{"id":1431,"date":"2010-03-31T19:19:03","date_gmt":"2010-03-31T18:19:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1431"},"modified":"2010-03-31T19:19:03","modified_gmt":"2010-03-31T18:19:03","slug":"proposte-per-lalternativa-valorizzare-il-lavoro-non-soltanto-subordinato-ma-anche-autonomo-in-tutte-le-sue-forme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1431","title":{"rendered":"Proposte per l&#039;Alternativa: valorizzare il lavoro, non soltanto subordinato ma anche autonomo, in tutte le sue forme"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\"><font size=\"3\">di <strong>Stefano D&#39;Andrea<\/strong><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><font color=\"#000000\"><font size=\"3\">Premessa<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" size=\"3\">Con questo articolo proseguiamo il nostro &ldquo;Che fare?&rdquo; e ci auguriamo di recare un contributo al dibattito, avviato meritoriamente da Giulietto Chiesa, volto alla costituzione di una formazione politica che non sia &ldquo;n&eacute; comunista n&eacute; di sinistra&rdquo; (sono parole di Giulietto Chiesa) e che ovviamente non dovr&agrave; essere n&eacute; fascista n&eacute; di destra.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" size=\"3\">In un precedente articolo abbiamo preso le mosse da un importante e breve saggio di Marino Badiale e Massimo Bontempelli, <em>Lettera dal fondo dello sfacelo<\/em>, del quale abbiamo condiviso la premessa e l&#39;obiettivo, ridefinendo quest&#39;ultimo in modo, crediamo, pi&ugrave; preciso: &quot;<em>occorre far nascere un partito che contesti le idee che negli ultimi&nbsp;trenta anni hanno guidato e mosso le scelte politiche e quindi la legislazione dei rapporti sociali, economici, civili, umani e politici e che si faccia portatore delle idee opposte. Far nascere un simile partito deve essere l&#39;unico obiettivo di chi voglia lottare per risollevare il nostro paese dalla situazione di sfacelo nella quale &egrave; venuto a trovarsi<\/em>&quot; (l&#39;articolo si pu&ograve; leggere <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1370\">qui<\/a>).&nbsp;<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Un&rsquo;idea che ha dominato e condotto la legislazione, (almeno) negli ultimi venti anni, &egrave; stata senz&rsquo;altro quella di valorizzare il capitale a danno del lavoro. Questa idea ha dominato sia la legislazione emanata dal centrosinistra, sia la legislazione emanata dal centrodestra; e ha dominato anche la legislazione emanata dai governi tecnici che hanno preceduto la (e aperto la strada alla) formazione del <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">partito unico delle due coalizioni<\/i>.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Come &egrave; naturale, <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>nessun attore politico <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>(se si eccettuano sporadiche e poco rilevanti eccezioni) ha mai asserito espressamente e pubblicamente che si dovesse valorizzare il capitale a scapito del lavoro. L&rsquo;idea, con particolare riguardo al lavoro subordinato, <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>&egrave; stata <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">nascosta<\/i> dalla invocazione della <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">necessit&agrave;<\/i>: il &ldquo;mercato&rdquo; del lavoro in Italia sarebbe stato ingessato; senza le <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">necessarie<\/i> riforme avremmo perso &ldquo;competitivit&agrave;&rdquo;; la globalizzazione (il mercato mondiale dei beni e dei servizi)<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>era una <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">necessit&agrave;<\/i> o addirittura un dato di fatto (e non un fine perseguito mediante l&rsquo;emanazione di leggi e la stipulazione di trattati internazionali), che &ldquo;imponeva&rdquo; di tener conto della concorrenza internazionale; urgeva dunque ed era anzi <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">necessario<\/i> rendere &ldquo;flessibile&rdquo; (ossia precario) il lavoro subordinato; cos&igrave; come era <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">necessario<\/i> <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>introdurre una crescente moderazione salariale; la &ldquo;gobba&rdquo; della curva delle prevedibili entrate e uscite dell&rsquo;inps, infine, avrebbe reso <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">necessarie<\/i> le riforme delle pensioni. <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">L&rsquo;idea<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">L&rsquo;idea &ldquo;opposta&rdquo; &egrave; che occorre valorizzare il lavoro.