{"id":14270,"date":"2015-09-10T00:38:55","date_gmt":"2015-09-10T00:38:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=14270"},"modified":"2015-09-10T00:38:55","modified_gmt":"2015-09-10T00:38:55","slug":"per-una-fondazione-filosofica-del-sovranismo-la-figura-di-costanzo-preve-15","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=14270","title":{"rendered":"Per una fondazione filosofica del sovranismo: la figura di Costanzo Preve (1\/5)"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>SIMONE GARILLI<\/strong> (ARS Mantova)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo breve saggio tenter\u00f2 di delineare una solida proposta filosofica a fondamento e sostegno della prospettiva sovranista, attraverso gli insegnamenti del filosofo torinese Costanzo Preve, scomparso nel novembre del 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per farlo, divider\u00f2 il saggio in <em>cinque parti<\/em> logicamente correlate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto sar\u00e0 utile rispondere ad una domanda inattuale: <em>cos\u2019\u00e8 la filosofia?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Superato questo primo ostacolo, il pi\u00f9 ostico, andr\u00f2 ad illustrare il metodo filosofico di Costanzo Preve, messo a punto per riportare la filosofia alla sua funzione primaria: costruire una <em>ontologia dell\u2019essere sociale <\/em>che permetta di conoscere e <u>valutare<\/u> in maniera unitaria la societ\u00e0 attuale, al fine di trasformarla in senso comunitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo passaggio mi consentir\u00e0 di transitare dal metodo al contenuto, e l\u2019ontologia dell\u2019essere sociale sar\u00e0 applicata in estrema sintesi alla <em>storia del pensiero occidentale<\/em>, dai Greci ad oggi, perch\u00e9 non si pu\u00f2 conoscere, valutare e trasformare davvero la nostra societ\u00e0 senza ricostruirne la genesi millenaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver messo sul tavolo i sistemi di pensiero occidentali, sar\u00e0 possibile scegliere in un certo senso il migliore di essi. Detto con Preve, \u00e8 auspicabile un <em>\u201critorno ai Greci\u201d<\/em> per superare vittoriosamente il sistema di pensiero relativistico e nichilistico prodotto dal capitalismo post-borghese e post-proletario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In chiusura, una volta presa confidenza con la categoria principale dell\u2019intera filosofia greca &#8211; il \u2018<em>metron<\/em>\u2019, o \u2018giusto mezzo\u2019 &#8211; sar\u00e0 bene chiedersi a cosa corrisponde oggi, sul versante ideale e politico, questa categoria ad un tempo ontologica e strategica. La risposta pu\u00f2 gi\u00e0 essere anticipata: <em>lo Stato nazionale sovrano<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PARTE PRIMA: Cos\u2019\u00e8 la filosofia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costanzo Preve risponde pi\u00f9 volte a questa domanda nel corso del suo vero e proprio \u2018testamento filosofico\u2019, ultimato nel 2009 ma pubblicato solo nel 2013. Il libro &#8211; <em>Una nuova storia alternativa della filosofia. Il cammino ontologico-sociale della filosofia<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em> &#8211; far\u00e0 da pietra angolare di questo saggio. La filosofia &#8211; o scienza filosofica, o pratica filosofica &#8211; \u00e8 definita a partire da diverse prospettive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di tutto Preve, sulle orme di Hegel, stabilisce che la filosofia \u201cha un oggetto veritativo generale, che consiste proprio in ci\u00f2 che \u00e8, ed \u00e8 eternamente [\u2026] l\u2019essere sociale \u201cin generale\u201d, ci\u00f2 che contraddistingue lo specismo umano dallo specismo animale, e quindi il minimo comune denominatore\u00a0 di &lt;&lt;genere&gt;&gt; che unifica le storicit\u00e0 differenziate dei vari e distinti modi di produzione\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potremmo definire ontologico questo primo aspetto della filosofia, che si occupa in sostanza della \u2018Natura Umana\u2019 nelle sue determinazioni storiche e trans-storiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, per\u00f2, \u00e8 anche vero che \u201cquesto occuparsi di ci\u00f2 che \u00e8, ed \u00e8 eternamente , deve trovare la sua specifica determinazione in una societ\u00e0 concreta, che \u00e8 appunto il luogo ideale del presente storico in cui vive il filosofo\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima e principale definizione divide quindi la filosofia in due elementi complementari: la permanenza ontologica (<em>ci\u00f2 