date":"2010-03-30T17:59:15","date_gmt":"2010-03-30T16:59:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1426"},"modified":"2010-03-30T17:59:15","modified_gmt":"2010-03-30T16:59:15","slug":"quei-rating-al-veleno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1426","title":{"rendered":"Quei rating al veleno"},"content":{"rendered":"<div class=\"field field-type-text field-field-sottopancia\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item odd\"><strong>di Mario Lettieri e Paolo Raimondi<\/strong><\/div>\n<div class=\"field-item odd\">fonte <a href=\"http:\/\/www.terranews.it\">terranews<\/a><\/div>\n<div class=\"field-item odd\">&nbsp;<\/div>\n<div class=\"field-item odd\"><strong>ECONOMIA. Che siano ancora le agenzie internazionali di rating a &ldquo;dettare&rdquo; le sorti dei governi &egrave; davvero inaccettabile.<\/strong><\/div>\n<div class=\"field-item odd\">&nbsp;<\/div>\n<div class=\"field-item odd\">Che siano ancora le agenzie internazionali di rating a &ldquo;dettare&rdquo; le sorti dei governi &egrave; davvero inaccettabile. Le &ldquo;tre sorelle&rdquo; del rating, <em>Standards&amp;Poors<\/em>, <em>Moody&rsquo;s<\/em> e <em>Ficht Ratings<\/em>, non solo non hanno saputo analizzare gli andamenti fallimentari di banche come <em>Bear Stearns, Lehman Brothers<\/em> e in generale dell&rsquo;intero sistema finanziario decotto, ma hanno anche promosso per anni con la AAA prodotti finanziari altamente tossici che sono stati poi distribuiti in varie forme a masse di ignari risparmiatori.<\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n<p>Adesso sono ritornate in campo alla grande per stigmatizzare i problemi di bilancio e del debito pubblico della Grecia e di altri paesi europei. Non occorre essere maghi per rilevare che un paese con un deficit del 13% e un debito pubblico del 125% del Pil, nel mezzo della crisi finanziaria ed economica pi&ugrave; grave della storia, siano in difficolt&agrave;.&nbsp;<\/p>\n<p>Si considerino i tempi. A ottobre del 2009, quando si &ldquo;scopr&igrave;&rdquo; che il deficit delle Grecia avrebbe potuto rivelarsi superiore a quello previsto, le agenzie di rating subito entrarono in azione.<\/p>\n<p>Infatti a fine ottobre <em>Moody&rsquo;s<\/em> sugger&igrave; un abbassamento del rating sul debito pubblico greco. Il 7 dicembre successivo la S&amp;P dichiar&ograve; la stessa cosa, subito seguita dalla <em>Ficht<\/em> che abbass&ograve; il suo rating da A- a BBB+. Nel 2011 dovrebbe ritornare in vigore il limite minimo di A- perch&eacute; i paesi dell&rsquo;Ue possano utilizzare i loro titoli di stato per operazioni di finanziamento presso la Banca Centrale Europea.&nbsp; I paesi retrocessi nella zona B rischieranno l&rsquo;isolamento e il collasso.<\/p>\n<p>I mercati finanziari, in primis quelli dei derivati e dei credit default swaps, hanno preso la palla al balzo e iniziato la corsa all&rsquo;aumento dei costi dei <em>cds<\/em> e dei tassi di interesse per i titoli di debito della Grecia. Intanto &egrave; partito l&rsquo;attacco speculativo all&rsquo;euro, mentre il dollaro e l&rsquo;economia americana che stranamente godono di un super rating di AAA,&nbsp; sono in condizioni molto pi&ugrave; precarie e fallimentari di quelle dell&rsquo;Europa. Nel contempo certa stampa economica internazionale e i mercati sono ritornati a citare le agenzie di <em>rating<\/em> come le fonti pi&ugrave; qualificate e competenti per giustificare cambiamenti e decisioni finanziarie vitali per i paesi sottoposti ai loro esami e alle loro pagelle.<\/p>\n<p>Si ricordi che tutti i G8 e i G20 hanno prodotto dichiarazioni e documenti dove si stigmatizza il comportamento delle agenzie di rating e si chiede una loro profonda riforma. Il G20 di Londra nell&rsquo;aprile dell&rsquo;anno scorso sottoscrisse l&rsquo;accordo per &laquo;un controllo e una registrazione delle agenzie di <em>rating<\/em> per garantire che esse rispettino il codice internazionale di buon comportamento al fine particolare di evitare inaccettabili conflitti di interessi&raquo;. Ma le agenzie di <em>rating<\/em>, entit&agrave; economico-finanziare private, sono rimaste sempre le stesse. Gi&agrave; nel 2006, quando, a seguito di un abbassamento del rating dell&rsquo;Italia, il nostro paese avrebbe dovuto pagare da un giorno all&rsquo;altro alcuni miliardi di euro in pi&ugrave; per il conseguente aumento degli interessi sui titoli del debito pubblico, noi denunciammo gli effetti devastanti delle loro valutazioni.<\/p>\n<p>Documentammo tra l&rsquo;altro l&rsquo;incredibile conflitto di interessi in quanto le &ldquo;tre sorelle&rdquo; avevano direttori esecutivi e partecipazioni azionarie importanti provenienti dalle pi&ugrave; grandi banche americane e anche dalle grandi corporations internazionali. In particolare sottolineammo il pesante coinvolgimento della JP Morgan e della City Group, proprio quelle banche che vantavano, e vantano tuttora, le quote pi&ugrave; elevate di derivati Otc (non quotati <em>ndr<\/em>), rispettivamente per 80.000 e 35.000 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>I governi europei, mentre si sta per decidere se affidare alla Bce il compito di valutare i debiti sovrani, dovrebbero subito diffidare le agenzie in questione dall&rsquo;astenersi da qualsiasi valutazione di <em>rating<\/em> sugli stati nazionali. Anzi sarebbe opportuna una specifica indagine sulle loro passate attivit&agrave; e &ldquo;collusioni&rdquo; con il sistema finanziario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mario Lettieri e Paolo Raimondi fonte terranews &nbsp; ECONOMIA. 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