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Essendo pacifico che il lavoro subordinato &egrave; stato colpito con riforme che hanno inciso ora sulla stabilit&agrave; del rapporto, ora sull&rsquo;ammontare delle future pensioni, ora sul salario (mediante una prolungata politica di moderazione salariale), vogliamo soffermarci, pi&ugrave; con indicazioni che con spiegazioni, su altre riforme che hanno colpito il lavoro; con la precisazione che <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">il lavoro che &egrave; stato colpito non &egrave; soltanto quello dei lavoratori subordinati, bens&igrave; anche quello dei lavoratori autonomi<\/b>: quello veramente autonomo, non quello formalmente autonomo ma in realt&agrave; subordinato e anzi ultrasubordinato. Infatti, se &egrave; vero che il lavoro dipendente &egrave; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">subordinato<\/i> al capitale, &egrave; anche vero che il lavoro autonomo &egrave; (precisamente pu&ograve; essere) in <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">concorrenza<\/i> con il capitale o ha <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">per controparte<\/i> il capitale (&egrave; prestato a favore di quest&rsquo;ultimo). Le forme dello scontro tra capitale e lavoro, insomma, sono numerose e non riducibili al conflitto tra lavoro subordinato e capitale del datore di lavoro.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Il tema che stiamo per trattare, quindi, dovrebbe essere uno dei cardini della formazione politica che si vuole che nasca. Infatti, intendiamo soffermarci sulle riforme (o sulle interpretazioni di norme giuridiche) che hanno colpito il lavoro autonomo <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>al fine di dimostrare che <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">il partito che <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">deve<\/i> nascere<\/b> &ndash; deve perch&eacute; &egrave; l&rsquo;unica possibilit&agrave; per tentare di risollevare l&rsquo;Italia dalla situazione di sfacelo nella quale &egrave; caduta &ndash; <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">dovr&agrave; avere la capacit&agrave;, da un lato di unire i lavoratori, sia autonomi che subordinati, dall&rsquo;altro e previamente di individuare tutti i meccanismi giuridici con i quali il lavoro &egrave; stato colpito in modo da poter proporre controriforme<\/b>. Quei meccanismi appartengono <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>a tre specie. Quelli che hanno colpito direttamente il lavoro subordinato e che sono noti e indiscussi e che in questa occasione tralasceremo. Quelli che hanno colpito, sia pure indirettamente, il lavoro in s&eacute;, subordinato ed autonomo ed ai quali sar&agrave; dedicato un prossimo articolo. E quelli che hanno colpito direttamente il lavoro autonomo, che invece andiamo ad indicare e brevemente spiegare, perch&eacute; il &ldquo;mondo del lavoro&rdquo; (inteso purtroppo e maledettamente troppo spesso come il mondo del lavoro subordinato) si &egrave; sempre disinteressato ai problemi del lavoro autonomo (ovviamente &egrave; vero anche il contrario) ed anzi sovente ha aderito alle sirene neoliberiste e quindi &egrave; caduto nella trappola del capitale costruita, come al solito, attraverso la formula del <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">divide et impera<\/i>. <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">I liberi professionisti.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">I liberi professionisti sono stati colpiti in vario modo. Ci limitiamo a segnalare tre aggressioni che hanno svalutato il lavoro dei liberi professionista a vantaggio del capitale.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\">1.