che \u00e8, ed \u00e8 eternamente<\/em>) e la storicit\u00e0 determinata (<em>il proprio tempo appreso nel pensiero<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non\u00a0 potendo bastare questa definizione primaria, Preve approfondisce il contenuto della pratica filosofica in corso d\u2019opera. Possiamo dedurne almeno altre tre utili specificazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filosofia, infatti, pu\u00f2 essere definita anche come \u201csapere assoluto che lega insieme l\u2019elemento della conoscenza e della valutazione, e quindi l\u2019elemento della concettualizzazione di un oggetto di conoscenza [\u2026] e l\u2019elemento della sua valutazione etico-morale [\u2026]\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Nel caso di Marx, si tratta di conoscere il capitalismo attraverso la ricostruzione genetica della sua nascita e della sua riproduzione interna (\u2018struttura\u2019 e \u2018sovrastruttura\u2019), e poi di valutarlo attraverso le categorie di \u2018alienazione\u2019 e \u2018sfruttamento\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa prima specificazione ne discende una seconda, che vede nella filosofia \u201cl\u2019unione di due elementi inscindibili, il sistema delle conoscenze razionali e l\u2019insieme di ci\u00f2 che interessa necessariamente ad ogni uomo\u201d<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> o, detto in altro modo, \u201cla filosofia come luogo di fusione fra il suo concetto scolastico ed il suo concetto mondano [\u2026] incompatibile con il suo sequestro elitario in apparati snobistico-elitari di supercolti (o presunti tali) con la puzza al naso e con la convinzione di essere migliori degli altri\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emerge a questo punto un rilievo pratico importante, che Preve sviluppa a pi\u00f9 riprese: la filosofia come insieme unitario di conoscenza e valutazione \u00e8 efficace solo se si traduce in processo comunitario. La riduzione della filosofia a dibattito colto e autoreferienzale non pu\u00f2 servire il fine ontologico e sociale che ne rappresenta il motore primo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 detto, come declinare questo comunitarismo filosofico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preve riprende l\u2019esempio storico del <em>sokratik\u00f2s logos, <\/em>sostenendo che Socrate \u201cnon era interessato a vincere sul campo la tenzone retorica , ma ad avviare un processo problematico-maieutico che coinvolgesse entrambi gli interlocutori per giungere ad una accettabile definizione concettuale comune\u201d<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso Socrate non \u00e8 un filosofo fra i tanti, ma l\u2019inventore della pratica filosofica vera e propria, che esce dai primi circoli autoreferenziali e diventa modello di dialogo comunitario intorno alla \u2018Verit\u00e0\u2019. \u00c8 proprio intorno al concetto di \u2018Verit\u00e0\u2019 e alla sua negazione moderna che si annidano i contrasti tra filosofi comunitari e non-filosofi elitari, tra filosofia greca classica e non-filosofia moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>dialog\u00f2s <\/em>comunitario di Socrate, in effetti, rischia di rimanere una pura astrazione allorquando ci si trasferisca dalla teoria filosofica alla pratica sociale. Marx, su tutti, ha mostrato che tra il dialogo socratico e l\u2019avvicinamento alla Verit\u00e0 condivisa c\u2019\u00e8 un ostacolo insormontabile: l\u2019interesse di classe. In questo senso la filosofia \u00e8, nei termini di Kant, un campo di battaglia (<em>Kampfplatz<\/em>) e \u201cnon ha nulla del dialogo buonista e del chiacchericcio esibizionistico da caff\u00e8 letterario\u201d<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. Ne deriva necessariamente che si pu\u00f2 fare filosofia solo se si accetta la sfida politica concreta. La filosofia, oggi, non pu\u00f2 che essere la messa in pratica <u>conflittuale<\/u> della conoscenza e della valutazione della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 utilissimo per\u00f2 comprendere perch\u00e9 nella pratica filosofica socratica e pi\u00f9 in generale dei Greci, il conflitto di classe resti ai margini della riflessione. Non si pu\u00f2 capire con una scorretta e anacronistica riduzione di Socrate a ingenuo idealista e di Marx a disincantato materialista, ma solo ricostruendo geneticamente il tessuto economico e sociale dei Greci (nel linguaggio marxiano la \u2018struttura\u2019). Per ragioni di spazio non lo far\u00f2 qui, e mi limiter\u00f2 alla conclusione di Preve, quando sostiene che \u201cSocrate non viveva in una societ\u00e0 individualistica liberale, per cui non ha senso retrodatargli il nostro atteggiamento [\u2026] ma viveva in una societ\u00e0 politica. Vivere in una societ\u00e0 e vivere in una comunit\u00e0 non \u00e8 certamente la stessa cosa\u201d<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo Preve non vuole dire che nella Grecia classica fosse inesistente la libera individualit\u00e0 e che regnasse il comunismo dei beni, senza alcun differenziale di ricchezza e di potere. Per la precisione, Preve colloca la Grecia classica in una terza fase della storia umana, nella quale \u00e8 gi\u00e0 avvenuta quella \u2018divisione antagonistica del lavoro sociale\u2019 che ha prodotto \u2018classi sociali antagonistiche\u2019 e che ha subordinato ad una societ\u00e0 classista quell\u2019unit\u00e0 ontologica fra microcosmo sociale e macrocosmo naturale che caratterizzava il comunismo tribale originario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Greci conoscevano quindi il fenomeno dell\u2019arricchimento privato e dello sfruttamento del lavoro. Si potrebbe anzi dire che lo conoscevano molto meglio di noi moderni, nella misura in cui sottoponevano questo arricchimento a critica filosofica e non lo giustificavano con una fantomatica \u2018mano invisibile\u2019 che produrrebbe utilit\u00e0 sociale grazie al libero sfogo delle pulsioni individuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIn conclusione: \u00e8 bene partire dal fatto che la filosofia, nella forma socratica del <em>logos<\/em> portato nell\u2019<em>agor\u00e0<\/em>, intendeva essere conoscitiva e veritativa [\u2026] Essa era quindi rivolta non tanto al convincimento in generale di individui, ma al <em>convincimento comunitario<\/em> [\u2026] per il semplice fatto che non si trattava di convincere qualcuno di questioni irrilevanti [\u2026] ma di che cosa sia il <em>Bene<\/em>, ossia il bene politico [\u2026] Negare alla filosofia greca classica la finalit\u00e0 (<em>telos<\/em>) del convincimento comunitario significa precludersi la comprensione del mondo antico\u201d<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Bene, la Comunit\u00e0, la Giustizia e, pi\u00f9 in generale, la Verit\u00e0. Sta in queste categorie ad un tempo ontologiche e sociali &#8211; e soprattutto nell\u2019ultima &#8211; la chiave di lettura della filosofia e della societ\u00e0 greca, come vedremo meglio nella quarta parte. Ci\u00f2 che interessa qui, \u00e8 notare che la Verit\u00e0 intesa nel senso di conoscenza comunitaria del Bene e della Giustizia fosse patrimonio dei Greci, mentre non lo \u00e8 in nessun modo della societ\u00e0 moderna atomizzata e non-comunitaria, nella quale la verit\u00e0 &#8211; dopo la \u2018morte di Dio\u2019 &#8211; risiede esclusivamente nelle teorie scientifiche e non si applica invece n\u00e9 alla morale individuale, n\u00e9 all\u2019etica familiare n\u00e9, infine, a quella politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9, secondo Preve, ci troviamo in una parentesi storica di profonda crisi antropologica, ed \u00e8 necessario ristabilire la scienza filosofica veritativa sulle ceneri non certo della scienza &#8211; in s\u00e9 utilissima per la comunit\u00e0 &#8211; ma dello scientismo che delegittima le pretese ontologico-valutative della filosofia e la ridimensiona a \u2018dibattito relativistico sui valori\u2019 o a stampella epistemologica delle scienze naturali (da Popper in gi\u00f9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta di Preve, in questo senso, \u00e8 ritmata dal trittico Aristotele-Hegel-Marx. In particolare, da Hegel \u00e8 bene portare con s\u00e9 la pretesa veritativa della filosofia, come unione di ontologia e storicit\u00e0 determinata (lo \u2018Spirito Assoluto\u2019); di Marx \u00e8 bene conservare la critica filosofica al modo di produzione capitalistico (\u2018alienazione\u2019 e \u2018sfruttamento\u2019) e il suo metodo di deduzione storico-sociale delle categorie (attraverso la \u2018struttura\u2019 e la \u2018sovrastruttura\u2019); di Aristotele, invece, \u00e8 bene valorizzare la categoria ontologica e normativa di \u2018<u>Natura Umana<\/u>\u2019<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>, costruita a partire dalle due determinazioni aristoteliche: la prima afferma che l\u2019uomo \u00e8 un animale sociale, politico e comunitario (<em>politik\u00f2n zoon<\/em>), mentre la seconda che l\u2019uomo \u00e8 dotato di ragione, di linguaggio e di capacit\u00e0 di calcolo delle proporzioni geometriche applicate al ben vivere sociale (<em>zoon logon echon<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualsiasi progetto filosofico e politico di trasformazione sociale deve quindi mirare a ristabilire concretamente questo dettato ontologico (la natura umana comunitaria<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, appunto) arricchendolo con gli elementi che risultano da una seria e sistematica ontologia dell\u2019essere sociale. \u00c8 importante insistere sulla necessit\u00e0 di una ricostruzione globale della storia universale, sia dal punto di vista della Verit\u00e0 filosofica permanente (ontologia; natura umana), sia da quello della struttura e della sovrastruttura (storicit\u00e0 determinata; modi di produzione, ideologie).