<\/span><\/b><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"> In primo luogo, i liberi professionisti sono stati colpiti dalla <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">abolizione dei minimi tariffari<\/b>. La ideologia comunemente definita neoliberista, che forse meglio si dovrebbe nominare &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">mercatista, globalista e concorrenzialista<\/i>&rdquo; ha sostenuto che la riforma era <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">necessaria<\/i> per affermare la regola del libero gioco della domanda e dell&rsquo;offerta: per introdurre la <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">concorrenza<\/i> in un settore protetto. Complessivamente, asserivano i sostenitori del pensiero unico, introdotta la riforma legislativa, sarebbero diminuiti i compensi percepiti dai liberi professionisti e ci&ograve; a tutto vantaggio dei &ldquo;clienti&rdquo; e quindi anche dei &ldquo;consumatori&rdquo;. Qui l&rsquo;obiettivo di impoverire i liberi professionisti era dichiarato ed esplicito. L&rsquo;impoverimento avrebbe dovuto consistere in tutta quella parte dei compensi che i professionisti riuscivano fino ad allora a percepire per mezzo dei minimi tariffari, i quali li sottraevano (secondo l&rsquo;ideologia concorrenzialista) al libero gioco della domanda e dell&rsquo;offerta.<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\">La premessa<\/span><\/b><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"> del ragionamento seguito dai sostenitori del pensiero unico <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">era falsa e perci&ograve; le conseguenze della modifica legislativa sono state diverse da quelle &ldquo;previste&rdquo;<\/b> (in buona o mala fede). Credo di poter dire con assoluta certezza che in questi anni <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>non &egrave; mai accaduto che un comune cittadino, anche nella qualit&agrave; di piccolo imprenditore o commerciante, si sia presentato da un libero professionista comportandosi nel modo (falsamente) presupposto dai teorici neoliberisti. Consideriamo, per esigenze di semplificazione, la figura dell&rsquo;avvocato. Il comune cittadino, che magari si presenta dall&rsquo;avvocato per sottoporgli casi di modesto valore, non vuole comportarsi come presuppongono i <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>&ldquo;concorrenzialisti&rdquo;; non ama comportarsi in quel modo; non lo reputa giusto n&eacute;, soprattutto, opportuno, perch&eacute; sa che se si reca da tre avvocati per chiedere i &ldquo;prezzi&rdquo; e li fa lavorare (tra appuntamenti, colloqui<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>e studio preliminare del caso) anche soltanto sei ore ciascuno deve intanto retribuirli per le (almeno) diciotto ore di lavoro. Il cittadino &egrave; un uomo serio, dotato di moralit&agrave; e senso di responsabilit&agrave; e rispetto per il lavoro altrui (al pi&ugrave; &egrave; disonesto perch&eacute; non paga); non &egrave; lo stupido, arido, aziendalistico, miserabile <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">homo oeconomicus<\/i> che i concorrenzialisti economicisti credono che sia &#8211; in realt&agrave; i concorrenzialisti pi&ugrave; intelligenti e quindi pi&ugrave; malefici sanno che il cittadino non &egrave; come la loro pseudoteoria presuppone e vogliono mutamenti legislativi volti a <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">trasformare il cittadino in quell&rsquo;essere bestiale e senza dignit&agrave; presupposto dalla loro pseudoscienza<\/b>.<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Si potrebbe obiettare che se nulla &egrave; cambiato, allora l&rsquo;abolizione dei minimi tariffari non ha comportato un impoverimento dei liberi professionisti. Ma l&rsquo;obiezione sarebbe del tutto infondata. Perch&eacute; se il comune cittadino non ha approfittato dell&rsquo;abolizione dei minimi tariffari &ndash; non avrebbe saputo, non avrebbe voluto e non ne avrebbe avuto il potere &ndash; al contrario, <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">le grandi imprese capitalistiche (assicurazioni, banche e multinazionali di vario genere) <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>avendone il potere, hanno approfittato della nuova disciplina<\/b>. Prima erano costrette a stipulare convenzioni con i professionisti che prevedessero il pagamento dei minimi tariffari. Ora stipulano convenzioni che prevedono il pagamento di una percentuale dei minimi, per esempio il 60%. Con la conseguenza che il piccolo professionista che fatturava diecimila euro l&rsquo;anno ad una grande impresa, ora ne fatturer&agrave; seimila &ndash; quattromila euro <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">trasferiti dal lavoro del professionista al capitale<\/b> &ndash; e il grande professionista che ne fatturava centomila ne fatturer&agrave; sessantamila &ndash; quarantamila euro <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">trasferiti dal lavoro del professionista al capitale<\/b>. Soltanto le grandi imprese capitalistiche (e invero anche le pubbliche amministrazioni), le quali conferiscono pi&ugrave; incarichi annuali al professionista, e quindi possono approfittare del potere di ricatto fondato su<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>questa quantit&agrave; &#8211; la quale consente al professionista di lavorare al di sotto dei minimi, facendo affidamento su un certo flusso di denaro che assicuri il pagamento delle spese dello studio &ndash; hanno beneficiato dell&rsquo;abolizione del divieto di pattuire compensi inferiori ai minimi tariffari. Si &egrave; trattato, dunque, di un <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">puro trasferimento di ricchezza dal lavoro (autonomo) al capitale.<\/b> Trascuriamo, in questa sede, perch&eacute; fuori tema, il fatto che gli avvocati sono stati &ldquo;compensati&rdquo; con la possibilit&agrave; di stipulare un patto di quota lite &ndash; fino ad ora vietato da oltre duemila anni &#8211; <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>che essi hanno il potere di imporre ai pi&ugrave; poveri dei comuni cittadini, ma non certo alle grandi imprese capitalistiche. Alla fine coloro che ci hanno rimesso sono stati proprio i comuni cittadini (e segnatamente i pi&ugrave; poveri tra di essi), ossia coloro che secondo l&rsquo;ideologia e la pseudoscienza neoliberista, avrebbero dovuto trarre vantaggio dalla riforma legislativa.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\">2.<\/span><\/b><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"> In secondo luogo i liberi professionisti sono stati colpiti dal fatto che il legislatore non ha difeso e anzi ha lasciato aggredire ed eludere <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">il principio del carattere personalissimo della prestazione professionale<\/b>. L&rsquo;elusione &egrave; avvenuta a causa della diffusione dei grandi studi professionali di stampo angloamericano. Dispone, infatti, l&rsquo;art. 2232 cod. civ., sotto la rubrica &ldquo;Esecuzione dell&rsquo;opera&rdquo; che &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Il prestatore d&rsquo;opera deve eseguire personalmente l&rsquo;incarico assunto. Pu&ograve; tuttavia valersi, <\/i><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">sotto la propria direzione<\/b><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"> e responsabilit&agrave; di sostituti ed ausiliari, se la collaborazione di altri &egrave; consentita dal contratto o dagli usi e non &egrave; incompatibile con l&rsquo;oggetto della prestazione<\/i>&rdquo;. Orbene, <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">nessuna tenace lotta &egrave; stata condotta contro gli studi professionali angloamericani o di stampo angloamericano<\/b>, che si sono ampiamente diffusi e nei quali centinaia di &ldquo;liberi professionisti&rdquo; sono di fatto &ldquo;assunti&rdquo; (sono in realt&agrave; lavoratori subordinati con ampi tratti di lavoro servile), per lavorare mediamente (minimo) settanta ore a settimana, da pochi &ldquo;soci&rdquo;, i quali, gi&agrave; a causa dell&rsquo;enorme numero dei &ldquo;dipendenti&rdquo; e degli incarichi, si valgono di sostituti e ausiliari che, esattamente come avviene nelle grandi imprese, operano sotto la direzione di altri &ldquo;professionisti&rdquo; che, a loro volta, rispondono nei confronti di alcuni &ldquo;caposettore&rdquo;, i quali (al pi&ugrave;) operano sotto la direzione dei soci (quando questi ultimi non svolgono soltanto l&rsquo;attivit&agrave; di pubbliche relazioni). Questi studi di stampo angloamericano sono fondati essenzialmente sul capitale &#8211; e infatti implicano enormi investimenti di capitale (gli studi sovente acquistano, sia pure per interposta persona, immobili che valgono decine di milioni di euro nel centro delle grandi citt&agrave; italiane) &ndash; e su quella forma specifica di capitale che &egrave; costituita dalle pubbliche relazioni (&egrave; la legislazione o l&rsquo;orientamento giurisprudenziale che ammette i grandi studi di stampo angloamericano a &ldquo;trasformare&rdquo; in capitale le pubbliche