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo perch\u00e9 la legittimazione ideologica moderna si fonda sulla necessit\u00e0 storica del capitalismo e sulla fine della storia, con annessa accettazione disincantata di questo modo di produzione, che per definizione \u00e8 invece storico e passeggero. La chiave del successo ideologico del capitalismo sta quindi nella \u2018destoricizzazione\u2019 e \u2018desocializzazione\u2019 del pensiero filosofico millenario (ridotto a \u201cfilastrocca di opinioni\u201d, come diceva Hegel), e nella delegittimazione conseguente di ogni metafisica filosofica che tenti di storicizzare il capitalismo e valutarlo come unit\u00e0 concettuale a partire dalle categorie fondamentali di \u2018Verit\u00e0\u2019 e \u2018Natura Umana\u2019<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Procederemo allora nella seconda parte alla definizione dell\u2019ontologia dell\u2019essere sociale di Costanzo Preve, per poi applicarla alla storia occidentale e da qui trarne alcune conclusioni sulla filosofia comunitaria dei Greci e sul \u2018nostro tempo appreso nel pensiero\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Petite Plaisance, Pistoia, 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Ivi, p. 24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Ibidem.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Ivi, p. 300.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Ivi, p. 506.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Ivi, p. 507.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Ivi, p. 455.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Ivi, p. 456.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Ivi, p. 511.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Ibidem.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Emerge in questo modo, nell\u2019interpretazione previana dello \u2018spirito filosofico\u2019 greco, una sostanziale sovrapposizione fra le categorie di \u2018Verit\u00e0\u2019 e di \u2018Natura Umana\u2019, nel senso che il percorso (mai definitivo e sempre originale) verso la Verit\u00e0 \u00e8 possibile solo a partire dalla convinzione \u201c[\u2026] dell\u2019esistenza di un fondamento ontologico proprio dell\u2019essere umano che \u00e8 alla base dei suoi bisogni, della sua realizzazione e del senso stesso della sua esistenza\u201d (Lorenzo Dorato, <em>Verit\u00e0, ontologia umana e capitalismo<\/em> in <em>Per un pensiero forte<\/em>, Koin\u00e8, Gennaio-Dicembre 2012, Petite Plaisance, Pistoia, p. 8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> \u201cPrevalgono infatti spesso concezioni, talvolta esplicite ma ancora pi\u00f9 spesso implicite, ispirate o a un relativismo storico e sociologico assoluto, che identificano la natura umana con la configurazione storica data dei rapporti sociali dominanti, oppure a un biologismo riduzionistico, per cui la cosiddetta \u201cnatura umana\u201d \u00e8 interamente ricavabile dalle conoscenze della biologia e della genetica\u201d (Costanzo Preve, <em>Individui liberati, comunit\u00e0 solidali. Sulla questione della societ\u00e0 degli individui<\/em>, CRT, Pistoia, 1998, p. 10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Ai tempi classici non sono succeduti soltanto \u2018secoli bui\u2019, come ama sostenere la ricostruzione ideologica moderna per legittimarsi, ma tradizioni filosofiche e culturali originali e (almeno in parte) positive, come lo stesso cristianesimo europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SIMONE GARILLI (ARS Mantova) &nbsp; In questo breve saggio tenter\u00f2 di delineare una solida proposta filosofica a fondamento e sostegno della prospettiva sovranista, attraverso gli insegnamenti del filosofo torinese Costanzo Preve, scomparso nel novembre del 2013. Per farlo, divider\u00f2 il saggio in cinque parti logicamente correlate. Innanzitutto sar\u00e0 utile rispondere ad una domanda inattuale: cos\u2019\u00e8 la filosofia? 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