relazioni). Orbene il principio del carattere personalissimo delle prestazioni professionali implica che se un libero professionista ha talmente tante capacit&agrave; nelle pubbliche relazioni da riuscire ad ottenere mille incarichi annuali, novecento li deve rifiutare, perch&eacute; &egrave; impossibile che gli incarichi vengano svolti <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>direttamente da s&eacute; medesimo o dagli ausiliari sotto la sua personale direzione. Invece, di fatto, si consente di aggirare il divieto ammettendo la costituzione di quelle che, al di l&agrave; della forma, sono <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">societ&agrave; di capitali che svolgono attivit&agrave; professionale mediante &ldquo;professionisti dipendenti&rdquo; (anche se formalmente autonomi), sebbene, talvolta, ben pagati<\/b>. E&rsquo; agevole concludere che, ammettendo la possibilit&agrave; di costituire validamente questi grandi studi professionali,<b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"> si trasferisce ricchezza dal lavoro <\/b>(dei professionisti dipendenti e dei professionisti che non operano nella &ldquo;forma&rdquo; del grande studio, i quali, se non esistessero i grandi studi professionali, avrebbero un maggior numero di incarichi)<b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"> al capitale<\/b> (appartenente a coloro che, avendo molte relazioni importanti e soldi da investire e magari ignorando completamente i principi essenziali della professione, sono &ldquo;soci&rdquo; del grande studio professionale). Ed &egrave; appena il caso di osservare che i professionisti formalmente autonomi sono vincolati da un rapporto che ha tutti i lati negativi del rapporto di lavoro subordinato (in particolare la specializzazione) e non ne ha invece le tutele (orari anche doppi rispetto al lavoratore subordinato; nessuna garanzia contro il &ldquo;licenziamento&rdquo;, che ovviamente non sar&agrave; denominato cos&igrave; ma che &egrave; un vero e proprio licenziamento; e cos&igrave; via). <o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Anche in questo caso il lavoro &egrave; stato colpito lasciando libero di operare il principio della <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">libera concorrenza<\/i>, che &egrave; stata intesa come possibile concorrenza del capitale &#8211; che si avvale di lavoro subordinato (formalmente libero) &ndash; al lavoro autonomo.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\">3.<\/span><\/b><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"> Infine, i liberi professionisti (e i cittadini pi&ugrave; poveri e meno in grado di scegliere i professionisti che forniscono un servizio di qualit&agrave;) sono stati colpiti dalla ideologia della concorrenza in un terzo modo: attraverso l&rsquo;abbassamento dei criteri di valutazione degli aspiranti professionisti negli esami di abilitazione alla professione il quale ha consentito a migliaia di persone laureate o diplomate di esercitare la professione dopo aver superato un facile esame di abilitazione.<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">L&rsquo;ideologia concorrenzialista ha tuonato contro la stessa esistenza di esami di abilitazione (ma c&rsquo;&egrave; fortunatamente un articolo della Costituzione, che li prevede: art. 33, comma 5 ) e a favore dell&rsquo;abolizione del valore legale dei titoli di studio. E&rsquo; il &ldquo;mercato&rdquo; che dovrebbe decidere chi pu&ograve; e chi non pu&ograve; fare il libero professionista; ed &egrave; il &ldquo;mercato&rdquo; che dovrebbe decidere se un professionista deve avere molti o pochi clienti. Di questo passo la strada per l&rsquo;ammissibilit&agrave; della pubblicit&agrave; relativa alle attivit&agrave; professionali sar&agrave; presto aperta (e infatti gi&agrave; si sono avuti i primi varchi).<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Orbene, le conseguenze di un numero elevato di professionisti e della mancanza di un severo esame volto ad accertare la preparazione dei medesimi &#8211; le conseguenze vere, non quelle asserite dai sostenitori della pseudoteoria mercatista &#8211; sono le seguenti: <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">i)<\/i> abbassamento del livello medio delle prestazioni professionali; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">ii)<\/i> riduzione dei compensi dei professionisti; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">iii)<\/i> crescita delle spese, perch&eacute; nel mercato aperto delle professioni, non diversamente dal mercato aperto dei beni e degli altri servizi, l&rsquo;immagine diventa importante: e immagine significa costi.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">I commercianti.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Anche il lavoro dei commercianti &egrave; stato aggredito dalla ideologia concorrenzialista. Invero i commercianti conferiscono necessariamente nell&rsquo;attivit&agrave; economica un capitale. Ebbene, la ideologia concorrenzialista ha aggredito non soltanto il lavoro, bens&igrave; anche il capitale (sovente un modesto capitale) dei piccoli commercianti.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Segnalo tre aggressioni, tutte dipendenti dall&rsquo;affermazione del &ldquo;valore&rdquo; della concorrenza: la diffusione del contratto di franchising; la proliferazione dei grandi centri commerciali; la sostanziale liberalizzazione delle licenze.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\">1.<\/span><\/b><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"> Il franchising, generalmente &ldquo;tradotto&rdquo; dai giuristi come contratto di affiliazione, meglio dovrebbe essere definito come contratto di sottomissione. Il suo contenuto, infatti, pur variando da caso a caso, pu&ograve; giungere ad essere il seguente: <\/span><\/font><font color=\"#000000\" size=\"3\">1) tu affiliato (sottomesso) ti obblighi a prendere in locazione un immobile nella zona da me indicata o sulla quale consento; i metri quadri che deve avere te li indico io 2) lo arredi come dico io; o meglio se intendi arredarlo devi acquistare gli arredamenti da me, compresi manifesti pubblicitari e simili; 3) fai vestire il personale come ti indico io; 4) acquisti da me la merce, e ti dico il minimo che devi acquistarne (per esempio 200.000 euro di merce); 5) ti &egrave; vietato acquistare merce da altre imprese; 6) devi pagare una somma (per esempio 150.000 euro) per entrare nella mia rete commerciale. &quot;In cambio&quot;, io affiliante, <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">a)<\/i> ti faccio vendere (in esclusiva, ma non sempre) nella zona prodotti con il mio marchio; e<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"> b)<\/i> ti insegno a vendere, ossia ti do il cosiddetto know how, altro termine ipocrita, cos&igrave; come il termine affiliazione. Infatti, si deve osservare: <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">i)<\/i> che se l&#39;affiliato ha l&#39;obbligo di acquistare merci dall&#39;affiliante (o comunque l&rsquo;obbligo di non acquistare merci da altri fornitori), il diritto <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">sub<\/i> a) non &egrave; tale: un comportamento dovuto non pu&ograve; essere contemporaneamente oggetto di un diritto;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"> ii)<\/i> che il saper vendere (il know how), a parte costosi &quot;corsi&quot; che insegnano la gentilezza commerciale, si risolve nella imposizione degli obblighi relativi all&#39;ampiezza, ubicazione e arredamento dei locali e al vestiario delle commesse e nell&rsquo;uso delle insegne e del marchio che l&rsquo;affiliato &egrave; tenuto ad utilizare.<br \/>\n\tChe scambio si realizza con il franchising? Nessuno: io mi asservo e in cambio tu mi asservi.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" size=\"3\">La validit&agrave; di tale contratto atipico si &egrave; andata affermando, in primo luogo, sotto la spinta di una giurisprudenza esterofila che consentiva la licenza di marchio e di insegna anche quando esse dovevano considerarsi vietate e poi in forza di una modifica legislativa dell&rsquo;art. 2573 cod. civ. avvenuta, ovviamente, per la necessit&agrave; di adeguare il diritto interno al diritto comunitario.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" size=\"3\">Tutti possono constatare come in molti settori commerciali quasi non vi siano negozi che non siano in franchising e come, per ragioni che &egrave; agevole comprendere e che perci&ograve; non vale la pena spiegare, il franchising vada diffondendosi sempre pi&ugrave;, imponendo cos&igrave; ai commercianti di ritirarsi o di sottomettersi. E&rsquo; agevole osservare che i commercianti in franchising hanno perduto autonomia rispetto ad un tempo (e per certi versi sono pi&ugrave; subordinati dei lavoratori dipendenti) ed abbiano mediamente perduto guadagni a favore dei produttori titolari dei marchi e dell&rsquo;insegna. Ancora una volta <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">un puro trasferimento di ricchezza dal lavoro del piccolo commerciante (o dal piccolo capitale risparmiato dal medesimo) al grande capitale<\/b>.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\">2.<\/span><\/b><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"> La politica volta ad agevolare la diffusione e moltiplicazione dei centri commerciali ha imposto a molti commercianti contratti di affitto molto onerosi e che prevedono royalty altrettanto onerose a favore dei proprietari dei grandi centri commerciali. Inoltre anche l&rsquo;arredamento di tali negozi &egrave; molto oneroso, al punto da imporre mutui e notevoli scoperti con le banche (e quindi il pagamento di interessi). Se poi si considera che molti di quei negozi sono in franchising si comprende agevolmente come oggi i negozianti guadagnino (proporzionalmente) molto meno rispetto a venti anni fa. Essi lavorano anche settanta ore a settimana per valorizzare il capitale (il capitale marchio; il capitale insegna; il capitale immobiliare; il capitale del produttore).<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\">3.<\/span><\/b><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"> Infine anche la riforma del commercio, che ha eliminato o ampiamente ridotto i presupposti delle licenze, al fine di introdurre la mortifera e diabolica <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">concorrenza<\/i>, ha ridotto il valore del lavoro dei commercianti. Se per esempio consideriamo i bar, possiamo agevolmente constatare che quasi tutti hanno dovuto sostenere grandi investimenti, per banconi, macchine, tavoli e servizio, imposti, ancora una volta dalla <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">concorrenza<\/i>. Grandi investimenti significa ingenti debiti e quindi notevoli interessi pagati alle banche.<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">In conclusione &egrave; certo che, mediamente, oggi i commercianti, sebbene lavorino molto pi&ugrave; rispetto a venti anni fa (sono tanti i giorni di festa in cui, per una o altra ragione, i negozi sono aperti; nei centri commerciali, poi, essi sono sempre aperti), guadagnano molto meno di quello che guadagnavano venti anni fa.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Sintesi.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\">Il concetto ideologico che ha colpito il lavoro, subordinato o autonomo, &egrave; stato il concetto di concorrenza<\/span><\/b><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\">. Concorrenza tra operai appartenenti ai diversi paesi europei e concorrenza dei nostri operai con gli operai dei paesi &ldquo;in via di sviluppo&rdquo;. Concorrenza tra professionisti, concorrenza del capitale (grandi studi professionali) con il lavoro autonomo; concorrenza tra commercianti. Lottare contro questo concetto non significa desiderare i monopoli e gli oligopoli. Significa non essere fanatici della continua trasformazione; del continuo reinvestimento; del generale indebitamento dei piccoli imprenditori; della lotta abominevole dei professionisti per la conquista del cliente. Significa proteggere il lavoro subordinato italiano mettendo in discussione la libera circolazione delle merci e dei capitali (quindi le delocalizzazioni) e cio&egrave;, da un lato, la cosiddetta globalizzazione (un obiettivo che &egrave; stato perseguito, non una situazione di fatto o una necessit&agrave;, come &egrave; stato sostenuto), dall&rsquo;altro, il mercato unico europeo.<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Si tratta di un concetto ideologico, come ben spiega il <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">franchising<\/i>, il quale, essendo per lo pi&ugrave; caratterizzato dall&rsquo;esclusiva, &egrave; intrinsecamente una limitazione della concorrenza (la quale, ovviamente, viene invocata quando serve agli interessi del capitale, non quando li ostacola).<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Ci hanno messo gli uni contro gli altri a lottare ferocemente per resistere e spesso a lavorare per le banche titolari dei crediti, perch&eacute; per resistere siamo stati costretti a contrarre debiti. L&rsquo;ideologia diceva che sarebbero scesi i prezzi (la concorrenza farebbe scendere i prezzi). Ma se ci&ograve; &egrave; stato vero, non ne &egrave; derivato un maggiore nostro risparmio, essendo quest&rsquo;ultimo (per ragioni che meriterebbero un altro articolo) diminuito di trenta punti in percentuale proprio negli anni della concorrenza. L&rsquo;effetto sicuro &egrave; che il lavoro &ndash; autonomo o subordinato &ndash; si &egrave; mediamente svalorizzato a favore del capitale.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">La formazione politica che deve nascere dovr&agrave; avere <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">un programma chiaro, che &egrave; il seguente<\/b>: stabilizzare il rapporto di lavoro subordinato; cessare la politica di moderazione salariale; evitare la concorrenza dei nostri operai con gli operai dei paesi in via di sviluppo, per mezzo delle necessarie misure protezionistiche (le quali sono esercizio della sovranit&agrave;); seri esami di abilitazione all&rsquo;esercizio delle professioni; minimi tariffari; divieto della licenza di insegna e di marchio (Benetton e i suoi simili acquistino gli immobili da adibire a negozi, assumano i dipendenti e vendano al dettaglio con i rischi che ne conseguono; oppure si limitino a vendere la merce a chiunque ne faccia loro richiesta senza poter pretendere l&rsquo;esclusiva); chiusura dei grandi centri commerciali (osceni anche per mille altre ragioni); reintroduzione di una razionale disciplina delle licenze di commercio (purtroppo non ho conoscenza alcuna del settore agricolo; ma &egrave; chiaro che il programma dovr&agrave; essere integrato con provvedimento a favore dei produttori e che vadano a sfavore degli intermediari). <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">E&rsquo; la nostra tradizione, che abbiamo gettato nella pattumiera per immergerci e affogare nel mercato globale e nel mercato unico europeo<\/b>.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Un simile programma &egrave; idoneo a persuadere un&rsquo;ampia base sociale, che invece &egrave; sempre stata divisa. Per colpa del centrosinistra, che ha continuato (a parole) a difendere il solo lavoro subordinato (che invece veniva sacrificato nei fatti); e per &ldquo;merito&rdquo; del centrodestra, il quale, collocando dalla stessa parte tutti coloro &ldquo;che si fanno da s&eacute;&rdquo;, &ldquo;che sono liberi&rdquo;, &ldquo;che producono&rdquo;, &ldquo;che hanno inventiva&rdquo;, &egrave; riuscito ad unificare in un&#39;unica categoria il barbiere di periferia di una cittadina di provincia e Berlusconi.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Deve, tuttavia, essere chiaro che l&rsquo;adozione di un simile programma implica che la forza politica che ci auguriamo che nasca sia <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">contraria alla libera circolazione delle merci e dei capitali e quindi antieuropeista<\/b> (il diritto comunitario prevede il franchising; consente al praticante avvocato di recarsi in Spagna e di diventare avvocato senza superare un esame di abilitazione; non consente misure protezionistiche; ecc.). N&eacute; ha alcun senso sfuggire alla necessit&agrave; dell&rsquo;antieuropeismo sostenendo che si &egrave; contro questa Europa e a favore di un&rsquo;altra Europa. Sarebbe pura ipocrisia (se si &egrave; in mala fede) o ingenuit&agrave; (se si &egrave; in buona fede). L&rsquo;Europa &egrave; quella che &egrave;; quella che risulta dai trattati europei, i quali hanno una storia di parecchi decenni. Al pi&ugrave; possiamo ammettere che i buonisti continuino a dire che essi vogliono un&rsquo;altra Europa, che ci sar&agrave; tra trent&rsquo;anni. Ora per&ograve; sono chiamati a distruggere l&rsquo;Europa che c&rsquo;&egrave;.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\"><o:p>ARTICOLI CORRELATI <em>Lavoro subordinato: che fare?<\/em> <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1527\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1527<\/a><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano D&#39;Andrea Premessa Con questo articolo proseguiamo il nostro &ldquo;Che fare?&rdquo; e ci auguriamo di recare un contributo al dibattito, avviato meritoriamente da Giulietto Chiesa, volto alla costituzione di una formazione politica che non sia &ldquo;n&eacute; comunista n&eacute; di sinistra&rdquo; (sono parole di Giulietto Chiesa) e che ovviamente non dovr&agrave; essere n&eacute; fascista n&eacute; di destra. 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